Lucy Daniel Raby.
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L'Elfo del Nord.
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Traduzione di: Simona Mambrini.
PIEMME Editrice.
Junior BESTSELLER. IL BATTELLO A VAPORE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nickolai  l'ultimo autentico elfo rimasto sulla Terra, scampato al terribile destino del suo popolo grazie al provvidenziale intervento di una renna dotata di poteri magici. Cos  cresciuto tra gli uomini, ignaro delle proprie origini. Ma quando la perfida strega Magda decide di rubare ai bambini la loro giovinezza, Nickolai deve partire per un lungo viaggio verso nord per sconfiggere la strega... ed entrare nella leggenda.
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Prologo.
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Accadde al polo Nord, la notte del solstizio d'inverno, molti secoli fa.
Era il periodo pi buio dell'anno. Il sole non sorgeva da diversi mesi e la luna rifulgeva incessantemente sulle bianche distese nevose. Il vento gelido spazzava le vaste lande deserte. Le luci dell'aurora boreale danzavano in cielo, pennellando la volta celeste di scintillanti riflessi rosa, verde e giallo tenue e dando vita a uno spettacolo talmente grandioso da togliere il fiato. Peccato che, tranne i lupi artici e gli orsi polari, non ci fosse nessuno ad ammirarlo.
Allo scoccare della mezzanotte, un sordo boato riecheggi dalle profondit. Il ghiaccio scricchiol e si sollev con un fremito spaventoso. Un rumore assordante squarci l'aria e una gigantesca voragine si apr nella superficie ghiacciata. Se qualcuno avesse scrutato in quell'abisso, avrebbe visto il luogo pi strano della Terra. Celato nelle viscere della calotta polare si estendeva un mondo segreto di anfratti e cunicoli di ogni forma e dimensione: antri maestosi, grandi quanto l'interno di una cattedrale, con tanto di pilastri e volte a botte, una sfilza di grotte tra loro comunicanti e un fitto intersecarsi di gallerie formavano un dedalo intricatissimo. Era il genere di luogo dove ci si poteva perdere per sempre.
Quell'immenso labirinto era pieno di strane formazioni rocciose, come le stalagmiti e le stalattiti che spuntavano dalla superficie di ghiaccio e ricoprivano il soffitto e le pareti. Se si escludeva il lento gocciolio dell'acqua, in quel luogo spettrale regnava il silenzio pi assoluto. Anche il buio era totale, appena contrastato da un'innaturale luminescenza bluastra che filtrava dall'alto.
Come una creatura curiosa, l'aurora boreale si curv a sbirciare nella voragine e penetr all'interno con i suoi riflessi brillanti, illuminandone le cavit pi recondite.
Per alcuni, magici istanti le luci dell'aurora boreale entrarono in contatto con le forze magnetiche della Terra. Poi, un'enorme esplosione di energia liber uno sciame di minuscole creature alate, simili a insetti ronzanti. Erano le fatine della Luce, cos rapide e sfolgoranti che a malapena sarebbero risultate visibili, anche a un occhio attento. Si riversarono nelle grotte, svolazzando da tutte le parti e sfiorando le rocce inanimate che presero vita sotto il loro lieve tocco trasformandosi in meravigliose creature dalle orecchie appuntite e dai luccicanti occhi blu come il ghiaccio.
Fu cos che nacquero i primi elfi e venne creato il reame degli elfi.
Tra crepitii e scricchiolii, la superficie del ghiaccio si richiuse cos come si era aperta, nascondendo quel luogo fatato agli occhi indiscreti del mondo.
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Capitolo 1.
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LE LUCI SI SPENGONO.
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Nickolai era seduto in grembo a sua madre e trillava di gioia mentre la slitta sfrecciava a folle velocit, infilando una galleria dopo l'altra. Aveva a malapena un anno, ma era grande per la sua et.
Come tutti i piccoli elfi, Nickolai aveva le orecchie a punta e gli occhi color fiordaliso. Le guance paffute erano rosse per l'eccitazione e le orecchie guizzavano al fischio del vento che gli scompigliava i boccoli biondi. Era un autentico spasso!
Elvina, la sua fatina, invece non si stava affatto divertendo.
Schiacciata contro il petto di Nickolai, tremava tutta, emettendo striduli urletti strozzati. Ogni tanto sbirciava timidamente fuori, lasciandosi sfuggire uno squittio allarmato ogni volta che sterzavano per prendere una curva. Era un tipetto nervoso, Elvina. Una bella sfortuna se sei la fatina di un elfo con la stoffa del pilota!
Era l'annuale corsa di slitte del solstizio d'inverno, l'evento pi importante del calendario degli elfi.
Il circuito si snodava lungo l'intera citt sotterranea e le slitte scivolavano sulla pista di ghiaccio, si infilavano in vicoli strettissimi, prendevano lo slancio ruotando intorno ai cortili, per librarsi infine sopra la testa della folla.
Non si trattava di slitte comuni. Queste erano dipinte con colori vivaci e ornate da una miriade di sonagli che tintinnavano sonoramente. I conducenti stringevano le redini nelle mani, ma a esse non erano attaccati cani, n cavalli n altre bestie da traino. Non c'erano ruote o motori. Le slitte sfrecciavano a mezz'aria a velocit pazzesche.
La forza propulsiva che le faceva muovere era talmente misteriosa che nessun essere umano avrebbe mai potuto comprenderne l'essenza. Le slitte erano spinte dalle invisibili forze magnetiche del Polo Nord.
Nel corso dei secoli, gli elfi avevano scoperto di riuscire a intercettare queste forze: bastava che si concentrassero e muovessero le orecchie a punta fino a trovare la giusta posizione. Una volta "attivato il collegamento", potevano usare questa energia per azionare le slitte e tutti gli altri marchingegni di loro invenzione. Un complicato sistema di trasporto su slitte si estendeva per tutto il reame ed erano occorsi parecchi anni di pratica per mettere a punto le tecniche di guida.
Ma non c'era nessuno pi esperto di Ella, la madre di Nickolai,che era stata iniziata a quest'arte fin da bambina. Dietro quello scricciolo dai capelli chiari e l'aria fragile, si celava una volont d'acciaio.
Suo marito era stato travolto da una valanga, lasciandola vedova molto giovane e con un bambino appena nato da sfamare. Era stata dura, ma Ella aveva stretto i denti, determinata ad assicurare un futuro migliore a se stessa e a suo figlio Perci si era dedicata ad affinare quelle arti praticate solitamente dai maschi. Nessuna donna aveva mai partecipato a una corsa di slitte prima di lei, e il solo farsi accettare come concorrente era stato un compito arduo.
Ma, grazie alla sua inflessibile forza di volont, era riuscita nell'impresa.
E adesso era determinata a vincere. Oltre al trofeo che troneggiava nella Piazza del Solstizio, al vincitore spettava un intero anno di speciali privilegi, cosa che sarebbe tornata molto utile nella sua situazione.
Avvicinandosi a una curva stretta, strinse a s il figlioletto. - Tieniti forte, Nickolai! Adesso arriva il bello!
Con una brusca sterzata, imboccarono il Viale del Grande Orso. Di fronte a loro si scorgeva un gruppo di altre slitte impegnate a superarsi e a tagliarsi la strada a vicenda, in una lotta senza esclusione di colpi per guadagnare la prima posizione.
Erano dirette di gran carriera verso lo slargo della Piazza del Solstizio, dove si trovava la linea del traguardo, costituita da una fila di ghiaccioli scintillanti sospesi sopra il varco.
- Avanti! Facciamolo insieme! - grid Ella, lasciando che Nickolai stringesse le redini con lei.
Mediante piccoli movimenti circolari delle orecchie capt l'energia che crepitava nell'aria.
Con uno scatto improvviso, la slitta si slanci in avanti a tutta velocit. Ella gett un'occhiata a suo figlio e si stup nel vedere che anche lui stava muovendo le orecchie, con la dimestichezza di un elfo adulto. La stava aiutando sul serio! Con un'abile manovra, raggiunse le altre slitte e le super in volata, portandosi in testa. Grida di incoraggiamento si levarono dal pubblico assiepato ai bordi della pista, mentre la loro slitta sfrecciava alla velocit della luce in dirittura d'arrivo.
Pochi secondi dopo, tagliarono la linea del traguardo, accolti dal boato di una folla immensa. Ella ridusse la velocit e arrest di colpo la slitta, che ruot diverse volte su se stessa prima di fermarsi definitivamente. Senza fiato, la vincitrice fece scorrere lo sguardo su quel mare di facce sorridenti, prima di abbracciare suo figlio e stringerlo forte al petto.
Ce l'avevano fatta!
- Abbiamo vinto! Abbiamo vinto! - grid trionfante, sollevando il piccolo Nickolai sopra la testa. Il bambino sorrideva beato agitando braccia e gambe paffute. La folla si strinse intorno con grande clamore per congratularsi con la prima donna vincitrice della grande corsa del solstizio d'inverno.
La Piazza del Solstizio era la piazza pi grande e pi importante della citt. Secondo la leggenda, era in quella grotta che, tanti anni prima, si era aperta la voragine e le luci dell'aurora boreale avevano plasmato il reame degli elfi. Le stesse luci che ora filtravano dall'alto, attraverso lo strato sottile della volta di ghiaccio.
Quella notte, la vigilia del solstizio d'inverno, raggiungevano la massima intensit e un'atmosfera gioiosa regnava in tutta la citt.
Centinaia di elfi vestiti a festa gremivano la grotta, con i cappelli a punta muniti di sonagli e gli abiti tagliati in una stoffa traslucida, che cambiava colore a seconda della luce.
Nugoli di fatine sciamavano tutt'intorno come insetti, ciascuna al seguito del proprio elfo, e nell'aria risuonava il brusio delle loro vocine squillanti. Non c'era elfo senza la sua brava fatina che gli svolazzasse intorno. Lo accompagnava come un'anima gemella fin dalla nascita, senza abbandonarlo mai un solo istante.
La banda attacc a suonare ed elfi ballerini cominciarono a danzare sulle note di quella musica fatata, eseguendo elaborate figure nei loro costumi dai colori cangianti.
La piazza era piena di bancarelle che vendevano i dolci tradizionali della festa del solstizio d'inverno: crostate di biancospino, fiocchi di neve glassati, budini di polvere di stelle e sorbetti di ghiaccio caramellato. Inoltre, tra gli elfi era consuetudine scambiarsi doni in quel giorno speciale, per celebrare la ricorrenza della nascita del reame. Bambole dalle fattezze di fatine che si illuminavano se gli si sorrideva, slitte giocattolo comandate telepaticamente, modellini in miniatura del reame degli elfi popolati da centinaia di figurine.
Dall'alto del suo trono di ghiaccio scolpito, il re Vilmar presiedeva ai festeggiamenti. Vilmar era un discendente diretto del Primo Elfo e si diceva avesse almeno mille anni. Era piccolo e raggrinzito, con una lunga barba bianca e scintillanti occhi azzurri che quasi scomparivano nel viso rugoso. Portava una corona di cristallo e un lungo manto bianco bordato d'argento. Era estremamente saggio e gentile, e dispensava sorrisi benevoli ai suoi sudditi festanti.
All'approssimarsi della mezzanotte, la festa si preparava a raggiungere il culmine. Si udirono i rintocchi di un'enorme campana di ghiaccio. La folla si azzitt mentre il vecchio re si alzava in piedi a fatica e afferrava la coppa del solstizio, un magnifico trofeo intagliato in un cristallo di ghiaccio.
Tenne la coppa sollevata in modo che tutti potessero vederla.
Allo scoccare dell'ultimo rintocco, una lama di luce intensa penetr attraverso la volta della grotta e avvolse la coppa in un alone scintillante. Gli elfi rimasero a bocca aperta per lo stupore. Nel silenzio, si ud risuonare soltanto la voce incrinata del vecchio Vilmar.
-  con immenso piacere che consegno la coppa del solstizio ai vincitori di quest'anno - annunci.- Ella Filidargento e suo figlio Nickolai.
Un boato di approvazione si lev dalla folla mentre Ella si dirigeva verso il palco, con Nickolai stretto al petto. Il piccolo gongolava per tutta quella attenzione ed Ella avanzava con aria trasognata. Ma era decisa a non farsi sopraffare dall'emozione. Era una campionessa, ora.
Si present al cospetto del re e fece un profondo inchino. Poi si raddrizz e guard dritto nei vecchi occhi di Vilmar che si raggrinzirono tutti nel sorriderle teneramente.
- Ottimo lavoro, mia cara! - disse in un bisbiglio.
- Ho sempre saputo che potevi farcela!
Vilmar cinse le spalle di Ella con il manto del vincitore. Era "di velluto rosso, orlato da una folta pelliccia bianca e dotato di un cappuccio rosso, anch'esso bordato di pelliccia. Indossarlo era un sommo onore ed Ella era perfettamente consapevole di essere la prima donna elfo a riceverlo.
Poi Vilmar le porse la coppa tra gli applausi scroscianti.
Nickolai tese le manine grassocce, attirato dal suo sfolgorio multicolore. Gorgogli di soddisfazione quando sua madre gliela fece tenere insieme a lei e si voltarono verso la folla. Gli elfi andarono in delirio e si misero ad acclamarli con quanto fiato avevano in gola, lanciando in aria i cappelli, che tintinnavano allegramente. La banda riprese a suonare e tutti si scatenarono in danze sfrenate.
Da principio la folla non si accorse subito del cupo brontolio che proveniva dalle viscere della Terra. Ma via via che il rumore aumentava, la grotta prese a tremare.
La musica si smorz e gli elfi smisero di danzare e si guardarono l'un l'altro, allarmati. Ora le scosse erano diventate violente e il brontolio si era trasformato in un boato. Dal pavimento ghiacciato cominci a filtrare un fumo nero che satur l'ambiente di un odore pestilenziale.
Si ud uno schianto e sul suolo si apr una voragine seghettata, che faceva pensare a un ghigno sdentato. Annunciato da sibili e sfrigolii, dal ghigno scatur uno sbuffo di vapore acqueo, seguito da un'altra fumata nera. Gli elfi si avvicinarono cautamente al ciglio del baratro per sbirciare in basso e inorridirono.
Sotto di loro si aprivano le viscere della Terra, con il loro giallo magma ribollente e minaccioso.
Gli elfi indietreggiarono, atterriti, alla vista delle creature ripugnanti che avevano cominciato a riversarsi fuori dalla voragine. Lupi neri dalle fauci spalancate e schiumanti di rabbia, orribili mostri dai denti aguzzi e dagli artigli sfoderati, demoni rossi che si contorcevano e si dimenavano freneticamente.
Finch, in mezzo a quella bolgia, non emerse la creatura pi terribile di tutte. La quintessenza della malvagit: un'orrenda megera dai grigi capelli stopposi che le pendevano tutti sfilacciati sulle spalle, il viso smunto con la pelle cascante e verdastra, la bocca contorta in una smorfia che mostrava i pochi denti marci e rotti. Ma la cosa peggiore erano gli occhi: due orbite cave e buie, fiammeggianti d'odio.
La creatura immonda sal sempre pi in alto, fino a toccare la volta della grotta, torreggiando sulla massa di elfi.
- Bene bene - disse con una voce gracchiante carica di scherno. - Proprio una bella scenetta -. Il suo alito pestilenziale riemp la grotta e gli elfi indietreggiarono per il ribrezzo.
Nickolai rimase a bocca aperta davanti a quello spettacolo mostruoso. Ella not che la sua fatina era sparita, ma da sotto la casacca di suo figlio si udiva un pigolio soffocato. Strinse forte a s Nickolai e, con il trofeo in mano, si fece silenziosamente strada tra la folla per riguadagnare la slitta.
Allo sgomento iniziale, segu il finimondo. La grotta cominci a riecheggiare di urla mentre gli elfi si sparpagliavano in tutte le direzioni per infilarsi nelle gallerie che conducevano fuori dalla piazza.
Ma i lupi sbarravano ogni via d'uscita. Le fatine, aggrappate agli elfi, strillavano terrorizzate.
Vilmar si alz faticosamente dal trono e, con passo malfermo, avanz verso la strega, puntandole contro un dito tremante. La gigantesca ombra della megera sovrastava la fragile figura del vecchio.
- Magda' - grid il re con voce vibrante di collera.
- Perch sei tornata? Eri stata esiliata per sempre!
Fu soltanto allora che gli elfi notarono che la strega aveva le orecchie a punta. Non normali orecchie da elfo, per, ma flosce e raggrinzite, con le
estremit bruciacchiate
- Ti ordino di abbandonare immediatamente il mio reame! - le intim Vilmar. - Torna da dove sei venuta! E porta con te le tue malvagie creature!
La strega scoppi in una risata malefica che sferz le pareti della grotta come una frustata. - Nemmeno per sogno! - sibil. - Non dopo tutti i secoli trascorsi in quel buco infernale. Guarda come mi sono ridotta!
- La colpa  soltanto tua! - replic Vilmar. - Tu hai voluto interferire con le forze! Eri un pericolo per tutti noi! Meritavi di essere bandita!
- Ma adesso sono tornata! - grid la strega, spandendo nella grotta uno spruzzo di bile fumante.
- Credevate di esservi liberati di me? Poveri illusi!
Durante il mio esilio ho accumulato le forze necessarie per riscattarmi! Stanotte il mio potere  al culmine e ho intenzione di riprendermi quel che mi appartiene!
Un gemito di terrore si lev dagli elfi. Tutti conoscevano il significato delle sue parole: si riferiva alle fatine!
- No! - url Vilmar.- Le fatine non ti appartengono!
Il loro posto  nel reame degli elfi!
- Non pi! - disse Magda con voce stridula.
- Ora sono mie, tutte mie!
E con un acuto grido di giubilo, scost la sua veste bruciacchiata e rivel una profonda cavit tenebrosa al posto del cuore.
Un vento impetuoso e ululante si rivers fuori da quel buco nero e impervers per la grotta, offuscando la lama di luce che illuminava l'ambiente dall'alto.
Le grida di terrore degli elfi raggiunsero il culmine mentre la luce veniva lentamente inghiottita dalle tenebre. Con un brusio assordante, le fatine si raccolsero insieme a formare una sfavillante sfera luminosa. Ma, un attimo dopo, anche loro venivano risucchiate nel buco nero, attratte da un'irresistibile forza magnetica.
Nello stesso momento, l'aurora boreale si spegneva sulla superficie terrestre, come se fosse improvvisamente calato un sipario. Il cielo si offusc e la grotta piomb nell'oscurit.
Uno dopo l'altro, gli elfi ammutolirono e divennero immobili come statue, ricoprendosi di cristalli di ghiaccio fino a trasformarsi di nuovo in rocce inanimate.
Ella corse con tutte le sue forze, inciampando nell'oscurit, respirando a fatica. Nella confusione generale, era sgattaiolata via inosservata, infilandosi in uno stretto cunicolo nascosto dietro una roccia.
La sua fatina le era stata strappata via insieme a tutte le altre, ma quella di Nickolai si teneva ancora saldamente attaccata al petto del bambino, almeno a giudicare dagli squittii soffocati che provenivano da sotto la sua casacca.
Nickolai piagnucolava e singhiozzava al ritmo della corsa di sua madre. Ella svolt e imbocc Viale Orione. Nonostante il buio pesto, conosceva la citt come le sue tasche e non aveva problemi a trovare la strada.
Un rumore alle sue spalle le fece balzare il cuore in gola: un cupo ululato riecheggi paurosamente lungo le gallerie.
Ella si volt a guardare e scorse nel buio il giallo bagliore di molte paia di occhi che avanzavano verso di lei. I lupi! Avevano fiutato le sue tracce! Con il cuore che batteva all'impazzata, scatt in avanti e svolt a sinistra. Gli ululati si facevano sempre pi vicini. Soffoc un grido di terrore scorgendo altri occhi gialli venire verso di lei dalla direzione opposta.
Era circondata!
Nickolai si mise a piangere pi forte ed Ella lo strinse tra le braccia e gli sussurr all'orecchio qualche parolina di conforto.
- Non ti preoccupare! La mamma non permetter che ti portino via!
Imbocc Vicolo Iperone, una tortuosa viuzza, nella speranza di far perdere le proprie tracce, e si lanci in una corsa a perdifiato, zigzagando attraverso quel labirinto di stradine.
Gli ululati dei lupi sfumarono in lontananza. Era riuscita a seminarli! Ella tir un sospiro di sollievo e svolt per uno stretto vicolo, avanzando a tentoni nel buio innaturale. Ancora qualche metro e sarebbe stata in salvo nella propria casa.
Un attimo dopo, si ferm di colpo e mand un gemito di disperazione. Davanti a lei si ergeva un massiccio muro di ghiaccio. Una slavina aveva bloccato la strada. Alle sue spalle, gli ululati tornarono a farsi vicini, finch in fondo al vicolo apparvero diverse sagome scure.
Erano in trappola!
Ella sent il cuore scoppiarle nel petto. Nickolai mand un urlo spaventato e inizi ad agitare freneticamente le orecchie. A un tratto, si ud uno spaventoso scricchiolio e il ghiaccio cominci a cedere e a franare tutt'intorno. Nella parete alla loro sinistra si era aperto uno stretto passaggio che saliva ripido verso la superficie. Ella rivolse uno sguardo meravigliato a suo figlio. Come aveva fatto? In fondo all'apertura, si intravedeva il fioco bagliore delle stelle.
Era la loro unica speranza. Normalmente era proibito agli elfi uscire in superficie, ma si trattava di un'emergenza. Ella si sistem Nickolai sulle spalle, si introdusse nella fenditura e cominci a inerpicarsi.
- Tieniti stretto! - url e Nickolai si avvinghi al suo corpo come una scimmietta. Ella si arrampic puntellandosi con mani e piedi. Sotto di loro, si udivano ringhi e ululati di frustrazione. Alcuni lupi cominciarono a raspare sul ghiaccio nel tentativo di inseguirli.
Dopo una salita che sembr durare un'eternit, Ella raggiunse la superficie e usc all'esterno. L'aria polare la sferz con una violenza inaudita. Doveva cercare di tenere al caldo il suo bambino. Si tolse il manto rosso e glielo avvolse intorno prima di mettersi a correre nella neve, con Nickolai stretto contro il petto. Il pianto del piccolo riecheggiava nel bianco paesaggio silenzioso. Ella si guard freneticamente intorno, alla ricerca di un riparo. Ma la distesa di neve e ghiaccio sembrava sconfinata. Alto nel cielo, il disco della luna emanava un pallido bagliore.
All'improvviso ripresero gli ululati Ella si volt a guardare e si sent gelare il sangue nelle vene. I lupi stavano sbucando fuori dal crepaccio! In qualche modo, erano riusciti a salire in superficie! Con un grido strozzato, Ella si mise a correre alla cieca, incespicando nella neve. Non aveva la minima idea di dove andare, ma fu la disperazione a guidarla. A un tratto, sent il terreno mancarle sotto i piedi e cadde. Nickolai le sfugg dalle braccia e atterr a qualche metro di distanza. Si tir su a sedere e tese le braccia verso sua madre, urlando a squarciagola:
- Mamma!
Ella si rialz in piedi e fece per corrergli incontro, ma a ogni passo sentiva i piedi farsi pi pesanti, come fossero di piombo. Uno strano torpore le invase le membra, mentre il corpo diventava sempre pi rigido. Con uno sforzo immenso, tese le braccia
verso il figlio
- Nickolai!
La sua voce riecheggi in lontananza prima di smorzarsi definitivamente. Un attimo dopo rimase immobile, con le braccia tese. Uno spesso strato di ghiaccio la ricopr, rendendo irriconoscibile la sua figura. In pochi secondi, si era trasformata in una statua di ghiaccio.
Nickolai rimase a fissare la forma senza vita che era stata sua madre e cominci a urlare con tutto il fiato che aveva nei polmoni. I lupi stavano puntando dritti verso di lui, con le lingue rosse penzoloni e
?gli occhi fiammeggianti. Le sue urla squarciarono l'aria gelida della notte mentre le belve lo circondavano minacciose, pronte a sbranarlo.
All'improvviso, dal nulla si materializz una sagoma gigantesca, che afferr il fagotto rosso con i denti e lo sollev per aria, sottraendolo alle fauci scattanti. Nickolai si sent sballottare da tutte le parti.
Le belve guairono per la frustrazione di essere rimaste a bocca asciutta. La sagoma si alz in volo e si allontan a tutta velocit, lasciandosi dietro una scia luminosa.

Capitolo 2
UN DONO DAL CIELO
La renna volante si libr in cielo tenendo stretto fra i denti il fagotto con il bambino. Dalle sue narici fuoriuscivano sbuffi di aria gelida e le enormi corna ramificate si inclinavano seguendo i movimenti della testa per mantenere la rotta verso sud.
In basso, una vasta distesa bianca sfavillava al chiaro di luna, mentre in alto si estendeva un'immensa volta nera come l'inchiostro, punteggiata di lucine.
Dopo un po', apparve una foresta di abeti, incappucciati da uno spesso strato di neve. Nickolai dormiva beato, cullato dal dondolio, mentre la foresta scivolava via al loro passaggio. Si stavano avvicinando al primo insediamento a sud del Polo, un piccolo agglomerato di case dal quale proveniva il balenio di qualche luce.
La renna prese a volare in cerchio e ad abbassarsi, muovendo la testa ora da una parte, ora dall'altra, come in cerca di qualcosa. Gli edifici si fecero pi vicini, rivelando i tetti spioventi e i comignoli sghembi, da alcuni dei quali fuoriusciva del fumo.
Sul versante nord della citt c'era una casetta pi piccola e misera delle altre, con un camino sul tetto ma senza traccia di fumo.
La renna plan, volteggiando sopra il comignolo.
Poi schiuse i denti e lasci andare il fardello. Nickolai cadde come un sasso. Si svegli di colpo e mand un grido terrorizzato mentre precipitava nella bocca aperta del camino e veniva inghiottito dall'oscurit.
Hannah fu la prima a svegliarsi. Lei e Joe si erano appisolati davanti al fuoco, ridotto ormai a un mucchio di ceneri fredde. Apr gli occhi e vide un bambino paffuto seduto nel focolare, infagottato in un mantello rosso, con il cappuccio avvolto intorno al capo. Era tutto sporco di fuliggine, ma sembrava illeso. Si guardava intorno con gli occhioni azzurri sgranati, battendo le palpebre per lo stupore. Poi, i loro sguardi si incrociarono. Hannah apr la bocca senza riuscire a emettere alcun suono. Tir Joe per la manica e l'uomo si svegli di soprassalto. Alla vista di quel bambino sporco e sgualcito, rimase a bocca aperta.
- Santi numi! Che diamine...?
Nickolai e i due anziani coniugi rimasero a fissarsi per alcuni istanti, ammutoliti. La coppia conduceva un'esistenza tranquilla e appartata, lontano dal trambusto della citt, e non era abituata alle sorprese.
Hannah era rotondetta e paciosa, con un paio di vivaci occhi azzurri e un sorriso gentile. Qualche ciocca grigia le sfuggiva da sotto una cuffia bianca accuratamente stirata e rammendata. Joe era un ometto dalla carnagione olivastra, con un viso lungo e stretto come quello di un cavallo, le tempie brizzolate e i capelli radi. Dal loro aspetto si capiva che non erano persone ricche. Gli umili abiti da lavoro di Joe avevano l'orlo consunto e mostravano numerosi rammendi. La sottana e il grembiule di Hannah erano tutti rattoppati.
Le guance rosse di Hannah si contrassero lievemente mentre osservava il piccolo. Si sfreg le mani, incerta sul da farsi. Non aveva nessuna esperienza di bambini. Quanto a Joe, continuava a fissare attonito davanti a s, senza dire una parola.
Nickolai fu il primo a reagire. Fece una smorfia e scoppi a piangere, stropicciandosi gli occhi con le manine fuligginose. Hannah cap che doveva aver vissuto un'esperienza terribile. Con il cuore in pena, si precipit verso il bambino singhiozzante e lo strinse tra le braccia.
- Su, su piccolino... non piangere...  tutto a posto...
- mormor con voce soave e cantilenante, cullandolo dolcemente. A poco a poco, il piccolo si tranquillizz.
Joe si alz dalla vecchia poltrona malconcia per chinarsi a guardare il bambino tra le braccia di sua moglie.- Che mi venga un colpo! Da dove diamine  arrivato?
- Non essere ridicolo, Joe! - lo rimprover Hannah.-
 evidente, no?
- Che cosa intendi dire? - chiese Joe, scuotendo la testa sconcertato.
Hannah gli rivolse uno sguardo eloquente. Le brillavano gli occhi e aveva le guance tutte rosse.
- Ma  ovvio! Questo  il bambino che abbiamo tanto desiderato!
Joe fece una faccia sbigottita. - Non dire stupidaggini!
- bofonchi.-  chiaro che qualcuno lo ha scaricato qui mentre dormivamo. Probabilmente una delle ragazze del villaggio...
- E come avrebbero fatto a entrare? - protest Hannah.- La porta  chiusa a chiave!
- Il solo modo in cui pu essere arrivato qui  attraverso il camino - borbott Joe, grattandosi la testa con lo sguardo rivolto al focolare.
-A ogni modo,sono sicura che chiunque sia stato, l'ha fatto per il bene del bambino - comment Hannah in tono sommesso, cullando Nickolai.- Povero piccino!
- Non mi sembra tanto piccino - disse Joe sbirciando le braccia e le gambe robuste di Nickolai.
- Proprio non capisco. Se la madre fosse stata di queste parti, ne avremmo saputo qualcosa.  una citt talmente piccola! -.A un tratto, il viso gli si illumin.
- Ma certo! Dev'essere stato qualcuno di passaggio!
Hannah sbuff con aria dubbiosa. - Ma se non passa mai nessuno da queste parti, tranne qualche Inuit! E decisamente non si tratta di un bambino inuit. Guardalo!
Joe ispezion il bambino. Capelli biondi, guance rosate. Sua moglie aveva ragione. Nel frattempo, Nickolai si era calmato. Aveva il pollice in bocca e li fissava con i suoi occhioni azzurri.
- E adesso ci vuole qualcosa di bello caldo da mettere nel pancino - disse Hannah.- E poi un bel bagnetto tiepido. E poi gli prepareremo un comodo lettino -. Mentre con un braccio continuava a cullare il bambino, con l'altro mise della legna nel caminetto e riattizz le braci.
- Ehi, aspetta un attimo! - farfugli Joe. - Non dovremmo consegnarlo alle autorit? Magari qualcuno lo sta cercando!
- Non credo proprio! - tagli corto Hannah.
- Tieni, reggilo un istante - aggiunse piazzandogli Nickolai tra le braccia. Aveva la consistenza di un sacco tiepido di barbabietole da zucchero e odorava di fuliggine e di neonato.- Ma... ma... - balbett Joe, ancora sconcertato - che cosa diremo alla gente? -.Gett un'occhiata a Nickolai, che lo fissava incuriosito.
Hannah riflett un attimo.- Diremo che  il figlio di una mia nipote che ce l'ha affidato, non potendo occuparsi di lui - rispose con fermezza, mettendo un pentolino di ghisa a scaldare sul fuoco.
- Ma... ma se abbiamo a malapena da mangiare per noi, figuriamoci per un bambino -. Joe osserv le gambette piene di Nickolai mentre lo soppesava.
- E pure bello robusto...
- Sciocchezze. Ci faremo bastare quel che abbiamo.
Vedrai, ci porter fortuna - disse Hannah in un tono che non ammetteva repliche. Prese Nickolai dalle braccia di Joe e continu ad affaccendarsi in giro per la stanza. Mentre il bambino si dimenava in braccio ad Hannah, il cappuccio gli scivol gi, scoprendo le orecchie a punta. Hannah e Joe rimasero impietriti a fissarle.
- Caspiterina! - esclam Joe.- Che cosa diamine sono?
Erano rosa e a forma di conchiglia, con le estremit appuntite. Non si poteva dire che fossero brutte da vedersi, ma di certo erano fuori dal comune.
- Credo che siano orecchie - disse Hannah riprendendosi dallo shock. - Un po' insolite, bisogna ammetterlo, ma io le trovo piuttosto carine. Ci faremo l'abitudine.
Gli accarezz una guancia e gli rivolse uno sguardo pieno di tenerezza. Per tutta risposta, Nickolai gorgogli felice e un sorrisone gli illumin il visin.
Di colpo, la tetra casetta sembr rischiararsi. Joe e Hannah trattennero il respiro, ammaliati.
- Oh, non  un amore? - sospir Hannah.
- In effetti  un bel bambino - concesse Joe.
- E queste sono davvero graziose, non  vero? -.
Hannah sfior con le dita la punta delle orecchie di Nickolai. Vedendole guizzare come quelle di un gatto, Joe e Hannah sobbalzarono per la sorpresa.
- Accidenti, questo s che  davvero strano! ...
... un mostro! - balbett Joe.
- Non  vero! - protest Hannah.- E non voglio sentire mai pi quella parola!  solo un po'... originale, ecco tutto.
- Ma non sappiamo nemmeno da dove viene! - obiett Joe. - E di certo non  un bambino come gli altri!
- Proprio cos! - gongol Hannah. -  un dono dal cielo. Ci  stato mandato per una ragione. E lui ha bisogno di noi! Perci d'ora in poi vivr qui, punto e basta!

La renna plan sulla foresta e prosegu il suo volo tra gli abeti, scrollando la neve dai rami al suo passaggio. All'altezza di una radura nel cuore della foresta, atterr leggiadramente e trotterell svelta verso un'apertura nascosta dietro uno spuntone roccioso.
La grotta era tiepida e l'aria era satura del fiato caldo degli animali. Un magnifico esemplare di renna maschio con un superbo paio di corna consumate dal tempo stava passeggiando su e gi nervosamente, pestando lo zoccolo per terra di quando in quando. Un'anziana renna era attorniata da un gruppo di giovani renne che la ascoltavano raccontare delle storie in tono sommesso.
Erano le creature pi meravigliose che esistessero sulla Terra. Avevano lunghe zampe, una pelliccia folta e morbida, screziata di bianco e marrone, eleganti musi affusolati e grandi occhi marroni e lucenti.
Le loro corna ramificate erano lisce come il velluto e si ergevano sul capo in elaborate conformazioni.
La renna pi anziana aveva un'aria fragile e si reggeva in piedi a fatica. Aveva il muso imbiancato e lo sguardo velato. Le sue corna erano coriacee e nodose e parlava con voce roca e tremula.
- E quando il dio Arkfel inond il cielo e la terra dei raggi di luce colorata che provenivano dalle sue magnifiche corna...
Il suo racconto fu interrotto dall'ingresso nella grotta di un'elegante renna.
- Cometa! Dove sei stata? - la rimprover Lancer, il capotrib, pestando lo zoccolo sul terreno.- Sei sparita al sorgere della luna! Ci hai fatto stare in pena!
-  una lunga storia - sospir Cometa. - Sapeste che avventura...
- Raccontacela, mammina, ti prego! - implor una delle giovani renne.
- Non adesso, Rudy. Prima dobbiamo compiere il rito di trasmissione dell'energia. Su, svelti, formate il sacro circolo.
La giovane renna si drizz sulle zampe mentre Cometa faceva l'appello: - Rudolph, Piuma, Saetta, Fulmine, Blizzard, Cupido, Fiocco di neve, Dorina! -.
Una volta che le giovani renne si furono disposte in cerchio, Velvet, l'anziana, si drizz sulle zampe e si un a loro con passo malfermo. Poi tocc a Lancer e Cometa.
Si inginocchiarono tutte e rimasero immobili come statue, intrecciando le corna a formare un circolo.
Nel silenzio pi assoluto, una scarica di energia cominci a sfrigolare passando dall'una all'altra, disegnando un cerchio di luce colorato.
Dopo alcuni istanti, Cometa fece un passo indietro, spezzando il circolo. Il flusso si interruppe e gli sguardi delle altre renne si appuntarono su di lei.
- Basta cos, per il momento - disse con fermezza.
Alle sue parole segu un coro di proteste. - Ma mamma, non  abbastanza! - protest Rudolph.
- Gi, non durer nemmeno un ciclo lunare! - aggiunse Blizzard.
Cometa fu scossa da un fremito e rivolse loro uno sguardo solenne. - Ho delle notizie piuttosto allarmanti da comunicarvi. Le luci dell'aurora boreale si sono spente. Arkfel  svanito!
L'annuncio fu accolto da grida d'orrore. Le renne scossero la testa e pestarono nervosamente il terreno con gli zoccoli. Cometa continu: - Qualcosa di terribile  accaduto al Polo Nord. Stavo assorbendo l'energia dalle luci, quando all'improvviso sono calate le tenebre. Cos, in un soffio -. Gonfi le guance e sbuff dalle narici per rafforzare il concetto. - Il cielo si  oscurato e ho sentito i latrati dei lupi -. Un brivido corse lungo la schiena delle renne. Cometa fece una pausa calcolata prima di continuare il racconto.-
E ho trovato un umano! - concluse.
Le renne rimasero senza fiato per lo stupore.
- Un umano! - ripeterono all'unisono.
- Spero che tu non ti sia fatta vedere! - borbott Lancer.- Sai che  proibito...
- Era un cucciolo, Lancer! - ribatt bruscamente Cometa. - Non si ricorder di niente. Era stato abbandonato nella neve e i lupi stavano per raggiungerlo. Allora l'ho tratto in salvo e l'ho portato fino alla citt degli umani. Ecco il motivo del mio ritardo.
Un silenzio stupefatto segu le sue parole, rotto soltanto dal respiro affannoso delle renne.
Lancer batt lo zoccolo per terra e scosse la sua testa enorme. - Dunque, come voleremo se non abbiamo pi a disposizione l'energia dell'aurora boreale?
- mormor. - Come faremo a sopravvivere?
Come ci salveremo dalle belve della foresta?
Cometa sospir. - Dovremo usare con molta parsimonia l'energia che ci resta. Ce n' abbastanza per un ciclo lunare, se ce ne serviamo con moderazione.
Questo significa che le ore di volo dovranno essere limitate. E le giovani renne potranno esercitarsi soltanto sotto la supervisione di un adulto.
Non ci poteva essere notizia peggiore per un gruppo di giovani renne scalpitanti e impazienti di andare alla scoperta del mondo all'arrivo della primavera e di allenarsi nella pratica del volo. Le loro grida di protesta risuonarono nella grotta e squarciarono il silenzio della foresta.

- Un uccello rapace? Che genere di rapace? - strill Magda all'uomo dall'aspetto sinistro in piedi accanto a lei. Il pesante velo nero che le copriva la faccia si sollevava a ogni parola sputata fuori con rabbia.
L'uomo guard altrove, a disagio. - Non siamo riusciti a vedere un granch, Maest.  successo tutto cos in fretta... - disse,torcendosi nervosamente le mani sotto il mantello, la testa incassata tra le spalle ossute. Al cospetto della sua sovrana era sempre sul chi vive. Era la sola persona al mondo che temeva, perch dotata di poteri di gran lunga superiori ai suoi.
Volpo aveva un aspetto davvero inquietante. Le folte sopracciglia celavano occhi il cui sguardo avrebbe raggelato chiunque: giallo sulfureo, con una fessura verticale al posto delle pupille e il luccichio malvagio di una bestia feroce. I capelli neri e ispidi, il viso spigoloso e la corporatura scheletrica, cos come la sconcertante abitudine di apparire e scomparire come un'ombra, gli conferivano un'aria da predatore. Quando rideva, le labbra sottili si ritiravano scoprendo una fila di denti aguzzi.
Volpo aveva la capacit di vedere attraverso gli occhi dei lupi e sentire attraverso le loro orecchie.
Aveva un potere assoluto su quelle bestie e, in qualit di primo consigliere di Magda, la sua astuzia demoniaca era seconda soltanto alle potenti arti magiche della sua sovrana.
- Male, molto male! - sibil Magda su tutte le furie.
- Nessuno doveva farla franca! Com' possibile che ve lo siate lasciato scappare?
- Ho visto sua madre trasformarsi in una statua di pietra attraverso gli occhi delle mie creature! - replic Volpo in tono suadente. - E lo stesso sar successo a lui. Il rapace deve aver avuto una brutta sorpresa ritrovandosi un peso morto tra le grinfie.
Probabilmente, lo avr lasciato cadere e adesso sar uno dei tanti massi sotto la neve - aggiunse con un ghigno beffardo.
Magda grugn, ritenendosi soddisfatta. Aveva altre questioni pi urgenti di cui occuparsi. Si volt a guardare l'interno della grotta con gli occhi che le brillavano. La Piazza del Solstizio si era trasformata in un inferno infuocato. La bocca spalancata del Gorgo continuava a vomitare fumo e fiamme. Un diabolico bagliore rossastro rischiarava l'ambiente, proiettando lugubri ombre sulle pareti.
Tutt'intorno, le forme senza vita degli elfi si ergevano immobili e silenti, mentre i demoni continuavano ad andare su e gi per il Gorgo, ammucchiando palate di carboni ardenti sul terreno.
- Basta cos! - ordin Magda. - Adesso voglio mettere alla prova i miei poteri!
Si trascin fino al cumulo fumante e gli punt contro un dito adunco. Una gigantesca saetta ne scatur e, di colpo, le braci si ravvivarono. Un bagliore accese quella massa scura, fino a renderla di un giallo sempre pi intenso e sinistro. Qualche minuto dopo, la massa di tizzoni ardenti si era trasformata in un bel mucchio di oro scintillante. Un occhio esperto avrebbe capito immediatamente che si trattava di volgare pirite, ma l'effetto era comunque impressionante.
I demoni restarono di sasso, incantati da quella visione. Magda mand un sonoro sospiro di soddisfazione e si volt verso Volpo, che le sorrise, con gli occhi che luccicavano nell'oscurit. - Visto? Che cosa vi avevo detto, Maest? Ha funzionato! I vostri
poteri sono straordinarii
- S! - gongol Magda. - Adesso nessuno mi potr fermare! Sar davvero in grado di stregare qualsiasi essere umano sulla Terra?
Volpo emise un suono gutturale che avrebbe dovuto essere un risolino soffocato.- Oh, s, Vostra Maest!
Nessuno potr resistervi. La prima fase del piano  conclusa. Dar ordine al Capo dei Demoni di mettersi immediatamente all'opera -. Fece schioccare le dita e chiam a gran voce: - Goblin! Doblin! Venite fuori!
?Dal fondo del Gorgo giunse un orribile grugnito e dalla voragine spuntarono due teste, sbuffanti e trafelate.
Una volta allo scoperto, fu chiaro che le due teste appartenevano al medesimo corpo. Era il Capo dei Demoni. Nel complesso, non era molto diverso da tutti gli altri demoni: rosso, nerboruto e di una bruttezza rivoltante. Ma lo contraddistingueva il fatto di avere due teste pelate e bitorzolute, dotate di orecchie a sventola e rossi occhi porcini, piantate su due colli taurini che spuntavano dalle spalle massicce. Le due facce avevano espressioni completamente diverse.
Quella di Goblin esibiva un cipiglio torvo e arcigno, mentre quella di Doblin non dava l'impressione di appartenere a una persona particolarmente intelligente.
Come tutti i seguaci di Magda, questa creatura un tempo era stata un elfo. Ma la schiacciante pressione del Gorgo aveva fatto emergere la sua vera natura, trasformandola in un demone. L'animo dell'elfo originario era indecisa se allearsi con Magda oppure no e, in seguito, questa esitazione si sarebbe materializzata in un fisico letteralmente diviso in due.
- Sei pronto a cominciare il lavoro di costruzione?
- tuon Magda.
- Sar lieto di realizzare ogni vostro desiderio, Vostra graziosissima Maest! - rispose Goblin.
- Saremo lieti! - lo corresse Doblin, lanciandogli un'occhiataccia. - Non ti dimenticare che ci sono anch'io!
L'altro volt la testa di scatto e lo fulmin con lo sguardo. - Taci, zuccone, e lascia parlare me. Sono io quello con il cervello!

Hannah cominci a spogliare Nickolai per fargli il bagnetto, dopo avergli preparato una zuppa di latte caldo e pane che il piccolo aveva trangugiato direttamente dalla scodella, come un cucciolo vorace.
Gli tolse il pesante mantello rosso e lo appese ad asciugare vicino al fuoco.
- Bel tessuto... - mormor Joe, tastandolo meditabondo.- Si direbbe che venga da una famiglia benestante.
Hannah stava cercando di sfilare la tutina di lana verde che ricopriva Nickolai dal collo ai piedini, ma il bambino continuava a dimenarsi e a gorgogliare, senza smettere di agitare braccia e gambe.
- Non ha importanza adesso! - disse sbuffando.
- Aiutami piuttosto a togliergli questa cosa! Su, giovanotto, fai il bravo!
Joe si avvicin con passo strascicato e si mise ad armeggiare in modo maldestro intorno al bambino.
Nickolai aveva una forza sorprendente per la sua et. Ma dopo una strenua lotta, finalmente riuscirono a sfilargli la tutina.
Una minuscola creatura luminosa, grande quanto una farfalla, vol via con uno squittio indignato e cominci a ronzare all'impazzata per la casa, agitando le alucce trasparenti e spandendo tutt'intorno un intenso bagliore.
Hannah mand un grido strozzato e inizi a strillare, in preda al panico. - Un insetto! Che schifo!
Svelto, Joe, ammazzalo!
Joe afferr una scopa e cominci a dare la caccia alla fatina per tutta la stanza. Nickolai strill spaventato, mentre Elvina svolazzava di qua e di l per schivare i colpi di ramazza. Finch, nella foga dell'inseguimento, Joe inciamp e fin lungo disteso per terra, boccheggiante. A quel punto la creaturina attravers la stanza come un razzo per andare a posarsi sulla spalla di Nickolai. Il bambino sfreg teneramente la guancia contro di lei ed emise un verso festoso, ottenendo in risposta un trillo.
- Si direbbe una specie di... animale da compagnia...
- borbott Joe. - Anche se, a dire la verit, non ho mai visto niente del genere.
L'anziana coppia si avvicin per esaminare la fatina.
L'intenso bagliore che l'avvolgeva rendeva impossibile determinarne la forma precisa ma, socchiudendo gli occhi, si distingueva un corpicino tondeggiante con due gambe, una faccina angelica e un frullo di ali.
- Forse non si tratta di un insetto - osserv Hannah con un certo nervosismo.
- Se non fosse un'assurdit, direi che  una specie di fatina.
- Oh, non essere ridicolo, Joe!
All'improvviso, la creatura spicc il volo e si libr sopra la testa del bambino, esibendosi in una serie di studiate evoluzioni. I due coniugi la osservarono stralunati ripetere pi e pi volte le stesse acrobazie.
Sembrava esserci una logica precisa nei suoi movimenti.
Il piccolo ridacchi e cerc di afferrarla.
- Che mi venga un colpo! - esclam infine Joe.
- Credo che stia cercando di formare una parola!
-N... I...
-C...K...
-O...L...
-A... I!
Hannah e Joe si guardarono sbalorditi.- Nickolai!

Capitolo 3
PRIME DIFFICOLT
Nickolai si divincol dall'abbraccio di Hannah per correre fuori nella neve. Aveva sette anni, ormai, ma era alto quanto lei e molto pi forte.
- Torna immediatamente qui, Nickolai! - gli url dietro Hannah, con crescente irritazione.
Nickolai la ignor e, un ruzzolone dopo l'altro, si allontan fino a raggiungere una distanza di sicurezza, prima di lasciarsi cadere sulle ginocchia e rivolgerle uno sguardo di sfida.
- Neanche per sogno! Non mi metter mai quel coso!
Sarebbe morto piuttosto che indossare quell'orribile copricapo marrone con i paraorecchie che Hannah gli stava tendendo.
Elvina lo raggiunse svolazzando e, dopo essersi posata sulla sua spalla, fece una pernacchia ad Hannah in segno di solidariet.
La donna incresp le labbra e li fulmin con lo sguardo, le mani sui fianchi rotondi. - Ora basta, piccola impertinente! Quanto a te, ragazzino, farai come ti dico e ti metterai questo berretto! E anche un cappotto come si deve! - sentenzi, mostrando un cappottino di lana grigia che aveva ricavato da un vecchio palt di Joe.
Nickolai scosse la testa con spavalderia e serr le labbra in un'espressione ostinata. - No! Ho gi questo! -. Il mantello di velluto rosso nel quale era avvolto da piccolo era diventato una giubba improvvisata, stretta in vita da un cordone e adattata alla bell'e meglio man mano che cresceva. Malgrado il passare degli anni, sembrava ancora come nuova. E Nickolai non se ne sarebbe separato per niente al mondo.
Hannah sospir, scoraggiata, e decise di cambiare tattica. - Ascolta, tesoro, credo proprio che sia arrivato il momento che tu ti vesta come tutti gli altri bambini. Non vorrai certo farti ridere dietro dai tuoi compagni di scuola, no?
Nickolai rivolse un'occhiata sdegnata agli abiti che sua madre aveva in mano. - E secondo te non mi prenderanno in giro vedendomi con quella roba addosso? -. Si pent subito delle sue parole scorgendo l'espressione ferita di Hannah. Anche se aveva solo sette anni, si rendeva perfettamente conto che la sua famiglia era la pi povera del villaggio e che i suoi genitori erano molto pi anziani degli altri.
In preda al rimorso, corse a gettarsi tra le braccia di sua madre.
- Scusami, mamma! Non volevo essere villano! Ti prego, lasciami tenere la mia giubba speciale.  la sola cosa che mi tenga caldo. E poi ho bisogno del cappuccio!
Hannah strinse Nickolai al petto e depose un bacio sulla sua testolina bionda. Ma certo, voleva nascondere le orecchie. Nessun altro bambino aveva le orecchie a punta, capaci di muoversi liberamente, come quelle di un cane. Malgrado la sua apparente indifferenza, Nickolai se ne vergognava enormemente.
Hannah si addolc. - E va bene, tesoro, fa' come vuoi.
Uno scampanellio e l'ansimare trafelato degli husky li fece voltare entrambi. Un attimo dopo, Joe spunt da dietro l'angolo sulla sua slitta per le consegne.
Era una vecchia carretta sgangherata, ricoperta da innumerevoli strati di vernice rossa e munita di pesanti sonagli il cui suono squillante avvertiva dell'arrivo del postino. Joe ferm la slitta ma i cani continuarono a dibattersi, tirando le redini, guaendo e mugolando, per slanciarsi verso Nickolai.
- Salta su, giovanotto! Non vorrai fare tardi il primo giorno di scuola! Devo ancora finire di fare i miei giri! - disse Joe indicando il mucchio di pacchi e di lettere accatastati nell'apposito scomparto in fondo alla slitta.
Nickolai gli corse incontro e si ferm ad accarezzare i cani che si calmarono immediatamente e presero a rotolarsi sulla schiena godendosi le coccole e le paroline dolci che Nickolai sussurrava loro.
Joe e Hannah si scambiarono un'occhiata. Le orecchie a punta e la sua inseparabile fatina volante non erano le sole stranezze di Nickolai. Quel bambino singolare possedeva anche il dono soprannaturale di comunicare con gli animali.
Eh gi, era proprio uno strano bambino, ma loro lo adoravano.
Esaurite le effusioni con i cani, Nickolai mont con un balzo sulla slitta e si sedette a fianco del padre.
Joe si sporse a salutare Hannah con un bacio e la slitta sfrecci via senza darle il tempo di augurare buona fortuna a Nickolai.
Mentre percorrevano a tutta velocit il sentiero ai margini del villaggio, Nickolai scrut la foresta in lontananza. Quel giorno c'era un sole splendente e la neve scintillava sulle cime degli abeti, una linea frastagliata verde scuro contro l'azzurro intenso dell'orizzonte.
Aveva un'aria cos invitante e misteriosa...
Eppure nessuno ci si avvicinava, e Joe e Hannah si rifiutavano perfino di parlarne. Si diceva che ci vivessero strani animali dotati di poteri magici, renne in grado di volare.
-Allora, sei emozionato? - domand Joe in tono gioviale.
Nickolai si scosse dalle sue fantasticherie. Gi, la scuola! Ne era terrorizzato. Tutti quei bambini pronti a farsi beffe di lui... Ma non voleva che il padre si accorgesse dei suoi timori e cerc di pensare soltanto ai lati positivi. - Moltissimo! - rispose con trasporto.
- Non vedo l'ora di imparare a costruire qualcosa!
Joe rise bonariamente.- Sei fuori strada, ragazzo!
A scuola ti insegneranno a leggere, scrivere e far di conto, cos potrai trovare un buon lavoro quando sarai grande.
A Nickolai sembr una prospettiva piuttosto noiosa.
- A me non interessa - dichiar in tono deciso.
- Io voglio diventare un pilota di slitte! Un pilota professionista! Questo s che  un bellissimo lavoro!
Joe scoppi a ridere di nuovo, e i due proseguirono il viaggio in silenzio.
Dopo un po', la slitta si ritrov a percorrere l'intricato reticolo di stradine che attraversava il paesino di Norsk. La scuola occupava un grande edificio dall'aspetto gradevole nel centro della cittadina, poco lontano dalla strada principale, con il tetto innevato e le finestre con le imposte verdi. Sul davanti, un'area recintata fungeva da cortile, che in quel momento era invaso da una miriade di bambini chiassosi, occupati a tirarsi palle di neve. Nickolai si sent assalire da un improvviso nervosismo che cerc in tutti i modi di nascondere. Salut frettolosamente Joe, quindi salt gi dalla slitta e si avvi verso l'ingresso.
Non appena entr nel cortile, tutti gli altri bambini smisero di giocare e lo fissarono, scambiandosi bisbigli e risolini. Nickolai continu ad avanzare baldanzoso, finch non si trov la strada sbarrata da una fila di marmocchi, capeggiati da un ragazzo alto, con i capelli neri e l'aria da duro. I suoi penetranti occhi azzurri lo fissavano con cattiveria: - Avanti, facci vedere le tue orecchie!
Nickolai gli restitu lo sguardo senza battere ciglio.- Lasciami in pace!
All'improvviso, un'enorme palla di neve lo colp a un lato della testa, facendogli scivolare gi il cappuccio e scoprendogli le orecchie. Un rivolo di acqua ghiacciata gli col lungo il collo.
Per alcuni secondi nessuno fiat ma, un attimo dopo, un'ilarit generale riecheggi per tutto il cortile.
Con sua grande vergogna, le orecchie avevano preso a guizzare. Nickolai si sforz di tenerle sotto controllo, ma non poteva farci niente. Le risate si fecero ancora pi fragorose. Nickolai guard il mare di facce da cui era attorniato e si sent ribollire di rabbia.
- Guarda guarda! - lo schern il ragazzo dai capelli neri.- Un bel paio di orecchie a punta da cane!
Bau! Bau! Perch non te ne torni al tuo canile?
I ragazzi cominciarono ad accerchiarlo, bersagliandolo di palle di neve. - Bau! Bau! Tornatene al canile!
A quel punto, Nickolai sent qualcosa scattargli dentro. Come osavano trattarlo in quel modo? Loro non erano certo migliori di lui! Con un agile balzo, si slanci in direzione del ragazzo dai capelli neri e lo atterr. Un cerchio di curiosi si chiuse immediatamente intorno ai due contendenti, che cominciarono ad azzuffarsi selvaggiamente, incitati dalle urla del pubblico.
Poi, un fischio acuto lacer l'aria e il silenzio si ristabil di colpo. I ragazzi si ritirarono e una giovane donna zelante con gli occhiali di tartaruga si fece strada fino al ring improvvisato.
- Smettetela! Smettetela immediatamente!
I due contendenti si separarono e si rialzarono in piedi, barcollanti e ansimanti, senza smettere di guardarsi negli occhi. L'insegnante squadr entrambi.
Le bast posare gli occhi sulle orecchie di Nickolai per capire la situazione al volo. Rivolse uno sguardo severo al ragazzo con i capelli neri.
- Ne ho abbastanza delle tue sciocche bravate, Finn Stark! - tuon.- E siamo appena al primo giorno di scuola! Fila subito in classe! Alla fine delle lezioni sconterai una doppia punizione! Nella mia scuola non  tollerato alcun tipo di bullismo, scherno o pregiudizio!
Finn lanci un'occhiataccia a Nickolai.- Questa me la paghi, cagnolino! - sibil, prima di allontanarsi impettito insieme alla sua cricca.
L'insegnante si rivolse a Nickolai con un'espressione sorridente. - Non ti preoccupare, so che  stato lui a cominciare -. Sospir osservandogli le orecchie.
- Sai, certe persone sono proprio intolleranti.
Non riescono ad accettare il fatto che esista qualcuno diverso da loro.
- Non fa niente - disse Nickolai con tutta la naturalezza che gli riusc di mostrare.- Non me ne importa.
Per un attimo, la donna sembr perplessa.- Naturalmente.
Adesso vai in classe e cerca di stare alla larga da quel bullo. Sei nell'aula numero otto.
Ci detto, si allontan a grandi passi. Dato che lo spettacolo era finito, anche gli altri alunni cominciarono ad avviarsi nelle loro classi. Tutti tranne uno, che continuava a sbirciare Nickolai con aria incuriosita. Era una graziosa ragazzina all'incirca della sua et.
Nickolai la salut con un cenno del capo, studiandola con attenzione. Due morbide trecce bionde le ricadevano sulle spalle e gli occhi azzurro chiaro avevano uno sguardo franco e intelligente. Il
?suo viso, un ovale perfetto, terminava in un mento appuntito che mostrava molta determinazione. Nickolai pens di trovarsi davanti a un angelo.
- Non fare caso a Finn.  solo un ignorante. E un bullo. A proposito, io sono Anneka, ho sei anni e undici mesi.
Ne compio sette il mese
prossimo. Vuoi una caramella?
- disse tirandone fuori
una un po' schiacciata
dalla tasca. Nickolai
la prese volentieri e
se la mise in bocca.
Era morbida e dolce e
si attaccava ai denti.
- Grazie - biascic.

- Allora, com' andata
a scuola? - chiese Joe
di ritorno dai suoi giri.
Nickolai era seduto di fronte
al fuoco, intento a intagliare
la sagoma di un husky in
un pezzo di legno. Scroll le spalle.- Oh, non mi lamento.
Sai com', la scuola  la scuola -. Si accorse che i suoi genitori erano impazienti di conoscere le sue impressioni e si sent in dovere di aggiungere qualcos'altro.- Ci sono un sacco di attrezzature e la preside  molto simpatica. Ho conosciuto una ragazza di nome Anneka e... ehm... - lasci la frase in sospeso.
Hannah si inginocchi accanto a lui e osserv la scultura di legno. Niente male per un bambino di sette anni.-  molto bella. L'hai fatta a scuola?
-No.
- Cos,  andato tutto bene? - insist Joe.
Nickolai sapeva a che cosa stava alludendo.- Beh, ecco... ho fatto a botte con un ragazzo... Ma io non ne ho colpa perch... questo ragazzo... ecco...-.
Lasci di nuovo la frase in sospeso.
- Ti aveva preso in giro? - chiese Hannah in tono preoccupato.
- S. Per le mie orecchie. Ma non importa! - dichiar Nickolai con decisione. - Non ho niente di cui vergognarmi!
Joe e Hannah si scambiarono un sorriso dubbioso e la donna strinse Nickolai in un abbraccio materno.
- Hai assolutamente ragione! Sei perfetto cos come sei!

Capitolo 4.
DORANSK
Le luccicanti cuspidi dorate avevano cominciato a spuntare all'orizzonte. Via via che le lunghe giornate di luce dell'estate artica avanzavano, le loro sagome si alzavano silenziose e furtive nel sole di mezzanotte, riflettendo i raggi luminosi sulle distese nevose.
Gli Inuit erano una popolazione nomade che si spostava in continuazione nei territori del Grande Nord, inseguendo gli animali da cacciare. Le voci correvano e ben presto intere trib di individui tarchiati, con la pelle ambrata e gli occhi a mandorla, avevano cominciato a radunarsi al Polo Nord per ammirare da lontano quello spettacolo insolito, che ispirava loro un timore reverenziale. Erano arrivati da ogni parte del circolo polare artico, percorrendo chilometri e chilometri sulle loro slitte trainate da mute di husky. I cani non la smettevano di guaire, avvertendo nell'aria una presenza innaturale.
Una mattina, Zakurak era arrivato in cima a un crinale con suo padre e suo nonno, ed era rimasto a bocca aperta alla vista di quella misteriosa citt che spuntava come un fungo tra i ghiacci.
- Non  possibile! - aveva borbottato il nonno con la sua voce legnosa.- Quali di hanno costruito una simile citt? Nessuno, oltre al nostro popolo,  in grado di sopravvivere in queste regioni!
Zakurak aveva solo sette anni, ma sapeva che il popolo degli Inuit era l'unico a essere riuscito a stabilirsi in quelle terre inospitali e a sfruttare al meglio il poco che offrivano.
- Dev'essere un'opera di stregoneria - concluse il vecchio, scuotendo la testa. - Ho paura che non ne verr nulla di buono. L'equilibrio naturale sar sconvolto e noi saremo cacciati via.
Se gli Inuit avessero potuto vedere la scena infernale che si svolgeva sotto la spessa crosta di ghiaccio, non avrebbero esitato un istante ad abbandonare per sempre quei luoghi. Piazza del Solstizio era diventata una fucina incandescente, dove squadre di orridi demoni martellavano giorno e notte oro fuso sulle incudini, producendo un baccano assordante.
I loro muscoli massicci luccicavano al bagliore della fornace arroventata, e grida e lamenti inumani si levavano sopra il frastuono, sotto il pungolo degli artigli acuminati dei loro aguzzini. Goblin e Doblin si aggiravano come cerberi in quel girone infernale, incitando gli schiavi a lavorare con pi lena, agitando le due teste di qua e di l, senza smettere un secondo di bisticciare e di guardarsi in cagnesco.
- Avanti, non battiamo la fiacca! - ringhi Goblin, sferzando con la sua lunga coda un demone che aveva appena posato un blocco d'oro incandescente sull'incudine e si era fermato un momento ad asciugarsi il sudore dalla fronte sporgente e corrugata.
- Ehi, concedigli un attimo di sosta! - protest Doblin.
Goblin volt la testa di scatto e lo fulmin con lo sguardo. - Bisogna spronarli senza tregua, che cosa credi, razza di smidollato! Dico bene, Maest?
- Che c'? - chiese Magda in tono irritato. Presiedeva ai lavori passeggiando nervosamente avanti e indietro, assistita da Volpo, che era immerso nella consultazione di carte piene di schizzi e diagrammi complicatissimi.
- Dicevo che bisogna spronarli senza tregua!
- S, s, avanti cos - borbott. - E smettetela di perdere tempo prezioso a litigare, voi due! -. Fece un passo in avanti, seguita immediatamente da Volpo.
Goblin incresp le labbra in un ghigno di trionfo e si volt a guardare Doblin negli occhi. - Visto? Ci stai facendo perdere del tempo prezioso! Ora, vedi di tenere la bocca chiusa e lasciami fare il mio lavoro come si deve.
Doblin non disse una parola, limitandosi a scuotere la testa con fare contrariato, e rivolgendo lo sguardo da un'altra parte.
Volpo seguiva Magda come un cagnolino, tra le incudini e i banchi da lavoro. La sua sovrana si ferm a osservare dei demoni occupati a incastonare gemme contraffatte in cubetti d'oro. I loro artigli sibilavano, mentre scavavano fori profondi nel metallo rovente e vi spingevano dentro le pietre.
- Il piano sta funzionando a meraviglia, non vi pare, Maest? - sussurr Volpo ossequiosamente, battendo il dito ossuto sulle carte che stringeva in pugno.
- Non come dovrebbe! - si lament Magda.- Siamo terribilmente in ritardo sulla tabella di marcia!
Volpo si guard intorno con trepidazione e soffoc un sospiro di insofferenza. Possibile che non si rendesse conto dell'enorme mole di lavoro necessaria a portare a termine un'impresa del genere?
Era troppo impaziente! - Vostra Maest, la costruzione di una grande citt richiede del tempo - replic in tono pacato. - Questi demoni sono al lavoro ventiquattr'ore su ventiquattro da diversi anni ormai -.
Indic le carte con un cenno della testa. - Il tracciato generale della citt sta procedendo secondo le previsioni. Stiamo facendo progressi.
- Non abbastanza! - rugg Magda, e il velo che le copriva il viso svolazz leggermente. - Esigo che la citt sia pronta al pi presto, in modo da poter passare alla seconda fase!
- Vostra Maest,se vogliamo attirare qui pi gente possibile, dobbiamo creare una citt di tale bellezza e magnificenza da far s che la notizia raggiunga ogni angolo del pianeta -.Volpo rivolse lo sguardo davanti a s e annunci con un gesto teatrale del braccio scheletrico: - Doransk, la citt d'oro! Dove tutti i sogni diventano realt e le ricchezze si accumulano. E la grande regina Magda...
- S, s, conosco gi questa storia! - tagli corto Magda, spazientita.- Ma i lavori procedono a rilento!
- Allora produrremo pi oro! - annunci Volpo.
- Venite, Maest! Al Gorgo! -. Sospinse Magda verso l'orlo del baratro, dove i demoni erano indaffarati a estrarre palate di carboni ardenti.- Fatevi da parte!
La regina Magda compir i sacri riti!
I demoni obbedirono e Magda punt un dito adunco verso il nero cumulo fumante, colpendolo con una scarica elettrica. Soltanto la cima, per, si trasform in oro scintillante, mentre la parte sottostante assunse un pallido colore giallo-verdognolo.
Magda sbuff irritata e ripet l'operazione. Stavolta i carboni si accesero di un giallo un po' pi intenso, ma senza scintillare come la parte superiore.
- Sto perdendo la mano! - sibil Magda.
- Niente affatto, Maest! - disse Volpo in tono rassicurante, posandole una mano sul braccio. - Anche le pi potenti fattucchiere hanno dei limiti. Voi avete messo a dura prova il vostro potere. Dovete imparare a rallentare il ritmo e a saper aspettare.
Magda strapp il braccio alla sua stretta e si volt verso di lui, su tutte le furie. - C' qualcosa che mi tieni nascosto? - sbrait.- C' un motivo per cui i miei poteri si stanno indebolendo, non  cos?
Dimmelo!
Volpo si lasci sfuggire un gemito. - Ecco, a dire il vero, Maest, un piccolo dubbio mi tormenta ultimamente.
Ricordate la donna elfo che  riuscita a fuggire con suo figlio?
- Ma si  tramutata in una statua di pietra! - protest Magda con veemenza. Tacque per alcuni secondi, poi gett la testa indietro. - Si tratta del marmocchio, vero?  riuscito a scamparla.
Volpo si arm di coraggio.- Beh... ecco, nessuno pu dirlo con certezza, Maest...
- Lo sapevo! - strepit Magda. - Sapevo che quell'incidente aveva qualcosa di strano. Perch non si sono tramutati entrambi in statue di pietra, come tutti gli altri? Perch evidentemente con loro era rimasta ancora una piccola parte di Luce a proteggerli.
Una di quelle maledette fatine!
Volpo rabbrivid e gli ispidi capelli neri gli si rizzarono ancora di pi in testa. - Proprio cos, Maest.
 possibile che una di loro sia riuscita a fuggire con il bambino -. Fece scivolare via lo sguardo furtivamente, mormorando: - La verit  che esiste una piccolissima frazione di Luce che sfugge al vostro controllo, Maest. A ogni modo, niente ci impedisce di procedere secondo i piani, per il momento.
Ma per quanto riguarda la fase successiva,  indispensabile che torniate in possesso dei vostri pieni poteri.
Un silenzio penoso segu alle sue parole, prima che esplodesse l'ira incontenibile di Magda. Il corpo cominci a fremere di rabbia e il velo che le copriva il volto si gonfi sotto l'impeto della sua furia.
Le sue urla selvagge rimbombarono per tutta la grotta e, sotto gli occhi allibiti dei demoni, colp Volpo con un potente fulmine che lo mand a gambe all'aria. Raggomitolato su se stesso, le mani strette intorno al collo, Volpo gemette di dolore.
- Imbecille! - tuon Magda.- Il tuo stupido errore potrebbe causare la mia rovina! Ti ordino di trovare al pi presto quel moccioso!
Volpo si rimise in piedi e fece un profondo inchino.
- Agli ordini, Vostra Maest - disse con deferenza.
- Ma non dimenticate che bisogner aspettare la mezzanotte del solstizio d'inverno per portargli via la fatina.
Magda fremette sotto il velo nero e mand un urlo agghiacciante: - PERCH?
Volpo si strinse nelle spalle e allarg le braccia.
- L'universo ha le sue regole, Maest, alle quali perfino voi dovete sottomettervi. Vi sar possibile attirare ogni particella di Luce soltanto quando le vostre forze saranno al culmine, e cio alla mezzanotte del solstizio d'inverno.
Magda rimase in silenzio, sforzandosi di tenere sotto controllo la propria ira impotente. - Benissimo!
- esclam poi. - Tu intanto portamelo qui!
- Ma sar cresciuto nel frattempo, Maest - disse Volpo in tono cauto.- Come lo riconosceremo?
- Non devi far altro che cercare un bambino con le orecchie a punta, razza di incapace! Dovr pur essere da qualche parte! Cerca dappertutto!
Volpo fece un profondo inchino. Poi, a un suo fischio, la grotta si riemp di vortici neri e in pochi secondi al loro posto si materializzarono lupi famelici. Volpo bisbigli loro qualcosa con voce gutturale, dopodich le belve svanirono come d'incanto.

Se non fosse stato per Anneka, Nickolai avrebbe trascorso i primi mesi di scuola in completo isolamento. Finn Stark e la sua cricca non gli davano tregua.
Ma Anneka se ne infischiava di quello che pensavano gli altri e si era schierata al suo fianco. Nickolai la seguiva dappertutto e insieme formavano una coppia piuttosto buffa: la graziosa principessa Anneka e la sua tarchiata guardia del corpo. Anneka era riuscita a convincere le sue amiche ad accettare Nickolai, che divenne ben presto il loro beniamino.
Certo, i ragazzi non la smettevano di tormentarlo, ma lui non ci faceva pi molto caso. Almeno qualcuno che gli voleva bene lo aveva trovato.
Una delle prime sere d'inverno, mentre tornavano a casa da scuola alla luce fioca dei lampioni, Anneka si accorse per la prima volta di Elvina, quando ud un sibilo provenire da sotto la veste del suo nuovo amico. Nickolai tossicchi imbarazzato.
Elvina stava russando!
- Che cos' stato? - chiese Anneka incuriosita, sbirciandogli il petto.
Nickolai toss pi forte per coprire il rumore.
- Niente. Ho un po' di asma, tutto qui.
Ma Anneka non si lasci ingannare.- Sciocchezze!
Tu non ti ammali mai! Allora, di che si tratta?
Nickolai avvamp e si calc il cappuccio in testa. - Ti dico che non  niente!
Anneka si ferm di colpo, incroci le braccia sul petto e gli lanci uno sguardo di sfida. - So che nascondi qualcosa sotto la giubba. Sento un ronzio.
Che cos', un insetto?
- Lei non  un insetto! - replic Nickolai in tono offeso.
- Ah, dunque  una femmina! E che specie di creatura sarebbe? - lo incalz Anneka, piegando la testa di lato, in attesa di una risposta.
Nickolai scosse il capo - Non lo so.  con me da quando sono nato.  una specie di... fatina, o qualcosa del genere. Ma  molto timida e non le piace farsi vedere.
Anneka sgran gli occhi per lo stupore.- Una fatina!
Dici sul serio? Ho sempre desiderato vederne una! Perch non me lo hai detto prima? - esclam cominciando a strattonarlo. - E dai! Siamo amici e non dovrebbero esserci segreti tra noi, non credi?
Nickolai sgusci via goffamente e affrett il passo.
- Uno di questi giorni si far vedere. Ci vuole tempo perch impari a fidarsi di qualcuno. Te la presenter, promesso.
Un giorno Anneka invit Nickolai a fare merenda a casa sua e fu in quella occasione che Elvina fece finalmente la sua comparsa.
- Mio padre ha una piccola impresa di costruzioni
- gli stava raccontando Anneka mentre percorrevano le stradine lastricate, chiacchierando allegramente.
-  lui che ha costruito i tetti della citt. Mia madre, invece, guadagna qualche soldo sfornando torte e pane per il vicinato.  un'ottima cuoca, sai? A volte si preoccupa troppo, ma  una brava persona. Poi c' Louisa, la mia sorellina. Lei ... beh, Louisa  Louisa.
Anneka fece entrare Nickolai in una casetta che si affacciava su una stradina secondaria. L'interno era arredato in modo semplice ma era caldo e accogliente.
Un fuoco scoppiettava allegramente nel focolare e dalla cucina proveniva un profumino delizioso.
Seduta per terra c'era una bambina paffuta dai boccoli biondi occupata a impilare dei mattoncini di legno consunto con un'espressione concentrata in viso. Come vide entrare Anneka, si illumin tutta e le corse incontro sulle gambette malferme, a braccia spalancate.
- Neeka! - trill. Anneka la prese in braccio e la piccola le gett le braccia al collo, scrutando Nickolai con curiosit.
- Ti presento il mio amico Nickolai.
- Klai! - ripet fieramente Louisa.
Lotta, la madre di Anneka, spunt dalla cucina, reggendo una teglia ancora calda da cui emanava un profumo squisito. Era una bella donna, ancora giovane, ma il suo viso, incorniciato da sottili ciocche di capelli biondi, era scavato e segnato dalle preoccupazioni.
- Ciao, Anneka! Vedo che hai portato un amico con te. Magnifico! Ho appena sfornato delle tortine ai frutti di bosco. Vuoi assaggiarne una? - chiese a Nickolai.
- Grazie - rispose timidamente Nickolai prendendone una. Le diede un morso e un meraviglioso impasto di sapori gli si sciolse in bocca. Era una vera bont. Dato che Lotta lo stava guardando con l'espressione di chi attende un responso, si affrett a dire "Squisita!" con la bocca piena.
- Vorrei provare a venderle al mercato. Che ne dici di toglierti la giacca, Nickolai? Fa caldo qui dentro.
Nickolai scosse la testa. Quello era il momento che aveva temuto. Non si toglieva mai il cappuccio, tranne quando era a casa sua. - Preferirei tenerla, se non le dispiace.
- Non essere timido, Nickolai - lo incoraggi Anneka.
Nickolai divent tutto rosso, ma si rese conto che sarebbe stato maleducato insistere. Lentamente, abbass il cappuccio, si slacci il cordone e si tolse la giubba. Per una frazione di secondo, Lotta gli sfior le orecchie con lo sguardo e sorrise: - Bene! Cos va meglio!
Con suo grande imbarazzo, Nickolai sent le orecchie muoversi. Anneka e sua madre si scambiarono uno sguardo d'intesa e Louisa mand un urletto di gioia. - Niglio! - gorgheggi, indicando le orecchie di Nickolai.
- Vado a preparare il t - disse premurosamente Lotta.- Tuo padre rientrer tra poco, Anneka.
Mentre Lotta si dava da fare in cucina, Louisa trotterell verso Nickolai per farsi prendere in braccio.
Nickolai la assecond e mosse intenzionalmente le orecchie, strappandole una serie di risatine deliziate.
Pochi minuti dopo, tutti e tre si ritrovarono seduti sul pavimento a giocare con i mattoncini di legno. Fu allora che Elvina decise di mostrarsi in pubblico. Con uno squittio soffocato, fece capolino dalla casacca di Nickolai e si mise a svolazzare in giro per la stanza, lasciandosi dietro una scia luminosa.
Le due sorelle rimasero a bocca aperta.
La fatina si esib in complicate acrobazie aeree, costringendo Louisa a voltare in continuazione la testa per seguire le sue evoluzioni. Fuori di s dalla gioia, la piccola si mise a giocare con lei, tentando di afferrarla.
Una volta tanto, Anneka rimase senza parole, limitandosi a fissare la fatina con un'espressione ammirata.
Alla fine, emise un lungo sospiro.- E cos le fatine esistono. L'ho sempre saputo. Come si chiama?
Nickolai riflett alcuni istanti. - Elvina - disse.
- Non so spiegarti come faccio a saperlo, ma questo  il suo nome.
Tutti e tre sobbalzarono sentendo sferragliare il chiavistello della porta. Un attimo dopo comparve Giok, il padre di Anneka. Giok era un uomo forte e di bell'aspetto, con la barba e una folta chioma. Il suo arrivo port una ventata di aria fresca e un odore di legname nella stanza. Nickolai lo prese immediatamente in simpatia.
Giok rivolse un sorriso raggiante alle figlie. - Come stanno le mie ragazze?
Anneka si guard intorno, senza scorgere alcuna traccia di Elvina. Era al sicuro nel suo solito nascondiglio.

Non molto tempo dopo, i lupi cominciarono ad aggirarsi da quelle parti.
Nickolai era seduto a gambe incrociate davanti al fuoco, occupato a rifinire le elaborate corna ramificate della statuetta di una renna. Hannah smise di sferruzzare e lo osserv per un lungo momento.
Dall'arrivo di Nickolai, la sua fantasia creativa aveva preso il volo. Dapprima si era limitata a confezionare calde tutine per neonati ma, con il tempo, aveva messo su una vera e propria attivit e ora tutti i bambini del villaggio portavano calze, cappelli e sciarpe di lana colorata di sua creazione, che Joe recapitava ai clienti con la posta. Inutile dire che il reddito familiare ne aveva grandemente beneficiato. Non si era sbagliata quando aveva predetto che quel bambino avrebbe portato loro fortuna. - Tu e le tue renne! - sospir scuotendo la testa.
- Spero che non ti sia lasciato influenzare da quelle sciocche favole sulle bestie volanti nel bosco
- borbott Joe dalla sua poltrona accanto al fuoco, scoccando un'occhiata accigliata a Nickolai.
Nickolai non disse niente. I suoi genitori non sospettavano minimamente che, in realt, non passava notte senza che rimanesse per un pezzo a guardare fuori dalla finestra, nella speranza di scorgere una forma volteggiare sopra la foresta in lontananza.
Il fuoco continu a crepitare nel silenzio della stanza. Poi, a un tratto, si ud un ululato lontano. Al primo ne segu un altro, fino a trasformarsi in un coro sinistro proveniente dai margini del villaggio.
Hannah si irrigid e le orecchie di Nickolai cominciarono a muoversi freneticamente. Elvina emise uno squittio allarmato e si rifugi nel suo nascondiglio, tremante di paura.
- Lupi! - disse Hannah in un bisbiglio atterrito.
- Presto, Joe. Controlla porte e finestre1 -. Detto ci, si alz di scatto e and ad assicurarsi che le finestre fossero ben chiuse. Joe si alz a sua volta e inizi a sbarrare la porta con pesanti travi.
Gli ululati continuarono inesorabili durante le lunghe notti invernali. I genitori aspettavano con ansia i loro bambini fuori da scuola e si affrettavano a rincasare.
Le celebrazioni festive vennero abolite e fu proibito a chiunque di allontanarsi dal villaggio Poi i lupi cominciarono ad aggirarsi per le strade. La gente se ne stava immobile, nel proprio letto, ad ascoltarli fiutare e rovistare ogni angolo, sotto le finestre. In quei momenti Elvina era in uno stato di grande agitazione, e per qualche ragione sconosciuta si metteva a ronzare all'impazzata e spronava Nickolai a coprirsi la testa con il cappuccio anche quando dormiva.
Con l'approssimarsi della primavera, gli ululati iniziarono a farsi pi rari.
Una notte, verso la fine di marzo, Nickolai si svegli di soprassalto. C'era qualcosa di strano. Elvina non era al suo solito posto, sul cuscino. Sent uno squittio e la vide ronzare tutta agitata alla finestra
Gli fece segno di avvicinarsi
Nickolai si alz e and a guardare fuori. La foresta era illuminata dalla luna e, contro il cielo, si scorgevano nettamente delle ombre librarsi sopra le cime degli alberi. Decisamente non si trattava di uccelli: avevano quattro zampe e le teste coronate da corna ramificate.
Nickolai sent il cuore battergli all'impazzata e avvert una stretta allo stomaco per l'eccitazione.
Erano renne volanti! Quindi le storie che circolavano erano vere!
O vm.sk
Doveva assolutamente andare a controllare di persona. Torn in punta di piedi al letto e indoss la sua giubba rossa. Elvina si infil sotto la casacca con uno squittio soddisfatto. Quando apr la porta della sua stanza il chiavistello sferragli rumorosamente nel silenzio assoluto della casa. Nickolai si ferm, rizzando le orecchie per sentire se Joe e Hannah si erano svegliati. Ma il respiro regolare che proveniva dalla porta accanto lo rassicur.
Prese a scendere lentamente le scale di legno, cercando di non fare rumore A un improvviso scricchiolio, si immobilizz, trattenendo il fiato. Nessuna reazione dalla stanza di sopra. Joe e Hannah continuavano a dormire. Il ticchettio dell'orologio risuonava nella quiete della stanza, rischiarata dai raggi lunari. Nickolai si guard intorno, in cerca di
una via d'uscita
Come avrebbe fatto? Porte e finestre erano sbarrate e Hannah teneva le chiavi attaccate a una cintura che non si toglieva nemmeno per andare a dormire.
Il panico lo assal. Doveva trovare il modo per raggiungere al pi presto la foresta, prima che le renne sparissero di nuovo. Il suo sguardo indugi sul caminetto. Il fuoco era spento da ore e le braci erano fredde, ormai. Una via di fuga perfetta!
Si avvicin in punta di piedi al focolare e si inginocchio per infilare la testa nel condotto della canna fumaria. Malgrado le sue spalle larghe, il condotto era abbastanza ampio da consentirgli di passare.
Cominci ad arrampicarsi, aiutandosi con mani, piedi e ginocchia, incurante della fuliggine che gli cadeva addosso.
Con un ultimo sforzo, sbuc fuori dal comignolo e si guard intorno. Il villaggio era deserto e immerso nel silenzio. Tutti dormivano e non si sentivano lupi ululare. Si lasci scivolare lungo lo spesso strato di neve che ricopriva il tetto e atterr con un tonfo.
Soltanto in quel momento, si rese conto di essere completamente esposto ai pericoli. Come avrebbe fatto a raggiungere la foresta? Era troppo lontana per andarci a piedi. Poi si ricord della slitta. Ma certo! I cani lo avrebbero aiutato.
Fece il giro della casa a passi felpati e apr lentamente il cancello della loro cuccia. I cani dormivano acciambellati per terra, come bianche palle di pelo. A un lieve fischio di Nickolai sollevarono la testa con aria assonnata.
Nickolai si gett a terra e avanz strisciando verso di loro, bisbigliando sommessamente nello speciale linguaggio che condividevano. I cani si svegliarono lentamente, sbadigliando e stiracchiandosi, e seguirono obbedienti il loro padroncino fuori dalla cuccia. Nickolai li attacc alla slitta e infil loro i finimenti alla svelta, premurandosi di rimuovere i sonagli.
Poi mont al posto del conducente, dette uno scossone alle redini, mand un breve fischio e i cani partirono con un ansimare leggero.
Pochi attimi dopo, stavano puntando verso la foresta.
Nickolai si sent invadere da una sensazione di euforia mentre la slitta scivolava sul terreno accidentato, con i pattini che sibilavano sommessamente sulla neve, e l'aria gelida della notte gli sferzava il viso. Joe gli aveva fatto tenere le redini molte volte, ma stavolta era diverso. Stavolta era lui, da solo, a condurre la slitta!
Lentamente, si avvicinarono alla foresta. Nickolai scorse i suoi contorni tenebrosi e fece fermare i cani.
Sussurr loro di fare silenzio e attravers di corsa la breve distanza che lo separava dal margine del bosco. Sollev lo sguardo verso le cime degli abeti che incombevano su di lui, e stava per immergersi nel folto della foresta quando alle sue spalle riecheggi un suono inconfondibile e agghiacciante.
Un cupo ululato, seguito da un altro. Nickolai si volt di scatto e vide un branco di lupi avanzare a grandi falcate verso di lui, con gli occhi gialli che ardevano nell'oscurit.

Capitolo 5
AMICI A QUATTRO ZAMPE
Nickolai ebbe l'impressione che il suo cuore avesse smesso di battere. Perfino Elvina era troppo spaventata per fare il minimo rumore.
I lupi si avvicinavano con passo felpato, gli occhi gialli fissi su di lui, ringhiando minacciosamente, la lingua penzoloni. Aveva gi assistito a quella scena.
Nella sua memoria si risvegli il vago ricordo di sagome scure che avanzavano verso di lui, seduto inerme nella neve...
Nickolai rabbrivid e riprese il controllo di s, guardandosi disperatamente intorno in cerca di una via di scampo. A un tratto ebbe un'idea.
Si mise a quattro zampe e and incontro ai lupi, imitando i loro ringhi e le loro movenze. Lo stratagemma sembr funzionare. I lupi si arrestarono di colpo e lo fissarono interdetti. Nickolai trattenne il fiato, augurandosi di essere stato convincente. Se solo fosse riuscito a raggiungere il bosco, avrebbe potuto arrampicarsi facilmente su un albero e mettersi in salvo. Ma, senza alcun preavviso, i lupi ripresero ad avanzare compatti verso di lui. In una frazione di secondo, Nickolai scorse un varco tra gli alberi. Era la sua immaginazione, o li aveva visti muoversi?
Non perse altro tempo e scatt in quella direzione.
L per l, i lupi furono colti alla sprovvista, ma in men che non si dica invertirono la rotta con un guizzo e si lanciarono al suo inseguimento, ringhiando ferocemente.
Nickolai si gett tra gli alberi, raggiunse il tronco pi vicino e cominci ad arrampicarsi sempre pi in alto, incurante dei rami e degli aghi che gli graffiavano la faccia. A un certo punto si ferm a riprendere fiato. I lupi si erano riversati nella foresta con la foga di un torrente in piena, serpeggiando tra gli alberi, per andare a cingere d'assedio quello sul quale si trovava Nickolai.
Nickolai guard in basso e incroci i loro sguardi famelici.
E adesso? Anche se avesse chiamato aiuto, non lo avrebbe sentito nessuno.
Elvina si insinu all'interno del cappuccio e gli diede uno strattone all'orecchio prima di tornarsene al sicuro nel suo solito nascondiglio. Il messaggio era piuttosto chiaro. Nickolai rizz le orecchie, in ascolto.
Sullo sfondo del ringhiare dei lupi, sent delle voci sommesse bisbigliare: - Da questa parte... da questa parte... -. O almeno cos gli sembr.
Chi poteva essere? Non c'era anima viva nei paraggi.
Poi, all'improvviso, Nickolai cap e sent un formicolio lungo la spina dorsale Erano gli alberi!
- Da questa parteeeee... seguiciii...
Si ud un forte fruscio e l'albero su cui si trovava ondeggi. L'albero tutto intero, non soltanto la chioma!
Ma non soffiava un alito di vento! Poi scivol di lato, e tutti gli altri alberi lo seguirono, in formazione compatta. Sotto di s Nickolai vide che si era aperto un sentiero.
I lupi guairono. Le radici degli alberi si erano intrecciate in una maglia stretta e i tronchi si erano uniti, bloccando il passaggio alle belve, che si scagliavano inutilmente contro quella barriera, in preda a una rabbia sorda. Nickolai fece un salto e atterr sul terreno bianco e soffice. Si rialz in fretta e cominci a correre lungo il sentiero.
I lupi si lanciarono al suo inseguimento dall'altra parte della cortina di tronchi. Nickolai intravedeva le loro sagome guizzare tra un'intercapedine e l'altra e correva a pi non posso, con il cuore in tumulto e il terrore che trovassero un varco. A un tratto, ud un bisbiglio pi forte alla sua sinistra.
- Da queeesta parteee, ora!
Il sentiero procedeva tortuoso avvitandosi su se stesso come le montagne russe e curvava bruscamente a sinistra. Nickolai sterz e prosegu in quella direzione. Altre voci, stavolta sulla destra. Davanti a lui, gli alberi si chiusero repentinamente a formare un vicolo cieco, e si apr un nuovo sentiero, che sembrava curvare all'infinito. Lo imbocc senza smettere di correre, sollevando schizzi di neve con i piedi.

Al Polo Nord, intanto, Volpo si agitava nervosamente avanti e indietro, con le spalle curve e lo sguardo fisso nel vuoto.
- Dov' il moccioso adesso? - sibil Magda.
- Sta ancora correndo oltre il muro di alberi - mormor Volpo. - Ho paura che riesca a fuggire, Maest.
- No! - sbrait Magda.- Mandagli dietro i lupi!
- Non riusciamo ad attraversare la barriera - gorgogli Volpo con voce roca. - I tronchi sono troppo fitti.
- Dannazione! - strill Magda.- Perch la foresta non  dalla mia parte? Costringila a obbedirti!
- Far il possibile, Maest -. Volpo cadde in una profonda trance. Fiss lo sguardo davanti a s e la fessura verticale delle sue pupille si restrinse fino a scomparire nel giallo sulfureo dell'iride. Il suo corpo rinsecchito cominci a ondulare, mentre con la mente correva insieme ai lupi nella foresta, ripetendone ogni movenza.
Magda parl con voce lugubre: - Riesci a vedere il moccioso?
- No - rispose Volpo distrattamente. -  fuggito prima che riuscissimo a dargli un'occhiata come si deve.
- Quindi non sappiamo con certezza se si tratti proprio di lui.
- No, Maest. Ma potrebbe esserlo.
- Devo saperlo! Inseguilo! - rugg Magda. - Adesso!
Volpo chiuse gli occhi e si concentr. Con la mente si intrufol in uno degli interstizi della barriera, ma subito gli sfugg un grido. I due tronchi si erano richiusi immediatamente su di lui, stritolandolo.
Cadde a terra, contorcendosi e sferrando colpi alla cieca. Poi mand un lungo, terribile ululato, chiuse gli occhi e svenne.

Nickolai rallent l'andatura e si mise in ascolto.
A quanto pareva, aveva seminato i lupi. Ma da qualche parte dietro di s riusciva a sentire degli strani versi animali, che echeggiavano sinistramente per tutta la foresta. Quel posto sembrava pullulare di bestie feroci. Era stata una pazza venirci. La cosa migliore da fare era trovare una via d'uscita e tornare alla slitta con i cani.
Incespic, si sentiva le gambe molli e deboli. Tutt'intorno, gli alberi fluttuavano in una danza lenta e ondeggiante. Le loro voci si erano ridotte a un mormorio di sottofondo e il sentiero si srotolava pigramente davanti a lui, con un fruscio attutito dalla neve.
Nickolai continu a seguirli, perplesso.
A un certo punto si ferm. - Dove mi state portando?
- chiese nel tono pi educato che gli riusc.
- Se non vi dispiace, vorrei andare a casa. Potreste mostrarmi dov' l'uscita, per favore?
Per tutta risposta si ud la debole eco di una risata e Nickolai prov un senso di disagio. Gli alberi continuavano a frusciare e stormire. Poi, all'improvviso, cominciarono ad animarsi e a scostarsi, fino a schierarsi sull'attenti, come soldatini due lati di un ampio viale.
- Da questa parte? - chiese Nickolai, in tono esitante.
Gli sembr di sentire un risolino soffocato provenire dagli alberi, come se fossero a conoscenza di un segreto a lui ignoto.
A un tratto, ud un sibilo alle sue spalle e si accucci istintivamente, mentre un bolide sfrecciava a velocit supersonica a pochi centimetri dalla sua testa. Poi un altro. E un altro ancora. Sollev cautamente il capo per guardare. Sette smilze figure a quattro zampe saettarono in aria, una dopo l'altra, lungo il viale, schiamazzando allegramente nel rincorrersi a vicenda.
Nickolai rimase a bocca aperta, con il cuore gonfio di gioia e le lacrime agli occhi.
Le renne. Le renne volanti. Chi se lo sarebbe mai immaginato?
Gli alberi si mossero e curvarono sulla destra. Le renne svoltarono seguendo il percorso e scomparvero in un lampo, lasciandosi dietro una debole scia luminosa. Nickolai si drizz, tutto tremante.
Sent un altro sibilo e quattro zoccoli lo colpirono sordamente sulla testa, tramortendolo.
Con uno sforzo tremendo, Nickolai riprese lentamente conoscenza.
-  un umano! - sent una voce esclamare in uno strano linguaggio sibilante.
- Se non fossi rimasta indietro, Dorina, non ci saremmo mai accorti di lui.
- Sei cos maldestra! - disse un'altra voce. - Per poco non lo ammazzavi! Quando imparerai a volare tenendo le zampe piegate sotto la pancia?
- Buono, Fiocco di neve! - disse un'altra voce.
- E adesso che cosa facciamo?
- La mamma andr su tutte le furie se scopre che siamo usciti senza permesso.
- E come se non bastasse ci siamo fatti vedere da un umano!
- Lasciamolo al suo destino.
- No, non faremmo mai una cosa del genere, Blizzard - disse un'altra voce.
All'inizio, Nickolai credette di sognare. Ma sentiva la neve sotto di s e un naso umido sfiorargli la guancia. Apr gli occhi. Otto creature ricoperte di morbido pelo lo guardavano in ansia. Otto teste meravigliosamente scolpite, con lunghi musi affusolati, occhi marrone scuro e corna vellutate. Il loro alito caldo formava bianche nuvolette nell'aria gelida.
- Meno male che  vivo - disse la renna pi grande.- E adesso,che cosa si fa?
Nickolai cerc di comunicare con loro. Si schiar la gola e disse con voce roca: - Io sono Nickolai.
- Sa parlare!
- Certo che sa parlare! - esclam Fiocco di neve in tono sprezzante. - Tutti gli umani hanno il dono della parola. Anche se di solito non parlano la nostra lingua!
La renna pi grossa si avvicin e gli tocc delicatamente la spalla con il muso.- Io sono Rudolph.
Sei tutto intero?
Nickolai si rialz in piedi, mentre le renne indietreggiavano timorose.
- Non abbiate paura. Non voglio farvi del male.
Loro lo fissavano con i grandi occhi vigili, muovendo nervosamente le orecchie, pronte a spiccare il volo.- Non andate via! - le implor Nickolai.
- Credo che sia ora di tornare alla grotta - sugger Blizzard.
- No! - obiett Rudolph. - Potrebbe avere bisogno del nostro aiuto.
Una volpe argentata latr in lontananza e le orecchie di Nickolai si mossero.
- Caspiterina! Ha le orecchie come le nostre! - esclam Fiocco di neve.
- Forse gli umani non sono poi cos diversi da noi - ipotizz Cupido, che era il pi timido e mite del gruppo.
- Sssh! Se ti sentisse Lancer! - sbuff Blizzard in tono sarcastico.
Nickolai si fece forza e dichiar: - Mi sono perso.
Vi ho visto volteggiare sulla foresta e sono venuto a cercarvi. Si raccontano un sacco di storie su di voi, ma nessuno crede che siano vere, tranne me. Volevo fare la vostra conoscenza. Ma poi sono stato inseguito dai lupi e la foresta mi ha condotto fin qui e ho perso completamente l'orientamento - disse con gli occhi gonfi di lacrime. - Potete aiutarmi?
Le renne lo studiarono per alcuni secondi, piene di compassione. Dopo un mormorio di approvazione, si avvicinarono di nuovo al ragazzo, strofinando affettuosamente il muso contro di lui.
- Ma i tuoi genitori non sanno che sei qui fuori? - chiese Rudolph.
- No, ho disobbedito agli ordini...
- Anche noi abbiamo disobbedito agli ordini! - replic Rudolph con orgoglio.- Ci era stato proibito di esercitarci nel volo da soli. Per questo siamo usciti di soppiatto durante la notte, mentre gli adulti dormivano.
- Cometa dice che non dobbiamo disperdere troppe energie - intervenne Fiocco di neve.
- Chi  Cometa? - domand Nickolai.
-  la nostra mamma - spieg Blizzard.-  lei la depositaria dell'energia che ci serve per volare.
Ogni anno vola fino al Polo Nord per assorbirla dall'aurora boreale.
- Solo che adesso non lo fa pi, perch le luci sono scomparse - aggiunse Dorina. -  successo molti anni fa, all'improvviso. E nessuno ne conosce il motivo.
Rudolph scosse la testa guardando i compagni.
- Ehi, non credete che sia ora di presentarci?
Una dopo l'altra, le renne fecero un passo avanti.
- Piuma.
- Saetta.
- Fulmine.
- Dorina.
- Blizzard.
- Cupido.
- Fiocco di neve.
- E io sono Rudolph.
Rudolph sfior di nuovo Nickolai con il muso.
- Sai cavalcare?
Nickolai lo fiss sconcertato. - Una volta mio padre mi ha messo in groppa a un cavallo, ma ho fatto solo qualche giro nel cortile.
Senza aggiungere altro, Rudolph si pieg sulle ginocchia e con un cenno invit Nickolai a montargli in groppa.- Sali - disse.- Ti riporteremo noi a casa.
Nickolai esit. Sotto la giubba sentiva Elvina che scuoteva la testa. Forse aveva ragione. Poteva essere pericoloso.
- Sbrigati, Nickolai - sbuff Rudolph. - Tu sei nei guai e anche noi, se non torniamo immediatamente a casa.
La paura tratteneva Nickolai. E se fosse scivolato?
Era tutto talmente strano e incredibile! Si avvicin a Rudolph con passo incerto e gli mont sul dorso.
Era tiepido e comodo come una poltrona. Nickolai si sent perfettamente a proprio agio.
- Adesso afferra le mie corna - lo istru Rudolph
- e tieniti stretto!
Nickolai obbed e vacill leggermente quando la giovane renna si drizz sulle zampe. Le renne si disposero in fila, con Rudolph in testa.
- Tutti pronti? - chiese Rudolph.
Gli altri annuirono, preparandosi al decollo. Dapprima scalpitarono, poi cominciarono a trottare in avanti, acquistando sempre maggiore velocit, finch, dopo quella che sembr un'eternit, si staccarono da terra e presero il volo.
Nickolai strinse le gambe intorno al corpo di Rudolph.
Il vento gli sibilava nelle orecchie e l'aria frizzante gli sferzava le guance. Non aveva mai provato una simile euforia in tutta la sua vita. La foresta scorreva a una velocit folle, stormendo e aprendosi al loro passaggio.
- A destra, a destra! - Rudolph incit gli altri, che virarono obbedienti. Nickolai si aggrapp alle sue corna, con il corpo chinato in avanti.
- Sponda a sinistra!
Di colpo, si apr un nuovo percorso e la squadriglia cambi velocemente direzione.
- Ho detto a sinistra, Dorina! - url Rudolph.
Nickolai si volt e vide Dorina evitare per un soffio di schiantarsi contro gli alberi, virando all'ultimo momento. La corsa continu per un tempo imprecisato.
Sempre aggrappato alle sue corna, Nickolai assecondava con il corpo ogni movimento di Rudolph.
Era talmente elettrizzato che url di felicit.
A un tratto, gli alberi si ritrassero. Avevano raggiunto i margini della foresta. Le renne si alzarono alte nel cielo, mentre sotto di loro il paesaggio si estendeva a perdita d'occhio. In lontananza, si vedevano le case sparse del villaggio di Norsk, annidato sotto un crinale.
Nickolai scorse la sua slitta abbandonata, con i cani che attendevano pazienti il suo ritorno. Dei lupi, nessuna traccia.
- Laggi! - bisbigli Nickolai all'orecchio di Rudolph.
Rudolph cominci a planare disegnando larghi cerchi in aria e atterr dolcemente, affondando con gli zoccoli nella neve. I cani osservarono con aria sorpresa il padroncino smontare dal dorso della giovane renna, ma Nickolai bisbigli loro qualche parolina per tranquillizzarli.
- Posso venire a trovarvi di nuovo? - domand Nickolai a Rudolph, con gli occhi che brillavano speranzosi.
Rudolph sembr perplesso. -  pericoloso qua fuori, con i lupi e gli orsi. Ma se mi dici dove abiti, posso venire a prenderti.
- In una casa isolata all'estremit settentrionale del villaggio, con il tetto rosso e un camino. Questa slitta rossa  sempre parcheggiata l davanti. Potrei aspettarti sul tetto.
Rudolph annu. - D'accordo. Domani a mezzanotte.
Ma non dovr vederci nessuno. E, mi raccomando, non raccontare ad anima viva quello che  successo stanotte. Nessun umano, oltre a te, deve sospettare della nostra esistenza. Tu sei diverso dagli altri.  il codice di segretezza delle renne. Se lo rompi, ci metterai in grave pericolo.
Nickolai annu solennemente. - Lo prometto.

Il mattino dopo, Nickolai si svegli ai raggi del primo sole primaverile che filtravano nella sua stanza e si chiese se quanto era successo durante la notte non fosse stato altro che un sogno. Salt gi dal letto e corse alla finestra. Il sole sfavillava sulle cime innevate degli alberi in lontananza. Infil le mani nelle tasche della sua giubba rossa e trov una pigna. Quindi non aveva sognato. Era tutto vero!
Per tutto il giorno, Nickolai tenne il suo segreto per s, indifferente alle solite prese in giro degli altri bambini. Dentro di s sapeva di aver fatto un'esperienza che nessuno di loro si sarebbe mai immaginato.
Soltanto una persona not che qualcosa in lui era cambiato. Mentre tornavano a casa da scuola, Anneka lo punzecchi.
- Avanti,che cosa hai combinato?
Nickolai soffoc un sorriso. - Niente - rispose con aria innocente.
- So benissimo che c' sotto qualcosa - ribatt Anneka diffidente.- Hai un'aria troppo compiaciuta!
Nickolai moriva dalla voglia di raccontarle tutto, ma aveva giurato solennemente di mantenere il segreto. - Oh,  solo perch sono molto soddisfatto di un giocattolo che sto costruendo.  una renna. Sai, pensavo di aggiungerle un paio di ali.
Anneka strascic i suoi stivali di pelo lungo una cresta di neve sporca. -  strano che tu dica questo.
Proprio ieri notte io e Louisa stavamo parlando delle renne volanti.
Nickolai si allarm. - Che cosa intendi dire?
- Oh, niente.  solo che, sai, conosci anche tu quelle storie sulle renne volanti nella foresta. Gli adulti le considerano delle favole per bambini. Eppure ci sono stati degli avvistamenti. Insomma, perch no? Tutto pu essere, non ti pare?
Nickolai sent suonare un campanello d'allarme.
Si era forse tradito in qualche modo? -  solo un mucchio di sciocchezze! - dichiar, in tono un po' pi energico del necessario. - Sei una sciocca se credi a quelle favole.
Anneka gli lanci un'occhiata meravigliata, come per accertarsi che fosse stato veramente lui a parlare.
Mentre l'inverno cedeva lentamente il posto alla primavera e il paesaggio della tundra cominciava a rinverdire, Nickolai continu le sue scorribande notturne. Ormai stava acquistando sempre pi confidenza nel volo. Aveva imparato ad anticipare i movimenti della foresta e ad assecondare Rudolph in ogni movenza. Aveva perfino iniziato a esibirsi in esercizi acrobatici: si metteva in piedi sul dorso di Rudolph, o penzolava a testa in gi, arrivando a volte a saltare tra il fogliame e a dondolarsi da un ramo all'altro.
Una notte, si erano fermati a riposare in riva a un ruscello che sgorgava impetuoso da uno stretto canalone.
Erano tutti intenti ad abbeverarsi all'acqua gelida, compreso Nickolai che vi aveva immerso la testa quasi per intero, quando si ud il suono aspro di una voce.
- E questo che cosa significa?
Le renne sollevarono di scatto il muso, con aria colpevole. Sull'altra sponda c'era una renna adulta con delle magnifiche corna ramificate. I suoi occhi marroni passarono in rassegna il branco di giovani renne.- Sono profondamente delusa.
Le giovani renne scossero la testa mortificate, battendo nervosamente gli zoccoli per terra, tra mormorii e mugugni.
- Mi dispiace, mamma - farfugli Rudolph in atteggiamento sottomesso.
Cometa si irrigid di colpo alla vista di Nickolai.
- Un umano? - sbott. - Come avete potuto? Non solo avete disobbedito al coprifuoco e siete usciti a volare per conto vostro, sprecando energie preziose, ma avete anche infranto il codice di segretezza delle renne!
Con un balzo, Rudolph raggiunse sua madre dall'altra parte del ruscello.- Possiamo spiegarti tutto! Lo abbiamo trovato nella foresta. Si era perso e sarebbe stato sbranato dai lupi se non lo avessimo soccorso.
Non fa parte del nostro codice accorrere in aiuto di
?chi  in pericolo? Non  questo il nostro compito nei confronti di tutte le creature della foresta?
Cometa soffi rumorosamente dalle narici. Era troppo arrabbiata per parlare.
- E poi non  un umano comune. Lui  diverso dagli altri. Lui pu... - prosegu Rudolph.
- Adesso basta! - lo interruppe Cometa. - Seguitemi!
Si torna alla grotta! E portate anche l'umano!
Decider Lancer che cosa fare di lui!
La grotta delle renne era calda e umida, e l'aria era soffocante. Nel silenzio teso, Nickolai sentiva gli animali sbuffare e strusciare gli zoccoli sulla terra dura. Qualche raggio di luna diffondeva all'interno della grotta un debole bagliore argentato.
Lancer si ergeva di fronte a lui, facendogli ombra con le grandi corna ramificate. Le altre renne della trib erano raccolte in cerchio e scuotevano nervosamente la testa.
- Che cosa ci fa lui qui? - tuon Lancer. -  uno scandalo!
- Mi dispiace... - fece Nickolai.
Lancer trasal e lo fiss sbalordito.
- Visto? - disse Rudolph.- Parla la nostra lingua.
Avevo detto che era speciale!
- Non ho raccontato di voi a nessuno - farfugli Nickolai.- E ho promesso di non farlo mai!
Rudolph intervenne in sua difesa. - Non  un umano come gli altri, pap! Nickolai, fagli vedere le orecchie.
Nickolai non aveva nessun timore di mostrarle a quelle creature. Lentamente, si lasci cadere il cappuccio sulle spalle e scopr le orecchie, che presero a guizzare in ogni direzione. Un mormoro di meraviglia si diffuse per la grotta e gli sguardi di tutti si fissarono su di lui. Velvet, la renna pi anziana della trib, si fece avanti, con gli occhi lucidi per l'emozione.
- Questo umano ci  stato mandato per una ragione.
 la volont di Arkfel! - mormor.
Lancer sbuff e pest lo zoccolo per terra, facendo tremare l'intera grotta. - Smettila con le tue farneticazioni, mamma! Non ci sono scuse per la loro disobbedienza. Per colpa di questo comportamento scellerato, dovremo prendere in considerazione l'ipotesi di migrare pi a sud, in un'altra foresta!
Gli altri ammutolirono. Nickolai sent Elvina agitarsi sotto la tunica e cap che stava per fare una delle sue rare apparizioni. Con uno squittio trionfante e un frenetico frullo di ali, la fatina spunt fuori da sotto la pettorina e cominci a ronzare per la grotta, illuminandola tutta con il suo magico bagliore.
Le renne spalancarono gli occhi per lo stupore.
Elvina si esib nelle sue solite evoluzioni, divertendosi a piroettare tra le corna ramificate, come una bambina birichina, e mandando gridolini di gioia ogni volta che balzava dall'una all'altra. Continu a volteggiare sempre pi in fretta, in cerchi frenetici, come se stesse filando una matassa di luce.
Le teste delle renne ondeggiavano di qua e di l per seguire i suoi movimenti, sobbalzando lievemente quando si avvicinava. A un tratto, le loro corna cominciarono a sfavillare e il crepitio di una scarica elettrica le attravers tutte quante, disegnando un cerchio. Le renne sentirono rizzarsi il pelo del dorso e i loro corpi furono scossi da un fremito di energia. Nickolai, a sua volta, sent un brivido di eccitazione corrergli lungo la schiena.
- L'energia! - esclam Cometa. - Ci ha restituito l'energia per volare! Quella creatura appartiene alle luci dell'aurora boreale!
Da quel momento, Nickolai fu accettato a pieno titolo nella trib delle renne volanti. Adesso era Cometa che veniva a prenderlo ogni notte sul tetto della sua casetta, perch gli anziani avevano deciso che era pi sicuro che fosse un adulto a scarrozzarlo avanti e indietro.
Ogni notte, dunque, Cometa lo conduceva nella loro grotta ed Elvina eseguiva il solito rituale e ricaricava le energie delle renne in modo da garantire loro diversi anni di autonomia. Poi Nickolai e le giovani renne avevano il permesso di uscire per le loro scorribande notturne nella foresta finch la luna non cominciava a tramontare.
Una notte, Cometa lo riport a casa come al solito, atterrando dolcemente sul tetto. Bisognava fare pi attenzione adesso che, con l'arrivo della primavera, lo strato di neve iniziava ad assottigliarsi. Ma, invece di ripartire subito, esit qualche istante, scrutandolo con attenzione.
- C' una cosa che devo dirti - mormor alla fine.
-  da un po' che mi tormenta, ma ritengo che tu debba saperlo.
Nickolai trattenne il fiato. Temeva di sentirsi dire che le sue visite notturne dovevano finire. Perci aspett pieno d'ansia che Cometa continuasse. - Riguarda le tue origini - riprese la renna dopo aver soffiato nervosamente dalle narici.- Perch sei cos diverso dagli altri umani?
Nickolai emise un sospiro di sollievo e si strinse nelle spalle. - Non lo so. Suppongo di essere uno scherzo della natura. Per lo meno,  cos che mi considerano da queste parti.
- Tu non sei di queste parti - ribatt Cometa in tono pacato. - Tu vieni dal Grande Nord. Sono stata io a salvarti, tanti anni fa, quando eri un neonato. Ti ho riconosciuto dalla giubba rossa. Eri solo, abbandonato in mezzo alla neve e circondato dai lupi. Allora io ti ho soccorso e ti ho portato fin qui, lasciandoti cadere gi per il camino di questa casa.
Nickolai sent una stretta al cuore e allo stomaco La notizia lo aveva colpito come un fulmine a ciel sereno. Si lasci cadere di peso sul tetto, senza riuscire a trattenere un acuto grido di sorpresa.
- Questo significa che... Joe e Hannah non sono i miei veri genitori? - disse con voce rotta.
Cometa annu gravemente. - Temo proprio di no.

Capitolo 6
LA CORSA ALL'ORO
Nicolai era come inebetito. Fino a quel momento non aveva mai avuto alcun dubbio su chi fosse e da dove venisse. Ma adesso si rendeva conto di non sapere niente delle proprie origini, tranne che veniva dal Grande Nord ed era stato abbandonato da piccolo. Gli occhi gli si riempirono di lacrime e gli si form un groppo in gola. Di colpo, si sent disorientato, come se fosse diventato un estraneo a se stesso. Gett le braccia intorno al collo di Cometa e affond il viso nella sua pelliccia.
- Voglio venire a vivere con voi nella foresta. Siete voi la mia famiglia adesso!
Cometa scosse mestamente la testa. - Sai bene che non  possibile, Nickolai -. Si guard intorno con un certo nervosismo, drizzando le orecchie.
- Ora devo andare, prima che qualcuno mi veda -.
Ci detto, spicc elegantemente il volo e si allontan silenziosamente nell'oscurit. Nickolai cerc di richiamarla indietro. Ma ormai era gi lontana.
A malincuore, si infil nella canna fumaria e si lasci scivolare gi, lungo la familiare oscurit fuligginosa.
Una volta arrivato in fondo, trov ad aspettarlo Joe e Hannah.
- Che cosa diamine ti  saltato in testa? - sbott Hannah. - Abbiamo sentito un tonfo sul tetto e quando siamo andati a vedere in camera tua, non c'eri!
Nickolai fiss le due persone che aveva sempre pensato fossero i suoi genitori: Hannah, con le mani sui fianchi e gli occhietti azzurri fiammeggianti di collera, e Joe, intento a grattarsi la testa spelacchiata, come faceva sempre quando era confuso. A un tratto, gli sembrarono due vecchi Sent crescere dentro di s il germe del dubbio e della diffidenza.
- Dove sei stato, figliolo? - chiese Joe.
Nickolai pens in fretta a una risposta. - Sono andato a fare un giro.
Joe smise di respirare per un attimo e Hannah sbianc in viso.
- Vuoi dire... che hai preso la slitta di tuo padre?
Nickolai si sent ribollire di rabbia. - Non  mio padre! - url. - E tu non sei mia madre! Mi avete mentito! Vi odio tutti e due!
Cal un silenzio di piombo. Nickolai continuava ad aprire e chiudere i pugni, in uno stato di profonda infelicit, mentre Joe e Hannah lo guardavano a bocca aperta.
- Come lo hai scoperto? - chiese Hannah in un bisbiglio.- Chi te l'ha detto?
Nickolai si morse le labbra. Non poteva dire la verit. - L'ho scoperto per conto mio. Perch me lo avete tenuto nascosto?
- Te lo avremmo detto, tesoro - rispose Hannah torcendosi le mani.-Aspettavamo solo il momento giusto.
- Ma chi sono io? Chi sono i miei veri genitori?
Da dove vengo?
Joe e Hannah si scambiarono un'occhiata imbarazzata.
- Non lo sappiamo, figliolo.
- Sei piovuto dal cielo nel nostro caminetto e ti abbiamo tenuto con noi.
Nickolai emise un lungo sospiro. Quindi Cometa gli aveva detto la verit. Ma dove lo aveva trovato di preciso? Da che parte del Grande Nord? Chi viveva lass? Prov un crescente senso di rabbia verso Joe e Hannah. Avrebbero dovuto informarsi, darsi da fare per trovare i suoi veri genitori, invece di limitarsi a tenerlo come un oggetto smarrito.
Ci fu un lungo silenzio imbarazzato. Nessuno sapeva che cosa dire.
- Perch sei uscito, figliolo? - chiese Joe. Poi, di colpo, assunse un'espressione allarmata. - Si tratta della foresta, vero? Ti sei spinto fin laggi?
Nickolai scroll le spalle. - Forse.
- Tu e la tua stupida ossessione per le renne volanti!
- sbott Joe. - Nessuno  mai uscito vivo da quella foresta! Non provare mai pi a fare una cosa del genere!
Nickolai li fulmin con lo sguardo. - Non potete dirmi quello che devo fare! Voi non siete i miei veri genitori!
Joe assunse un'espressione mortificata e Hannah si fece rossa in viso. - Abbiamo badato a te da quando eri un neonato! - esclam in un tono di crescente indignazione. - Ti abbiamo dato un tetto, nutrito e vestito, nonostante avessimo a malapena di che sopravvivere.
E questa sarebbe la tua riconoscenza? Non so chi siano i tuoi veri genitori, ma siamo noi a essere responsabili per te adesso! Joe, d'ora in poi sbarrerai quel caminetto ogni sera, una volta che il fuoco si sar spento. E metterai un lucchetto alla porta e alla finestra della stanza di Nickolai. D'ora in avanti, Nickolai, non metterai pi il naso fuori di casa!

- Perch non vuoi dirmi che cosa c' che non va, Nickolai? -. I chiari occhi azzurri di Anneka lo scrutavano attentamente. -  da un pezzo che hai una faccia da funerale.
Stavano tornando a casa da scuola. Le giornate si erano allungate e i pallidi raggi del sole rischiaravano il paesaggio. Folti ciuffi d'erba bucavano il manto nevoso e i fiori artici ondeggiavano nella brezza. La minaccia dei lupi era passata e i bambini potevano di nuovo andarsene in giro senza pericolo.
Perfino Joe e Hannah erano diventati pi indulgenti e avevano allentato il coprifuoco di Nickolai.
- Oh, non  niente - rispose Nickolai scrollando le spalle. Non era ancora pronto a parlare di quello che era successo, nemmeno con Anneka. Del resto, cercava di non pensarci troppo. Durante le lunghe sere in cui era rimasto confinato in casa, si era distratto costruendo giocattoli, assemblando cianfrusaglie che aveva recuperato dal capanno degli attrezzi di Joe o dal cestino da lavoro di Hannah.
Sotto le sue mani aveva preso forma tutta una serie di oggetti abilmente confezionati: bambole con braccia e gambe articolate, fatine che sbattevano le ali, case giocattolo con porte e finestre apribili, modellini in scala di slitte trainate da un'intera muta di cani. Poi aveva cominciato a intagliare statuette di personaggi simili a lui, con le orecchie a punta e in grado di muoversi. Aveva creato diverse famiglie, composte da padre, madre, bambini, fino a realizzare un'intera collezione. Era come se cercasse di ricreare il suo popolo perduto. Camminava accanto ad Anneka, immerso nei suoi pensieri, quando, svoltato un angolo, si ritrovarono di fronte Finn e la sua cricca.
- Ignorali -- disse Anneka, prendendo Nickolai per mano e tirando dritto. Ma Nickolai sent qualcosa scorrergli sopra la testa e il cappuccio scivolare gi, prima di venire strattonato con violenza all'indietro.
-  ora di metterti il guinzaglio, cagnolino! Su, si va a passeggio!
Finn sghignazz orribilmente e si mise a correre, trascinandosi dietro Nickolai come un cane al guinzaglio.
Nickolai incespic e cerc di opporre resistenza, tra le risate generali.
Con un grido di rabbia, Anneka si gett su Finn.
- Lascialo in pace! - url saltandogli sulla schiena.
Ma quello se la scroll di dosso come se niente fosse e Anneka scivol a terra come un sacco di patate.
Nickolai sent qualcosa strapparsi dentro di s.
La rabbia e la paura gli avevano dato una forza incontenibile.
Le sue orecchie cominciarono a guizzare senza controllo.
- Oh, guardate le orecchie del cagnolino! Avanti, bello, ti porto a fare una passeggiata!
Con un tremendo boato, la terra inizi a tremare sotto i piedi di Finn. All'inizio, sembr una piccola scossa, ma poi divenne sempre pi forte, fino a farlo vacillare. Con un grido incredulo, moll il guinzaglio, annaspando nel tentativo di mantenere l'equilibrio.
Alcune tegole si staccarono da un tetto vicino e caddero tutt'intorno, mancandolo di un soffio. Poi, il tremore smise cos come era cominciato, lasciando tutti senza parole e pallidi come un lenzuolo.
Finn punt un dito tremante verso Nickolai. - Sei stato tu a fare questo?
Nickolai era sconcertato. - N-no,c-certo che no! - balbett. -  successo da solo!
- Meglio cos. Altrimenti eri spacciato! - url Finn, prima di battere in ritirata con i suoi tirapiedi, slittando sul terreno fangoso.
Anneka fiss Nickolai con gli occhi spalancati.
- Nickolai! - sussurr, senza fiato. - Sei stato tu?
Nickolai si tir su il cappuccio. - Non lo so - mormor.
- In ogni caso, non credo che ti daranno pi fastidio
- disse Anneka con una smorfia di disprezzo, guardando i bulli allontanarsi.
E aveva ragione. Da quel momento, Finn e la sua cricca si tennero alla larga da Nickolai. Che, per, continuava a essere un emarginato. Oltre a Elvina, la sua sola amica era Anneka. La casa di Anneka era l'unico posto in cui si sentiva accettato e l trascorse molte ore felici, costruendo giocattoli per Louisa e gustando le deliziose tortine di Lotta.
Ma niente riusciva a colmare il senso di vuoto che si era insinuato nel suo cuore. Nickolai sentiva di non appartenere a quella citt, a quella gente, e aveva una tremenda nostalgia delle sue amiche renne. Cometa era tornata soltanto una volta dopo quella fatidica notte. Nickolai era rimasto a guardarla impotente dalla finestra della sua camera, mentre volteggiava sopra il tetto della casa, prima di volarsene via rassegnata.
In quei giorni, scrutava malinconico la foresta all'orizzonte.
Chiss se le sue amiche renne si stavano chiedendo che cosa ne era stato di lui. Chiss se anche loro sentivano la sua mancanza. A volte aveva l'impressione che il periodo felice delle scorribande nella foresta fosse stato solo un bel sogno.
Fu durante l'estate, quando il sole allungava i suoi raggi fino a notte inoltrata, che i primi stranieri cominciarono ad arrivare a Norsk. Inizialmente alla spicciolata, gruppetti di viaggiatori stremati, con al seguito bambini scalpitanti, cavalli e carri carichi di masserizie. A volte erano accompagnati da guide inuit. Ma, all'approssimarsi del solstizio d'estate, con il sole ancora alto a mezzanotte, un flusso inarrestabile di persone inizi a riversarsi alla periferia della citt.
Venivano da ogni zona dei territori a sud del circolo polare artico e la maggior parte era di carnagione chiara, con i capelli biondi. Alcuni avevano facce schiacciate e con gli zigomi alti. Altri avevano i capelli rossi e una carnagione bianco latte. Altri ancora erano bruni, con la pelle olivastra e gli occhi a mandorla, trib nomadi provenienti dal deserto della Mongolia. I bambini della citt di Norsk presero l'abitudine di accorrere sul ciglio della strada per guardare passare le carovane di viaggiatori. Presto, gli stranieri si fecero pi arditi e cominciarono ad attraversare il centro cittadino in cerca di un alloggio per la notte. Norsk era l'ultimo insediamento ai confini delle distese desolate del paesaggio polare.
Una sera, Nickolai e Anneka origliarono la conversazione di un'intera comunit accampata davanti a un capannono. Le orecchie di Nickolai si muovevano a captare ogni parola.
- Che cosa stanno dicendo? - bisbigli Anneka, che fremeva di curiosit.
- Stanno parlando di una citt d'oro - mormor Nickolai senza distogliere l'attenzione. - Al Polo Nord. Un luogo chiamato Doransk. Dicono che ha torri e guglie d'oro che si innalzano alte nel cielo.
Persino le strade sono lastricate d'oro. Un luogo dove chiunque ha l'opportunit di fare fortuna e di costruirsi una vita migliore.
- Una citt d'oro? Al Polo Nord? - ripet Anneka, scettica. - Ma  impossibile! Non c' niente lass oltre a ghiaccio e neve!
- A quanto pare, invece, ci dev'essere qualcos'altro
- ribatt Nickolai. - Altrimenti perch sarebbero tutti... -. Lasci la frase in sospeso, folgorato da un'intuizione improvvisa. Si volt verso Anneka con gli occhi che brillavano per l'eccitazione e il cuore rinvigorito da una nuova, elettrizzante prospettiva.
- Anneka, ecco da dove vengo! Dal Polo Nord!
Anneka si accigli. - Di che cavolo stai parlando?
Tu sei nato da queste parti, no?
Nickolai sent che era arrivato il momento di rivelare ad Anneka il mistero delle sue origini. - No.
Hannah e Joe mi hanno trovato da piccolo. I miei veri genitori mi hanno abbandonato.
Anneka lo guard esterrefatta. - Ma... ma... chi...
insomma... non puoi essere un Inuit. Solo loro vivono nel Grande Nord, e tu non assomigli per niente a un Inuit. Chi sono i tuoi veri genitori? Dove vivevano?
-  proprio questo il punto - rispose Nickolai spazientito. - Non lo so! Ma adesso sono sicuro di provenire dal Polo Nord. Forse c'entra questa citt d'oro di cui tutti parlano -. Un'espressione determinata gli spunt in viso. - E io intendo scoprirlo! Tu per mi devi promettere di non raccontare a nessuno quello che ti ho appena detto.
Quella sera, a casa, Nickolai si mise a costruire una citt, intagliando alte torri e guglie da vecchi pezzi di legno e dipingendoli di giallo.
- Che cosa stai costruendo, figliolo? - chiese Joe, mentre svuotava la sua pipa nel caminetto.
- Una citt d'oro come quella che c' al Polo Nord - rispose Nickolai.- Quella verso cui sono dirette tutte queste persone.
- Bah! - esclam Hannah in tono scettico. - Poveri illusi! Non pu esistere un posto del genere. Il Polo Nord non  un ambiente adatto all'uomo.
- Torneranno indietro, esausti e scornati,te lo dico io! - borbott Joe.
- Sempre che non muoiano prima di stenti - aggiunse Hannah cupa.
- Io invece credo che ci sia qualcosa lass! - ribatt Nickolai. - E, per di pi, sono convinto che  da l che vengo! -. Stava per aggiungere "Perch Cometa ha detto di avermi trovato l", ma si ferm appena in tempo.
Joe e Hannah si scambiarono un'occhiata imbarazzata.
L'argomento delle origini di Nickolai non era stato pi toccato da quella fatidica notte.
- Non essere sciocco - sospir Hannah, appoggiando in grembo il suo lavoro a maglia. - Come puoi pensare di provenire dal Polo Nord?
Nickolai fremeva dalla voglia di urlargli in faccia che lui sapeva molte pi cose di quanto non sospettassero.
E il bisogno di conoscere la verit cresceva in lui come un fiume in piena. - Beh, io ho deciso di andare a scoprirlo di persona - dichiar.
- Sono sicuro che l trover la mia vera famiglia.
- Toglitelo dalla testa - tagli corto Hannah.
- Sei troppo piccolo per partire da solo.
- Allora andiamoci insieme! - propose Nickolai.
- Ho sentito che altra gente del villaggio sta pensando di andare a vedere di che cosa si tratta.
- No. Siamo troppo vecchi per imbarcarci in un'avventura del genere.  assolutamente escluso.
Nickolai si accasci, deluso. Era inutile discutere con loro.
- Perch invece non ti sforzi di adattarti a vivere qui? - continu Hannah con un tono addolcito. - In fondo, ormai sei cresciuto.
- Io mi sforzo eccome! - protest Nickolai. - Ma sono troppo diverso dagli altri. Anneka  l'unica che mi abbia accettato. Finn mi ha messo tutti contro!
Hannah si rabbui in viso. - Quel ragazzo  un'autentica sciagura. Si caccer nei guai, vedrai. Tu cerca di ignorarlo.
Nickolai continu a fissare il fuoco con l'aria imbronciata, riflettendo sulla sua situazione disperata.
Forse avrebbe fatto meglio a dare retta ad Hannah e aspettare di essere pi grande. E, nel frattempo, cercare di fare buon viso a cattivo gioco.
All'improvviso, ebbe un'illuminazione. Tutti i bambini del villaggio consideravano Finn una specie di capo. Se si fosse inventato un gioco che piacesse a Finn e a cui tutti avessero partecipato... Una volta tirato Finn dalla sua parte, forse sarebbe riuscito a guadagnarsi anche la simpatia degli altri...
Rimugin su quell'idea per un po' finch non trov una soluzione.
- Joe? - chiese con aria innocente.- C' rimasta un po' di legna nel capanno degli attrezzi?
- S, certo.
- Bene. Mi  venuta un'idea. L'unico problema  che... -. Nickolai fece una pausa, consapevole di stare chiedendo molto. - Posso prendere in prestito i cani?
Joe sobbalz. - Che cosa?
Nickolai trattenne il fiato. Hannah gli rivolse uno sguardo interrogativo. - Beh, dipende, tesoro. A che cosa ti servono?

Capitolo 7
UNA BRILLANTE IDEA
Era di nuovo inverno a Norsk. Una candida coltre di neve ricopriva la citt, avvolta in un perenne crepuscolo. Quella notte, tutti gli abitanti si erano riuniti intorno al circuito di gara. Le slitte erano allineate sulla griglia di partenza, con i loro colori sgargianti che spiccavano sullo sfondo bianco e i cani che fremevano e mugolavano per l'eccitazione.
Erano dei modelli da corsa leggeri, veloci e aerodinamici, con solo due cani a trainarli.
Nickolai osserv la scena. Stentava a credere ai propri occhi. Da quattro anni ormai, il suo piano stava avendo un successo che era andato ben oltre le sue pi rosee aspettative.
Tutti i bambini del villaggio erano pronti sulle loro slitte, in posizione di partenza. I piloti erano dotati di una specie di bastone da hockey con un'estremit a coppa, concepito per raccogliere la neve fresca da terra a tutta velocit e tirare palle di neve agli avversar! su entrambi i lati, in modo da distrarli e farli uscire di pista. La linea del traguardo era costituita da una fila di ceppi dall'estremit colorata.
Le corsie erano delimitate da linee nere. Al centro di ogni corsia c'era una serie di paletti che i piloti dovevano superare con un ultimo slalom per completare la gara.
Una folla festante era disposta tutt'intorno alla pista ufficiale del gioco dello Straccianeve, uno sport sfrenato che era diventato la passione dei bambini di Norsk, molto divertente da guardare e ancora pi divertente da praticare.
E tutto per merito di Nickolai, anche se mai avrebbe immaginato che quel gioco di sua invenzione sarebbe diventato cos popolare. Invece ormai era lo sport ufficiale del villaggio di Norsk e non c'era bambino sopra i nove anni che non avesse la sua bella slitta e i suoi cani da corsa.
- Allora si parte, amico? - chiese una voce alle sue spalle.
Nickolai si volt verso il ragazzo che negli anni era diventato il suo migliore amico. Finn reggeva le redini, tutto trepidante, in attesa del fischio di partenza.
- Su, andiamo, Nickolai! - disse Anneka.- Faccio fatica a tenere a freno i cani!
Nickolai fece un cenno a Giok, che attendeva ai margini della pista. Al segnale di Nickolai, fece un passo avanti e soffi nel suo fischietto.
Dopodich, si scaten la baraonda pi totale. La folla esplose in un boato e i cani partirono in quarta, tra latrati e guaiti, trainando le slitte a tutta velocit.
Il pubblico and in delirio, gli spettatori pi giovani saltavano come matti, incitando a pi non posso i corridori.
Nickolai scosse le redini e lanci un fischio ai cani che scattarono in avanti. La sua slitta si port in testa e a quel punto Nickolai cominci a bombardare di palle di neve gli avversari. Avvert un tonfo sordo e uno spruzzo di neve gli annebbi la vista.
Finn lo aveva centrato in piena faccia.
-Ah ah! Ti ho preso, bello! - url Finn.
Nickolai rise e, senza rallentare, raccolse con la mazza una palata di neve che lanci a pallonetto, colpendo Finn sulla schiena.
Il pubblico rumoreggi divertito, mentre spruzzi di neve si levavano in ogni direzione. Nickolai e Finn stavano per raggiungere il primo paletto. Nickolai fece schioccare la lingua e tir le redini, in modo da guidare i cani sulla destra e far sterzare la slitta intorno al palo, prima di dirigersi a tutta birra verso il secondo.
All'improvviso ci fu un parapiglia alla sua sinistra.
Le slitte di Anneka e Finn erano entrate in collisione, le redini si erano ingarbugliate e la slitta di Anneka si era rovesciata. I cani avevano cominciato ad abbaiare istericamente e ad agitarsi in preda alla frenesia. A un fischio di Giok, la corsa fu sospesa.
Nickolai salt gi dalla slitta e corse verso il luogo dell'incidente.
- Che cosa  successo? - grid. Finn e Anneka si guardavano in cagnesco, ansimanti.
- Mi  venuto addosso! - accus Anneka cercando di raddrizzare la propria slitta.
- Non  vero! - si difese Finn.- Sei tu che mi hai tagliato la strada! Voi ragazze siete incapaci di guidare!
Gli occhi azzurro chiaro di Anneka si accesero d'indignazione. Sembrava sul punto di scoppiare.
- Sono tutte stupidaggini, e lo sai benissimo! Hai visto che stavo per superarti e, dato che il tuo lancio mi ha mancato, hai sterzato apposta verso di me e...
Giok sopraggiunse in quel momento.
- Pap, mi ha tamponato! - strill Anneka.
- No, non  vero! Sei tu che mi hai tamponato!
Giok alz gli occhi al cielo. Era sempre la stessa storia! Ogni volta che capitava un incidente, bisognava dirimere la questione tra i litiganti. Non era una cosa semplice arbitrare le gare di Straccianeve, con tutta la neve che veniva sollevata. - Calma, calma! Fatemi esaminare le tracce sul terreno -. I solchi lasciati dai pattini delle slitte sulla neve si intersecavano a cavallo della linea nera che separava le due corsie.
- Si meriterebbe di essere squalificato! - auspic Anneka.
Giok era ancora intento a ispezionare il terreno.
- Uhmm... Direi che la collisione  avvenuta proprio sulla linea di confine...
Anneka lanci al padre un'occhiataccia. Si aspettava maggiore comprensione da parte sua.
Giok si strinse nelle spalle e guard Nickolai.- Beh, hai inventato tu questo gioco. Che cosa si fa in un caso del genere?
Nickolai cap che bisognava trovare un compromesso.
Non voleva che i suoi due migliori amici continuassero a litigare tra loro. Ogni occasione era buona per darsi addosso. A volte erano davvero estenuanti! Nickolai si sent investito di una grossa responsabilit.
- Credo che bisogner far ripartire la corsa - disse
?alla fine. Di fronte alle proteste, ribad: -  l'unica soluzione! E ognuno faccia attenzione a mantenersi sulla propria corsia, intesi?
I concorrenti girarono le slitte e riguadagnarono la linea di partenza. Anneka accost la sua slitta a quella di Nickolai.
- Non riesco ancora a fidarmi di lui, Nick - disse sottovoce. - Ti giuro che mi  venuto addosso di proposito. Non sopporta l'idea di perdere, soprattutto se  una ragazza' a passargli davanti. So che siete diventati amici, ma un bullo rimane sempre un bullo!

Il ragazzo inuit osservava i viaggiatori dirigersi verso la citt d'oro dalla sua solita postazione sul crinale. Da quando aveva nove anni, quella fiumana di pellegrini scorreva sotto i suoi occhi, e con il passare degli anni si faceva sempre pi consistente.
Adesso, di anni ne aveva dodici e il flusso era diventato inarrestabile.
Fin dall'inizio, era apparso evidente che non si trattava dei soliti gruppi di esploratori o di cacciatori di balene. Questa gente arrivava dai territori pi a sud, soprattutto d'estate, approfittando delle lunghe giornate di luce.
Andando a caccia, Zakurak e la sua famiglia avevano incrociato varie volte viaggiatori a dorso di cavallo e su carri sferraglianti carichi di masserizie.
Una volta raggiunte le sponde del mare artico, se la distesa non era completamente gelata, abbandonavano i loro mezzi di trasporto per farsi traghettare sui kayak dagli Inuit. Man mano che si inoltravano verso il Grande Nord, nelle terre dei ghiacci perenni, barattavano le loro cose con slitte e mute di husky agli empori degli Inuit.
Zakurak non avrebbe mai perdonato i costruttori di quella citt, che aveva causato la morte di suo nonno. Nanuk aveva avuto ragione a presagire che quell'evento avrebbe sconvolto l'equilibrio naturale della regione, facendo fuggire gli animali e rendendo pi ardua la caccia. Perfino i pesci avevano
cominciato a scarseggiare e
il suo popolo era stato
costretto a spostarsi
in cerca di cibo.
Anche la famiglia
di Zakurak
aveva seguito la
trib a sud. Ma
Nanuk era troppo
vecchio per
viaggiare e, per
non essere di
peso agli altri,
aveva
deciso di fermarsi.
si era rifiutato di lasciarlo solo. Aveva gi ucciso la sua prima foca ed era grande abbastanza per provvedere a se stesso e al nonno.
Ma una notte la forza vitale aveva abbandonato Nanuk. Zakurak era stato costretto a scavare un buco nel ghiaccio per seppellirlo, dato che erano troppo distanti dalla tundra.
Adesso Zakurak viveva tutto solo nel suo igloo.
Andava a caccia e a pesca e si preparava da mangiare sul fuoco.
Quel giorno la pesca era stata particolarmente fruttuosa. Tast il suo tupilak, il talismano appeso a un laccio che portava legato attorno al collo, per assicurarsi che fosse ancora al suo posto. Tremava al solo pensiero di perderlo. Le provviste di carne di foca sarebbero bastate per diverse settimane e mancava poco al passaggio dei camosci. Inoltre, le scorte di carne secca gli avrebbero permesso di superare agevolmente l'inverno. Sarebbe sopravvissuto.
Ma si sentiva molto solo.
Non gli restava altro da fare che tenere d'occhio la citt. Prima o poi la sua gente sarebbe tornata a reclamare il proprio territorio.

- Bisogner fare un po' di piazza pulita! - dichiar Hannah guardandosi in giro. A parte un ristretto spazio circolare in mezzo alla stanza, il resto del pavimento era ingombro dei giocattoli e dei modellini che Nickolai aveva continuato a costruire. Con gli anni, la sua collezione si era notevolmente arricchita, fino a occupare ogni angolo e ogni superficie libera della piccola casa.
- Potrei venderne qualche pezzo al mercato, insieme ai miei lavori a maglia... - propose Hannah.
- No! - si rifiut Nickolai. - Non vender mai nessuno dei miei pezzi!
- Beh, in qualche modo dovrai liberartene se vuoi continuare la tua produzione! - disse Hannah in tono perentorio, incrociando le braccia sul petto.
- Hannah ha ragione, figliolo. Dove metterai i nuovi giocattoli? Nel capanno degli attrezzi non c' quasi pi spazio - concord Joe.
Nickolai sospir. Detestava separarsi dalle sue cose. Ma avevano ragione. Ora che le giornate erano buie e passava molto tempo in casa, la sua collezione era inevitabilmente destinata ad aumentare.
Il solstizio d'inverno si avvicinava. Il sole era completamente svanito all'orizzonte e i giorni si erano ridotti a un'unica notte senza fine. Lungo le strade ardevano i fal, in sostituzione della luce diurna che sarebbe tornata in primavera, e nella piazza cittadina si tenevano feste e sagre per rallegrare le tenebre perenni.
Il momento culminante delle celebrazioni stagionali era la notte del solstizio d'inverno, durante la quale la tradizione voleva che ci si scambiassero doni e si organizzassero festeggiamenti in ogni casa.
La festa del solstizio d'inverno! Nickolai ebbe un'idea.
Poco prima della mezzanotte del solstizio d'inverno, i bambini pi grandi della citt si ritrovarono davanti alla scuola, ciascuno con la propria slitta da corsa trainata dai cani e un grande sacco. Erano sgattaiolati fuori di casa in gran segreto. Nessuno di loro aveva chiesto il permesso ai propri genitori. Era una missione segreta e i grandi non dovevano assolutamente esserne informati. Nickolai era stato categorico su questo punto.
Erano tutti riuniti all'ombra della grande scuola, in attesa. Il grande disco luminoso della luna spunt in cielo, diffondendo ovunque un bagliore argentato e facendo scintillare i tetti imbiancati di neve.
- Credi che verr? - bisbigli Johan, il pi piccolo del gruppo.
- Speriamo che non si sia fatto beccare! - mugugn Finn.
- No, non ci pianterebbe mai in asso - disse Anneka con voce calma.
Pochi istanti dopo, si ud un lieve ansimare di cani e la familiare slitta rossa e blu di Nickolai comparve sibilando sulla neve. Indossava la sua solita giubba rossa con il cappuccio calcato sulle orecchie e trainava un'altra slitta, sulla quale era posato un grosso sacco traballante. Fischi ai cani e ferm la slitta.
- Ci siamo tutti? Possiamo cominciare? - sussurr.
Gli altri bambini annuirono.
- Avanti, venite a dare un'occhiata.
Nickolai balz gi dalla slitta e apr il grosso sacco.
I bambini si accalcarono tutt'intorno per dare una sbirciata all'interno.
- Accidenti! Dove ti sei procurato tutta questa roba?
- chiese Finn.- L'hai rubata,per caso?
- Neanche per sogno! - si indign Anneka. - Li ha fatti lui, non  vero Nick?
Nickolai annu e gli altri lo guardarono con ammirazione.
- Vorresti dire che li hai fabbricati con le tue mani?
- chiese Finn, incredulo.
- Certamente!  il suo hobby Non lo sapevi? - intervenne Anneka con un tono da saputella. Non perdeva mai occasione di lanciare una stoccata a Finn.
- Su, sbrighiamoci a distribuire questa roba! - disse Nickolai, cominciando a tirare fuori dal sacco i giocattoli. - Ricordate le istruzioni? Met di voi far le consegne nella parte sud e l'altra met nella parte nord della citt. Intesi?
Una volta terminata la spartizione dei giocattoli, ognuno risal sulla propria slitta con un sacco pieno.
Poi, partirono di gran carriera, sparpagliandosi per la citt, scivolando silenziosamente sulle strade ammantate di neve.
Il mattino seguente, al loro risveglio, i bambini di tutta la citt trovarono sull'uscio di casa dei giocattoli che qualcuno aveva misteriosamente lasciato nottetempo. Per le strade di Norsk risuonarono strilli di gioia. Da dove venivano quei doni? I loro fratelli e sorelle maggiori si limitarono a scrollare le spalle e nessuno trad il segreto.
Ma pi di qualcuno fra i genitori si scambi un sorriso d'intesa e non disse niente.

Capitolo 8
VERSO IL GRANDE NORD
- Per favore, posso andare? - implor Nickolai. I suoi occhi azzurri brillavano a tal punto da illuminare la stanza.
Joe e Hannah erano seduti accanto al fuoco, occupati nelle loro solite faccende: Hannah a sferruzzare e Joe a lustrare le bardature dei cani.
- Tutti i miei amici stanno partendo! - continu Nickolai in tono lamentoso. - Mi mancano un sacco e sono di nuovo solo!
Con la primavera, molti abitanti del villaggio si erano diretti a nord, attratti dal miraggio della misteriosa citt d'oro di cui avevano sentito parlare dai pellegrini di passaggio. Finn e la sua famiglia erano stati tra i primi ad andarsene. E Anneka aveva appena annunciato a Nickolai che la sua famiglia era sul piede di partenza. Nickolai non avrebbe sopportato di perdere anche lei.
Alle sue parole segu un silenzio teso, durante il quale Hannah continu ad accavallare cocciutamente le maglie sui ferri e Joe si dedic a strofinare con ancor pi vigore i finimenti di cuoio.
- Beh, se proprio vuoi saperlo, a me sembra solo un mucchio di baggianate - comment Hannah sarcasticamente. - Insomma, strade lastricate d'oro, sogni che si realizzano, un clima meraviglioso... Mi sorprende che la gente creda a simili sciocchezze! -.
Fece schioccare la lingua e scosse la testa per sottolineare l'assurdit della cosa.
Vedendo i volti tristi e le spalle curve dei due anziani coniugi, Nickolai si sent combattuto tra due sentimenti opposti.
Da una parte sapeva quanto Joe e Hannah tenessero a lui, ma dall'altra desiderava partire.
E ormai era abbastanza grande per cavarsela da solo.
Il fuoco continuava a scoppiettare nel silenzio pi assoluto.
Hannah fin una riga del suo lavoro a maglia, sospir e alz gli occhi con un debole sorriso. Lanci un'occhiata a Joe e disse: - Senti, Joe, ci ho riflettuto a lungo. Sono sicura che sar un buco nell'acqua, ma almeno Nickolai star con Lotta e Giok. Sono persone responsabili e possiamo fidarci di loro.
Ha quasi dodici anni ormai e non si dar pace finch non avr soddisfatto la sua curiosit. Tornerai a trovarci, vero Nickolai?
Nickolai sgran gli occhi, incredulo. - Questo significa...
che ho il permesso di partire?
Joe e Hannah annuirono e sorrisero mestamente.
Con un urlo di gioia, Nickolai si lanci tra le braccia di Hannah, facendo volare via il suo lavoro a maglia.
Una settimana dopo, tutto era pronto per la partenza.
Nickolai fremeva d'impazienza, appostato alla finestra fin dalle prime ore del mattino. Finalmente, il carro spunt sul viottolo fangoso. Il cavallo arranc trainando la carovana ondeggiante, coperta da un pesante telone e carica di masserizie. Il cuore di Nickolai fece una capriola alla prospettiva dell'avventura che lo aspettava.
Louisa, che ormai era un'esuberante bimbetta di cinque anni, saltell per l'eccitazione e agit la sua bambola verso di lui. - Ciao, Nick! Andiamo a Doransk!
Evviva! - strill gioiosamente.
Il carro si ferm con uno stridio davanti alla casa e il cavallo sbuff e pest per terra con i grossi zoccoli pelosi. Era un animale mansueto, con una testa enorme e gli occhi dolci.
Joe e Hannah uscirono con Nickolai e gli porsero lo zaino. Poi rimasero sull'uscio, stretti l'uno all'altra, con la morte nel cuore.
- Abbi cura di te, figliolo. E ricorda: non  tutto oro quello che luccica! - disse Joe in tono solenne.
Hannah era troppo commossa per parlare e si limit ad allargare le braccia grassocce. Nickolai li strinse entrambi calorosamente e scocc un bacio sulle guance paffute di Hannah. Dopo un ultimo saluto straziante, sal sul carro e si sedette accanto ad Anneka.
- Non vi preoccupate. Ci prenderemo cura di lui - li rassicur Lotta.
- Torner a trovarvi, ve lo prometto - disse Nickolai mordendosi un labbro.
- Avanti,  ora di partire! Andiamo a vedere questo Eldorado. Spero solo che sia all'altezza delle tue aspettative - disse Giok a sua moglie. Rivolse un sorriso di commiato a Joe e Hannah, poi fischi e scosse le redini.
Il cavallo part al trotto e il carro avanz scricchiolando lungo il sentiero accidentato che conduceva verso la tundra.
Nickolai si volt a salutare l'anziana coppia dall'aria sconsolata che era rimasta immobile sull'uscio, finch non divent un minuscolo puntino in lontananza.
E, mentre si allontanavano, lanci un'ultima occhiata alla foresta distante, sperando, come sempre, di scorgere una figurina volante sopra le cime degli alberi. Si stava lasciando l'infanzia alle spalle.

- Siamo arrivati? - chiese Louisa per la quinta volta quel giorno.
- Non ancora, tesoro - rispose Lotta. - Ci vorr ancora un bel po'.
Stavano viaggiando verso nord da diverse settimane ormai. Le distese di tundra avevano gradualmente lasciato il posto a un paesaggio brullo, con l'orizzonte chiuso da montagne frastagliate.
Alla fine del secondo mese di viaggio, attraversarono una distesa ghiacciata che si estendeva fino a
?una catena di bassi rilievi dalle cime imbiancate. Si stavano avvicinando al margine pi settentrionale, il regno dei ghiacci perenni.
Nickolai precedeva il carro a piedi, con Anneka.
Si ferm per concentrarsi, ruotando le orecchie con piccoli movimenti circolari.
- Da quella parte - disse indicando a destra.
- Benissimo -. Giok fece schioccare la lingua e gir il cavallo.
Da quando erano partiti alla volta della citt, Nickolai continuava ad avvertire una crescente forza d'attrazione, che lo aveva trasformato in una specie di bussola ambulante. Aveva scoperto di possedere un naturale senso dell'orientamento e ogni volta che, per qualche motivo, finivano fuori rotta, le sue orecchie captavano le vibrazioni magnetiche e indirizzavano la comitiva di nuovo verso nord. A ogni passo, Nickolai aveva l'impressione che fosse il destino a guidarlo. Era come un lento ritorno a casa.
Il loro viaggio fu ravvivato da incontri con vari animali: mandrie di carib che vagavano per le ampie pianure, stormi di uccelli che si levavano in volo da un lago ghiacciato, volpi artiche che latravano nel silenzio di quel freddo deserto.
Quella regione inospitale brulicava di vita: ogni tanto si vedeva qualche scoiattolo guizzare nella boscaglia, buoi muschiati brucare nei magri pascoli, uccelli dorati spiccare il volo all'improvviso da una macchia e svanire in cielo con un sonoro battito d'ali.
Oltre alle provviste preparate da Lotta, si procuravano il cibo cacciando, grazie alle pelli di foca e all'attrezzatura da caccia che avevano comprato in un emporio inuit. Nickolai sembrava avere una predisposizione naturale per stanare e inseguire le prede, si trattasse di catturare grossi mammiferi con le reti o di arpionare i pesci con la fiocina. Mentre lui e Anneka andavano a caccia, Lotta setacciava la bassa vegetazione della tundra per procurarsi piante e bacche che usava per insaporire i piatti.
Man mano che l'autunno avanzava, il sole cominci a inabissarsi per lunghe ore sotto la linea dell'orizzonte. Di notte, l'inchiostro della volta celeste era punteggiato di astri luminosissimi. Nickolai impar a orientarsi tenendo lo sguardo fisso sulla Stella Polare, che si trovava nella costellazione dell'Orsa Maggiore.
Dopo il tramonto, si fermavano per accamparsi e ristorarsi. Le serate attorno al fuoco erano il punto culminante della giornata. Elvina cominciava a svolazzare da tutte le parti come una lucciola, divertendo tutti con le sue pagliacciate, e in particolare Louisa. La piccola si era dimostrata molto robusta e sorprendentemente resistente per la sua et. Era quasi sempre di buon umore, tranne verso sera, quando diventava irritabile e scontrosa. Allora Nickolai la teneva in braccio mentre lei succhiava un pezzo di carne secca, con la sua bambola stretta al petto, finch non crollava dal sonno e veniva messa a dormire nel suo lettuccio sul carro.
Ogni notte, in lontananza, scorgevano i fuochi sparsi dei bivacchi degli altri pellegrini.
- Come mai non incontriamo mai nessuno di loro durante il giorno? - chiese Anneka una notte, davanti al fuoco, seduta in disparte accanto a Nickolai.
-  uno spazio talmente vasto - rispose lui masticando un altro pezzetto di carne arrosto.
- Come fai a conoscere la strada, Nick? - chiese ancora Anneka. - Davvero hai la sensazione di tornare verso casa?
Nickolai annu.
- Ma come fai a saperlo? Da dove ti viene questa certezza? - lo incalz Anneka.
Nickolai avrebbe voluto confidarsi con lei, ma non poteva. - Lo so e basta. Sono sicuro che ci sono altre persone come me laggi. E ho intenzione di ritrovarle.
Mentre continuavano il loro viaggio verso nord, il sole inizi a disegnare archi sempre pi brevi nel cielo. Finch quasi sorgeva e tramontava nello stesso punto, allungando i suoi deboli raggi sulla superficie soltanto per poche ore. Il confine tra giorno e notte ricominci a sfumare.
L'inverno era sopraggiunto e incombeva su di loro come un predatore. Ormai erano penetrati nel Grande Nord, una sconfinata distesa di ghiacci dall'incantevole bellezza.
Il cibo scarseggiava da quelle parti e avrebbero dovuto andare a caccia di foche e bucare il ghiaccio nella speranza di pescare qualche pesce. Per non parlare delle crescenti difficolt ad avanzare con il carro in mezzo alla neve.
Si lasciarono alle spalle l'ultimo villaggio inuit, un piccolo accampamento di tende fatte con pellame, dove barattarono il cavallo e il carro con una grande slitta trainata da una muta di robusti husky.
Da l in poi, il viaggio si fece pi arduo. Dato che la slitta era troppo piccola per trasportarli tutti, a turno qualcuno era costretto a scendere e proseguire a piedi. Nickolai continu a lasciarsi guidare dalle stelle, mentre le lampade a carbone che avevano con s illuminavano la strada.
Il pomeriggio di un giorno privo di sole, sotto una luna che splendeva ininterrottamente da sei giorni, si ritrovarono sulla sponda di un immenso oceano di ghiaccio, uno sconfinato mare glaciale.
Enormi masse di ghiaccio e neve si erano pietrificate in creste frastagliate, a strapiombo su profondi crepacci. Iceberg delle dimensioni di una citt spuntavano all'orizzonte e grossi banchi di ghiaccio galleggiante si ergevano spettrali contro il cielo rischiarato dalla luna.
La comitiva affront la traversata con i cani che annaspavano e ansimavano nel trainare la slitta.
Dopo una sosta di qualche ora, erano di nuovo in marcia.
Nickolai precedeva la carovana, servendosi di un paio di bastoni per saggiare il terreno accidentato.
All'improvviso, si ferm di botto, soffocando un grido di terrore.
Di fronte a lui, si ergeva un enorme orso bianco.

Capitolo 9
A DESTINAZIONE
Con un ruggito terrificante la bestia affront Nickolai, ringhiando minacciosa, a denti scoperti e agitando le zampe enormi pronte a colpire. Era una femmina con i suoi due cuccioli.
Nickolai sent il sangue gelarsi nelle vene. Lentamente, cominci a indietreggiare.
- Non muoverti! - disse una voce in tono pacato ma fermo.
Nickolai si volt e vide un ragazzo inuit pi o meno della sua et accovacciato l vicino. Sembrava un leone delle nevi, ricoperto com'era dalla testa ai piedi di varie pellicce: pantaloni bianchi di pelle d'orso, un giaccone di carib e stivali di foca stretti da cinghie di cuoio. Il suo viso olivastro era incorniciato da un voluminoso cappuccio di pelo bianco, mentre in pugno stringeva una fiocina. I suoi nerissimi occhi a mandorla non si lasciavano sfuggire niente. Sembrava un tipo coriaceo e pieno di risorse, ma in lui si avvertiva anche una certa diffidenza che faceva pensare a un animale selvatico.
- Fermo dove sei uomo bianco - ordin il ragazzo. Tir fuori una balestra da dietro la schiena e prese la mira. - La tengo sotto tiro.
L'orsa si muoveva nervosamente, indecisa su quale dei due intrusi attaccare per primo. Poi, con un grugnito minaccioso, punt dritto verso Nickolai. In pochi secondi lo avrebbe raggiunto.
Senza perdere tempo a riflettere, Nickolai si butt a quattro zampe e cominci ad andare incontro all'orsa, emettendo dei versi soffocati. L'animale smise di grugnire e si ferm di colpo. Il ragazzo inuit abbass la balestra e rimase a osservare stupito quello strano tipo rotolarsi sulla schiena ed emettere una serie di mugolii. L'orsa continuava a rimanere immobile, con un'aria sconcertata.
Poi Nickolai si rimise a quattro zampe e inizi a girarle intorno con circospezione, come un cucciolo curioso.
Mamma orsa sembr indecisa sul da farsi, mentre il resto della comitiva osservava la scena con il fiato sospeso. Nickolai continu a girare intorno all'orsa, ciondolando la testa qui e l e fiutando il terreno circostante. Poi, con una mossa audace che sorprese tutti, si avvicin e strofin timidamente la testa contro le zampe dell'animale. L'orsa grugn di nuovo.
Per un terribile momento, sembr prepararsi ad attaccare.
Ma Nickolai riusc a mantenere la calma e si accucci ai suoi piedi. L'orsa si rilass immediatamente.
Con un brontolio sdegnato, fece dietrofront e torn dai suoi cuccioli. Con piccoli colpetti del muso li invit a rimettersi in marcia. I cuccioli si rialzarono e trotterellarono dietro alla madre. Mentre le loro sagome candide svanivano nel chiarore argenteo della luna, tutti i presenti tirarono un sospiro di sollievo.
Il ragazzo inuit lanci uno sguardo torvo a Nickolai.- Mi hai rovinato la caccia!
- Ehm... scusa ma credo di averti appena salvato la vita... - obiett Nickolai.
- So badare a me stesso! - ribatt seccamente il ragazzo. - Che ne sapete voi bianchi di come si sopravvive da queste parti? Vi spingete fin qui senza avere la minima idea di quel che vi aspetta e pretendete di dettare legge! Non mangio da tre giorni!
I due ragazzi rimasero a fissarsi negli occhi in un silenzio teso. Poi Giok si fece avanti, con le mani alzate in segno di resa.
- Io sono Giok - disse.- E questo  Nickolai. Scusaci se abbiamo disturbato la tua caccia.
Nickolai stava per protestare ma Giok lo zitt con un'occhiataccia. Bisognava portare rispetto al popolo del Grande Nord. Dopotutto, quello era il loro territorio.
Lotta si avvicin arrancando nella neve e rivolse un caloroso sorriso al ragazzo inuit. - Se vuoi unirti a noi, abbiamo cibo in abbondanza. Stavamo appunto per accamparci.
Il ragazzo abbandon di colpo il suo atteggiamento ostile, lasciando trasparire tutta la stanchezza e la solitudine dell'ultimo anno. Il suo bruno viso smunto assunse un'espressione triste e vulnerabile prima di aprirsi in un sorriso che gli ridusse gli occhi a una fessura,
- Grazie - rispose. - Io sono Zakurak, ma potete chiamarmi Zak.
Anneka aveva sottoposto Zak al solito fuoco di fila di domande e il ragazzo inuit aveva raccontato la sua triste storia. Fu cos che gli altri appresero con rammarico come la sua vita era stata sconvolta dalla comparsa della citt d'oro e dalla morte dell'adorato nonno.
Nel corso della serata, tra i ragazzi cominci a nascere una certa simpatia. A Nickolai piaceva la schiettezza di Zak e il suo spirito rude e pratico. Era uno che poteva contare soltanto sulle proprie risorse per sopravvivere. Quanto ad Anneka, lo trovava terribilmente affascinante.
Dopo cena, Zak, Anneka e Nickolai si sedettero su un dosso a guardare le stelle. Ogni tanto, un meteorite striava il cielo, lasciandosi dietro una scia luminosa.
Nickolai ripens all'ultima volta che aveva visto Cometa. Zak sospirava scrutando verso nord con i suoi occhi color carbone.
- Che cosa cerchi? - chiese Anneka.
- Le luci dell'aurora boreale - mormor Zak.
- L, sopra il Polo. Per tutta la vita ho desiderato vederle.
Ogni notte spero che un miracolo le faccia tornare.
Nickolai sent avvampare una fiamma dentro di s. Le famose luci di cui gli avevano parlato le renne!
La cosa pi importante al mondo per loro.
- Qualcuno che conosci le ha mai viste? - chiese con ardore.- Noi viviamo troppo a sud.
- Oh s. Mio nonno me ne parlava spesso. Diceva che era uno spettacolo meraviglioso, magico. Si narrava che contenessero le anime dei bambini non ancora nati, ma immagino faccia parte della tradizione del mio popolo. Poi, una notte, quando io ero ancora piccolo, sono scomparse. Ma un giorno torneranno a splendere e io le vedr.
- Che cosa  successo? Perch si sono spente? - chiese Anneka.
- Nessuno lo sa - rispose Zak. - Ma per tutti  stato un cattivo presagio. E io ho il presentimento che abbia a che fare con la famigerata citt d'oro.
Ecco perch ho fabbricato questo.
Da sotto il collo del giaccone tir fuori un laccio al quale era appeso un piccolo ciondolo di legno.
Nickolai e Anneka lo esaminarono da vicino. Era grande quanto un pollice, ma rabbrividirono alla vista della testa di un mostro terrificante con le fauci spalancate. Gli occhi erano due frammenti di pietra che luccicavano sinistri al chiaro di luna e riflettevano una luce verdastra. In cima alla testa, appiccicati con della colla di pesce, spuntavano alcuni ciuffi di pelo di volpe.
?- Che cos'? - chiese Anneka, piena di meraviglia.- Una specie di amuleto?
- S.  un tupilak, serve a tenere lontani gli spiriti maligni. Lo porto sempre con me perch mi protegga.
In quel momento, Elvina decise di fare la sua apparizione notturna. Spunt fuori dalla giubba di Nickolai e cominci a svolazzare nell'oscurit, illuminando lo sfondo delle creste di ghiaccio. Nessuno ci fece caso, tranne Zak, che rimase a bocca aperta.
- Per tutte le zanne di foca!  una tuktik!
- Una che? - domandarono in coro Nickolai e Anneka.
- Una fatina! - esclam Zak. - Anche questo appartiene alla nostra tradizione. Le fatine sono le ancelle di Sedna, la nostra somma divinit. Le luci dell'aurora boreale sarebbero i capelli di Sedna distesi in cielo e le tuktik sono attratte da loro. Non credo ai miei occhi!
Zak osserv Elvina compiere le sue spericolate evoluzioni con un'espressione incredula. - Come l'avete trovata? Da dove viene?
-  sempre stata con me.
Zak guard Nickolai con ammirazione e un accresciuto rispetto. - Allora vieni da l? - chiese, indicando a nord, in direzione dell'Orsa Maggiore. - Dal Polo Nord?
Nickolai rivolse un sorriso trionfante ad Anneka.
- S, credo di s.  per questo motivo che voglio andare laggi: per ritrovare la mia gente -. Lentamente, abbass il cappuccio e scopr le orecchie.
Zak rimase di stucco. - Tu non sei un uomo bianco come gli altri!
A quel punto Anneka ebbe un'idea. - Zak - disse appoggiandogli una mano sul braccio. - Dato che questa citt d'oro ha sconvolto la tua vita, credo che dovresti venire con noi per scoprire che cosa c' sotto.
Zak si mostr diffidente. - No,non credo che...
- Giusto per levarti la curiosit. Poi potrai sempre tornartene indietro - insist Anneka. - Per noi diventa pi dura man mano che avanziamo e le tue abilit ci sarebbero di grande aiuto. Ti saremmo veramente grati se ci accompagnassi. In cambio, noi divideremo il nostro cibo con te... -. Fece una pausa prima di aggiungere: - E poi cos non saresti pi solo.
Dopo alcuni istanti di riflessione, Zak rivolse un sorriso raggiante ai suoi due nuovi amici. - Va bene.
Ci sto. Verr con voi a dare un'occhiata -. Poi aggiunse, guardando Nickolai: - Credo che in qualche modo tu sia coinvolto in questa faccenda e insieme lo scopriremo!
I due ragazzi si diedero una stretta vigorosa e Anneka mise la sua mano sopra le loro. Mantennero quella posizione per un minuto: un patto solenne era stato sancito.
Proseguirono verso nord, attraverso le creste ghiacciate, scorgendo di quando in quando la gigantesca coda di una balena guizzare in lontananza.

Verso la fine della sesta settimana, videro per la prima volta un bagliore nel cielo davanti a loro. Era da un po' che avanzavano immersi nell'oscurit e, dopo una faticosa salita durata diverse ore lungo una china gelata, arrivarono finalmente in cima, dove si fermarono a riprendere fiato. Alzarono lo sguardo, lasciandosi sfuggire un grido di sorpresa e meraviglia.
All'orizzonte, si stagliava la citt d'oro. Le sue guglie e le sue cupole scintillavano in modo innaturale, avvolte in un alone di luce gialla.
- Doransk! - disse Lotta a mezza voce. - Finalmente l'abbiamo trovata!
Centinaia di persone affollavano l'area antistante le porte della citt, in attesa del proprio turno per entrare. Tutt'intorno era sorta una miriade di accampamenti, segnalati dai fuochi che ardevano nell'oscurit.
I cani da slitta gironzolavano tra la gente, abbaiando e giocando con bambini dagli abiti logori.
L'aria era impregnata dell'odore di cucina e ovunque famiglie spossate, con i loro beni ammassati su una slitta, si riparavano in tende di fortuna.
Uno strano alone avvolgeva la citt in una cappa di luce e calore.
Zak osserv quello spettacolo con un po' di diffidenza.- Che cos'? - domand. - C' un incendio?
- No, Zak - disse Lotta senza nascondere la sua eccitazione. -  un'enorme bolla magica che racchiude la citt, mantenendola costantemente al caldo.
Zak scroll la testa, dubbioso. - Non mi piace - mormor. - Che senso ha tutto questo?  troppo bello per essere vero.
Si fecero strada tra la folla, alla ricerca di uno spazio dove accamparsi. Dall'interno della citt provenivano suoni festosi, di musica, danze e voci concitate. Mentre avanzavano, Nickolai sent Elvina agitarsi contro il suo petto. Fece capolino ed emise uno squittio.
Davanti a loro scorsero le ombre scure dei lupi, esattamente come quelle che Nickolai aveva incontrato nella foresta tanti anni prima. A quella vista, rabbrivid. Quelle creature spettrali vagavano tra la folla, scrutando dappertutto con i loro occhi gialli.
- Devono essere i cani di ronda - disse Giok con fare nervoso.
In una frazione di secondo, Elvina schizz fuori dal petto di Nickolai, gli calc in testa il cappuccio, stringendogli per bene i lacci sotto il mento, per poi tornarsene nel suo nascondiglio, dove riprese a tremare e pigolare in preda all'agitazione.
Si accamparono per la notte. Ma i rumori e la concitazione generale rendevano impossibile chiudere occhio.
Per tutta la notte, si ripet ininterrottamente la stessa scena. Le porte della citt si aprivano silenziosamente, rivelando uno spazio interno, chiuso da un secondo portone. Un brusio euforico si levava dalla gente delle prime file mentre confluiva all'interno, scortata dai lupi, lasciandosi dietro tende e carri. Poi le porte si richiudevano su di loro con un forte clangore e quelli rimasti fuori si spostavano un po' pi avanti, in attesa del turno successivo. E cos via, a intervalli regolari.
Dopo un'attesa di due settimane, Nickolai e la sua comitiva arrivarono finalmente davanti alla porta.
Il fermento che proveniva dall'interno della citt suscitava grande emozione tra la gente. Lotta, Giok, Nickolai, Anneka, Louisa e Zak si strinsero l'un l'altro, attorniati dalla folla. L'eccitazione giunse all'apice nel momento in cui le prime due porte si aprirono.
La gente si rivers nell'intercapedine, prima che i pesanti battenti si richiudessero con un terribile rumore metallico.
Una voce melliflua e incorporea si irradi da qualche fonte nascosta, accompagnata dal suono metallico di un violino. - Benvenuti, neocittadini di Doransk!  la vostra regina che vi parla. State per entrare nella magica citt d'oro, dove potrete realizzare tutti i vostri sogni!
Un rullo di tamburi e uno squillo di trombe annunciarono l'apertura delle porte interne, rivelando
uno spettacolo straordinario
Le strade, inondate da una luce abbagliante, in netto contrasto con l'oscurit dell'inverno artico, pullulavano di bancarelle traboccanti di mercanzie di ogni tipo. Gente riccamente vestita passeggiava per le strade, animate da clown colorati, giocolieri, venditori ambulanti, saltimbanchi e menestrelli.
L'aria torrida li invest come un'ondata calda e uno sgradevole odore di sudore colp le loro narici.
La fonte di quel fetore si rivel immediatamente.
Di fronte a loro c'era una schiera di demoni, le creature pi orrende che avessero mai visto. Lotta e Giok avanzarono titubanti, facendo scudo a Nickolai, Anneka, Zak e Louisa che sbirciavano la scena a bocca aperta.
- Lo sapevo che questo posto era abitato da spiriti maligni - mormor Zak.
Nickolai fece scorrere lo sguardo su quei mostri raccapriccianti, con le braccia nerborute penzolanti lungo i fianchi e i rotondi e vacui occhi rossi, la pelle arrostita e le lucide teste pelate, i corpi muscolosi rivestiti da una cotta di maglia nera.
A capo di quella masnada, c'era l'esemplare pi spaventoso: un mostro con due teste, una dall'espressione ottusa e l'altra feroce e guardinga, i cui occhi porcini scrutavano avidamente i nuovi arrivati.
A quella vista, rimasero tutti atterriti, ammutoliti dall'orrore.
- Aprite le orecchie, gente fortunata! - tuon la testa dall'aria aggressiva. - Mi chiamo Goblin e sono il capo della polizia!
La seconda testa si gir di scatto a fulminare l'altra con lo sguardo. - L'hai fatto di nuovo! Mi fai venire un nervoso! -. Poi, rivolto ai presenti: - Mi chiamo Doblin e sono...
- Il mio assistente! - rugg Goblin. Doblin, su tutte le furie, apr la bocca per replicare ma Goblin gli pest brutalmente il piede, lasciandolo senza fiato per il dolore.
- Benvenuti a Doransk! - disse poi con voce tonante.
- Seguitemi, vi condurr ai vostri alloggi. Siete pregati di mantenere una fila ordinata.
- Grazie! E buona giornata! - aggiunse Doblin per non essere da meno.
Goblin gli lanci un'occhiataccia prima di impartire gli ordini agli altri demoni, che si disposero a scortare i nuovi arrivati per la citt.
- Non si pu dire che siano un bello spettacolo, eh? - mormor Giok avviandosi con gli altri. - Inoltre, avrebbero bisogno di una bella lavata! - aggiunse arricciando il naso.
- Questa  una citt magica, no? - replic Lotta in tono incerto. - Immagino che bisogner aspettarsi un sacco di cose strane.
Nickolai, Anneka e Zak si scambiarono un'occhiata perplessa. Nickolai sent montare in s un crescente senso di nausea, ma non ebbe il tempo di riflettere sulle sue sensazioni, dato che un attimo dopo i demoni li stavano sospingendo lungo le stradine che portavano nell'affollata piazza del mercato.
Nickolai cerc disperatamente di scorgere qualche suo simile tra la folla, ma non c'era traccia di orecchie a punta. Chiss, forse quelli della sua specie erano creature privilegiate che vivevano in una parte esclusiva della citt.
Attraversarono la piazza del mercato, assordati dal clamore dei venditori che decantavano le qualit delle loro merci. Le bancarelle erano ricolme di ogni leccornia: arrosti fumanti, polli allo spiedo, pasticci di carne, cataste di frutta succosa. Altre, decorate con bandierine colorate, mettevano in mostra bambole sgargianti, tutte uguali, dai lunghi capelli neri, il viso colorato a tinte vivaci e un abito dorato.
- Comprate qui la vostra bambola Regina Magda!
- gridava un venditore. - Solo due baiocchi d'oro!
- Ne voglio una! - grid Louisa, tutta eccitata.
- Non adesso, tesoro - disse sua madre. - Domani, magari.
- Baiocchi d'oro! Dev'essere la moneta locale - esclam Giok.
Per tutto il mercato risuonava il tintinnio di monete d'oro con l'effigie di un profilo femminile.
Ogni cosa, in quella citt, sembrava fatta d'oro: strade, muri, finestre. E un po' dappertutto c'erano statue d'oro massiccio raffiguranti la stessa donna incisa sulle monete. La testa delle statue era mobile e ruotava in continuazione, assecondando i movimenti degli occhi di pietra nera scintillante che seguivano gli spostamenti della folla.
- Chi rappresentano tutte queste statue? - si domand Nickolai a voce alta.
- La regina Magda, la nostra grande e magnifica sovrana - rispose Lotta. - Pare che sia una donna bellissima, buona e generosa. Almeno, cos dicono gli opuscoli.
Zak represse una smorfia di incredulit e Anneka rabbrivid. - Sono strane, mamma! Non mi piacciono!
- Non essere sciocca! - disse Lotta allegramente.
- Sono statue bellissime!
Il calore stava diventando soffocante e Nickolai si sentiva sempre pi a disagio. Tutti cominciarono a togliersi giacconi e pellicce e Nickolai fece per abbassarsi il cappuccio ma, ancora una volta, Elvina salt fuori dal suo nascondiglio per calcarglielo bene in testa.
A un tratto, si cre un certo scompiglio. Uno dei demoni si gett avidamente su una torta che era caduta a terra da una bancarella e, un istante dopo, tutti gli altri demoni si unirono al banchetto, azzuffandosi come cani randagi per accaparrarsi un boccone. Goblin sbrait su tutte le furie e fece schioccare la frusta per ricondurli all'ordine.
- Rimettetevi in riga, animali! - tuon.
Tutto il mercato si ferm ad assistere alla scena, finch l'ordine non fu ristabilito e i demoni ripresero il proprio posto.
- Non  gente molto educata, non  vero mamma?
- osserv Louisa.
- Animali... - borbott Anneka.
- Non offendere gli animali! - protest Zak, indignato.
- Sssh! - fece Lotta.
Nickolai non disse niente.
Continuarono ad avanzare lentamente fino al centro della citt. Attraversarono ampi viali fiancheggiati da magnifici edifici tempestati da pietre preziose. E rimasero a bocca aperta alla vista del maestoso castello d'oro, arroccato in cima a una collina che sovrastava la citt, con le sue torri e le sue cupole che scintillavano alla luce del sole.
Ovunque volgessero lo sguardo, vedevano persone riccamente vestite passeggiare con indolenza lungo le rive di un fiume dalle acque argentate che serpeggiava per la citt, oziare sui ponti grandiosi e attardarsi in parchi lussureggianti, pieni di fiori coloratissimi, piante tropicali e sgargianti uccelli esotici.
- Non  meraviglioso? - esclam Lotta, piena di ammirazione.
Per una volta, Louisa rimase senza parole, beandosi di quella vista sorprendente.
Poi giunsero in una piazza che Goblin chiam pomposamente la "Piazza Dorata", la pi grande e la pi bella, nel centro esatto della citt. Risuonava della musica argentina dell'acqua delle fontane che sfavillavano come gioielli. Su di essa, si affacciavano palazzi imponenti, tutti d'oro, a eccezione di un edificio massiccio, rivestito di un metallo scuro, che incombeva minaccioso in un angolo. Quello era il quartier generale della polizia locale, incaricata di mantenere l'ordine. In mezzo alla piazza, si ergeva l'ennesima statua d'oro della regina, alta come dieci uomini uno sopra l'altro.
- Guardate! - esclam Giok. - L'effigie pi grandiosa della nostra regina!
- Dev'essere davvero bellissima! - disse Lotta, estasiata. - Non vedo l'ora di vederla in carne e ossa!
Sobbalzarono quando il campanile del municipio di Doransk, un maestoso edificio dalla cupola dorata, batt il primo rintocco di mezzogiorno. Tutti quanti si fermarono e i demoni si misero sull'attenti.
Dopo che l'ultimo rintocco ebbe finito di risuonare, un'ammaliante voce femminile cominci a diffondersi dalle statue sparse per la citt.
-  mezzogiorno nel meraviglioso regno di Doransk, miei fedeli sudditi! Siate i benvenuti. Io, la regina Magda, sono la magnanima e bellissima sovrana che realizzer tutti i vostri sogni.
Tutti i cittadini si inchinarono davanti alle statue.
- Sia lodata la regina Magda, la nostra grande e magnifica sovrana! - dissero in coro. Poi, ognuno torn alle proprie occupazioni e il gruppo di nuovi arrivati riprese la visita.
Zak rabbrivid. - Questo posto  sinistro.
- Nemmeno a me piace - concord Anneka.
- Hai notato che non ci sono bambini in giro? C' qualcosa di molto strano. Possiamo tornare a casa adesso, mamma?
Lotta sembr contrariata. - Ma siamo appena arrivati!
Non possiamo sprecare questa occasione!
Nickolai era combattuto tra sentimenti contrastanti di speranza, paura e curiosit. Non poteva tirarsi indietro proprio adesso. E il desiderio di ritrovare la sua famiglia era pi forte che mai. - Per quanto strano sia questo posto, io devo restare - bisbigli ad Anneka.
- Ho fatto tutta questa strada per trovare la mia gente.
Anneka gli rivolse un'occhiata scettica. - Svegliati, Nick! Se la tua gente valesse qualcosa, non accetterebbe mai di vivere in un posto simile!
Nickolai stava per risponderle ma si blocc, attratto da qualcosa. - Che strano. Si direbbe come...
fuori posto.
Gli altri seguirono la linea del suo sguardo e videro una formazione rocciosa in un angolo della piazza, un blocco di pietra scura, dalle fattezze vagamente umane. Sembrava una figura bloccata a mezz'aria, nell'atto di scattare in avanti. Un brivido corse lungo la schiena di Nickolai, mentre in un lontano recesso della sua mente sent riecheggiare la debole voce di una donna che gridava il suo nome.
- Avanti! Muoviti! - url un demone, spingendolo da dietro.
- Scusi, sa dirmi che cos'? - chiese Nickolai indicando la statua di pietra.
- Oh, una maledetta seccatura! - grugn il demone.
- La regina non  riuscita a distruggerla mentre costruiva la citt. Peggio di un macigno. E adesso muoversi! Avanti!
Nickolai continu a tenere lo sguardo fisso su quella strana roccia, mentre attraversavano in processione la Piazza Dorata. Sul percorso incontrarono altre statue d'oro della regina, che vigilavano sulla citt con gli occhi guardinghi e i proclami che uscivano con regolarit dalle bocche sorridenti.
Una volta attraversato il centro, il paesaggio cominci a mutare lentamente d'aspetto. I palazzi diventarono sporchi e squallidi, finch non raggiunsero una desolata zona fuori mano, chiusa da un'alta recinzione metallica.
- E cos questo  il lato oscuro di Doransk. Quello di cui nessuno parla - borbott Giok. - Mi sembrava troppo bello per essere vero.
- Beh, ogni citt ha i suoi bassifondi - replic Lotta, cercando di non perdere il suo entusiasmo.
Furono condotti davanti a un massiccio cancello di ferro, che si apr silenzioso su una vista deprimente.
Sembrava un accampamento militare, organizzato in una successione di baracche di lamiera disposte in file regolari. Intere famiglie sedevano con indolenza davanti alla porta del proprio tugurio.
Bambini di ogni et si aggiravano in gruppi ordinati.
Alcuni si fermarono a osservare i nuovi arrivati, altri si allontanarono in silenzio. Nessuno di loro, per, stava giocando e non si udiva una sola risata.
Nickolai cerc invano di individuare qualcuno dei suoi amici di Norsk.
- Non mi piace questo posto - piagnucol Louisa.- Possiamo tornare dall'altra parte? Vorrei giocare nel parco!
- Temo che dovremo restare qui - disse Lotta con voce esitante. - Probabilmente  solo una sistemazione temporanea.
Una volta all'interno dell'area recintata, i nuovi arrivati furono suddivisi in gruppi. Il gruppo di Nickolai fu condotto lungo uno stretto vialetto, fino a una baracca contrassegnata dal numero "21". Uno dei demoni spalanc la porta e apparve un interno squallido, con sottili pareti divisorie e letti di paglia sbattuti sul pavimento. In un angolo c'era un secchio e varie scodelle di stagno pendevano da una fila di ganci appesi al muro.
- Il vostro alloggio. La cena viene servita alle sette, nella mensa della piazza centrale del quartiere.
La fila per i biglietti si fa all'entrata. Il coprifuoco  alle otto. A quell'ora le porte verranno sprangate.
Buonanotte.
Detto ci, si ritir, lasciandoli in preda allo sgomento.

Capitolo 10
LE REGOLE DEL GIOCO
La cena consistevaa in una brodaglia tiepida con qualche pezzo di carne stopposa e un tozzo di pane raffermo, accompagnato da una tazza di t annacquato.
Avevano fatto la fila per ricevere i gettoni che davano diritto a un pasto, distribuiti da un demone grasso e sguaiato, impegnato a togliersi dei rimasugli di cibo dai denti. Nella piazza centrale avevano trovato file e file di tavoli di metallo occupati da persone intente a mangiare meccanicamente quel cibo poco appetitoso. Dal loro aspetto si poteva dedurre la durata del loro soggiorno in quel posto: i pi laceri e malridotti erano evidentemente i veterani.
Gli addetti alla mensa se ne stavano dietro lunghi banconi: luridi demoni con indosso un grembiule e una cuffia bisunti, che distribuivano mestolate di sbobba in piatti di stagno, pescando da grossi pentoloni fumanti.
Nickolai continuava a scrutare tra la folla, in cerca di persone dalle orecchie a punta. Ma non c'era traccia dei suoi simili, n tanto meno della gente di Norsk. Ormai stava per perdere del tutto le speranze.
Trovarono posto a uno dei tavoli e si sedettero a consumare il loro primo pasto a Doransk in un silenzio cupo, incapaci di esprimere il proprio sconforto e la propria delusione.
- Puah! Questa roba fa veramente schifo! - comment Zak alla prima cucchiaiata.
- Non ti preoccupare. Abbiamo ancora un sacco di provviste con noi - disse Lotta, sforzandosi di fare buon viso a cattivo gioco. Cercava di tirare su di morale gli altri e Nickolai ammirava il suo coraggio.
- Io voglio andare a casa - piagnucol Louisa.
-  questa casa nostra adesso, tesoro. La nostra nuova casa.
Louisa si guard in giro con una smorfia di profondo disgusto. Nessuno fiat e tutti evitarono accuratamente di incrociare gli sguardi. Giok tossicchi.
- Sono sicura che si tratta di una sistemazione temporanea - concluse Lotta.
Nessuno ebbe il coraggio di contraddirla. Nickolai cominciava a sentire caldo e si allent il cappuccio sulla testa, ma Elvina mand subito uno squittio allarmato e si affrett a stringergli di nuovo i lacci sotto il mento.
- Lascia che me lo tolga, Elvina. Sto scoppiando di caldo!
Da sotto il cappuccio provenne una raffica di squittii e mugolii, proprio nel momento in cui un demone stava passando l vicino. Si blocc e guard minaccioso verso Nickolai.
- Stai parlando con me? - domand in tono aggressivo.
Nickolai guard da un'altra parte, balbettando:
- N-no.  solo che... la zuppa... scotta... -. Si trattava di un'evidente bugia, dato che la zuppa era tiepida.
Il demone arricci le labbra e sput per terra prima di allontanarsi.
- Che ospiti deliziosi - comment Anneka.
- Si limitano a fare il loro lavoro - disse ostinatamente Lotta. - Devono occuparsi di un sacco di persone, non vedi? -. All'improvviso, si copr la bocca con la mano. - Oh,guardate! Ci sono Kristoff e Rosa!
Gli altri seguirono il suo sguardo. In fondo alla tavolata, intenta a mangiare tranquillamente, c'era una coppia formata da un ometto mingherlino e una donna grassottella, insieme a un bambino di circa dieci anni. Nickolai avvert un fremito nel riconoscere dei visi noti.
- Johan! - grid Anneka, rivolta al ragazzo.
- Che bello! - esclam Lotta, in tono sollevato.
- Uniamoci a loro.
Dopo essersi scambiati baci e abbracci, sotto l'occhio sospettoso dei demoni, si sedettero tutti allo stesso tavolo a mangiare insieme. Anneka e Nickolai, per, rimasero sconcertati dal cambiamento che era avvenuto in Johan. Il pi giovane dei giocatori di Straccianeve di Norsk era diventato l'ombra di se stesso.
- Che cosa ti  successo? - chiese Anneka in un bisbiglio. - Sembri proprio a terra.
-  una lunga storia. Ascoltate i miei genitori e comincerete a farvene un'idea - rispose tristemente Johan.
Giok stava tempestando di domande Kristoff e tutti ascoltavano avidamente.
Kristoff parlava a voce bassa, senza smettere di lanciare in giro occhiate furtive, casomai si avvicinasse qualche demone. - L'obiettivo principale  quello di abbandonare questa baraccopoli per trasferirsi in citt.  importante rispettare le regole del gioco. Ripetuti atti di devozione e dimostrazioni di fedelt alla regina Magda sembrano molto apprezzati.
Mai esprimere critiche o dubbi, nemmeno in
?privato. Le statue hanno occhi e orecchie. Chi sta alle regole e lavora sodo alla fine ottiene il trasferimento in citt e un lavoro migliore.
- E poi - aggiunse Rosa con gli occhi che le brillavano
- c' la possibilit di venire ammessi a corte, e partecipare a balli e banchetti alla presenza della regina e delle persone di alto rango. E, se si  davvero fortunati, si pu riuscire addirittura ad avere la propria foto pubblicata nelle pagine mondane della Gazzetta di Doransk!
Lotta sembr entusiasmarsi all'idea di arrivare un giorno a frequentare l'alta societ di Doransk, ma Giok assunse un atteggiamento scettico.
- E la fregatura dov'? - chiese dubbioso.
Kristoff si incup. - Per prima cosa bisogna mandare i propri figli alle feste di benvenuto che la regina tiene al castello. Questo  il primo passo se si vuole cominciare a migliorare la propria vita.
- Oh, accidenti! - sbott Rosa fulminando Kristoff e Johan con lo sguardo. - Proprio non riesco a capire che cosa ci sia di male! -. Poi, rivolta agli altri:
- Pare che siano delle feste meravigliose in cui i bambini si divertono un mondo.  pieno di leccornie e poi ci sono i saltimbanchi, i giocolieri e si fanno giochi di societ. Tutti i bambini ricevono in dono una bambola Regina Magda e uno speciale libro di fiabe, prima di tornare a casa felici e pi educati di prima. La regina adora i bambini.
- ?Trovo che sia molto gentile da parte sua - comment Lotta.- Che magnifica idea!
- Io ci voglio andare! - strill Louisa, facendo i salti di gioia.
Il cuore di Nickolai aveva preso a battere all'impazzata e mille pensieri gli turbinavano in testa. Se andava al castello, forse sarebbe riuscito a scoprire qualcosa di pi sulla sua gente. Forse erano proprio loro a costituire l'alta societ di Doransk! Stava per fare una domanda a Rosa, quando lei riprese di colpo il racconto.
- Sfortunatamente - aggiunse ad alta voce, scandendo le sillabe e lanciando un'occhiata di rimprovero a suo figlio - Johan non collabora. Lui, infatti, si rifiuta di andarci.
Johan abbass lo sguardo sul suo piatto e Nickolai sorprese padre e figlio scambiarsi una rapida occhiata.
- E perch? - chiese Anneka.
Johan rivolse lo sguardo ai bambini degli altri tavoli.
Anneka, Nickolai e Zak lo imitarono e notarono che erano tutti innaturalmente composti e mansueti.
Nickolai si rese conto soltanto in quel momento di quella stranezza.
- Che cos'hanno che non va? - obiett Rosa, sulle difensive. - Sono bambini tranquilli e beneducati.
- Appunto ... - mormor piano Johan.
All'improvviso, Nickolai scorse un'altra faccia familiare e mand un grido di sorpresa. - Guardate un po' chi c'! -. Dall'altra parte dello spiazzo, seduti a una fila di tavoli leggermente migliori dei loro, con tanto di tovaglie e posate, c'era Finn con la sua famiglia. Finn stava seduto tutto impettito e maneggiava con garbo coltello e forchetta, pulendosi delicatamente la bocca con un fazzoletto.
- Quello non  il Finn che conosco - borbott Anneka. Nickolai scosse la testa, confuso.
Dopo cena, Kristoff e Johan si ritirarono nella loro baracca a giocare a scacchi, mentre Nickolai, Anneka e Zak andarono al tavolo di Finn. Nickolai avrebbe voluto correre ad abbracciare il suo amico ma temeva che certe effusioni non sarebbero state viste di buon occhio dai demoni.
Cos, si limit a salutarlo calorosamente: - Finn!
Che gioia rivederti! -. Not che portava una targhetta d'argento sul petto, con la scritta "Sorvegliante di strada".
Finn alz gli occhi con un'espressione meravigliata.- Come, prego? Non mi sembra di...
- Andiamo, Finn!  passato soltanto qualche mese!
Non puoi esserti dimenticato di noi! - sbott Anneka.
- Mi dispiace, non credo di avervi mai visti prima d'ora.
Anneka e Nickolai si scambiarono occhiate incredule.
- Comunque sono molto lieto di fare la vostra conoscenza - continu Finn educatamente. - E benvenuti a Doransk. Immagino che sia di vostro gradimento!
Nickolai era sbalordito.
Dov'era finito il ragazzo turbolento e ribelle che aveva conosciuto a Norsk? Com'era possibile che Finn non si ricordasse di loro?
-  molto cambiato, sapete - disse sua madre, tutta sorridente. -  diventato maturo e giudizioso per la sua et. Non  vero, Finn, caro?
- S, mamma. Le regole esistono per una buona ragione - rispose Finn.
- Che cosa ne dici di vederci pi tardi? - propose Nickolai, speranzoso. - Cos, per giocare un po'.
Finn gli rivolse un'occhiata sprezzante.
- No, grazie. I giochi non mi interessano pi. Ora sono un Sorvegliante di strada - disse battendosi il petto con aria compiaciuta. -  mio dovere assicurarmi che tutti si comportino in modo decoroso e corretto.
- Proprio cos, tesoro - ribad affettuosamente sua madre, rivolgendo loro un sorriso radioso. Il padre di Finn, invece, un uomo taciturno e dai folti capelli neri, non sembrava altrettanto compiaciuto.
- Siamo molto fortunati a essere qui! - dichiar Finn. - Viva la regina Magda, la nostra grande e magnifica sovrana! La sua bellezza  incomparabile e la sua bont non conosce limiti.
- Mi sembri un pappagallo! - sbott Anneka con disprezzo.
Finn la ignor. - Presto raccoglieremo i frutti della nostra lealt. Siamo quasi in cima alla lista d'attesa per il quartiere Orione.
-  una bellissima zona residenziale - spieg sua madre con un sorriso soddisfatto. - Ci abita gente di classe, sapete.
- Buon per voi. Bene, credo che adesso faremo meglio ad andarcene - concluse Anneka.
E cos Nickolai, Anneka e Zak batterono in ritirata.
- Non avevate detto che era un vostro amico? - chiese Zak, dubbioso.
- Che diavolo gli  successo? - borbott Anneka.
- Si direbbe che gli abbiano fatto il lavaggio del cervello!
- Gi.  molto strano - concord Nickolai, ripensando al ragazzo con il quale si divertiva a tirare palle di neve ai passanti per le vie di Norsk e a fare corse pazze in toboga.
- Lo preferivo quando era un bullo. Almeno uno sapeva come prenderlo! - brontol Anneka. - I suoi modi di fare da damerino mi fanno venire i brividi!
Nickolai annu a disagio, cercando di non far caso allo sconcertante comportamento dei bambini intorno a loro, che, dopo aver aiutato i genitori a sparecchiare, li seguivano docilmente in casa.
- Insomma, che cosa sta succedendo? - insist Anneka. - Non  normale!
Tornarono alla baracca e sistemarono le loro cose come meglio poterono per rendere l'ambiente pi confortevole. Poi si sedettero fuori a chiacchierare e a sorseggiare lo sciroppo di mirtilli preparato da Lotta. Come al solito, Louisa si addorment in braccio a Nickolai. Finalmente l'atmosfera era tornata quella tranquilla e rilassata di una famiglia che si riposa alla fine di un lungo viaggio. La volta dell'enorme bolla dorata che li racchiudeva cominci a tingersi di rosa alle estremit.
- Non  bellissimo? - disse Lotta con aria sognante.
- Qui dentro c' odore di chiuso! - replic Anneka. - Preferisco l'aria fresca!
Lotta le rivolse un'occhiata di rimprovero. - Che razza di ingrata! Se ce la giochiamo bene, riusciremo ad arrivare in cima alla lista e a trasferirci in un quartiere pi chic -. Cos dicendo, diede una pacca sul braccio di Giok, che rispose con un sorriso incerto.
- Se credi che io abbia intenzione di andare a una di quelle feste, ti sbagli di grosso... - Anneka fu interrotta dai rintocchi del campanile della Piazza.
Dorata, che suonava le otto. La luce cominci a smorzarsi e si diffuse una musica romantica e sentimentale.
- Questa poi! - esclam Giok. -  un tramonto artificiale!
Il cielo si tinse di arancio, con pennellate rosse, rosa e d'oro. Man mano che scendeva l'oscurit, il volume della musica diffusa dalle statue si alzava gradualmente.
- Un altro meraviglioso giorno volge al termine - risuon la voce femminile sullo sfondo. - Un'altra giornata di duro lavoro e nobili occupazioni, o miei fedeli sudditi, per la gloria della nostra citt! Ricordate, stiamo lavorando tutti insieme alla realizzazione del nostro grande sogno! Ricchezza! Prosperit!
Armonia! Ci aspetta un futuro dorato! Buonanotte, miei fedeli sudditi!
Lentamente, calarono le tenebre e soltanto il fioco bagliore dei lampioni rimase a rischiarare la baraccopoli.
In lontananza, si vedevano brillare le luci della citt e il castello si ergeva in tutto il suo splendore sotto il fascio dei riflettori. Una spettrale luna artificiale brillava in cielo e le stelle sfavillavano come pietre preziose trapuntate su un abito scuro.
Un drappello di demoni avanz a grandi passi verso di loro, facendo tremare la terra.
-  ora di spegnere le luci! In casa! A letto!  ora di sprangare le porte!
Furono costretti a rientrare nelle proprie baracche e chiusi dentro. Tutt'intorno, Nickolai sent il frastuono di porte sbattute e i rumori soffocati delle famiglie che si sistemavano per la notte. Si sdrai sul suo giaciglio, esausto, domandandosi con apprensione che cosa avrebbe riservato loro il giorno seguente.
Il mattino dopo furono svegliati bruscamente dallo strombazzare di un clacson, mentre in sottofondo si udiva l'orologio del campanile battere le sei. Uno squillo di trombe si diffuse dagli altoparlanti e la voce della regina Magda risuon di nuovo.
- Buongiorno, miei fedeli sudditi! L'alba di un nuovo giorno sorge su Doransk! Sveglia! Vi aspetta un'appagante giornata di lavoro nel mio favoloso regno! Ma, prima, vi ricordo che oggi avrete l'onore di assistere alla processione per le strade della citt, per ammirare la vostra regina e renderle i dovuti omaggi. Non vedo l'ora di salutarvi tutti!
La voce smise di parlare e un demone venne ad aprire la loro porta, inondando l'interno di luce.
- In piedi! Forza! - sbrait il demone.- La colazione  servita tra cinque minuti alla mensa centrale!
La colazione non fu meglio della cena: una fetta di pane tostato che sapeva di cartone e una scodella di fiocchi d'avena semifreddi. Ma ebbero appena il tempo di sedersi a tavola prima di venire sospinti in tutta fretta lungo le strade sfarzose del centro.
Ai lati dei marciapiedi cordoni d'oro delimitavano il passaggio della processione. Giocolieri e saltimbanchi saltellavano da tutte le parti, sventolando le bandiere regie. Eppure, a Nickolai sembr di cogliere una nota stonata dietro l'apparenza festosa, un velo di tristezza dietro le loro maschere colorate che gli fece correre un brivido lungo la schiena.
La gente gremiva i marciapiedi e si accalcava contro i cordoni di protezione, tenuta sotto controllo da squadre di demoni che facevano schioccare le fruste a mo' di avvertimento. Nell'aria si respirava un'atmosfera di euforica attesa.
Nickolai allung il collo per avere una visuale migliore della strada. A un tratto, ci fu una grande agitazione e dalla folla cominciarono a levarsi acclamazioni e applausi, in un frenetico sventolio di bandiere. Mentre l'eccitazione generale dilagava, Nickolai sent accelerare il battito del cuore.
Apriva il corteo una schiera di demoni, che avanzava con passo marziale. Erano le guardie del corpo della regina, con indosso pantaloni di pelle nera e rossa e giubbe dorate. Sulle lucide teste pelate troneggiavano pesanti elmi che mettevano in evidenza le loro orecchie a sventola. Se non fosse stato uno spettacolo terrificante, sarebbero risultati piuttosto comici.
Al loro seguito, marciava una compagnia di menestrelli dagli abiti multicolori, accompagnata da una roboante fanfara di trombe e corni e seguita da una brigata di clown e saltimbanchi che si esibivano in ruote e capriole.
Finalmente la processione raggiunse il suo culmine e comparve una maestosa carrozza tutta d'oro, riccamente decorata e tempestata di pietre preziose. Era trainata da una muta di grossi lupi neri, animati da una forza soprannaturale. All'approssimarsi della carrozza, la folla esplose in un boato assordante.
Nickolai sbirci la donna che dall'interno della vettura salutava benevolmente la folla esibendo un sorriso smagliante. Era la creatura pi meravigliosa
?che avesse mai visto. Il suo viso era un ovale perfetto, la sua pelle era candida come l'avorio e le sue labbra rosse, incurvate in un amabile sorriso, rivelavano una fila perfetta di denti di madreperla. I suoi occhi scuri e profondi sembravano brillare di luce propria e i lunghi capelli neri rilucevano al sole. Indossava un abito completamente intessuto d'oro, con il corpetto tempestato di perle e rubini che metteva in risalto il suo vitino di vespa. Un prezioso colletto di pizzo le incorniciava il viso e sulle spalle ricadeva un mantello di velluto verde trapunto di fili d'oro. Sulla testa sfoggiava un'elaborata corona aurea, le cui ricche decorazioni imitavano le guglie e i pinnacoli della citt.
Nickolai ne fu immediatamente
ammaliato. Non c'era da stupirsi che la gente la adorasse.
Accanto a Magda sedeva una sinistra figura maschile, avvolta in un mantello rosso bordato d'oro che gli copriva le spalle curve e ossute. Le mani erano nascoste tra le pieghe della veste e il viso smunto e giallastro, dal lungo naso sottile, contrastava con il nero corvino dei capelli, ritti sulla testa come setole. Gli occhi infossati, quasi completamente nascosti dalle folte sopracciglia, saettavano da tutte le parti, scrutando attentamente tra la folla. Ogni tanto si chinava a bisbigliare qualche parola all'orecchio di Magda.
Mentre la carrozza si avvicinava, Elvina cominci a tremare a pi non posso e si diede da fare per nascondere le orecchie di Nickolai sotto il cappuccio, prima di nascondersi a sua volta. Il cuore di Nickolai prese a battere all'impazzata e quando la carrozza gli pass davanti, tra l'esultanza generale, rimase senza fiato. La testa cominci a girargli e fu sul punto di svenire.
La regina aveva delle bellissime orecchie a punta, proprio come le sue!

Capitolo 11
A SCUOLA
Nicolai non stava pi nella pelle. Finalmente qualcuno che gli somigliava! E nientemeno che la regina Magda in persona! Senza pensarci due volte, fece per togliersi il cappuccio, nella speranza di attirare la sua attenzione. Ma Elvina glielo imped con tutte le forze.
Nickolai si rivolse ad Anneka, infervorato. - Hai visto le sue orecchie?
Anneka lo guard con aria assente. - No, non ci ho fatto caso. Perch?
Nickolai stava per spiegarle il motivo della sua eccitazione, quando un'immagine terrificante si affacci alla sua mente: un orribile volto verdastro, in decomposizione, con la bocca sdentata e una matassa sfilacciata di capelli grigi. Scosse la testa per scacciarla via.
- Stai bene, Nickolai? Si direbbe che tu abbia visto un fantasma - gli chiese Lotta, mettendogli una mano sulla fronte.
-  solo il caldo - biascic Nickolai, sforzandosi di ignorare quella terribile visione. L'unica cosa che contava era che la regina aveva le orecchie a punta come le sue. Ora pi che mai, era deciso ad avvicinare quella bellissima creatura e mostrarle con orgoglio di essere un suo simile. Chiss, magari la regina Magda era sua madre...
- Che cos' questa storia delle orecchie? - chiese Anneka a Nickolai mentre camminavano in fila per due, diretti verso la scuola cittadina. Louisa trotterellava al loro fianco.
Nickolai guard Anneka irritato. - Non capisci?
Sto per conoscere la verit sulla mia gente!
- Ci manca solo che Nick scopra di appartenere alla famiglia reale! - intervenne Zak.- I miei omaggi, Sua Altezza! - disse simulando un inchino devoto, per il quale fu subito ripreso da uno dei demoni che li scortavano.
- In ogni caso, la regina Magda  bellissima - continu Nickolai, indispettito. - E una creatura cos bella non pu essere cattiva!
Zak gli lanci un'occhiata sprezzante. - Stupido!
La bellezza  una cosa che viene da dentro. Voi bianchi vi fate sempre ingannare dalle apparenze.
A. -
Svoltarono un angolo e Johan si aggreg al gruppetto, evidentemente confortato dalla loro compagnia.
Si trovarono davanti a un edificio lungo e basso, dipinto a tinte fosforescenti. Furono fatti entrare e proseguirono lungo un corridoio con le pareti tappezzate di disegni che raffiguravano la regina Magda. Sotto ognuno di essi, scritte in una calligrafia infantile, si leggevano frasi come: "La buona regina Magda", o "La nostra amata regina Magda".
Louisa fu condotta in una stanza che recava l'insegna "Bambini piccoli". Era piena di bimbi che giocavano
?tranquilli con giochi di costruzioni. Fece irruzione strillando di gioia e gettando scompiglio.
Zak, Anneka, Johan e Nickolai furono assegnati a un'aula per "Preadolescenti", dove li accolse un grasso e tronfio demone, con una serie di doppi menti e un enorme porro sul grosso naso a patata.
- Buongiorno, giovani abitanti di Doransk! - disse con voce altisonante. - Sono il professor Spocchia e dirigo questo istituto.
Le lezioni non erano molto diverse da quelle a cui erano stati abituati a Norsk, con la differenza che qui le materie di studio vertevano tutte su Doransk e la regina Magda. Alle pareti dell'aula erano appese mappe di Doransk, vedute di Doransk e ritratti della regina.
C'erano vari libri sugli edifici di Doransk, una guida turistica di Doransk e una biografia ufficiale della regina Magda. I libri di storia trattavano della storia di Doransk e i libri di geografia della geografia di Doransk. Il testo pi voluminoso era una Raccolta di tradizioni e leggende raccontate dalla nostra grande e magnifica regina Magda, un massiccio tomo rilegato in pelle nera,stampato a caratteri d'oro.
Sotto il titolo spiccava il nome dell'autore, Volpo Volterammerdung. Nickolai lo sfogli e trov un ritratto del losco figuro che aveva visto seduto accanto a Magda durante la processione.
- Non hanno mai sentito parlare di nient'altro? - si domand Zak, guardandosi intorno.
- Forse pensano che questo mondo basti e avanzi
- mormor Nickolai.
Il professor Spocchia reclam la loro attenzione.
- Diamo il benvenuto ai nuovi arrivati. Ormai vi sarete sistemati e sarete pronti a dare il vostro contributo alla costruzione del nostro glorioso Stato!
- Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! - recitarono in coro gli altri bambini con voce monotona. Nickolai not con apprensione che anche Johan si era unito al resto della classe.
- Non si aspetteranno che anche noi ci mettiamo a belare come pecore? - bisbigli Zak, indignato.
- Vi conviene adeguarvi,  molto pi facile cos - li avvert Johan.
Nickolai si accorse che il professor Spocchia li teneva d'occhio.- E adesso,ripetete con me, tutti insieme: "Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda"!
- Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda - recitarono tutti, tranne Zak.
Il professor Spocchia si avvicin al suo banco e lo fulmin con lo sguardo. - Per favore, ripeti insieme agli altri!
Zak sostenne il suo sguardo, in atteggiamento di sfida. - Io sono un Inuit. E la mia gente non venera falsi di!
Il professor Spocchia sbianc in volto. - Come osi parlare in questo modo della nostra grande sovrana!
 un oltraggio! Obbedisci, o mi vedr costretto a punirti!
Zak continu a fissarlo testardamente, con gli occhi scintillanti di rabbia. Dopo una lunga pausa, il professor Spocchia diede un colpo di fischietto e diversi demoni corpulenti fecero irruzione nell'aula e si avvicinarono a Zak, facendo schioccare le fruste. Vedendo che si metteva male, Zak si arrese.
- E va bene - disse, e recit tutto d'un fiato: - Viva la nostra grande e magnifica sovrana la regina magda!
Nickolai not che stava stringendo in pugno il suo talismano. Il professor Spocchia sembr soddisfatto e i demoni se ne andarono via cos com'erano venuti.
- E adesso lascio con piacere la parola a un giovane di belle speranze - annunci.- Si tratta del responsabile studentesco del nostro istituto e vi far una breve introduzrone sulla storia e i principi ispiratori di Doransk.
La porta si apr ed entr Finn, gonfio di boria e con la sua targhetta d'argento in bella mostra sul risvolto della giacca. Nickolai sent una stretta allo stomaco.
- Come mai la cosa non mi sorprende? - borbott Anneka.
- Quella di Doransk  una storia affascinante che risale alla notte dei tempi - cominci pomposamente Finn. - La citt fu costruita molti secoli orsono, sulle macerie del decaduto reame degli elfi, dal quale trae le sue origini la nostra grande regina Magda. Per la sua immensa bont e saggezza, Magda ricevette il dono dell'immortalit dal Grande Spirito delle Luci Celesti. Era la regina del reame degli elfi, ma una forza maligna si lev contro di lei, cercando di usurparne il potere. Allora, il Grande Spirito delle Luci Celesti  accorso in suo aiuto e l'ha aiutata a fuggire. Quando il reame degli elfi croll sotto il peso della sua stessa malvagit, Magda pot trionfare di nuovo e, con l'aiuto dei suoi fedeli sudditi, costru questa magnifica citt!
Si ferm, vedendo che Nickolai aveva alzato la mano. - Scusa, qual  il popolo da cui proviene la regina Magda?
Finn sembr in imbarazzo, ma intervenne il professor Spocchia a trarlo d'impaccio.
- La regina Magda appartiene al popolo degli elfi, naturalmente. Un tempo, un popolo fiero e glorioso, malauguratamente corrotto dal suo stesso male.
A quanto ci risulta, non esistono altri superstiti.
?Nickolai prov un senso di sollievo. Dunque era un elfo! Stava per abbassarsi il cappuccio e urlare
"Beh, vi sbagliate di grosso! Ci sono anch'io!", ma Elvina lo trattenne, tirandolo per i capelli. Allora Nickolai decise di fare un'altra domanda.- E dove si trovava esattamente il reame degli elfi?
Un silenzio attonito raggel l'aula. Finn fiss Nickolai impietrito. Il professore divent rosso come un peperone e cominci a fremere tutto dalla rabbia.
- Razza di sfacciato, come ti permetti di fare delle domande simili? - sbott alla fine, con i suoi numerosi menti che tremavano come gelatina. -  un segreto di Stato! E ti ricordo che si apre bocca solo per rispondere alle domande!
- Sono un elfo! - dichiar con orgoglio Nickolai mentre tornavano a casa, dopo la scuola. - Sono un elfo!
- Fossi in te non lo sbandiererei ai quattro venti - lo avvert Anneka. - Hai sentito com' andata, no?
Non saresti certo il benvenuto, quale discendente di coloro che hanno tradito la regina Magda.
- Ma io che colpa ne ho? - protest Nickolai.
- Magari la mia famiglia  riuscita a scappare, a emigrare altrove. Forse loro non hanno partecipato al complotto. Io devo scoprirlo e lei  la sola che pu aiutarmi.
- Non mi pare una disposta a fare qualcosa per gli altri - osserv Zak amaramente.
- Ascolta, Nick, devi fartene una ragione - disse Anneka nel tono pi gentile che le riusc di assumere.
- Il reame degli elfi  stato distrutto per sempre.
La tua casa e la tua famiglia non esistono pi.
- Com' andato il primo giorno di scuola? - chiese Lotta allegramente vedendoli rientrare. Louisa si gett tra le sue braccia e le mostr un piatto di carta decorato con un ritratto poco lusinghiero di Magda.
- Abbiamo avuto delle lezioni molto noiose - disse Anneka.- E voi, che cosa avete fatto?
Lotta era stata impiegata in un laboratorio di pasticceria per confezionare torte speciali per i banchetti della regina e Giok lavorava in un cantiere edile ai margini della citt, dove erano in costruzione ampie zone residenziali. Se lavoravano sodo, potevano sperare in una lenta ascesa della scala sociale.
Entrambi avevano un'aria stremata, ma l'entusiasmo di Lotta era rimasto immutato.
- Ci hanno riuniti in una grande sala per darci il benvenuto - raccont con trasporto. - E ci hanno mostrato le immagini di alcune delle zone pi belle della citt in cui potremo avere la fortuna di andare ad abitare! Palazzi tutti d'oro, tempestati di gemme!
Una vera meraviglia! E poi balconi, cortili e scaloni maestosi! Giardini rigogliosi pieni di fiori esotici e uccelli del paradiso!
Anneka guard sua madre con commiserazione.
Con un cenno della testa, invit Nickolai e Zak a uscire.
Fuori, incontrarono Johan che si trastullava con un pallone. Non appena li vide, si illumin in viso.
In men che non si dica, i quattro ragazzi cominciarono a giocare a pallone, rincorrendosi allegramente tra le baracche. Gli altri bambini, per, non si fecero coinvolgere e, anzi, mostrarono un vago imbarazzo, evitando deliberatamente di trovarsi sulla loro strada.
- Avanti! - li sollecitava Nickolai. - Venite a giocare con noi! -. Ma quelli li guardavano impalati, senza spiccicare parola, prima di defilarsi. Irritato dal loro atteggiamento, Nickolai calci il pallone con violenza, scaraventandolo nel bel mezzo della strada principale.
Immediatamente, part un colpo di fischietto e tre figure saltarono fuori da dietro l'angolo. Una di queste blocc il pallone con un piede. Era Finn.
- Che cosa credete di fare? Non  permesso giocare per strada. E questo pallone  requisito! -. Finn raccolse la palla e la consegn a uno dei due demoni che erano con lui.
- Ehi! - protest Johan.- Non ne hai il diritto! Il pallone  mio!
- Ora non pi! - ribatt Finn con un sorriso beffardo. - Vi ricordo che sono il Sorvegliante di strada ed  mio compito mantenere l'ordine in questo quartiere. Non dimenticatevelo. E adesso, per favore, assumete un comportamento decoroso.
Ci detto, si volt e si allontan scortato dai due demoni. Nickolai e gli altri rimasero a guardarlo in silenzio.

- Vi prego, bambini, fatelo per noi! - implor Lotta.
- Sar un bene per tutti. Non possiamo cominciare a risalire la china se prima non andrete a quella festa! - le fece eco Giok.
- No! - risposero Zak e Anneka in coro.
Nickolai non disse niente. Non si era mai sentito tanto combattuto in tutta la sua vita. Desiderava con tutto se stesso andare alla festa della regina Magda che si sarebbe tenuta l'indomani, ma i suoi amici erano assolutamente contrari. Le discussioni andavano avanti da due giorni.
- Io invece ci voglio andare! - intervenne Louisa.- Sembra divertente!
- Neanche per sogno! - sbott Anneka.
- Ma perch? - insist Lotta. - Non dovete far altro che andare a una di quelle feste, una volta soltanto!
Non mi sembra di chiedere molto, no? Cos avremo tutti l'opportunit di lasciare questa baraccopoli!
Zak scatt in piedi, in collera e frustrato, gli occhi scuri dardeggianti. - Ma non vedete quello che sta succedendo? Guardate i bambini qui intorno! Tutti quelli che sono stati al castello si comportano come piccoli adulti! Non  normale!
- I loro genitori sembrano piuttosto contenti della loro buona educazione - comment Lotta con l'aria imbronciata.
Zak fece una smorfia di disgusto.
- Niente da fare, mamma. Noi non ci andiamo.
Vero Nick? - disse Anneka.
Nickolai li guard, uno dopo l'altro. - A dire la verit, io pensavo di andarci.
Zak e Anneka rimasero di stucco. Elvina svolazz fuori da sotto la casacca di Nickolai e cominci a ronzargli freneticamente davanti alla faccia, emettendo una serie di squittii concitati.
- Visto? - disse Zak. - Nemmeno lei vuole che tu ci vada, e lei  la tua guida. Evidentemente sa qualcosa che tu non sai.
- Non mi interessa! Io devo andarci! - protest Nickolai. -  l'unico modo che ho per scoprire che cosa  successo alla mia famiglia. Sono venuto qui per questo!
- Ecco, vedete! Lui s che sa il fatto suo! - esclam Lotta in tono di trionfo. - Lui sa che cosa  bene fare per s e per gli altri. Non come voi, che siete solo degli egoisti.
Zak e Anneka guardarono Nickolai con disapprovazione.
- Come hai potuto farci questo? - bisbigli Anneka - Pensavo che tu stessi dalla nostra parte!
- Prima non ne ero sicuro. Ma adesso so di doverci andare -. Le sue parole suonarono come un tradimento alle orecchie degli amici.
Anneka and su tutte le furie. - Se ci vai, non ti rivolger mai pi la parola. Tanto tornerai indietro ridotto come gli altri.
- Per te  facile! - ribatt Nickolai in tono acceso.
- Tu hai la tua famiglia! E anche tu, Zak, sai chi sono i tuoi genitori e sai che un giorno li rivedrai, io invece non so da dove vengo! E adesso ho l'opportunit di scoprirlo! Voi non avete idea di come ci si senta a non avere una famiglia!
Quindi si alz di scatto e and a buttarsi sul letto.


Capitolo 12
UNA TERRIBILE SCOPERTA
Nickolai pass la notte a rigirarsi nel letto, mentre Zak, accanto a lui, dormiva saporitamente. I suoi amici lo avevano abbandonato. Perfino Elvina aveva rinunciato a venire ad accoccolarsi sul suo cuscino, come faceva tutte le notti.
Il mattino dopo, Zak e Anneka a malapena gli rivolsero la parola, evitando accuratamente di incrociare il suo sguardo. Lotta, invece, lo circondava di mille attenzioni, cosa che accresceva il disprezzo dei suoi amici nei suoi confronti.
- Lo vedi che cosa ci sta succedendo? - bisbigli Zak ad Anneka mentre erano diretti alla piazza centrale per la colazione. - Questo posto  una sciagura. Ci ha gi messo gli uni contro gli altri.
L'atmosfera fu molto tesa durante la colazione, mentre ciascuno mangiava in silenzio dalla propria scodella. Fu per tutti un sollievo sentire la voce cinguettante di Rosa che prendeva posto al tavolo accanto al loro con il resto della famiglia.
- Buongiorno a tutti! Indovinate un po'? Johan si  finalmente deciso a partecipare alla festa di stasera! - annunci raggiante. - Non  una notizia fantastica?
Johan aveva un'espressione rassegnata e suo padre era in evidente imbarazzo. - Sei proprio sicuro di volerci andare, Johan? - gli chiese sottovoce.
- S, se serve a semplificare le cose a tutti quanti...
- rispose Johan con un sospiro.
Lotta lanci un'occhiata eloquente ad Anneka.
- Visto? Qualcuno alla fine ha dimostrato di avere la testa sulle spalle!
- Non  giusto! - brontol Louisa facendo il muso. - Non posso andare con Nick?
- No, tesoro - disse Lotta. - Non posso lasciarti andare senza Anneka -. Rivolse uno sguardo di rimprovero alla figlia maggiore. - Contenta? Hai dato un dispiacere alla tua sorellina. Louisa ci teneva tanto ad andare...
Anneka sporse il mento in fuori con ostinazione e non disse niente.
Johan lanci una rapida occhiata a Nickolai.
- Cos anche tu hai deciso di andare?
- Gi - rispose Nickolai, sentendosi arrossire fino alla punta delle orecchie e non osando guardare Zak e Anneka.

Il cielo stava per tingersi del solito tramonto artificiale e la voce di Magda cominci a diffondersi dagli altoparlanti, mentre i bambini venivano radunati davanti alle porte della baraccopoli per essere accompagnati al castello. Mentre si avviavano, Nickolai si volt a guardare i suoi amici. Zak e Anneka assistevano alla scena con volti inespressivi, mentre Louisa lo guardava imbronciata. Nessuno di loro gli rivolse un cenno di saluto.
Scortata dai demoni, la piccola processione pass per le vie della citt, tra gli immancabili frizzi e lazzi di clown e giocolieri. Nell'attraversare la Piazza Dorata, Nickolai non pot fare a meno di osservare di nuovo la strana formazione rocciosa dalle vaghe sembianze umane.
Quando arrivarono al ponte levatoio, il cielo si era tinto di un fosco bagliore dai toni arancio e porpora.
Attraversarono il ponte e si incamminarono su per la salita che conduceva al castello. Bianchi cigni dalle ali bordate d'oro scivolavano, tra pesci fluorescenti, sulla superficie liscia delle acque argentate del fossato. Ai loro piedi si estendeva la citt, immersa nella calda luce del tramonto.
Con il cuore in tumulto, Nickolai osserv le alte mura merlate, le torri e le bandiere che sventolavano nella brezza serale. L'intero castello era avvolto da luci multicolori dall'origine misteriosa.
Le porte si spalancarono e trovarono ad accoglierli il demone a due teste.
- Bene, marmocchi! - esord Goblin con voce tonante.- Da questa parte! Siete pregati di mantenere una fila ordinata. E mi raccomando: non fiatate e non spingetevi!
- Benvenuti al castello, cari pargoletti. Spero che vi divertiate alla festa! - disse Doblin, in tono pi amichevole.
I bambini vennero fatti entrare in una grande sala che li lasci a bocca aperta. Era uno spazio immenso, scandito da pilastri e archi, come in una cattedrale.
Il soffitto, altissimo, era completamente decorato con foglie d'oro e pietre preziose e una calda luce dorata penetrava da una gigantesca cupola di vetro.
Salirono con il naso all'ins il sontuoso scalone di marmo e proseguirono lungo interminabili corridoi coperti da sfarzosi tappeti e ritratti di Magda in varie pose che sembravano tenerli costantemente d'occhio.
Ovunque c'era una profusione di addobbi floreali, composti con i fiori esotici che crescevano nei favolosi giardini reali. Ce n'erano a forma di drago, di cigno e di uccello. Alcuni ricordavano un volto umano. La loro bellezza era inquietante e davano l'impressione di continuare a vivere di vita propria.
fFinalmente,
giunsero in fondo a un ampio corridoio, di fronte a una massiccia porta di legno, piantonata da due demoni che sbarravano il passaggio con le lance incrociate.
Nickolai era impaziente di incontrare la regina e rivelarle la propria identit. Per tutto quel tempo, Elvina aveva continuato a tenere stretti i lacci del suo cappuccio, tremando come una foglia. Obbedendo agli ordini, i due demoni di guardia scostarono le lance e aprirono la porta che dava nel salone delle cerimonie.
Nickolai rimase senza fiato. Sontuosi arazzi intessuti d'oro e d'argento ornavano le pareti. Le ampie portefinestre erano drappeggiate da magnifiche tende di velluto strette da cordoni dorati. La sala era disseminata di pilastri splendidamente decorati con marmi pregiati e uno sfavillante lampadario di cristallo, grande quanto un piccolo albero, pendeva al centro del soffitto. Alcuni ciocchi ardevano in un enorme caminetto, avvolti da lingue di fuoco. Ai lati del focolare, due vasi di fiori troneggiavano su piedistalli di marmo.
E poi c'erano tavole imbandite con ogni squisitezza: timballi, budini, polli arrosto, frutta candita, torte di cioccolato, gelati, cassate, bign e cannoli.
In fondo al salone, su un trono d'oro preziosamente intagliato, sedeva la regina Magda in persona, vestita di un sontuoso abito di velluto rosso tempestato di diamanti, con un manto tessuto d'oro rifulgente drappeggiato sulle spalle e una corona sfavillante sulla testa. Si alz ad accogliere i bambini, aprendo le braccia in un gesto amorevole.
- Benvenuti, cari bambini! Siete pronti a divertirvi?
I bambini la fissarono ammutoliti.
- Allora? Non ho sentito bene! - disse mettendo una mano a conchiglia sul suo delicato orecchio a punta. Nickolai not con un brivido di eccitazione che le orecchie di Magda si muovevano proprio come le sue, anche se con maggior eleganza.
- S, Vostra Maest! - gridarono i bambini in coro.
All'improvviso, si materializz accanto alla regina il losco figuro che la accompagnava durante la processione. Curvo sotto il cappuccio scuro, sembrava un uccello predatore. Le sue labbra sottili si arricciarono mostrando una fila di denti aguzzi.
Nickolai si rese conto con un brivido che stava sorridendo.
- Non dimenticate qualcosa? - disse l'uomo con una voce melliflua e vagamente minacciosa.
I bambini rimasero interdetti per alcuni secondi, prima di affrettarsi ad aggiungere: - Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda!
- Cos va meglio - grugn l'uomo. - Mi chiamo Volpo Volterammerdung e sono il primo consigliere della regina e maestro di cerimonie di corte. Ma potete chiamarmi zio Volpo. Siete pronti a cominciare?
- S, zio Volpo! - risposero i bambini in coro.
?Magda e Volpo si scambiarono un'occhiata di intesa.
Poi Magda rivolse un sorriso radioso ai bambini prima di voltarsi verso una porta e battere le mani.
Una serie di colpi secchi che riecheggiarono nell'aria come frustate. - Arpo, Sciarco, Burchio, Lerco, Tordo, Trogolo, Malebranche! Venite a intrattenere i miei giovani ospiti!
Una banda di menestrelli attacc a suonare dalla balconata sovrastante e un drappello di giullari e giocolieri fece irruzione nella sala, saltando e ridendo sguaiatamente. Avevano le facce dipinte e indossavano costumi sgargianti, con cappelli a tre punte ornati di sonagli e babbucce arricciate.
I bambini si divertirono un mondo a vederli compiere incredibili acrobazie, capriole e salti mortali, muovendosi con una tale agilit e scioltezza da sembrare di gomma. Poi trascinarono i bambini in una danza scomposta, al suono della musica indiavolata della banda.
Dietro le maschere, Nickolai scorse il lampo luciferino dei loro occhi rapaci e rabbrivid.
All'improvviso, si sent tirare per un braccio. Era Johan, che lo port verso uno dei tavoli imbanditi, pallido e tremante.
- Credo che dovremo andarcene da qui - disse con voce scossa. - Non mi piace questo posto.
Nickolai esit e cominci a riempirsi la bocca di dolciumi. - Prima devo fare una cosa - disse a Johan.
Johan deglut. - Allora sbrigati.
La danza sfrenata proseguiva senza tregua e i bambini ridevano e strillavano istericamente. Altri si ingozzavano di cibo, spazzolando vassoi interi di dolciumi, prima di gettarsi di nuovo nella mischia.
Magda osservava la scena dal suo trono, sorridendo benevolmente. Volpo aveva un'aria altera e vigile.
Nickolai non aveva mai gustato niente di simile.
Tutto quello che assaggiava gli si scioglieva in bocca, in un'esplosione di sapori deliziosi. A un tratto, non gli sembr pi cos urgente agire.
- Queste crostate sono squisite - disse a Johan con la bocca piena.
- Lascia perdere le crostate! Fai quello che devi fare e andiamocene da qui! - lo sollecit Johan.
Nickolai si riemp le tasche di tutte le leccornie che gli capitavano sotto mano, sbirciando in direzione di Magda, in attesa del momento giusto per presentarsi.
Dopo aver trangugiato un ultimo bign alla crema, si pul la bocca e fece un cenno a Johan.
-  arrivato il momento - disse, e si avvi con passo deciso verso il trono, facendosi strada tra i bambini festanti.
- No! Aspetta! Torna indietro - cerc di richiamarlo Johan. Ma ormai era troppo tardi.
Man mano che si avvicinava alla regina, il cuore di Nickolai accelerava il suo battito. Magda non sembrava fare caso a lui. Con mani tremanti, cominci a sciogliere i lacci che tenevano stretto il cappuccio, ma un urlo stridulo gli risuon in un orecchio.
- Non metterti in mezzo, Elvina. Devo farlo! - sibil lui. Ma, tutt'a un tratto, si ferm. L'espressione sul viso di Magda era mutata di colpo. Il suo sorriso benevolo era svanito per lasciare il posto a un freddo sguardo calcolatore. Si alz dal trono e fece un passo avanti. Poi, con un gesto brusco, scost il mantello d'oro rivelando una realt terrificante. In quel momento, Nickolai si rese conto del terribile errore che aveva commesso.
Al posto del cuore, nel petto di Magda c'era una cavit oscura e imperscrutabile, un profondo buco nero, privo di calore e umanit, esattamente come i suoi occhi. Nickolai sent Elvina tremare come una foglia e i capelli gli si rizzarono sulla testa.
Una forza impetuosa e travolgente cominci a sprigionarsi da quella cavit vuota. Nickolai la sent penetrare in lui e gelargli le ossa come una nebbia invisibile. Lentamente invase la sala, avvolgendo i presenti tra le sue spire, come un enorme serpente sibilante.
Uno dopo l'altro, i bambini smisero di giocare e ammutolirono. La luce nei loro occhi si spense e il sorriso svan dai loro volti. Poi, caddero in ginocchio sul pavimento, con la testa ciondoloni.
In preda al panico, Nickolai si aspettava di subire la stessa sorte. Ma, per qualche strana ragione, non soccombeva come gli altri. Si volt verso Johan e constat con sconforto che anche lui era piegato sulle ginocchia, con lo sguardo vacuo.
- Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! - intonarono i bambini in coro.
Un sorriso trionfante spunt sulle labbra di Magda.
Una nuova energia sembrava essersi impossessata di lei e la sua bellezza risplendeva pi radiosa che mai. Nickolai avrebbe voluto fuggire, ma il suo corpo, impietrito dal terrore, si rifiutava di obbedire alla sua mente. Guardando gli altri bambini ridotti in quel modo, privati della loro energia vitale, si rese conto di trovarsi in presenza del male assoluto. Era caduto dritto nella trappola, ignorando tutti i campanelli d'allarme che pure risuonavano nella sua testa. Perch si era ostinato a nascondere la verit a se stesso? E perch sembrava essere immune agli effetti di quella forza maligna?
A un tratto sent su di s lo sguardo bruciante di Magda. Cerc di non guardare in quei terribili occhi cavi.
- Perch tu non ti inginocchi come gli altri? - sibil malignamente.
Nickolai sobbalz per lo spavento e, prima che potesse impedirlo, il cappuccio gli scivol sulle spalle, lasciando scoperte le sue orecchie a punta.
A quella vista, Magda mand un grido strozzato e lo incener con lo sguardo. - L'elfo! - strill. - Finalmente lo abbiamo trovato! Catturatelo!
In quattro e quattr'otto, i clown e i giocolieri si tolsero maschere e costumi, rivelandosi per quel che erano in realt: orribili demoni verdastri, dagli artigli adunchi, le fauci ingiallite e gli occhi accesi di una luce malvagia. Lupi ululanti si riversarono nella sala da ogni parte. Il demone a due teste avanzava ruggendo verso di lui, seguito da una schiera di creature immonde.
Nickolai si guard intorno in cerca di una via di fuga. Il caminetto! Era la sua unica possibilit. Senza perdere altro tempo, si lanci in quella direzione.
Aveva quasi raggiunto la meta, quando Volpo si materializz di fronte a lui, con un ghigno orribile, come una belva pronta a balzare sulla preda. Mentre sfilava le mani ossute da sotto il mantello, un sibilo sinistro squarci l'aria e dieci artigli d'acciaio scintillarono al bagliore delle fiamme.

Capitolo 13
FUGA ED ESILIO
Volpo avanz verso Nickolai emettendo spaventosi suoni gutturali. I suoi occhi erano diventati tutti gialli, con una fessura verticale nel mezzo. Nickolai era paralizzato dal terrore.
- Se ti arrendi subito, ci risparmierai un bel po' di guai, giovanotto - ringhi quella creatura mostruosa.
Nickolai sent un brivido di repulsione corrergli lungo la schiena. - Ascolta il consiglio dello zio Volpo.
Nickolai era accerchiato. Il fuoco continuava a crepitare nel caminetto. Gli restava solo una possibilit...
- E va bene. Far tutto quello che volete - disse arrendevole.
- Bravo ragazzo! - si compiacque Volpo, facendo un passo verso di lui. Per una frazione di secondo, si apr un varco in direzione del caminetto. Nickolai non si fece sfuggire l'occasione e si gett tra le fiamme. Nonostante il calore insopportabile, cominci a risalire lungo la canna fumaria, spinto dalla forza della disperazione, incurante delle lingue di fuoco che gli sferzavano braccia e gambe e del fumo soffocante che gli riempiva i polmoni. Sal sempre pi in alto, mentre alle sue spalle riecheggiavano gli ululati dei lupi e dei demoni.

Velvet giaceva su un letto di foglie morte, scavato dalle altre renne in una radura. L'intera trib era raccolta in cerchio intorno al suo fragile corpo in fin di vita. L'anziana della trib era giunta al termine della sua lunghissima esistenza. Giaceva su un fianco, il corpo completamente abbandonato, il respiro affannoso.
Rudolph piangeva in silenzio a fianco della madre, insieme alle altre giovani renne che singhiozzavano disperate.
- Perch deve morire? - chiese Rudolph in tono lamentoso.
- Perch  molto, molto vecchia - disse piano Cometa.
- Nessuno vive in eterno.  giunta l'ora per lei di tornare da Arkfel, e noi dobbiamo lasciarla andare.
Lancer chin il muso sulle zampe anteriori ed emise un lungo sospiro malinconico. - Vorrei non essere stato cos brusco con lei. Alla fine, i fatti le hanno dato ragione. La sua saggezza era immensa.
Cometa strofin il muso contro il suo per consolarlo.
- Proprio per questo Velvet ti perdona. Lei capiva perfettamente che il tuo ruolo di capotrib ti imponeva di essere lucido e razionale.
Velvet apr gli occhi. Il suo sguardo era velato e assente, come rivolto a qualcosa di lontano. Sollev a fatica la testa e guard Cometa e Lancer.
- La forza... - disse con uno sforzo tremendo.
- Mi raccomando... Dovete cercare di conservare l'energia che vi serve per volare... Usatela con parsimonia.
L'umano che  venuto tra noi molti anni fa...
Si interruppe, esausta. Rudolph prese a singhiozziare.
Pi di ogni altro aveva sentito la mancanza di Nickolai, dopo che era scomparso dalle loro vite.
L'ultima volta, Cometa era tornata indietro senza di lui. Evidentemente, le sue fughe notturne erano state scoperte e Nickolai aveva rinunciato a farsi vedere per non tradire il loro segreto. - Tutte le cose hanno un termine - aveva detto Cometa alla trib, con la morte nel cuore. - Lui appartiene a un mondo diverso dal nostro. Chiss, forse un giorno torner a trovarci...
Velvet stava raccogliendo le ultime forze per dire qualcosa. Le altre renne si avvicinarono per ascoltare le sue parole. - Il ragazzo... - disse affannosamente
- ...torner. Avr bisogno di voi. Tenetevi pronti ad aiutarlo. Questo  il volere di Arkfel.
Poi, lasci ricadere la testa sul giaciglio ed esal l'ultimo respiro. Le altre renne si disperarono intorno al suo corpo immobile e senza vita. Una grossa lacrima rotol sul muso di Lancer, prima di cadere sulla neve.
Infine, ammucchiarono delle foglie per coprire la sua tomba e recitarono una preghiera in silenzio, prima di tornarsene mestamente nella grotta.

L'aria era soffocante. Il fumo riempiva gli occhi e i polmoni di Nickolai mentre si arrampicava faticosamente su per la canna fumaria, sforzandosi di resistere al dolore che gli provocavano le ustioni alle mani e di ignorare gli ululati che provenivano dal basso.
Non guardare in gi! Continua ad arrampicarti!
ripeteva a se stesso. Alz lo sguardo e scorse uno spicchio di cielo artificiale, punteggiato di stelle.
Sent un artiglio graffiargli la caviglia e, con un grido di terrore, si affrett a raggiungere la cima del camino e a saltare fuori. Era ricoperto di fuliggine, con mani e piedi graffiati e ustionati. Stranamente, il suo giaccone rosso non aveva subito danni. Senza perdere altro tempo, fugg lungo i tetti del castello, tra torrette e guglie. Si accorse con stupore che la superficie era coperta di nera pece, altro che oro!
Da quell'altezza, dominava la fiabesca citt di Doransk, che si ergeva solitria in mezzo alle distese di ghiaccio, racchiusa nella sua gigantesca bolla dorata.
Guard in basso e prov un senso di vertigine. Il fossato che circondava il castello era ridotto a un nastro sottile e i demoni di guardia erano minuscoli puntini lontani.
Si volt, atterrito, sentendo dei versi agghiaccianti alle sue spalle. I demoni stavano sciamando fuori dal comignolo, con gli occhi rossi dardeggianti e le facce distorte in smorfie atroci. Le loro urla terrificanti riecheggiarono nella quiete della notte, mentre avanzavano inesorabili verso di lui.
Nickolai guard di nuovo il baratro sotto di s.
Non aveva scelta. Alla sua sinistra, scorse una delle catene che assicuravano il ponte levatoio alle mura del castello. Si lanci nel vuoto e si agganci saldamente alla catena. Per alcuni secondi oscill spaventosamente, poi, con un colpo di reni, si aggrapp alla catena con le gambe e si fece scivolare lungo di essa come una scimmietta, stringendo i denti per il dolore che gli procuravano le maglie d'acciaio lacerandogli le mani.
Ud un terribile strepito, alz gli occhi e vide che i demoni avevano spiegato le enormi ali di pipistrello e stavano svolazzando verso di lui. Ormai era arrivato in fondo e stava per saltare sul ponte levatoio, ma si blocc, allarmato da un suono sferragliante. Si sent sollevare verso l'alto: il ponte levatoio stava per richiudersi, con lui sospeso a mezz'aria.
Nickolai si ritrov attorniato da demoni urlanti, pronti a ghermirlo come un uccellino indifeso, e riconobbe la voce di Magda che sovrastava quel clamore infernale. Senza un attimo di esitazione, moll la presa e si lasci cadere nel fossato. Sprofond come un sasso nell'acqua gelida, per riemergere pochi istanti dopo, annaspando per mantenersi a galla.
I demoni si avventarono su di lui, con le zanne e gli artigli sfoderati.
- Non uccidetelo! - ordin Magda.- Portatemelo qui! Per il momento mi serve vivo!
Nickolai nuot freneticamente per raggiungere la riva, resistendo ai ripetuti attacchi dei demoni.
Stranamente, si lanciavano in picchiata su di lui, per poi risalire bruscamente non appena si avvicinavano troppo alla superficie dell'acqua.
L'acqua! Hanno paura dell'acqua! Nickolai cominci a stuzzicarli, guizzando come un pesce e scartando all'ultimo momento, finch un paio di loro persero il controllo e precipitarono. Al contatto con l'acqua, urlarono di dolore, dibattendosi a pi non posso, mentre i loro corpi si accartocciavano come foglie secche, tra un ribollire sfrigolante e un odore acre di carne bruciata. Gli altri demoni assistettero alla scena strillando atterriti.
Nel frattempo, il ponte levatoio ricadde con un gran fracasso e i demoni lo attraversarono di corsa.
Nickolai sent qualcosa pizzicargli il viso e si accorse di essere circondato da un branco di cigni starnazzanti in atteggiamento minaccioso.
La sua unica possibilit di salvezza era immergersi sott'acqua.
Si riemp d'aria i polmoni e cominci a nuotare in apnea verso la riva. L'acqua era torbida e limacciosa.
Nickolai avanz in mezzo a una cortina di alghe filamentose, ansioso di guadagnare l'altra sponda del fossato.
Ma si ferm di colpo. Una sfilza di occhi gelatinosi e fosforescenti era spuntata nell'oscurit. Era circondato da un banco di orribili pesci dagli spaventosi denti seghettati. Un attimo dopo, quei mostri lo attaccarono, azzannandolo da tutte le parti. Nickolai annasp, cercando disperatamente di divincolarsi, animato da una forza sovrumana che non avrebbe mai immaginato di possedere.
Con un ultimo sforzo, raggiunse la riva e si lasci cadere sull'erba, stremato e boccheggiante. Si esamin: braccia e gambe erano straziate da tagli e ferite sanguinanti. Poi avvert delle urla in avvicinamento: i demoni lo avevano individuato e stavano venendo verso di lui.
- Prendetelo! - tuon dall'alto la voce di Magda.
Nickolai balz in piedi e cominci a correre sulle gambe tremanti verso un viale che sboccava nella corte esterna del castello. 1 demoni si lanciarono al suo inseguimento e Nickolai sfrecci tra le persone a passeggio, che si fermarono a osservare la scena, in preda allo stupore.
- Bloccatelo! - sbrait Goblin.
- Non fatelo scappare! - url Doblin.
La gente cerc di sbarrargli la strada, ma Nickolai riusc a destreggiarsi, continuando a correre a pi non posso. A un tratto, scorse una strada laterale sulla quale si affacciava una sfilza di palazzi dalle facciate sfavillanti. Un uomo tent di afferrarlo ma Nickolai lo evit con una finta e imbocc la stradina laterale, slittando sul selciato lucido.
Una banda di demoni spunt dall'angolo in fondo alla strada. Nickolai si ferm per guardarsi alle spalle. Altri demoni stavano arrivando dalla direzione opposta. Vide un cancello che dava nel cortile di una grande casa dalle finestre illuminate. Senza pensarci due volte, varc il cancello e cerc affannosamente una via di scampo. Ma non ce n'erano.
Le urla rabbiose dei demoni si'avvicinavano. Era di nuovo in trappola.
Le sue orecchie cominciarono a muoversi in maniera incontrollata. All'improvviso, Nickolai sent una forza sconosciuta montare dentro di s, la stessa che aveva provato il giorno in cui Finn aveva cercato di trascinarlo al guinzaglio. Stavolta, per, era molto pi vigorosa e incontrollabile, come se provenisse da una fonte esterna e si riversasse dentro di lui come un fiume in piena. Nickolai sent uno scricchiolio sordo e ai suoi piedi si apr una profonda voragine, larga abbastanza da permettergli il passaggio.
Presto i demoni lo avrebbero raggiunto, accerchiandolo da ogni lato. Nickolai non aveva scelta. Si lasci scivolare gi in quel pozzo buio e precipit nelle viscere della Terra, avvolto dall'oscurit, finch non atterr su una superficie dura e perse conoscenza.
Sopra di lui, la spaccatura si richiuse con un rumore sordo, senza lasciare la minima traccia sulla superficie.
I demoni si riversarono nel cortile e si guardarono attorno, meravigliati. Goblin e Doblin arrivarono per ultimi, senza fiato per la corsa.
- Dov'?
- E chi lo sa? - rispose uno dei demoni. -  scomparso nel nulla.
Goblin volt bruscamente la testa verso Doblin.
-  tutta colpa tua!
- Che cosa significa che ve lo siete lasciati sfuggire?
- rugg Magda, con il viso stravolto dalla rabbia.
Goblin e Doblin si fecero piccoli piccoli davanti al trono, piegando servilmente entrambe le teste al cospetto della regina. Dietro di loro, la squadra speciale dei demoni se ne stava con le braccia penzoloni lungo i fianchi e gli occhi bassi, come bambini in attesa del castigo. Magda li fulmin con lo sguardo.
Al suo fianco, Volpo si manteneva impassibile, teso e all'erta.
-  stata colpa sua! - accus Goblin sollevando la testa di scatto e voltandosi verso Doblin. - Mi ha trascinato nella direzione opposta!
- Non  vero! - si difese Doblin. - Siamo andati dove volevi tu! Tu non vuoi mai ascoltarmi!
- Questo perch non vale la pena ascoltare le tue stupide idee! Non capisci mai niente!
- Non  vero! Sei stato tu a...
Magda lev un dito in aria e Doblin fu interrotto dal crepitio di un fulmine che colp le due teste, facendole sbattere con violenza l'una contro l'altra.
Per alcuni secondi, ballonzolarono sulle spalle massicce, mentre gli occhi roteavano come palline di un flipper.
- Silenzio! - sbrait Magda. - Dov' scomparso esattamente?
- Si  infilato in un cortile in Via Argento, Vostra Maest, e quando siamo arrivati noi pochi attimi dopo era sparito.
- Volatilizzato! - aggiunse Doblin, senza alcuna necessit.
- Da qualche parte deve pur essere! - sibil Magda.
- Deve aver trovato qualche passaggio segreto.
Avete cercato nella casa?
- L'abbiamo messa sottosopra, Vostra Maest - disse Goblin, orgoglioso del proprio operato.
Magda scagli un altro fulmine in direzione dei demoni. - Voglio che l'intera citt sia setacciata! - sbrait. - Ogni casa, ogni strada, ogni negozio! Devo trovarlo a tutti i costi! Se non me lo riportate immediatamente qui... - rugg scagliando un altro fulmine, con una violenza tale da far cadere i demoni in ginocchio, tremanti di paura - ...posso sempre ricacciarvi nel Gorgo!
Un brusio atterrito si diffuse tra i demoni.
- Agli ordini, Vostra Maest! - dissero tutti all'unisono prima di rialzarsi in piedi e uscire dalla sala, richiudendosi la porta alle spalle.
Cal un silenzio carico di tensione. Magda si volt verso Volpo, che le restitu lo sguardo senza riuscire a nascondere un certo nervosismo. Magda si chin verso di lui.
- Non vi preoccupate, Maest - balbett Volpo, indietreggiando leggermente. - Lo ritroveremo. Non pu essere lontano. Non c' modo di fuggire da questa citt. Lo cattureremo e...
Magda lo avvolse in un serpente di fuoco e Volpo cadde a terra, contorcendosi dal dolore.
- Incapace! - strill la regina. - Finalmente l'abbiamo in pugno e voi ve lo lasciate scappare!
Volpo si sforz di prendere fiato per parlare e disse con voce strozzata: - Purtroppo pare che il ragazzo abbia uno spirito guida, una fauna protettrice. Ma adesso che  qui a Doransk non potr sfuggirci. E dato che la sua fatina non lo abbandona mai, quando cattureremo lui, cattureremo anche lei.
Magda lo liber dalla morsa del serpente di fuoco.
Volpo emise un sospiro di sollievo e riprese a parlare normalmente. - Lo cattureremo e lo terremo prigioniero fino alla vigilia del solstizio d'inverno. Allora potrete togliergli la fatina e senza di lei il ragazzo morir
- E il mio potere sar completo?
- S, Vostra Maest. Il vostro potere sar al culmine e potremo procedere indisturbati con il piano di espansione.
- Spero per te che sia cos - disse Magda. - Se quella fatina riesce a fuggire, il mio futuro rischia di essere compromesso. E sarai tu a pagarne le conseguenze.
Sguinzaglia i lupi per tutta la citt. Voglio che la ricerca continui giorno e notte!
Volpo si rimise in sesto e mand un lungo fischio cupo. Immediatamente, la sala si riemp di scure sagome ululanti. Poi, le porte si spalancarono e una moltitudine di belve feroci si rivers fuori con la furia devastatrice di un uragano.

Zak e Anneka erano in attesa sull'uscio della loro baracca.
Un rumore di passi riecheggi sul viale principale.
I bambini stavano rientrando a casa dalla festa, scortati dai demoni. L'espressione dei loro volti era seria e solenne mentre marciavano in file ordinate, in perfetto silenzio. Nessuno rideva, saltellava o strattonava il compagno. Johan era in testa al gruppo. Il suo viso non lasciava trapelare nessuna emozione.
I suoi genitori gli andarono incontro. - Ti sei divertito?
- chiese Rosa.
- S, mamma - rispose Johan in tono compassato.
-  stata davvero una bella festa. La regina Magda  una splendida e magnifica sovrana.
Rosa e Kristoff si scambiarono un'occhiata e ripresero il figlio con s.
- Che ne dici di finire la partita a scacchi che abbiamo lasciato in sospeso? - propose Kristoff. - Oppure, se sei stanco, potremo leggere qualche fiaba.
Johan rivolse a suo padre uno sguardo sdegnato.
- No, pap. Non mi interessano pi le favole per bambini.
- Allora ti andrebbe una partita a carte? - chiese Kristoff speranzoso.
- No, grazie. Vorrei dedicarmi allo studio dei documenti ufficiali di Doransk - rispose Johan mostrando un volume rilegato in pelle rossa. Tutti i bambini portavano lo stesso libro sottobraccio, oltre alla bambola della regina Magda, che maneggiavano con molto riguardo.
Kristoff sbianc in viso e cinse con un braccio le spalle di Johan. Dopodich la famigliola si avvi verso casa.
- Non riesco a crederci - disse Anneka guardandoli allontanarsi. -  la scena pi triste a cui mi sia mai capitato di assistere.
- Gi - concord Zak. - Hanno mandato il loro figlio al castello e adesso si ritrovano in casa un estraneo. Ma dov' Nickolai?
I due ragazzi allungarono il collo per sbirciare nel gruppo di bambini che sfilava davanti a loro.
Ma di Nickolai nessuna traccia.
Sopraggiunse uno squadrone di demoni, accompagnato da uno sferragliare di catene e lucchetti.
- Le misure di sicurezza sono state raddoppiate! A partire da questo momento vige il coprifuoco! - ringhiarono. - Un pericoloso criminale  a piede libero!
Zak e Anneka si guardarono, allibiti. Anneka non pot fare a meno di sorridere. -  scappato! - mormor, incredula.

Nickolai riapr gli occhi e si ritrov immerso nell'oscurit, appena attenuata da un livido bagliore.
Tutto dolorante, si tir su a sedere guardandosi intorno.
Era in un luogo freddo, umido e gelido. Rabbrivid.
A parte un lento gocciolio regolare, regnava un silenzio di tomba.
Uno squittio e un lampo di luce annunciarono la comparsa di Elvina, che prese a svolazzargli davanti, illuminando l'ambiente. Nickolai scorse davanti a s una lunga galleria. Che razza di posto era quello? Era intrappolato l sotto, senza possibilit di scampo e senza i suoi amici, che probabilmente gli avevano voltato le spalle.
All'improvviso, si accorse di avere qualcosa in tasca.
Infil la mano ed estrasse un ciondolo appeso a un laccio di cuoio. Nickolai osserv l'oggetto alla luce diffusa da Elvina. Era il talismano di Zak. Doveva averglielo fatto scivolare in tasca di nascosto. Per proteggerlo.
Si sent assalire dal rimorso. Nonostante tutto, i suoi amici si preoccupavano per lui. Esamin con attenzione la rudimentale figurina, con la sua mostruosa faccia verde, i terribili occhi scuri e il ghigno raccapricciante. C'era qualcosa di familiare in quella maschera. Dove l'aveva gi vista?
Poi, di colpo, se ne ricord. Era la stessa, orribile immagine che gli era apparsa davanti agli occhi il giorno della processione, la prima volta che aveva visto Magda. In qualche modo, la saggezza inuit di Zak gli aveva suggerito la verit.
Nickolai sent un brivido corrergli lungo la schiena.
Ora era tutto chiaro. Quella era la vera natura di Magda: dietro la maschera ammaliante si nascondeva una creatura mostruosa.
A un tratto, Elvina si infil nella galleria, invitandolo a seguirla. Nickolai si rialz tutto indolenzito e le and dietro, zoppicando leggermente, il corpo coperto di lividi ed escoriazioni. Elvina lo condusse attraverso un dedalo di gallerie, fermandosi ogni tanto ad aspettarlo e a incitarlo. Era un vero e proprio labirinto sotterraneo, completamente ghiacciato, che sembrava estendersi all'infinito sotto la citt.
Finalmente, sbucarono in una ampia caverna dalle pareti ornate di stalattiti e stalagmiti, disseminata di strane formazioni rocciose e di grossi blocchi rettangolari ricoperti di ghiaccioli. In un angolo si ergeva una sagoma squadrata e rialzata rispetto al resto dell'ambiente. Un profondo squarcio si apriva nel pavimento, con mucchi di carbone sparpagliati tutt'intorno.
Nickolai osserv quella scena desolata.
E adesso? Che cosa avrebbe fatto? Era solo, intrappolato per sempre in quel luogo inospitale. Avvert una stretta al cuore e lo assal una profonda disperazione.
Si accasci contro una di quelle statue di ghiaccio.
-  tutto inutile, non  cos Elvina? - mormor.
- Non trover mai il reame degli elfi. Non sapr mai chi era la mia famiglia.
Elvina, intanto, continuava a muoversi avanti e indietro, svolazzando con insistenza intorno alle bizzarre formazioni rocciose e mandando strilletti ripetuti.
Ma Nickolai era troppo avvilito per accorgersi che la fatina stava cercando di dirgli qualcosa.

Capitolo 14
UN CLIMA DI TERRORE
La citt d'oro era in subbuglio. Squadroni di demoni ne perlustravano ogni angolo, setacciando casa per casa, agli ordini di Goblin e Doblin. Le statue scrutavano tutt'intorno, pi vigili che mai, e i lupi scorrazzavano giorno e notte per le strade, puntando ovunque i loro gialli occhi indagatori.
Le mura cittadine erano tappezzate di manifesti con il ritratto di Nickolai e la scritta:
RICERCATO PERICOLOSO CRIMINALE!
RICOMPENSA DI MILLE BAIOCCHI D'ORO Il sistema di altoparlanti diffondeva in continuazione proclami e notiziari, invitando la popolazione a notificare immediatamente alle autorit l'avvistamento di un ragazzo dalle orecchie a punta, i capelli biondi e un giaccone rosso dotato di cappuccio.
Ben presto, si cre un'atmosfera di diffidenza generale.
Tutti sospettavano di tutti e, allettati dalla ricompensa, non si facevano scrupoli a denunciare vicini e parenti. I bambini venivano incoraggiati a spiare i propri genitori o chiunque tra i loro famigliari risultasse sospetto. Magda stava mettendo i cittadini di Doransk gli uni contro gli altri.
Giok, Lotta, Louisa, Zak e Anneka erano stati immediatamente portati al centro di detenzione, quali principali sospetti. Volpo li aveva sottoposti a interrogatori interminabili, ipnotizzandoli con il suo sguardo magnetico, ma non aveva cavato un ragno dal buco. Alla fine, erano stati rilasciati e messi agli arresti domiciliari.
Dopo due settimane di ricerche, non solo Nickolai non era stato ritrovato, ma nessuno sembrava avere notizie di lui.
Magda, fuori di s dalla rabbia, continuava a misurare a grandi passi la sala del trono, affiancata da un Volpo sempre pi inquieto. - Dobbiamo fare qualcosa!
- sibil la regina Magda. - Cos non basta!
Volpo sobbalz, terrorizzato, aspettandosi un'altra delle sue violente sfuriate. Ma, fortunatamente, fu risparmiato. Magda aveva bisogno del suo cervello.
- Non pu fuggire, Vostra Maest - disse nervosamente, nel tentativo di rabbonirla. - La citt non ha vie d'uscita.
- E il labirinto sotterraneo?
Volpo si strinse nelle spalle e allarg le braccia ossute. -  escluso che riesca a entrare.  un luogo assolutamente impenetrabile. Soltanto voi potete accedervi.
- Ma da qualche parte si  nascosto! Avete interrogato le persone con cui viveva?
- Naturalmente, Vostra Maest. Le abbiamo torchiate a dovere. Purtroppo non hanno la minima idea di dove possa trovarsi il ragazzo.
- Ne sei proprio sicuro? I bambini hanno gi partecipato a una delle feste di benvenuto?
- Non lo so, Maest. Ma posso scoprirlo.
Magda continu a passeggiare avanti e indietro, chiudendosi stizzita il mantello con le lunghe dita dalle unghie laccate di rosso. - Come possiamo indurre la popolazione a collaborare? Abbiamo offerto loro un mucchio di denaro. Con che altro possiamo allettarli?
Volpo riflett per alcuni istanti prima che un sorriso malefico si disegnasse sul suo volto da lupo.
- Ho escogitato un sistema perfetto, Vostra Maest!
Dato che non abbiamo ottenuto risultati con le buone, tenteremo con le cattive. Li convinceremo a collaborare con la paura! -. Infervorato dalle proprie parole, Volpo cominci a passeggiare avanti e indietro, con gli occhi che brillavano. - Quel che ci vuole  una bella campagna di terrore. Naturalmente penser io a tutto, Vostra Maest.
- Parlami di questo tuo progetto - disse Magda, interessata.
Volpo estrasse un piccolo megafono d'oro da sotto il mantello e lo porse a Magda. - Non dovete far altro che ripetere le mie parole, Maest.

Se non fosse stato per Elvina, Nickolai si sarebbe perso in quell'intricato labirinto sotterraneo. Nonostante lo avesse accuratamente razionato, ormai aveva esaurito il cibo di cui aveva fatto incetta alla festa e i morsi della fame cominciavano a farsi sentire.
Per fortuna, la sua giubba rossa, sempre misteriosamente intatta, lo proteggeva dal freddo.
Nella sua testa si agitavano mille domande. C'era qualche possibilit di fermare la mostruosa regina Magda? Se lui e Magda appartenevano alla stessa razza, perch lei ce l'aveva tanto con lui? Com'era riuscita a ottenere il suo potere? E che cos'era quello strano posto in cui si trovava?
Pass ore a interrogarsi sulla natura di quelle enigmatiche formazioni rocciose da cui era circondato.
Ma, pi le osservava, e pi gli sembravano pietre senza vita. Si dedic a esplorare il labirinto e ne disegn una mappa sulle pareti della caverna principale.
Dopo un po', dall'alto cominciarono a provenire dei suoni terribili: pesanti passi di marcia, urla e proclami diffusi dagli altoparlanti. Perfino da l sotto si avvertiva il clima di terrore che si stava diffondendo in citt. Nickolai inizi a sospettare che a Doransk stesse succedendo qualcosa di spaventoso.
E che lui ne fosse la causa. I demoni lo stavano cercando dappertutto e gente innocente ne pagava le conseguenze!
- Non posso permettere una cosa del genere, Elvina
- confid alla fatina, in preda all'angoscia.
- Devo fare qualcosa!
Elvina annu con forza e si mise a svolazzare, disegnando piccoli cerchi in aria e indicando con insistenza verso l'alto.
- Mi stai dicendo che devo trovare i miei amici?
Elvina annu.
- Ma come faccio a uscire da qui?
Elvina saett verso il suo orecchio e gli diede un brusco strattone.
- Dovrei... squarciare la terra? Come  successo prima?
Elvina squitt e annu di nuovo.
Nickolai riflett un attimo. - Ma come faccio a sapere qual  il punto giusto?
Elvina sospir, esasperata, ed emise un trillo di impazienza. Poi si infil in una galleria e lo invit a seguirla.

A mezzanotte, Finn fece irruzione nella baracca numero ventuno con una squadra di demoni.
- Siete in arresto!
Il fascio di una torcia invest le persone addormentate sui loro pagliericci. Tutti quanti si tirarono su di scatto, insonnoliti, schermandosi gli occhi con la mano.
C'era un'aria di minaccia nel tronfio incedere di Finn. Indossava stivali dalla punta d'acciaio e una nuova targhetta era appuntata sulla divisa nera fiammante. I suoi occhi tradivano l'ebbrezza del potere, mentre faceva risuonare compiaciuto i tacchi sull'assito.
- Sono qui in qualit di capo della sorveglianza dell'accampamento undici - annunci, tutto gongolante, apprestandosi a leggere un comunicato.
- In base ai poteri conferitimi dagli ordini supremi di Sua Maest, la regina Magda, in ottemperanza alle nuove disposizioni relative all'ordine pubblico, vi dichiaro in arresto con l'accusa di alto tradimento e complicit con il nemico pubblico numero uno di questa citt, il malefico elfo, colpevole di ordire un complotto per rovesciare il governo della regina Magda e attentare cos alla pace, armonia e stabilit del nostro glorioso regno! - berci in tono devoto. - Sono pertanto autorizzato a prelevare tutti i bambini presenti per sottoporli a un rigoroso interrogatorio. A questo scopo, saranno trattenuti a tempo indeterminato nel centro di detenzione giovanile di Doransk.
- No! - url Lotta, stringendosi al petto Louisa.
- Voi due siete sospettati - prosegu Finn rivolgendo uno sguardo freddo a Zak e Anneka - per aver rifiutato l'invito della nostra graziosa e magnifica regina a partecipare alla speciale festa di benvenuto, organizzata appositamente in onore dei giovani cittadini di Doransk. Il vostro atteggiamento  ritenuto offensivo e contrario a un sano spirito civico.
Segu un silenzio teso mentre adulti e bambini si scambiavano occhiate significative. - Te l'avevo detto che dovevate andare - bisbigli Lotta. - Adesso guarda in che razza di pasticci ci troviamo.
- Tuttavia, se decidete di cambiare idea e di accettare l'invito alla prossima festa, il mandato di arresto verr immediatamente ritirato - concluse Finn
in tono trionfante
Alla fine, Anneka fu costretta a cedere. - E va bene, mamma. Se le cose stanno cos, ci andremo. Non abbiamo altra scelta.

Nickolai aveva seguito Elvina per un lungo tratto, senza perdere d'occhio un istante la sua guida luminosa.
Avevano percorso un reticolo di gallerie senza fine, tortuosi cunicoli e vaste caverne che comunicavano l'una con l'altra come in un gioco di scatole cinesi. A volte aveva l'impressione di girare in tondo e iniziava a pensare che Elvina si fosse persa. Forse doveva rassegnarsi all'idea di rimanere prigioniero per sempre in quel labirinto e trasformarsi a poco a poco in una statua di ghiaccio.
A un tratto, Elvina si ferm e cominci a indicare con insistenza un punto nel soffitto.
Era giunto il momento per Nickolai di mettere alla prova i suoi poteri. Cerc di non pensare a quello che sarebbe successo in caso di fallimento e si prepar a trovare la giusta concentrazione. Fece un respiro profondo e chiam a raccolta tutte le sue forze per tentare di aprire uno squarcio nella roccia.
All'inizio non successe niente. Non funziona, non funziona! Scroll la testa per scacciare i dubbi e ritent, rimanendo perfettamente immobile.
A poco a poco, cominci ad avvertire una forza impetuosa montare dal centro della Terra e avvolgerlo come una corrente oceanica. Si rilass e la sua mente si apr, lasciandola fluire lentamente dentro di lui, caricandolo di un'energia soprannaturale.
Era una sensazione indescrivibile: da una parte si sentiva onnipotente, e dall'altra completamente in balia di una volont superiore.
Le sue orecchie iniziarono ad agitarsi. No! Ferme!
Devo essere io a dare l'ordine di muovervi!
Strinse i denti e fece uno sforzo sovrumano per dominarle.
Doveva riuscire a mantenere un perfetto controllo se non voleva che la comunicazione con la forza magica si interrompesse. Quando finalmente sent di esserci riuscito, cominci a comandarle dall'interno, muovendole come fossero delle leve, sforzandosi di raccogliere in s tutta la forza necessaria prima di incanalarla all'esterno.
Il cuore gli balz nel petto.
Dalle profondit della Terra riecheggi un rombo cupo. Il suolo cominci a tremare, sempre pi forte, fino a scuotere le pareti circostanti. Nickolai sent crescere dentro di s come un'onda che lo raggiunse al cervello. Si concentr con tutto se stesso e indirizz la forza verso il punto che Elvina gli stava indicando.
Ci fu uno spaventoso scricchiolio... e nella parete di roccia si apr uno squarcio.
Ma grande fu la delusione di Nickolai nel constatare che era troppo stretto per permettergli il passaggio.
Riprese a concentrarsi finch la spaccatura non cominci a scricchiolare, allargandosi a sufficienza, tanto da lasciar filtrare il bagliore della luna artificiale che splendeva in superficie.
Il cupo brontolio cess e tutto ritorn alla calma.
- Ce l'ho fatta! - esclam trionfante Nickolai.
Elvina squitt di gioia e si infil nell'apertura, invitando Nickolai a fare altrettanto. Le pareti erano lisce e scivolose, ma scalarle non sarebbe stato un problema. Lentamente, si arrampic e fece capolino in superficie. Dopo settimane trascorse in sotterranei freddi e bui, l'aria tiepida lo colp con la violenza di una frustata. Era sbucato nella piazza centrale del quartiere, dietro i banconi della cucina.
- Ottimo lavoro, Elvina - si compliment Nickolai. - Hai scelto proprio il punto giusto.
I suoi occhi si posarono su una pagnotta che doveva essere caduta dal bancone. Cibo! Nickolai ci si avvent sopra come un lupo. Era rafferma e sporca di terra, ma non mangiava da giorni e moriva di fame.
Stava per avventurarsi fuori quando ud un rumore di passi. Si nascose dietro i banconi, appena in tempo per assistere al passaggio di uno squadrone di demoni in assetto da guerra. Approfittando del silenzio che segu, Nickolai si ficc in tasca il tozzo di pane e attravers di corsa la piazza, dirigendosi a passi felpati fino alla corsia con il numero
"73".
Appena svoltato l'angolo rimase di sasso.
Sagome scure si aggiravano per i vicoli, rovistando in ogni angolo e fiutando in ogni direzione. Lupi!
Si nascose immediatamente nell'ombra, schiacciandosi contro una parete. Se si accorgevano di lui era spacciato. Aspett immobile, con il cuore in tumulto. I lupi si attardarono, sollevarono le teste e mossero le orecchie, all'erta. Avevano fiutato la sua presenza? Nickolai si irrigid.
Dopo alcuni momenti angosciosi, i lupi si allontanarono lungo il viottolo, sparpagliandosi in varie direzioni. Via libera! Nickolai sgattaiol fino alla baracca numero ventuno e cominci ad armeggiare con dita tremanti attorno al grosso lucchetto che chiudeva la porta. Con l'aiuto di un sasso, avrebbe potuto provare a scassinarlo, ma aveva paura che il rumore avrebbe attirato l'attenzione di tutto il circondario.
Elvina salt fuori dal suo nascondiglio e si diresse verso la finestra sul lato della baracca. Trov una fessura e si intrufol all'interno. Nickolai and ad acquattarsi l sotto, in attesa. Alcuni istanti dopo, apparve la faccia bruna di Zak che si apr in un largo sorriso.
- Nick! - bisbigli.- Sapevo che saresti tornato!
Il viso pallido di Anneka spunt accanto a quello di Zak. Vedendo Nickolai, si copr la bocca con la mano per soffocare un grido di sorpresa.
- Aiutami! - le disse Zak.
Insieme, sollevarono la finestra a ghigliottina in modo da farla scorrere senza il minimo rumore.
Zak scavalc il davanzale e salt gi accanto a Nickolai. Anneka lo raggiunse un attimo dopo.
- Sei arrivato appena in tempo - disse Anneka.
- Domani saremmo stati costretti a partecipare alla festa di benvenuto!
- Mai e poi mai! - esclam Nickolai. - Andiamo, ho trovato un nascondiglio sicuro. L non ci scopriranno.
Seguitemi.
Fecero per andarsene ma si irrigidirono sentendo una vocina alle loro spalle.- Dove andate?
Louisa era affacciata alla finestra.
- Sssh! - sussurr Anneka. - Torna a letto.
- Mi metto a urlare se ve ne andate senza di me - ribatt Louisa, sapendo di tenerli in pugno.
In men che non si dica, Anneka torn sotto la finestra e, con aria rassegnata, aiut la sorellina a saltare gi. - E va bene, signorina. Ma alla prima parola che dici...
I quattro si allontanarono in punta di piedi e raggiunsero il viale principale. - Avanti, seguitemi - bisbigli Nickolai. Ma percorsi alcuni metri, si fermarono di colpo.
Una moltitudine di sagome scure cominci a riversarsi fuori da ogni parte, avanzando verso di loro, mostrando i denti aguzzi e ringhiando minacciosamente.
Gli occhi gialli mandavano bagliori sinistri nell'oscurit. I quattro amici si strinsero insieme, paralizzati dal terrore.
Erano circondati.

Capitolo 15
LA VERIT NASCOSTA
- Non vi muovete! - disse Nickolai, facendosi forza.
Cerc di pensare pi in fretta che poteva. Doveva salvare i suoi amici a tutti i costi. I lupi li avevano accerchiati ed erano pronti a balzare sulla preda. Nickolai fu costretto a ricorrere a un tentativo disperato.
- Vai, Elvina! - bisbigli. Elvina tremava come una foglia sotto la casacca di Nickolai, ma non si mosse. - Ti prego!  la nostra unica speranza! - insist Nickolai.
La fatina trem ancora un po', ma alla fine si decise.
Con un acuto squittio, schizz fuori da sotto la casacca di Nickolai e si mise a svolazzare tra i lupi, creando uno scompiglio generale. Le bestie presero a girarsi da tutte le parti, azzannando l'aria, nel tentativo di afferrarla. Elvina continu a volare lungo il viale, attirandosi dietro l'intero branco. I ragazzi mandarono un sospiro di sollievo ma...
- Ehi! Che cosa succede laggi? - tuon una voce aspra. Goblin e Doblin stavano accorrendo, seguiti da un drappello di demoni. Alla vista dei quattro bambini, un sorriso malizioso si allarg sulla laida faccia di Goblin. Il mostro a due teste si ferm di botto.
Goblin mise una mano sul fianco e inclin la testa di lato. Doblin, per non essere da meno, lo imit.
- Ah! Che scena commovente! Il piccolo elfo  tornato a salvare i suoi amici! -. Il sorriso di Goblin si trasform in una smorfia. - La festa  finita, orridi mocciosi!
- Proprio cos! - conferm Doblin.
Nickolai indietreggi, tirando i suoi amici per un braccio. Ma i demoni li avevano circondati e stavano stringendo minacciosamente il cerchio, agitando le catene. A un tratto, Nickolai si ricord della scena al mercato. Non resistono al cibo! Tir fuori la mezza pagnotta rafferma che aveva in tasca e la gett a terra. Presi in contropiede, i demoni si fermarono di colpo, le bocche sbavanti, come ipnotizzati.
- Non ci pensate neanche! - rugg Goblin.
- No, no! - si un Doblin.
I demoni rivolsero uno sguardo vitreo al loro capo a due teste, ma poi l'ingordigia ebbe la meglio e si gettarono come bestie fameliche sul misero tozzo di pane, in una lotta all'ultimo sangue. Non fu un bello spettacolo.
- Tiratevi su, razza di animali! - sbrait Doblin, facendo schioccare in aria la frusta. Ma i demoni lo ignorarono e continuarono imperterriti ad avventarsi sul cibo.
Nickolai non perse tempo. - Adesso! Alla piazza, presto! - intim ai suoi compagni. Senza farselo ripetere due volte, tutti e quattro si misero a correre a gambe levate, lasciandosi alle spalle i demoni.
Una volta raggiunta la piazza centrale, Nickolai indic agli altri i banconi della cucina. - L dietro! - url facendo strada. Al riparo dei banconi, si fermarono a riprendere fiato.
- E adesso? - chiese Zak, ansimante.
- Conosco un passaggio segreto! - disse Nickolai in un bisbiglio, dirigendosi carponi verso la spaccatura nel terreno.
Gli altri lo seguirono e rimasero di stucco nel vedere la voragine che si apriva sotto di loro.
- Non vorrai mica andare l sotto? - chiese Zak, incredulo.
- Ma  evidente, no? Non essere sciocco! - lo riprese Anneka.
- Gli Inuit non vanno mai sottoterra! - protest Zak.- Solo i morti ci vanno!
Nickolai ebbe un moto di irritazione. - Se non ci andiamo subito, lo diventeremo presto!
Zak continu a fissare la voragine nera, troppo spaventato per muoversi. Alla fine, Nickolai perse la pazienza e gli diede una spinta. Con un urlo di terrore, il ragazzo inuit precipit nelle tenebre a testa in gi.
- Fifone! - comment Anneka. Poi prese in braccio Louisa e si gett nell'abisso senza un attimo di esitazione.
- luhuuuuuuuuuuu! - strill Louisa mentre scendevano a tutta velocit lungo quello scivolo naturale.
Nickolai si guard intorno, in cerca di Elvina. Dov'era finita? Non poteva abbandonarla! Con suo grande sollievo, la fatina apparve come un fulmine e si tuff sotto la sua casacca. Un attimo dopo, Nickolai salt nel crepaccio, proprio mentre schiere di demoni e lupi si riversavano da tutte le parti nella piazza.
Mentre scivolava gi, Nickolai si concentr intensamente.
Con un sonoro scricchiolio, la voragine si richiuse senza lasciare traccia sulla superficie.

- Quindi l'avete vista? Quella creatura  qui? - esclam Magda trafiggendo Volpo con lo sguardo.
- S - mormor Volpo, scostandosi dal trono e facendosi piccolo piccolo. - I miei lupi le hanno dato la caccia, ma  riuscita a fuggire. Le fatine sono esseri sfuggenti.
- E il ragazzo elfo? - chiese Magda.
- Volpo, Goblin e Doblin si prostrarono davanti a lei. - ... con... gli altri bambini, Maest! - biascic Goblin, senza guardare Magda negli occhi.
- Quali altri bambini? - sibil Magda in tono minaccioso.
- Quelli che sono scappati con lui, Maest - spieg Doblin. - Il fatto  che i demoni non hanno resistit...
ummmH!
Goblin gli aveva tappato la bocca con la mano.
Sorrise nervosamente a Magda. - Non fate caso al mio collaboratore, Maest.  solo un povero sciocco.
Magda cominci a ribollire di rabbia, come un vulcano che sta per eruttare. - Ve lo siete lasciati sfuggire un'altra volta! - url, con una tale violenza da mandare in mille pezzi l'immenso lampadario di cristallo che pendeva dal soffitto.
Volpo indietreggi, atterrito. - Lo ritroveremo, MMaest
- balbett.- Far intensificare le ricerche!
I muscoli del collo di Magda erano tesi come corde di violino. Scagli un fulmine che colp Volpo, Doblin e Goblin, mandandoli a gambe all'aria.
Poi, scese dal trono e si avvicin facendo scricchiolare i frammenti di vetro del lampadario. - Se non lo trovate subito, sapete che cosa vi aspetta! - tuon puntando il dito in basso. Dalle viscere della Terra provenne un rombo che fece fremere di terrore i suoi servitori.

Avevano allestito un piccolo fuoco, ammucchiando i pezzi di carbone disseminati per la caverna, e si erano raccolti intorno al gradevole tepore delle fiamme. Nickolai aveva appena finito di raccontare ai suoi amici quello che era successo al castello.
Zak e Anneka erano allibiti. Un pallore mortale era sceso sul volto di Anneka. Fiss il fuoco per alcuni istanti e chiuse gli occhi, nel tentativo di scacciare dalla mente quelle immagini terribili.
- Non posso credere che qualcuno sia tanto crudele
- disse infine. - Pensavo che si limitasse a ipnotizzare le sue vittime.
- No, purtroppo  molto peggio - replic Nickolai, deglutendo a fatica. - Lei non ipnotizza i bambini, li deruba della loro infanzia. Per questo si comportano come piccoli adulti. Non so se potranno mai tornare come prima.
Zak rabbrivid e Anneka guard la sua sorellina, semiaddormentata tra le sue braccia come un angioletto.
- Preferirei morire piuttosto che lasciarle fare una cosa del genere a Louisa - bisbigli Anneka in tono deciso. - Sono contenta che sia venuta con noi - disse stringendosela al petto.
Zak, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, cominci a intonare delle formule magiche per scacciare gli spiriti maligni. Si port la mano al collo per stringere il suo amuleto, ma non trovandolo fu preso dal panico. Allora Nickolai lo tir fuori dalla tasca e glielo depose con cautela sul palmo.
- Questo  lo spirito maligno di cui ho avvertito la presenza. Questo  il vero aspetto della regina Magda. La sua bellezza  soltanto un'illusione, una maschera. Si mantiene giovane e bella succhiando la linfa vitale dei bambini, come un vampiro.
Anneka e Nickolai annuirono gravemente, ancora increduli di fronte a quella spaventosa scoperta.
- Grazie per avermi prestato il tuo amuleto, Zak - disse Nickolai. - Mi ha fatto capire che ci tenevate ancora a me. E mi ha aiutato a scoprire la verit.
Anneka stava fissando Nickolai con un'espressione perplessa. - Ehi, aspetta un attimo! Come mai su di te non ha fatto effetto? Tu non sei cambiato.
Sei rimasto il solito Nickolai.
Nickolai si strinse nelle spalle. - Me lo sono chiesto anch'io. E non so darmi una risposta. Forse dipende dal fatto che sono un elfo. Oppure qualcosa mi ha protetto.
Elvina, che era rimasta seduta sulla spalla di Nickolai a lisciarsi le ali, mand uno squittio indignato e cominci a ronzargli intorno alla testa con una certa irritazione. Ma Nickolai non le fece caso, assorto com'era nei propri pensieri.
- Vorrei non essere mai nato... - mugugn fissando il fuoco. Aveva desiderato tanto conoscere le proprie origini. E che cosa aveva scoperto? L'idea di appartenere alla stessa stirpe di Magda gli dava la nausea. Meglio morto che essere come lei...
Anneka gli pos una mano sulla spalla. - Ehi, non dirlo nemmeno per scherzo!
Nickolai si strinse per bene il cappuccio intorno alla testa. - Non ti fa orrore starmi vicino? Sono anch'io un mostro come lei! Appartengo alla sua stessa razza!
- Non dire sciocchezze! - esclam Zak. - Soltanto lei  un mostro. Tutte le storie sugli elfi che ci hanno raccontato sono falsit. Magda manipola la realt a proprio piacimento.
Ma Nickolai non riusciva a consolarsi. - Non sapr mai chi era mia madre, la mia famiglia, la mia gente - mormor, in preda allo sconforto. - Speravo davvero che qui avrei trovato tutte le risposte.
Zak gli diede un'affettuosa pacca sulla schiena.
- Ascolta, amico, ti rimaniamo sempre noi. E adesso smettila di commiserarti e comincia a pensare a come possiamo fare per sopravvivere quaggi. O hai intenzione di continuare a piagnucolare come una foca ferita? Non sei il solo, sai, a essere nei guai.
Nickolai prov una grande vergogna. Zak aveva ragione. Doveva pensare prima di tutto agli altri. Tutt'a un tratto si rianim e un lampo di determinazione accese il suo sguardo.
- Dobbiamo salvare gli altri bambini! Se non sono riuscito a trovare la mia famiglia, almeno posso aiutare quelle degli altri!
-  un gesto molto nobile da parte tua, Nick. Ma in che modo possiamo aiutarli? - chiese Anneka, animata dal solito spirito pratico.
- Li metteremo in guardia! - rispose lui, infervorandosi. - Convinceremo gli adulti a non mandare i propri figli alle feste di Magda!
Zak fece una smorfia scettica. - E credi che ci daranno ascolto? Siamo solo dei bambini e tu sei il criminale pi ricercato di Doransk.
Nickolai tacque per alcuni istanti.
- Perch invece non fuggiamo da questo posto e ce ne andiamo pi a sud? - propose Zak.- Almeno potremo fermare l'esodo verso Doransk.
- Scherzi? Non ho nessuna intenzione di abbandonare i miei genitori! - obiett Anneka. - Per te  diverso, tu non hai niente che ti trattenga qui.
Zak guard Nickolai. - Lo stesso vale per te, Nick.
Nemmeno tu hai un motivo per restare. Andiamocene a sud, poi decideremo il da farsi.
- Neanche per idea! - protest Nickolai, balzando in piedi a pugni stretti. - Io di qui non mi muovo.
- Ammettilo, Nick - disse Zak in tono paziente.
- Non hai speranze di ritrovare la tua famiglia.
- Non  ancora detto! - replic Nickolai. - E comunque non posso piantare in asso questa gente, lo capisci? Non posso lasciare tutti quei bambini alla merc di quella... - cerc la parola giusta - ...di quel mostro.
Zak si chiuse in un silenzio imbronciato. Per un po', rimasero tutti e tre a fissare il fuoco e meditare
sulla loro triste sorte
Poi, Anneka prese in mano la situazione. - Beh, procediamo con ordine. Per il momento, qui sotto saremo al sicuro, finch non escogitiamo un piano.
Ma per prima cosa dobbiamo procurarci del cibo.

Capitolo 16
SALVATAGGIO
La luce del giorno era cos intensa da dare alla testa. Nickolai sbatt le palpebre e socchiuse gli occhi, fischiando di soddisfazione. Elvina lo aveva guidato di nuovo alla perfezione, facendolo sbucare in una stradina non lontano dalla piazza del mercato.
In fondo, scorgeva la solita animazione tra le bancarelle colorate e udiva gli strilli concitati dei venditori.
Nickolai si iss fuori dalla spaccatura nel terreno e si fece di lato per lasciare spazio a Zak.
- Per tutti gli orsi bianchi! - protest l'amico, completamente fuori di s. - Prima mi costringi a seguirti in un dedalo infinito di gallerie, poi fai tremare la terra come se fosse la fine del mondo e mi fai arrampicare per ore su una parete praticamente verticale! Si pu sapere per chi mi hai preso?
- Sssh! - lo zitt Nickolai, scrutandosi attorno guardingo. Nessun lupo in vista. A un suo rapido movimento delle orecchie, la crepa si richiuse con un lieve stridio. Zak rimase a fissare la superficie liscia dove fino a un attimo prima si apriva un profondo squarcio.
- Per tutte le balene! Vorrei saperlo fare anch'io!
Nickolai gli fece l'occhiolino. - Non  poi cos difficile!
Si calc il cappuccio sulle orecchie e cominci ad avanzare a grandi falcate verso il mercato, seguito da Zak. Giunti in fondo alla strada, si fermarono a sbirciare dietro l'angolo.
Le merci esposte occupavano entrambi i lati delle stradine strette. Zak tir Nickolai per un braccio e gli indic una bancarella. - Ecco quello che ci serve!
Proprio davanti a loro erano esposti fantasiosi abiti colorati e riccamente decorati: maschere sfavillanti, sfarzose toilette da gran dama, abiti da cortigiano con ampi mantelli e copricapi piumati, costumi da giullare, con cappelli a tre punte e babbucce arricciate, di tutti i colori possibili e immaginabili. I due ragazzi sgattaiolarono svelti sotto la bancarella.
Dieci minuti dopo, due allegri giullari mascherati si mescolavano alla folla che sciamava per il mercato.
La quantit di paccottiglia esposta era strabiliante: merletti, rasi, nastri e decorazioni di ogni genere, collane e orecchini appariscenti e poi quadri di poco valore, specchi dalle cornici dorate, pesanti calici di bronzo, vasi grossolani, bicchieri in finto cristallo e vassoi di argentone. Non c'erano giocattoli, tranne le bambole Regina Magda, che venivano vendute insieme agli altri gadget ufficiali della citt di Doransk, come bandiere, vassoi commemorativi, tazze, poster, statuine con stampata sopra l'immagine della regina. Del resto, a che cosa servono i giocattoli in un luogo dove l'infanzia non esiste?
Una vicina statua d'oro di Magda diffuse un proclama:
- Allarme rosso! Tutta la cittadinanza  invitata a stare all'erta! Il malvagio elfo  in circolazione! - annunci la voce gracchiante. -  un individuo estremamente pericoloso! Chiunque avvisti un ragazzo sui dodici anni, con le orecchie a punta e vestito di una giubba rossa  invitato ad avvisare immediatamente le forze di polizia pi vicine! Non avvicinatevi per nessun motivo! Ripeto, si tratta di un individuo estremamente pericoloso. Sono scomparsi altri tre bambini dall'accampamento undici e abbiamo motivo di ritenere che siano complici dell'elfo. Questi bambini rappresentano un pericolo e una minaccia per il nostro glorioso regno.  prevista una ricompensa di diecimila baiocchi per chiunque sar in grado di fornire informazioni utili alla loro cattura. Ringrazio in anticipo i miei fedeli sudditi per la collaborazione.
L'annuncio termin con un maldestro rumore metallico. Nickolai prov dapprima un moto di indignazione per l'enorme ingiustizia di cui era vittima, ma ben presto lo sdegno lasci il posto a un senso crescente di panico. Era un ricercato! Gli stavano dando la caccia! Questo significava che d'ora in poi avrebbe dovuto ricorrere a un travestimento ogni volta che si avventurava in superficie.
Sent Zak tirarlo con insistenza per la manica. Un demone stava affiggendo un manifesto su un muro con i loro ritratti sommariamente abbozzati. L'annuncio sottostante recitava a caratteri cubitali:
IL RAGAZZO ELFO E i SUOI COMPLICI
E pi sotto:
RICOMPENSA DI DIECIMILA BAIOCCHI D'ORO
- Chi l'avrebbe mai immaginato? - commentarono due donne. - Cos giovani e gi sulla via del crimine.
Dove andremo a finire di questo passo?
Nickolai dovette fare uno sforzo tremendo per non urlare loro in faccia la verit. Avvicinandosi al settore alimentare, vennero avvolti da deliziosi aromi. Nickolai sent brontolare lo stomaco e si rese conto di essere affamato. Le bancarelle straripavano di frutta fresca, pasticci di carne, selvaggina, polli arrosto e montagne di formaggio. I due amici si infilarono sotto un banco e si fecero strada al coperto, sgraffignando vettovaglie qui e l senza farsi vedere. Stavano esaminando il loro bottino (due polli, una bella fetta di formaggio, una cesta di mele e qualche pezzo di legna da ardere) quando udirono una voce familiare.
- Avanti, gente fortunata! Da questa parte! Siete pregati di non spingere!
Zak e Nickolai sbirciarono da sotto il telo che copriva la bancarella e videro Goblin e Doblin scortare un gruppo di pellegrini attraverso la piazza del mercato. I nuovi arrivati avevano un'aria stravolta, ma i loro visi erano accesi di speranza. I bambini si guardavano intorno con gli occhi spalancati. Un giocoliere si esib in un numero strabiliante con delle palle colorate e si avvicin a dare un buffetto a uno di loro, ridendo sguaiatamente. - Allora, che ve ne pare? Se volete, vi mostrer altri giochi! Siete tutti invitati alla festa di benvenuto della regina Magda! Ci sar da bere, da mangiare e da divertirsi! Vi aspettiamo domani alle sei al castello! Non mancate!
- Sii ragionevole! Come pensi di riuscire a far sparire una massa di bambini in pieno giorno senza farti scoprire? - disse Anneka, con la bocca piena di formaggio.
- E per di pi scortati da feroci demoni - aggiunse Zak.
- Tanto per cominciare, non sar in pieno giorno, ma alle sei del pomeriggio - replic seccamente Nickolai.
- In ogni caso, ci sar ancora luce.
Anneka, Nickolai e Zak stavano godendosi il frutto della scorribanda, rifocillandosi davanti a un bel fuoco scoppiettante.
- Io voglio andare alla festa! - piagnucol Louisa.
- Perch non mi lasciate andare insieme agli altri bambini?
- Toglitelo dalla testa! - tagli corto Anneka.
- Vuoi essere trasformata in una piccola adulta?
Louisa mise il broncio e non disse altro. Nickolai si alz in piedi, sgranocchiando una coscia di pollo con l'aria assorta. Come poteva convincere i suoi amici ad assecondare il piano che aveva accuratamente elaborato?
-  troppo azzardato. Rischiamo di farci catturare.
Nickolai gett a terra i resti della sua coscia di pollo in uno scatto d'ira. - Dobbiamo correre questo rischio! Non posso permettere che succeda di nuovo! Sareste stati contenti se avessi lasciato che capitasse a voi?
Anneka guard da un'altra parte e Zak si mise a fissare i lacci dei suoi stivali.
- No, naturalmente - mormor Anneka.
- Quindi dobbiamo tentare di salvarli a ogni costo.
Se falliamo... - Nickolai rivolse ai suoi amici uno sguardo plumbeo - ...l'infanzia sar cancellata per sempre dalla loro memoria. E noi rimarremmo gli unici bambini al mondo, condannati a morire di fame in questo posto.  questo che volete?
Zak e Anneka scossero lentamente la testa.
Nickolai batt le mani in segno di vittoria. - Bene!
L'operazione di salvataggio avr inizio domani al tramonto!
Nickolai e Zak, con indosso i loro costumi da giullare, erano appostati all'angolo di una delle stradine laterali del viale che portava al castello. La strada era immersa nella luce ambrata del sole calante e non c'erano molte persone in circolazione.
Un rumore di passi e il suono di aspre voci familiari li avvisarono dell'avvicinarsi della processione.
- Muovetevi, banda di marmocchi! La regina vi sta aspettando!
Goblin e Doblin erano a capo di un corteo di bambini di tutte le et, accompagnati da una moltitudine saltellante di giullari e saltimbanchi. Nickolai attese che il gruppo sfilasse davanti a loro. Poi raccolse le forze e bisbigli a Zak: - Adesso!
Con un balzo, si unirono alla coda del corteo, esibendosi in una serie di capriole e salti mortali. Nickolai fece qualche gioco di destrezza e i bambini si fermarono ad ammirare a bocca aperta.
- Avanti! Non rimanete indietro! - li incit Nickolai spingendoli nella stradina laterale, dove Anneka e Louisa li aspettavano sorridenti accanto alla spaccatura nel terreno.
- Da questa parte!  una scorciatoia! - disse Anneka in tono incoraggiante.
- Per la festa! - cinguett Louisa.
Nickolai e Zak imboccarono il vicolo tra frizzi e lazzi, invitando i bambini a seguirli.
- Siete sicuri che sia la strada giusta? - chiese un robusto ragazzino di circa sette anni, con una zazzera bionda.
- Certamente! Su, sbrigatevi o farete tardi!
Nickolai e Zak continuarono a precedere il gruppo di bambini intrattenendoli con mille trucchi, finch non li ebbero convinti a seguirli in fondo al vicolo.
Erano dodici in tutto.
In quel momento, risuonarono le urla concitate dei demoni. Si erano accorti della loro assenza!
- Ora! - ordin Nickolai. Aiutato da Zak, spinse uno dopo l'altro i bambini dentro la voragine. Le loro grida vennero inghiottite dall'oscurit, mentre precipitavano nel vuoto.
Nickolai guard i bambini stretti intorno al fuoco, in preda all'esasperazione. Nei loro occhi si leggeva una profonda diffidenza. Mosse le orecchie con irritazione, sentendo venir meno la pazienza.
Perch non volevano ascoltarlo? Perch si rifiutavano di credere alle sue parole? Non capivano il rischio che avevano corso?
Il ragazzino biondo lo guardava con astio. - Non ti credo! - disse seccamente. - Mia madre mi ha detto che la regina Magda  buona e gentile e adora i bambini.
- Sciocchezze! Tua madre non capisce un fico secco! Come tutti gli adulti! - sbott Zak. - Si  bevuta tutte quelle frottole e ha abboccato all'amo come un merluzzo!
- Voi siete dei pericolosi criminali! - intervenne una ragazzina di una decina d'anni con un'aria da saputella. - La citt intera  tappezzata di manifesti con le vostre facce! Tu sei un malvagio elfo - disse rivolta a Nickolai. - Il tuo popolo ha cercato di spodestare la nostra regina! Sei una minaccia per il nostro regno e ti denunceremo non appena saremo fuori di qui!
Nickolai fece uno sforzo sovrumano per controllarsi.
-  tutto un mucchio di fandonie! Siete degli sciocchi se credete a quelle storie! La vera cattiva  Magda! E comunque non potete andarvene da qui senza il mio aiuto - aggiunse freddamente. - Io sono il solo a conoscere le vie d'uscita in superficie.
Se provate a scappare, finireste con il perdervi nel labirinto di gallerie. E fareste una brutta fine!
A queste parole, i bambini ammutolirono. Nickolai scrut le loro facce, dandogli il tempo di rendersi conto della situazione.
- Io penso che abbia ragione - disse a un certo punto una ragazzina di circa undici anni, dal viso franco e aperto. - Non dovremo credere a tutto quello che ci viene detto. Non avete notato lo strano comportamento dei bambini? Quelli che sono stati al castello non vogliono pi giocare!
Gli altri sembrarono riflettere sulle sue osservazioni e Nickolai cominci a intravedere un barlume di speranza.
- Io sono contenta di aver evitato di finire cos - concluse la ragazzina in tono risoluto.
Anneka, Nickolai e Zak sorrisero con gratitudine alla nuova alleata.
- Ma che cosa vuoi che facciamo? - chiese la ragazzina saputella.
- Che vi uniate a noi! - rispose Nickolai in tutta semplicit.
- Ma io voglio tornare dai miei genitori!
- Ritornerete dalle vostre famiglie quando avremo rimesso le cose a posto. Ma prima abbiamo bisogno del vostro aiuto.
- Per fare che cosa? - chiese il ragazzo biondo.
Nickolai trasse un profondo respiro e attacc a illustrare il suo piano per filo e per segno. Come ebbe finito, rivolse uno sguardo trionfante ai presenti.
Ma quelli lo guardarono come se fosse pazzo.
-  un'impresa assurda! - comment la ragazzina saputella. - Non ce la farai mai a sfuggire ai demoni e ai lupi! Senza contare le statue che controllano ogni angolo della citt!
Anneka intervenne in difesa di Nickolai. - Io invece penso che sia un piano molto ingegnoso. E potrebbe essere perfino divertente!
- E dove sarebbe il divertimento? - replic la ragazzina saputella. - A me sembra solo rischioso!
Un attimo dopo, Nickolai avvert un trambusto sotto la casacca. Elvina schizz fuori dal suo petto, agitando freneticamente le ali. Nella luce fioca della caverna sembrava pi luminosa che mai. Squittendo stizzita, come se avesse perso la pazienza, cominci a svolazzare tra i bambini, che osservarono le sue evoluzioni a bocca aperta, mentre Nickolai sorrideva maliziosamente.
- Che cos'? - chiese uno dei bambini con gli occhi sgranati per la meraviglia.
-  una fatina - rispose Nickolai sforzandosi di nascondere una nota di trionfo. - E quando si ha una fatina dalla propria parte, tutto diventa possibile!

La folla si fece da parte per consentire l'ingresso della regina nel salone delle feste. Indossava un magnifico abito di seta blu, con ricami di broccato dorato.
Lo stretto corpetto, tempestato di finissime perle, metteva in risalto la sua vita sottile e gli ampi drappeggi della gonna le ricadevano sui fianchi modellati a forma di clessidra. Dalle maniche a sbuffo foderate di seta rossa spuntavano due braccia d'avorio perfettamente tornite e una corona d'oro tempestata di pietre preziose era posata sulla lustra chioma nera che le scendeva fino alle spalle.
I cortigiani si inchinarono in segno di ossequio al suo passaggio e le dame fecero una profonda riverenza.
Dall'alto della balconata, i menestrelli attaccarono a suonare e un cantante inton un'aria in lode alla sua bellezza.
Magda avanz maestosa verso il trono, accompagnata dal fedele Volpo, gli occhi scuri dardeggianti tra la folla e il mantello svolazzante. Con un movimento aggraziato, la Regina Magda sal sul trono e si accomod con un fruscio di seta. I cortigiani si disposero in coda per renderle omaggio e baciare la mano che tendeva con sobria eleganza.
Ma Magda not in alcuni di loro una lieve esitazione: un'espressione perplessa, un lampo di sorpresa negli occhi mentre si chinavano per baciarle la mano... Si volt verso Volpo, che indugiava nervosamente accanto al trono e trasal nell'incrociare il suo sguardo.
La regina si alz di scatto. La musica cess di colpo.
Sotto gli occhi allibiti dei cortigiani, Magda usc dalla stanza senza dire una parola, seguita da Volpo.
- La regina si sente poco bene - si affrett ad annunciare, prima di arrancare dietro di lei fuori dal salone e lungo una sfilza di corridoi.
- Maest! - chiam con voce flautata. - Non avete motivo di allarmarvi. Sono sicuro che si tratta di un disturbo passeggero -. Si ferm a osservare uno dei numerosi ritratti di Magda appesi alle pareti e represse un gemito.
Magda aveva raggiunto la sua sontuosa camera da letto ed era sprofondata sulla sedia del mobile da toilette. Afferr uno specchio e si esamin il viso alla luce di una candela. Orrore! Era un riflesso o qualche ruga le segnava gli angoli degli occhi? Da quando la pelle del suo viso era cos spenta? E le guance non erano un po' cascanti? E quello che cos'era?
Orrore e raccapriccio! Un capello bianco!
Uno strillo assordante fece sobbalzare Volpo alle sue spalle. Magda gett lo specchio a terra mandandolo in mille pezzi e si volt di scatto, con gli occhi fiammeggianti. Lui avvert un bruciore insopportabile lungo la spina dorsale che lo fece irrigidire tutto e annaspare in cerca d'aria.
- Che cosa significa questo? - disse Magda indicando il proprio viso.
Volpo farfugli la prima cosa che gli venne in mente. - Maest, sono semplici rughe di espressione!
Non tolgono niente alla vostra bellezza, anzi, vi rendono pi... interessante!
- "Interessante"! Io non voglio essere "interessante"!
- sbrait Magda. - Io voglio essere perfetta! Dovrei possedere l'eterna giovinezza! Dovrei essere immortale!
Che diamine  successo?
Volpo non sapeva pi da che parte guardare. - All'ultima festa erano presenti meno bambini del solito, Maest - le rivel. - Ehm... sembra che alcuni si siano persi per strada. E sono necessari almeno trenta bambini alla volta per garantire un effetto ringiovanente.
Il bruciore alla schiena aument, fino a farlo piegare in due sul pavimento. Magda sorrise sinistramente e parl in un tono suadente che gli fece gelare il sangue nelle vene.
- Il Gorgo ti chiama, mio caro Volpo. . A meno che tu non ponga rimedio alla situazione... al pi presto!

Capitolo 17
IL REAME DEI GIOCHI
- Sei sicuro di stare facendo la cosa giusta? - chiese Anneka in un bisbiglio.
Nickolai guard la malinconica cerchia raccolta intorno al fuoco. Erano pi di venti adesso, dopo le ultime incursioni in superficie. Non era un'impresa facile convincere dei bambini appena sbarcati in un posto sconosciuto, dopo mille peripezie e la promessa di una vita migliore, che nascondersi sottoterra, lontano dalla famiglia, fosse la cosa migliore da fare.
Il loro entusiasmo alla vista di Elvina si era smorzato ben presto e adesso ciondolavano indolenti, sbocconcellando il cibo che veniva offerto loro, trincerati dietro un muro di diffidenza nei confronti di quelli che consideravano i loro sequestratori.
- Hanno bisogno di giocattoli - decise Nickolai.
- E di giochi di societ, per distrarsi un po'.
Ma il dubbio cominciava a insinuarsi nella sua mente. Era davvero convinto di far bene a tenerli separati dai genitori? S, se questo serviva a risparmiare loro un destino peggiore della morte. Non aveva altra scelta. La minima esitazione rischiava di far fallire l'intero piano.
Le incursioni continuarono. Giorno dopo giorno, Zak e Nickolai si avventuravano in superficie per fare razzia di bambini, giocattoli e vettovaglie, celandosi dietro i travestimenti pi bizzarri.
Nel frattempo, le ricerche dei ribelli si erano intensificate: migliaia di avvisi segnaletici tappezzavano le mura cittadine e la ricompensa aveva raggiunto una cifra da capogiro. Dalle aree periferiche si levavano i lamenti delle madri che non trovavano pi i loro bambini.
Un giorno, l'ennesimo proclama di Magda risuon nella piazza del mercato.
- Purtroppo ho pessime notizie da darvi, miei fedeli sudditi - esord su un sottofondo di violini.
- Gravi ragioni di Stato mi impongono di diradare le mie apparizioni in pubblico. Il flagello dell'elfo malvagio sta mettendo a dura prova le nostre istituzioni.
Ma non temete, stiamo facendo il possibile per farvi fronte. Una volta che questo male sar estirpato, la vostra regina riprender a mostrarsi, pi splendida che mai. Ma per il momento, vi chiedo l'enorme sacrificio di rinunciare a godere della sua vista.  tutto, per ora, miei fedeli sudditi.
Un brusio di ipotesi e congetture si diffuse per tutto il mercato.
Nickolai tir Zak per un braccio. - Ti rendi conto di che cosa significa? Il nostro piano sta funzionando!
Ora che le sue vittime sono diminuite, non ha abbastanza linfa per mantenersi giovane! La sua bellezza sta svanendo e la sua vera natura sta cominciando a trasparire!
Ma l'euforia di Nickolai dur poco. Qualche attimo dopo ci fu un trambusto dall'altra parte della piazza. I grandi cancelli d'oro si spalancarono, lasciando uscire una fiumana di demoni che scortava un convoglio di carri muniti di sbarre. Sulle prime Nickolai pens che trasportassero bestiame, ma quello che vide lo fece inorridire.
Dalle sbarre spuntarono le braccia tese di esseri umani! Intere famiglie di pellegrini erano state stipate nei carri come bestie. Incroci lo sguardo mesto di una bambina, pi o meno dell'et di Louisa, e dovette trattenersi dallo scagliarsi contro le sbarre e tirarla fuori a forza.
Alla testa della carovana marciavano Goblin e Doblin. Come al solito, Goblin aveva un'espressione truce, mentre Doblin era accigliato.
- Fate passare! - sbrait Goblin alla folla di curiosi.
- Non c' di che preoccuparsi, gente - disse Doblin. - Sono le misure di sicurezza per proteggere i nuovi arrivati dalle grinfie dell'elfo malvagio.
Goblin schiacci il suo naso contro quello di Doblin. - Stai zitto, imbecille! Non dobbiamo spiegazioni a nessuno, hai capito?
- Non vi basta come prova? - dichiar Nickolai, dall'alto del palco costituito da uno dei blocchi rettangolari disseminati per la caverna. Ormai la colonia sotterranea ammontava a cinquanta bambini, dai tre ai tredici anni. Seduti per terra intorno al fuoco, ascoltavano Nickolai raccontare dei carri che trasportavano famiglie intere dietro le sbarre.
Gli ultimi arrivati erano seduti sotto il palco, pallidi e frastornati.
- Magda  in preda alla disperazione! - continu Nickolai. -  costretta a catturare la gente e a condurla con la forza all'interno della citt per assicurarsi gli approvvigionamenti di cui ha bisogno. Non si fermer davanti a niente pur di mantenersi giovane e bella!
I nuovi arrivati si misero a bisbigliare tra loro e Nickolai ebbe l'impressione che cominciassero a credergli. Rincuorato, prosegu: - Questo significa che non potremo pi salvare altri bambini prima che vadano al castello per essere trasformati in piccoli adulti da Magda!
Un brivido scosse l'auditorio. - Voi siete stati fortunati.
Ma bisogna dare anche agli altri la possibilit di salvarsi. Io voglio restituire loro l'infanzia di cui Magda li ha privati!
I bambini lo fissarono, sconcertati. - E come farai?
- chiese una ragazzina lentigginosa.
Nickolai salt gi dal podio e cominci a passeggiare avanti e indietro con aria meditabonda.
- Trasformeremo questo posto desolato in un immenso parco giochi, dove i bambini possano divertirsi e ritrovare il piacere del gioco. E voi tutti mi darete una mano!
Tra i bambini che avevano ascoltato il suo discorso, ce n'erano alcuni che erano stati al castello di Magda. E questi erano i pi difficili da convincere.
Il loro atteggiamento era quello di piccoli adulti, fondamentalmente ostili alle proposte di Nickolai.
-  inaudito! - esclam un ragazzino di una decina d'anni. - Sarai punito come meriti! Riportaci immediatamente dai nostri genitori e finiamola con questa farsa!
Nickolai si accorse che si trattava di Johan.
- Ehi, Johan! - disse con gli occhi che gli brillavano.
- Sono io, Nickolai! - esclam, trattenendosi dal correre ad abbracciarlo.
Ma quello continu a guardarlo con astio. - Io so solo che tu sei l'elfo malvagio, il nostro nemico numero uno. Perci, ti conviene fare come ho detto e lasciarci andare!
- E dai, Johan! - mugol Louisa. - Davvero non ci riconosci?
-  inutile - disse mestamente Anneka, cingendo la sorellina con un braccio.
Nickolai cap che non sarebbe stata un'impresa facile. Si volt verso la platea schierata davanti a lui.
- Vedete che cosa intendevo? - disse aspramente.
-  da questo che vi ho salvato! -. I bambini lo fissarono in silenzio.
- Quand' che la fai finita con tutte queste chiacchiere e ci riporti a casa? - sbott una ragazzina di circa sette anni.
Louisa si avvicin e la scosse per una spalla.
- Che cosa ti prende? Non ti accorgi di quanto sei ridicola a parlare in questo modo? Comportati come una della tua et!
La ragazzina guard Louisa con disprezzo.
Anneka bisbigli all'orecchio di Nickolai: -  ora di mettere in atto il tuo piano.
Nickolai si avvicin a un tendone che nascondeva gran parte della grotta. - Bene, credo sia giunto il momento che impariate a ridiventare bambini!
Benvenuti nel Regno del divertimento! -. E con un gesto deciso scost il sipario.
La grotta era stata trasformata in un meraviglioso paese dei balocchi dov'era possibile trovare ogni sorta di gioco e di divertimento. L'ambiente era illuminato da una miriade di candele e lanterne colorate e le statue di roccia erano avvolte in stoffe dai colori sgargianti. Nickolai osserv la scena con orgoglio.
Nelle ultime settimane si erano dati da fare come matti a mettere insieme tutta quella roba nelle scorribande in superficie e il risultato era davvero sorprendente.
- Beh, che cosa dovremmo fare? - chiese la ragazzina scrollando le spalle.
- Sono giocattoli - spieg paziente Nickolai.
- Vogliamo che ci giochiate. Che vi divertiate!
- Non essere ridicolo! - sbuff Johan con aria sdegnata. - Siamo troppo grandi per simili sciocchezze.
- Gi,  cos puerile! - concord la ragazzina di sette anni.
I bambini continuarono a fissare senza il minimo entusiasmo quell'incredibile dispiegamento di giocattoli colorati. Nickolai prov una fitta di delusione.
Anneka invit i bambini ad avvicinarsi e cominci a mostrare ai nuovi arrivati il funzionamento di alcuni giocattoli. Niente da fare. Quelli rimanevano impassibili e indifferenti.
Nickolai si accasci con la testa tra le mani, in preda alla disperazione. Era cos sicuro che il suo piano avrebbe funzionato... che sarebbe riuscito a restituire l'infanzia a quei bambini...
- Non sono altro che un branco di baccal! - fu il commento di Zak.
All'improvviso, Elvina salt fuori da sotto la casacca di Nickolai e, con uno squillante trillo di trionfo, inizi a svolazzare tra i giocattoli, sfiorandoli uno dopo l'altro con la sua scia luminosa. Sotto quel magico tocco, i giocattoli si animarono. Le case di bambola si illuminarono e piccoli fuochi scoppiettarono nei caminetti in miniatura, mentre i personaggi all'interno si dedicavano alle faccende domestiche. Dai camini cominciarono a uscire sbuffi di fumo e i cani da slitta partirono in quarta, abbaiando per l'eccitazione, incitati dai loro condottieri. Le giostre presero a girare al suono di una musica tintinnante, plotoni di soldatini si misero a marciare avanti e indietro agli ordini vibranti di un piccolo sergente maggiore.
I bambolotti agitarono braccia e gambe e presero a camminare barcollanti sul pavimento ghiacciato.
Le fatine inanimate si accesero tutte, batterono le ali trasparenti e si misero a svolazzare per tutta la grotta.
Ma lo spettacolo pi incredibile furono le renne volanti. Nickolai aveva speso parecchio tempo a modellarle nei minimi particolari, realizzando delle copie perfette delle renne che aveva incontrato nella foresta. E adesso eccole prendere vita e volare per la grotta compiendo acrobazie mirabolanti.
La grandiosit di quello spettacolo ebbe un effetto sconvolgente sui bambini, che rimasero a bocca aperta, incantati da una simile meraviglia. Lentamente, sulle loro facce si dipinse di nuovo la vitalit e l'entusiasmo che avevano perduto.
Nickolai guard Johan, pieno di speranza. Sbatteva gli occhi e scuoteva la testa come se si fosse appena svegliato da un lungo sonno. Quando incroci lo sguardo di Nickolai si illumin. - Ehi, Nick! Che cosa succede? Dove cavolo siamo?
A molti anni di distanza, i bambini avrebbero rievocato il periodo trascorso nella grotta dei balocchi come il pi bello della loro vita. Ogni sera, sotto i loro occhi si replicava un meraviglioso spettacolo e, di giorno, ognuno collaborava alla costruzione di straordinarie invenzioni a cui Elvina avrebbe infuso la vita: una banchisa rotante popolata da decine di animali artici, un abete magico con scintillanti decorazioni, una galassia in miniatura con i pianeti che orbitavano intorno al sole e una pioggia di comete e meteore. Realizzarono perfino un modellino in scala di Doransk, con squadre di demoni che marciavano a vuoto, seguendo gli ordini contraddittori di un mostro a due teste.
E poi si organizzavano corse in slitta, cacce al tesoro e altri giochi divertenti.
La comunit di bambini era regolata da una precisa divisione dei compiti: c'era una squadra addetta alle cucine, una di vigili del fuoco, un servizio d'ordine diurno e uno notturno. La squadra di approvvigionamento
accompagnava Zak e Nickolai
nelle loro scorribande in superficie. Infine, l'unit speciale provvedeva a recuperare i bambini la cui infanzia era stata rubata. In breve tempo, la colonia sotterranea divenne una comunit fiorente, le cui mura risuonavano giorno e notte di allegre risate. Il progetto di Nickolai si era pienamente compiuto.
Mancava solo una cosa.
Una sera, dopo cena, Nickolai inform la comunit di avere un annuncio da fare. Sal su uno dei blocchi rettangolari e fece scorrere lo sguardo sulla trib di ragazzini.
- Voglio salvare Finn - dichiar.

Capitolo 18
UNA FALLA NEL PIANO
Un brusio di stupore si diffuse nella grotta. Anneka per poco non si strozz con un boccone di pollo. Stando alle notizie riferite dagli ultimi arrivati, Finn era diventato il capo del servizio d'ordine giovanile e perlustrava notte e giorno le strade della baraccopoli, con la divisa nera trapuntata di mostrine e un piccolo esercito personale di demoni.
- Per quale motivo vuoi salvarlo? - chiese Anneka, contrariata.
- Ma  ovvio! Lui  il capo supremo.  lui ad avere il controllo su tutti i bambini. Se riusciamo a convertire lui, potremo servircene per salvare gli altri!
- Sei sicuro che non si tratti di una semplice dimostrazione di forza? - chiese Anneka scrutandolo negli occhi azzurri. - Non lo fai per provare quanto  grande il tuo potere di persuasione?
Nickolai fece un gesto come per scacciare quell'idea. - Certo che no! Lo faccio per il bene collettivo.
Non afferri la logica di tutto?
Zak scroll la testa,. - Come pensi di farcela, Nick?  sempre circondato dai suoi scagnozzi.
- Tranne quando dorme - precis Johan, che interveniva sempre a sostegno di Nickolai. - Lui e la sua famiglia si sono trasferiti nel quartiere residenziale di Orione e la sera rientra nella sua bella casa, mentre i demoni tornano al quartier generale.
- Visto? - disse Nickolai trionfante. - Sar un gioco da ragazzi!
Ma Anneka continuava a essere preoccupata. -  una follia, Nick!  troppo rischioso. E poi io non mi sono mai fidata di lui. Siamo abbastanza numerosi ormai, no?
- No! - si intestard Nickolai. - Abbiamo una missione da compiere, ed  quella di salvare tutti i bambini di Doransk. Soltanto cos riusciremo a tirare anche gli adulti dalla nostra parte e scatenare un'insurrezione generale contro Magda!

Attraverso il velo nero che era ormai costretta a portare, Magda constat con soddisfazione che Volpo faceva fatica a mantenersi dritto. Tamburell con impazienza sui braccioli dorati del trono, perlustrando il salone delle cerimonie, in attesa dell'ultima infornata di giovani ospiti.
Dal corridoio si ud un brusio di voci e uno sparuto gruppetto di bambini, sei o sette in tutto, fece il suo ingresso nella sala, scortato da Goblin e Doblin.
- Tutto qui? - chiese Magda mentre avanzavano verso di lei.
Goblin rispose in tono evasivo: -  tutto quello che siamo riusciti a trovare, Maest.
- Il numero di pellegrini  diminuito drasticamente, Vostra Maest - spieg Doblin.- Da quando sono cominciate a girare le voci sui bambini spariti, fanno i bagagli e se ne tornano indietro prima che riusciamo a ficcarli sui carri...
La sua voce si affievol. Magda fece uno sforzo sovrumano per controllare la sua ira, mentre Volpo si fece avanti, zoppicando vistosamente.
- Questa storia deve finire! - sibil a denti stretti.
- Presto porremo rimedio alla situazione. Non  cos, Maest?
Magda gli rivolse un sorriso ambiguo che gli fece gelare il sangue nelle vene.- Lo spero per il tuo bene, Volpo -. Poi, rivolgendosi ai bambini, disse in tono suadente: - Buongiorno cari! Che gioia avervi qui! Benvenuti al castello della regina Magda. Avanti, avanti!
I bambini si tennero stretti l'un l'altro, timorosi e diffidenti. Quella figura velata di nero non corrispondeva per niente all'immagine che si erano fatti della regina. Dov'era la donna bellissima di cui avevano tanto sentito parlare?
- Coraggio! Siete qui per divertirvi! Servitevi pure!
- disse lei con voce carezzevole indicando i tavoli sontuosamente imbanditi. - E godetevi lo spettacolo!
-. Batt le mani e chiam: - Arpo, Sciarco, Burchio, Lereo, Tordo, Trogolo, Malebranche! Venite a intrattenere i miei giovani ospiti!
Con un rullo di tamburi e uno squillo di trombe, le porte si spalancarono e una schiera di giullari e giocolieri saltellanti e sghignazzanti fece irruzione nella sala.
Un crepuscolo ambrato faceva da sfondo alle guglie scintillanti, mentre qualche figura elegantemente vestita attraversava oziosamente le verdi distese erbose del parco, punteggiate di alberi lussureggianti e rigogliosi fiori esotici che ciondolavano con indolenza alla brezza serale.
Una maestosa statua di Magda si ergeva nel mezzo del parco, circondata da fontane zampillanti. La sua testa si muoveva lentamente compiendo un giro completo. La ricopriva un velo nero trasparente.
- Guarda! - fece notare Zak a Nickolai. - Anche le statue sono velate. Dev'essere ridotta proprio male!
I due fecero capolino dalla voragine al riparo degli alberi vicino ai cancelli del parco. Aspettarono che la statua guardasse dall'altra parte e balzarono fuori, lisciandosi i costumi sgargianti. Stavolta erano vestiti come per un ballo in maschera. Nickolai indossava un farsetto ricamato e calzoni di velluto verde stretti al ginocchio, un mantello e un enorme cappello da moschettiere ornato da una bellissima piuma rossa. Zak era in velluto blu e portava un grande cappello a tesa larga. Entrambi avevano il volto coperto da una maschera luccicante.
- Bene, eccoci qui. Questo  il quartiere Orione e credo che la casa di Finn sia quella laggi, al numero diciotto -. Nickolai indic un sontuoso palazzo nobiliare dalle finestre illuminate. - Tra poco Finn dovrebbe tornare a casa.
Nell'attesa, bighellonarono nel parco, salutando educatamente le persone di passaggio.
A un tratto, un rumore di passi li avvert dell'arrivo di Finn, che spunt da dietro l'angolo, in compagnia delle sue guardie personali. Camminava a testa alta e con il petto, ornato di distintivi luccicanti, in fuori. Il drappello si ferm davanti allo scalone del palazzo e, dopo un elaborato cerimoniale di saluti militari, i demoni girarono sui tacchi e si diressero verso la caserma. Zak e Nickolai ne approfittarono per avvicinarsi a Finn, fingendosi due nobili cortigiani. - Salute a voi, giovanotto! - disse Nickolai con il tono di voce pi profondo che gli riusc di simulare ed esibendosi in un profondo inchino, imitato da Zak. - Ci dispiace immensamente disturbarvi - prosegu Nickolai in un aristocratico tono nasale. - Lasciate che mi presenti. Io sono Lord Nickinsky. E questo  il mio amico, Lord Zakinskov.
Finn restitu educatamente il saluto. - Buonasera a voi, nobili signori.  sempre un piacere fare la conoscenza di persone che frequentano la corte della nostra beneamata sovrana. Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda!
- Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! - risposero in coro Zak e Nickolai.
- La pi bella delle creature! - aggiunse Nickolai.
- Siamo arrivati da poco. Sareste cos gentile da indicarci la strada per il castello? Siamo attesi per un ballo in maschera alle sette ma temo che ci siamo persi. Voi mi sembrate un giovanotto che sa il fatto suo e sono sicuro che saprete aiutarci.
- Naturalmente, miei nobili signori - disse Finn gonfiando il petto e indicando in fondo alla strada.
- Se svoltate a sinistra...
In una frazione di secondo, Zak gli infil un grosso sacco in testa e lo leg stretto. Poi, con l'aiuto di Nickolai, lo trascin dall'altra parte della strada e dentro il parco. Finn si dibatteva come un furetto.
- Fatemi uscire! Vi ordino di liberarmi immediatamente!
Sono il capo del servizio d'ordine!
I due ragazzi riuscirono a trasportarlo fino al punto in cui erano affiorati in superficie, al riparo di un boschetto. In quel momento, scatt il sistema di allarme. La testa della statua cominci a ruotare freneticamente, i fiori oscillarono sinistri e i pavoni saltarono fuori da tutte le parti, correndo minacciosi verso di loro.
- Presto, andiamocene da qui! - disse Zak tra i denti, cercando faticosamente di tenere fermo il sacco che continuava a scalciare selvaggiamente.
Nickolai si concentr e mosse le orecchie con determinazione.
Niente da fare. Obbedisci! intim silenziosamente, mentre dal sacco provenivano rabbiosi mugolii soffocati.
Alcuni istanti dopo, si ud un brontolio provenire dal basso e la terra si apr sotto i loro piedi. Senza perdere altro tempo, si gettarono nel vuoto, tirandosi dietro il sacco, e sprofondarono nell'oscurit. Poi, la terra si richiuse sopra di loro.
- Non la passerete liscia! - grid Finn fuori di s, battendosi il petto. - Sapete chi sono io? Il capo del servizio d'ordine giovanile! Appena esco da qui andr a fare rapporto alla regina Magda e...
Nickolai lo interruppe con una risata sguaiata.
- E come pensi di uscire? Sei intrappolato qui sotto.
- E con questo? - replic Finn. - Quando si accorgeranno della mia assenza, verranno a cercarmi, puoi starne certo.
- Credi davvero che alla regina Magda importi qualcosa di te? - sbuff Anneka, scrutando Finn con disprezzo. - Allora, non hai capito proprio niente.
- Ti pentirai di esserti rivolta al capo del servizio d'ordine con un tono simile - disse Finn severamente.
- I miei uomini verranno a cercarmi e voi sarete puniti in modo esemplare per esservi ribellati alla nostra grande e magnifica sovrana!
Le sue parole furono accolte da un coro di
"Buuu!".
Segu una risata generale e Finn dovette subire impotente quegli sberleffi. Nickolai non pot fare a meno di provare una certa compassione per lui.
Finn fece scorrere lo sguardo su quella massa di bambini vestiti di stracci, con i visi dipinti come selvaggi fu colto da un moto di disprezzo.- Ma guardatevi!
Sembrate un branco di disperati! Voi e le vostre famiglie rimarrete sempre dei poveracci! La mia famiglia, invece, si  sistemata in uno dei quartieri pi chic della citt. Frequentiamo l'alta societ e mio padre ricopre un incarico prestigioso a corte!
E tutto questo ce lo siamo guadagnati lavorando sodo e osservando la legge.
Zak sbuff con aria sprezzante. - Puah! Chi credi di impressionare con la tua bella tavoletta?
- Questo  esattamente il commento che mi aspetterei da un Inuit! - ribatt Finn. - Che cosa ne sapete voi di come si sta al mondo? La vostra unica occupazione  correre dietro a qualche orso o fare buchi nella banchisa!
Zak si gett su Finn come una furia, afferrandolo per la gola. I due ragazzi rotolarono sul pavimento ghiacciato, azzuffandosi selvaggiamente. Nickolai si affrett a dividerli.
- Smettetela voi due! - url con sdegno. - E tu non osare insultare il mio amico in quel modo, Finn. Ormai sei uno di noi e dovrai farci l'abitudine.
E adesso lascia che ti mostri una cosa. Qualcosa che va al di l del tuo comprendonio! Tu non ti rendi minimamente conto di quello che ti  successo.
Sei diventato un estraneo a te stesso!
Nickolai si batt il petto ed Elvina salt fuori con uno squittio seccato. Finn rimase a fissarla, interdetto.
- Ma s! Mi ricordo di lei! - esclam. - L'ho gi vista da qualche parte... prima di venire qui... -. La sua voce si affievol, mentre i ricordi cominciavano ad affiorare.
Nickolai sent rinascere in s la speranza. Dopotutto, forse c'era qualche possibilit di recuperare il suo vecchio amico. Continuarono a guardare Elvina mentre faceva il suo solito giro tra i giocattoli.
Uno dopo l'altro, si animarono e presto la grotta fu tutto un ronzare e un attivarsi di meccanismi.
Nickolai trattenne il fiato, sperando in un miracolo.
Dapprima, Finn osserv con diffidenza quella magia compiersi davanti ai suoi occhi. Ma, quando le renne e le fatine cominciarono a volare per tutta la grotta, una luce si accese nel suo sguardo.
Si volt verso Nickolai e Anneka, guardandoli come se li vedesse per la prima volta dai tempi di Norsk. Nickolai si sent pervadere da un senso di sollievo ed euforia.
- Nick? - disse Finn. - Anneka? Dove cavolo eravate finiti? Mi siete mancati!

Magda era in guai seri. La sua bellezza stava sfiorendo in maniera inarrestabile. Era seduta davanti allo specchio e osservava con orrore impotente la massa di capelli bianchi infittirsi a vista d'occhio. Si copr la faccia con le mani nodose, incapace di sopportare quella vista odiosa.
Volpo incroci il suo sguardo nello specchio e, per la prima volta, vi lesse la paura.
- Aiutami, Volpo - disse con voce stridula, simile al fruscio di un serpente tra l'erba.
Di fronte alla debolezza di Magda, Volpo sent il proprio potere rinvigorirsi. Dopotutto, era stato lui a ideare quel piano ingegnoso, mettendolo a punto in ogni dettaglio. Ciononostante, lei lo aveva punito senza piet ogni volta che qualcosa andava storto, tanto da ridurlo a un mezzo storpio. Ma adesso che in Magda cresceva la paura, i suoi dolori cominciavano ad alleviarsi.
Drizz la schiena e disse con voce melliflua:
- Abbiamo fatto tutto il possibile per ritrovare i bambini scomparsi, Maest. Ma il ragazzo elfo si  dimostrato pi astuto del previsto. Comunque, non temete. Ho in mente un piano per stanarlo.
Gli occhi scavati di Magda si accesero di una luce sinistra. - Sono tutta orecchi! - sibil.
Volpo sollev un dito. - Dovete fidarvi di me. Vi assicuro che lo troveremo e gli infliggeremo una punizione esemplare. Annunceremo al mondo intero la sua cattura e, come previsto, la notte del solstizio d'inverno sar giustiziato e voi prenderete il controllo della sua fatina. Tutti si persuaderanno che non c' pi niente da temere e la gente riprender a venire a frotte a Doransk.
Magda ebbe un fremito di sollievo e chiuse gli occhi per assaporare meglio quella visione.
- Allora la vostra bellezza ritrover di che alimentarsi e finalmente potremo procedere con l'espansione del vostro impero, come prevedono i piani -.
Volpo arricci le labbra in un sorriso terrificante che mise in mostra i denti aguzzi. - Inoltre, Maest - aggiunse con voce suadente - ho escogitato un sistema per accrescere il vostro potere a dismisura.
Magda fremette dall'eccitazione. - Oh, s! Parlami del tuo piano!
Un sorriso luciferino si accese sul volto di Volpo.
- Ogni cosa a suo tempo, Maest. Prima dovete promettermi che non mi tormenterete mai pi e che io regner al vostro fianco come legittimo consorte.
Saremo una coppia perfetta.
Magda ebbe uno scatto d'ira e fulmin con lo sguardo il suo consigliere. Ma le bast dare un'occhiata allo specchio per venire a pi miti consigli.
- D'accordo. Puoi procedere.
- Prima esigo una promessa solenne - insist Volpo. - Altrimenti, consideratemi sollevato da ogni obbligo nei vostri confronti. Niente pi sorveglianza, niente pi ricerche. Ricordatevi che sono io ad avere il controllo di tutto.
- Va bene, va bene - disse Magda con impazienza.
- Te lo prometto. E adesso dimmi come intendi agire.

Nickolai era sopraffatto dalla gioia per aver ritrovato il suo amico. Finn era tornato il bullo di sempre e sguazzava nell'anarchia che regnava nella comunit sotterranea, ben contento di sfidare le autorit costituite. Non appena Nickolai gli raccont quello che succedeva alle feste di Magda, fu pronto a unirsi alla lotta per sconfiggere la tirannia.
La sua indiscussa abilit nel furto lo fece diventare un compagno prezioso durante le scorrerie al mercato.
Partecipava con entusiasmo a tutti i giochi e aiutava Nickolai a organizzare le quotidiane corse in slitta. Nel giro di poco tempo, era diventato una delle colonne portanti della comunit.
Nickolai, per, not che Zak e Anneka non condividevano il suo entusiasmo per Finn. Anneka continuava a guardarlo con sospetto e Zak sembrava nutrire una certa diffidenza, nonostante Finn avesse fatto di tutto per dimostrargli la sua amicizia.
- Come ho potuto essere cos stupido da ambire a diventare sorvegliante di strada? O capo del servizio d'ordine giovanile? - si rimprover una sera Finn, abbuffandosi davanti al fuoco. - Dovevo proprio essere impazzito. Quaggi  molto pi divertente!
- Allora ci aiuterai a mettere in atto la seconda parte del piano? - chiese Nickolai. E gli illustr la strategia che avrebbero adottato. Finn sarebbe tornato a Doransk, come agente infiltrato. Si sarebbe comportato come se niente fosse, giustificando la sua assenza con una lunga malattia. Avrebbe ripreso la carica di capo del servizio d'ordine giovanile, ma stavolta avrebbe usato il suo potere per convincere i bambini rimasti a seguirlo nella grotta.
Quando tutti i bambini di Doransk fossero stati recuperati e rinsaviti, sarebbero tornati dalle loro famiglie per rivelare agli adulti la verit su Magda.
Per convincerli, avrebbero preteso che Magda si mostrasse in pubblico senza veli a coprirle la faccia.
A quel punto, la sua vera natura sarebbe apparsa evidente e gli abitanti di Doransk avrebbero abbandonato in massa la citt e sparso la notizia ai quattro venti.
Dopo cena, Anneka prese da parte Nickolai, con l'aria preoccupata. - Sei davvero convinto di voler rimandare Finn in superficie?
- Ma certo! - esclam Nickolai. - Non vedi che  completamente guarito?
- Sar, ma io non mi fido di lui - disse Anneka in tono secco. - Non mi  mai piaciuto.  sempre stato un tipo ambiguo.
-  uno di noi adesso - ribatt Nickolai per fugare i suoi dubbi. - E rappresenta la nostra unica speranza di salvare gli altri bambini!
?Il giorno dopo, Nickolai, Zak e Finn risalirono in superficie sbucando in un cortile riparato non lontano dalla piazza principale. Finn aveva indosso la sua uniforme ufficiale.
- Sembro un cretino vestito cos - ridacchi guardandosi. Poi fece l'occhiolino ai suoi due compagni e si conged scherzosamente con un saluto militare. - A pi tardi. Ci rivediamo qui alle sei in punto. Cercher di portarne il pi possibile -. Sbatt i tacchi e si diresse a passo di marcia verso il quartier generale.
Dopo un'ora circa cominciarono a diffondersi i proclami. Nickolai e Zak stavano adocchiando una fila di salsicce appese in una bancarella quando in tutta la citt riecheggi la voce di Magda.
- Ho un annuncio importante da fare! Qualunque bambino in grado di fornire informazioni circostanziate sul nascondiglio dell'elfo malvagio ricever una lauta ricompensa e sar incoronato principe o principessa ereditaria di Doransk! -.
L'annuncio fu accompagnato da uno squillo di trombe. - Il fortunato avr l'onore di regnare insieme a me e al mio consorte Volpo su Doransk e i suoi genitori ricopriranno alti incarichi a corte.
L'erede al trono godr di ogni genere di privilegi e ogni suo desiderio sar soddisfatto.
Nickolai sent suonare dei campanelli d'allarme nella propria testa. Si volt verso Zak con l'aria preoccupata. - Non avr mica intenzione... - disse in tono incerto.
Zak si strinse nelle spalle. - Non lo so. Tu hai detto che potevamo fidarci di lui ed  stata tua l'idea di coinvolgerlo nel piano. Ora non ci resta che sperare che tutto vada per il meglio.
Passarono il resto della mattinata a fare razzia al mercato, cercando di evitare i demoni e i lupi e di non ascoltare i proclami che venivano diffusi regolarmente ogni mezz'ora.
Nel tardo pomeriggio i proclami cessarono e una calma innaturale cal sulla citt. Nickolai aveva un brutto presentimento. Alle sei in punto, lui e Zak tornarono nel luogo d'incontro convenuto e aspettarono.
Ma il sole artificiale tramont lasciando il posto alla luna fittizia senza che Finn si facesse vivo con i bambini da salvare. Nickolai si sent percorrere da brividi freddi. Dove si era cacciato? Perch non tornava?
Forse avevano scoperto il trucco ed era stato catturato?
Aspettarono ancora un po' prima che Zak insistesse per rientrare. Anneka rimase stranamente in silenzio nell'apprendere che Finn non era tornato con loro. Quella sera la cena fu consumata in un'atmosfera cupa. Nickolai si sforz di essere ottimista, convincendosi che Finn era stato catturato dai demoni ma avrebbe trovato comunque il modo di portare a termine il piano. Finn era uno di loro adesso, non li avrebbe mai traditi. Ma le sue parole non sembrarono convincere i compagni.
Quella notte, Nickolai rimase a vegliare accanto al fuoco, insieme a Zak e Anneka. Si sentiva terribilmente in colpa e il silenzio tra loro si fece sempre pi imbarazzante.
- Non avrei dovuto trascinarvi in questo pasticcio
- sbott all'improvviso. - Avremmo dovuto lasciare le cose cos com'erano. Era un piano troppo rischioso! E adesso non sappiamo che cosa stia facendo Finn. Potrebbe averci tradito, anche contro la sua volont. Chiss, magari lo hanno torturato...
- Ben gli starebbe! - brontol Zak.
Anneka sorrise debolmente a Nickolai. - Non potevamo rimanere con le mani in mano. Dovevamo fare qualcosa, per quanto rischioso potesse essere.
Non possiamo andare avanti cos all'infinito. Prima o poi dobbiamo tornare dalle nostre famiglie.
Nickolai annu e si sent venire un groppo alla gola. Per lui, ogni speranza di ritrovare la sua famiglia era svanita. Si guard intorno sconsolato, e per un attimo gli sembr di scorgere un viso in una delle formazioni rocciose. Ma doveva essersi trattato di un'allucinazione.
Era passata da poco la mezzanotte, quando Nickolai sent un rumore insistente di tonfi sordi. Il suolo della grotta aveva preso a vibrare leggermente.
Con il cuore in tumulto, si mise in ascolto, drizzando le orecchie per individuare l'origine di quel rumore. Ma sembrava provenire da ogni parte.
Tunf, tunf, tunf.
I tonfi si susseguivano con regolarit, sempre pi forti e sempre pi vicini. Ormai non c'erano dubbi, si trattava di un esercito in marcia. I demoni stavano venendo a prenderli! Nickolai era paralizzato dal terrore. Zak e Anneka si svegliarono di soprassalto.
Senza dire una parola, si strinsero tra loro, tenendosi per mano. I passi erano vicinissimi ormai.
Gli altri bambini si svegliarono uno dopo l'altro.
In preda al terrore, si raccolsero intorno al fuoco, abbracciandosi stretti, in attesa di andare incontro alla loro sorte.
All'improvviso, il rumore cess, lasciando il posto a un silenzio inquietante.
Poi, con un terribile fragore, centinaia di demoni fecero irruzione nella grotta, seguiti da frotte di lupi e in un attimo i ragazzi furono accerchiati. Goblin e Doblin gli si pararono davanti, le braccia incrociate sul petto. Una volta tanto, Goblin non disse niente, ma fece vagare su di loro gli occhi iniettati di sangue.
Doblin, invece, distolse lo sguardo, e per un attimo a Nickolai sembr di cogliere un lampo di piet sulla sua faccia.
In un silenzio assordante, un drappello di persone fece il suo ingresso nella grotta, preceduto da una vecchia velata di nero che camminava servendosi di un bastone. L'unico segno che si trattava della regina era la corona in bilico sulla testa. Volpo la seguiva da presso, con un sorriso malefico sulle labbra e gli occhi rapaci che scrutavano i bambini uno per uno.
A fianco della regina, incedeva con aria tronfia un ragazzo dai capelli neri e lo sguardo gelido. Indossava un regale mantello color porpora, riccamente ricamato e bordato di pelliccia. Sotto il mantello, si scorgeva un'uniforme militare nera, chiusa da una sfilza di bottoni in ottone e trapunta di medaglie.
In testa, portava una corona che era la replica esatta di quella di Magda.
- Salve, bambini - salut Magda con un tono di voce soave. - Vi presento il principe ereditario di Doransk!
Finn guard i suoi ex compagni con un sorriso beffardo.

Capitolo 19
FACCIA A FACCIA
Finn spinse il mento in fuori e si guard intorno con un'espressione talmente compiaciuta da far venire il voltastomaco. Nickolai avvert una rabbia sorda montargli dentro.
- Tu... tu... - biascic tra i denti, incapace di trovare le parole per esprimere la sua indignazione.
Finn si limit a fissarlo con disprezzo.
Nickolai si sent sprofondare per la vergogna e la disperazione. Era stato uno stupido a fidarsi di lui.
Come aveva potuto essere cos ingenuo da pretendere di tener testa a Magda?
Gli occhi di Volpo luccicarono e Nickolai not di nuovo le linee verticali nere che fendevano le iridi gialle. Sguain le unghie d'acciaio con un sibilo e sorrise mostrando i denti aguzzi. - Lo zio Volpo vi tiene d'occhio, cari bambini - disse con voce sorniona. - Perci non vi conviene fare scherzi!
Un ringhio minaccioso si lev dai lupi che lo circondavano, pronti a balzare a un suo cenno.
Nickolai guard i suoi sventurati compagni, paralizzati dal terrore. I bambini pi piccoli piagnucolavano e singhiozzavano, mentre i pi grandi lo guardavano con occhi disperati. Le espressioni affrante di Zak e Anneka lo ferirono pi di ogni altra cosa. I suoi amici avevano creduto in lui e lui li aveva delusi.
Sent montare dentro di s una rabbia incontrollabile.
A costo di pagarla cara, doveva mostrare a tutti la vera natura di Magda. Si fece avanti e la stratton per il velo. - Scopri la tua faccia, brutta strega malvagia! - grid.
Fu respinto da una forza cos tremenda che lo scosse fino alla colonna vertebrale. I demoni si avventarono su di lui, immobilizzandolo in una morsa d'acciaio.
- So come fai! - continu Nickolai, stringendo i denti per resistere al dolore. - Rubi l'infanzia ai bambini per mantenerti giovane e bella! Ma  solo una maschera!  tutta una messinscena!
Nickolai non aveva mai provato una rabbia simile.
Si sent tremare in tutto il corpo e il cappuccio gli scivol gi, scoprendogli le orecchie. A quella vista, Magda socchiuse gli occhi. Le orecchie di Nickolai cominciarono a muoversi freneticamente, nello sforzo di concentrare i suoi poteri contro la strega. Ma le bast alzare un dito nodoso per far cessare immediatamente il rombo che iniziava a montare.
Segu un silenzio mortale, rotto dopo qualche istante dalla risatina stridula della strega. - Povero illuso - disse in un sussurro. - Credi di potermi sfidare?
Nickolai si sent trafiggere dai suoi occhi fiammeggianti. - Chi sei? - grid. - A quanto pare siamo elfi tutti e due, ma in te qualcosa dev'essere andato storto! Tu sei la vergogna della nostra stirpe!
Una risatina soffocata sollev appena il velo che copriva la faccia di Magda. - Ah,ah! Non dimenticare che sei tu l'elfo malvagio! Tu hai osato rovesciare il mio regno, proprio come quegli scellerati dei tuoi antenati! Siete fatti della stessa pasta!
- Questa  una bugia! - protest Nickolai. - Casomai sei tu a esserti impadronita del potere con la forza!
Magda ridacchi. - Povero ragazzo. Come sei ingenuo!
Non capisci che sono io a decidere qual  la verit?
- Che fine ha fatto la mia gente? - sbrait Nickolai.
Era talmente fuori di s, che a malapena sent dolore quando Magda lo colp con un altro dei suoi terribili fulmini. - Che cosa ne  stato di loro?
Dov' il reame degli elfi, al quale appartengo?
Magda indic tutt'intorno con un gesto del braccio raggrinzito. - Ma  qui, sciocco che non sei altro!
- disse in tono beffardo. - Quei blocchi di pietra squadrati erano le loro slitte. E quello  il tuo glorioso popolo... o almeno quello che ne rimane.
Nickolai guard le formazioni rocciose inanimate sparse per la caverna come se le vedesse per la prima volta e all'improvviso gli fu tutto chiaro. Quelle rocce erano elfi pietrificati. Bambini, ragazzi, donne...
Sotto quello strato di roccia e ghiaccio c'erano intere famiglie. Avevano vissuto insieme a loro per mesi, giocando a rincorrersi tra le sagome senza rendersene conto.
- Che cosa gli hai fatto? - chiese Nickolai con un filo di voce.
- Sono stati tramutati in statue di pietra. Del resto, pietra erano e pietra sono tornati a essere! - sibil velenosa Magda, mentre la mano avvizzita che stringeva il bastone cominciava a tremare. -  quello che si meritavano per avermi bandita dal reame e confinata nel Gorgo, dove la mia giovinezza e la mia bellezza sono appassite. E io non meritavo certo una sorte del genere!
- Io invece credo il contrario! - replic Nickolai, incurante della nuova sferzata di dolore che lo invest.
- Perch ti avevano cacciato? Di che colpa ti eri macchiata?
Il velo che copriva il viso di Magda si agit convulsamente e si ud un lamento sommesso.
- Erano invidiosi! Io sapevo come sfruttare al massimo la potenzialit delle forze sotterranee. Loro invece non avevano la minima immaginazione.
Trovavo insopportabile la loro bont, la loro lealt, per non parlare di tutta quella luce! Oh, che esseri spregevoli! Cos sono tornata a riprendermi ci che mi apparteneva. E ti assicuro che ci hanno guadagnato anche loro.
Zak si fece avanti, con gli occhi di brace. - E la mia gente allora? - url. - Che cosa ci ha guadagnato?
Per colpa tua ha dovuto abbandonare la propria terra e molti sono morti di fame e di stenti.
Tu hai distrutto la mia famiglia! Ti meriti di avere quell'aspetto da strega!
Magda colp Zak direttamente allo stomaco, facendolo stramazzare al suolo, rantolante.
- Ecco che cosa succede ai bambini che si mostrano irrispettosi verso Sua Maest - comment Finn, strascicando le parole.- Lurida feccia inuit!
Segu un silenzio inquietante. Poi, con grande apprensione di Nickolai, Louisa si fece avanti. - Non sei mica tanto gentile, sai? - disse a voce alta. - Sono contenta di non essere venuta alla tua festa!
Magda si volt lentamente verso la bambina.
- Non farle del male! - strill Anneka gettandosi sulla sorella per farle scudo con il proprio corpo.
Una violenta scarica la colp tra le scapole, strappandole un gemito di dolore. Gli altri bambini assistettero inorriditi alla scena.
- Lasciale stare! - grid Nickolai con voce roca.
- Far tutto quello che vuoi. Ma prima c' ancora una cosa che devo sapere. Dov' mia madre? E mio padre? Dove sono i miei genitori?
- Ah s, tua madre - rispose Magda in tono compiaciuto. - Ti porter da lei. Vieni!
Ci fu un gran sferragliare di catene mentre i demoni mettevano i ceppi ai bambini. Goblin e Doblin immobilizzarono Nickolai con un grosso paio di manette e un pesante collare di ferro intorno al collo.
- Pronti? - chiese Magda in tono allegro, come se stessero andando a fare una scampagnata. Poi punt un dito ad artiglio verso la volta della grotta.
Con un terribile scricchiolio, si apr una spaccatura attraverso la quale si intravedeva la sagoma di una pallida luna. Poi, con un leggero fruscio, si materializz una massiccia scalinata nera come la pece che conduceva fino alla superficie. Nickolai rabbrivid davanti a quella dimostrazione di potere.
- Da questa parte, bambini! - trill Magda.
- Muoviti, elfo dei miei stivali - disse Goblin sospingendo Nickolai.- E non provare a fare il furbo, intesi?
- Ti conviene obbedire senza fare storie - gli sussurr Doblin nell'altro orecchio. - Cos non ti faranno del male.
Nickolai sal le scale con passo malfermo, curvo sotto il peso del grosso collare di ferro, mentre i demoni incalzavano i bambini dietro di lui. Una folata d'aria calda li invest quando sbucarono nella Piazza Dorata. Tutto taceva. Le lastre del selciato brillavano al chiaro di luna artificiale e le fontane gorgogliavano mentre il terreno si richiudeva con un rumore sordo. Gli accessi alla piazza erano chiusi da cordoni e i demoni montavano la guardia a ogni angolo.
Magda indic una formazione rocciosa che si ergeva in disparte, quella che aveva attirato l'attenzione di Nickolai la prima volta che ci era passato davanti.
La statua era protesa in avanti, con le braccia tese, come a voler raggiungere qualcosa. Nickolai sent una debole eco risuonargli nella mente.
- Nickolai!...
Sua madre!
- Eccola l - disse Magda in tono sbrigativo.
- Tua madre. Era un tipo piuttosto combattivo. Ella, mi pare che si chiamasse. Era tutta tronfia perch aveva appena vinto la corsa del solstizio d'inverno e ha cercato di fuggire in superficie, portandoti con s. Ma i lupi l'hanno braccata e costretta alla resa.
Tu, purtroppo, l'hai fatta franca. A quanto mi hanno riferito, ti ha tratto in salvo un uccello rapace... -.
Lanci un'occhiata velenosa a Volpo.
Cometa pens Nickolai. Se non fosse stato per lei... All'improvviso, lo colp un pensiero. - Ma come mai non mi sono trasformato anch'io in una statua di pietra, come  successo a mia madre e a tutti gli altri?
Magda scocc un'altra occhiataccia a Volpo attraverso il velo nero. - In effetti, si  trattato di un inconveniente...
Comunque, la risposta alla tua domanda  sempre stata con te. Dimostraglielo, Volpo.
Contorcendosi sotto la casacca di Nickolai, Elvina soffoc un grido di terrore quando Volpo sfoder i suoi artigli d'acciaio e lacer la giubba dell'elfo con uno scintillio sinistro. Schiacciata contro il petto di Nickolai, la fatina tremava come una foglia.
Magda si lasci sfuggire un sibilo di soddisfazione.
- Eccola, finalmente! La tua piccola amica fosforescente.
In qualche modo,  riuscita a rimanere con te.  lei che ti ha mantenuto in vita. E anche tua madre, finch ti ha tenuto in braccio. Ma poi  scivolata e... Questa maledetta mi da il tormentato da allora. Ma adesso  tutto finito! Spiegaglielo tu, Volpo!
Volpo incroci le braccia sotto il mantello e inclin la testa di lato.
- Le cose stanno cos, caro Nickolai - esord in tono professorale. - Ogni elfo ha una fatina che non lo abbandona mai e lo protegge da ogni pericolo.
Le fatine hanno creato il reame fatato, trasformando le rocce in elfi e infondendo loro la vita. Ma quando un elfo perde la sua fatina... ecco... - tossicchi Volpo - ...si trasforma immediatamente in una statua di pietra!
A quel punto, Nickolai cap. - Sei stata tu a far scomparire l'aurora boreale e a portare via le fatine, non  cos? Sei stata tu a distruggere il mio popolo!
- disse in un sussurro. - E hai usato il potere della Luce per costruire la citt d'oro e attirare qui la gente per approfittare dei loro bambini!
Magda sghignazz nel silenzio che segu alle parole di Nickolai. - Complimenti! Ci sei arrivato alla fine! Peccato non averti dalla mia parte! Comunque, un piccolo raggio di Luce  riuscito a sfuggirmi.
La tua amica qui presente, Nickolai! Senza di lei, il mio potere non  completo e non posso portare a termine il piano.
Nickolai strinse Elvina nel palmo della mano.
- Non ti permetter mai di metterle addosso le tue grinfie! Elvina resta con me! - grid.
Magda fece schioccare la lingua.- E qui ti sbagli, giovanotto - sospir.- Domani, la notte del solstizio d'inverno, prender la tua fatina e non potrai fare niente per impedirmelo. Mentre io assorbir la sua Luce, tu ti tramuterai in una statua di pietra. Cos espander il mio impero fino a comprendere il mondo intero e potr succhiare la linfa vitale da tutti i bambini, fin dalla nascita. Diventer immortale e l'infanzia sparir dalla faccia della Terra! -. Ridacchi soddisfatta e tir un lungo sospiro di sollievo.
- Non ti preoccupare, mio caro. Tanto nessuno ne sentir la mancanza!
Nickolai avvert una certa agitazione alle sue spalle. La terra si mise a tremare sotto un furioso battere di piedi e un boato si lev dalla massa di bambini incatenati. - Libert! Libert! Libert! - scandirono all'unisono.
La citt intera riecheggi di quel coro, sempre pi impetuoso e travolgente. I demoni fecero schioccare in aria le fruste, ma i bambini continuarono imperterriti a urlare e a pestare i piedi finch il frastuono non divenne assordante. Nickolai sent inumidirsi gli occhi per la commozione. Anche di fronte a un nemico cos terribile, i suoi amici avevano il coraggio di manifestare la loro opposizione.
- Provvedo a farli tacere, Maest? - chiese Goblin speranzoso.
- Non ce n' bisogno - disse Magda lanciando occhiate torve. - Presto si zittiranno da soli.
Ai quattro lati della piazza, intanto, si era radunata una folla di adulti. Allertati dalle voci dei loro bambini, erano usciti di casa e si erano riversati per le strade della citt. Centinaia di persone si stavano ammassando dietro le barricate, urlando e premendo contro i cordoni che sbarravano l'accesso. I demoni li respinsero ma questo serv solo ad aumentare le proteste.
- Rivogliamo indietro i nostri bambini! Ridateci i nostri bambini!
Volpo si avvicin furtivo a Magda e le pass il piccolo megafono d'oro che aveva estratto da sotto la sua veste. La voce di Magda risuon attraverso le statue disseminate per la citt e gli schiamazzi si affievolirono.
- Miei fedeli cittadini! Grazie ai valorosi sforzi dei miei servitori e sostenitori, i vostri bambini sono stati ritrovati e sottratti alle grinfie dell'elfo malvagio.
I piccoli sono un po' scossi ma in buona salute.
La pace e la tranquillit sono state ripristinate nel glorioso regno di Doransk! Vi ringrazio del vostro assiduo sostegno e della pazienza dimostrata durante queste estenuanti ricerche. Ora tornatevene nelle vostre case, in attesa che i miei inservienti vi riconsegnino i vostri bambini. Alla mezzanotte di domani, qui nella Piazza Dorata, assisterete all'esecuzione capitale dell'elfo malvagio e finalmente saremo liberati dalla sua terribile minaccia. Rinnovo i miei ringraziamenti alla cittadinanza di Doransk e auguro a tutti una buona notte.
Nel giro di pochi minuti, gli adulti furono fatti allontanare dalla piazza e scortati nelle rispettive case.
Magda si rivolse ai bambini, fremente d'impazienza.
- E adesso,  l'ora del mio trattamento di bellezza! - trill.
A quelle parole, Nickolai si sent gelare il sangue nelle vene. - Lasciali stare! - url, dimenandosi come un animale inferocito per liberarsi dalle catene.
Nel frattempo, i bambini avevano ripreso a vociare e a saltare, agitando i pugni in aria in preda all'esaltazione. - Libert! Libert! Libert!
Ma Nickolai non pot far altro che guardare con orrore Magda scostarsi il lembo del mantello e rivelare la profonda cavit tenebrosa che aveva al posto del cuore.

Capitolo 20
LA FINE DELL'INFANZIA
Un turbine si rivers fuori da quel buco nero e serpeggi verso i bambini. Nickolai fu orgoglioso di vedere che continuavano a cantare in coro: - Libert!
Libert! Li... ber...
Poi, di colpo, il coro cess, i bambini si ammutolirono e nei loro occhi si spense ogni luce. Anneka abbandon le braccia lungo i fianchi senza opporre resistenza e Zak lasci scivolare a terra il suo tupilak.
Perfino Louisa si zitt. In pochi istanti, i ribelli si tramutarono in tanti piccoli adulti, completamente sottomessi al volere di Magda.
Nickolai assist allora alla sua agghiacciante metamorfosi: il corpo curvo e rinsecchito si raddrizz e si allung come fosse un burattino manovrato da fili. Una massa fluente di capelli neri le ricadde sulle spalle. Le mani nodose e avvizzite riacquistarono una liscia pelle d'alabastro. Magda lasci cadere a terra il bastone con un rumore sordo e si tolse il velo per mostrarsi in tutto il suo splendore. Lo sfolgorante abito d'oro metteva in risalto la sua armoniosa figura, avvolgendola in eleganti drappeggi. Si volse verso Nickolai con un sorriso radioso e uno sfolgorio negli occhi.
- Adesso s che ci siamo! - disse con voce argentina.
Volpo si inginocchi al suo cospetto e le porse la corona, che scintill al chiaro di luna. Magda la sollev in aria con le bianche mani e se la sistem sul capo. Dopodich, si rivolse ai bambini, che la guardavano con deferenza. - Ebbene? Non salutate la vostra regina?
I bambini si inginocchiarono e chinarono la testa in segno di sottomissione. - Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! - recitarono in coro.
- Ehi, non dimenticate che ci sono anch'io! - protest Finn, pavoneggiandosi nella sua nuova veste di principe ereditario. I bambini si inginocchiarono di fronte a lui e ripeterono: - Viva il grande e magnifico principe di Doransk!
Finn and in brodo di giuggiole. Ma Magda cancell di colpo ogni traccia di compiacimento dalla sua faccia. - Vedi di stare al tuo posto! - lo ammon aspramente. - Il tuo compito  obbedire ai miei ordini. Il mio braccio destro rester sempre il mio fedele servitore Volpo! -. Volpo le lanci un'occhiata di monito da sotto le folte sopracciglia. - E presto...
ehm... mio adorato consorte - aggiunse lei.
Finn si affrett ad assumere un atteggiamento riverente. - Naturalmente, Vostra Maest - disse. - Voi siete la sovrana assoluta e per me e la mia famiglia  un onore servirvi. Ogni vostro desiderio  un ordine.
- Bene, allora ti ordino di scortare a casa i bambini
- disse Magda.- E togliete loro catene e manette.
Ormai non ce n' pi bisogno.
Finn fece un profondo inchino. - Ai vostri ordini, grande e magnifica sovrana!
I bambini rimasero docili come un gregge di pecore mentre i demoni li liberavano dai ceppi. Finn impartiva gli ordini con fare autoritario, battendo i tacchi dei suoi stivali dalla punta d'acciaio e gettandosi sulle spalle la falda del mantello reale. Le medaglie appuntate sul petto luccicarono al chiaro di luna.
- Avanti, branco di buzzurri! In fila per due, marsch! - ordin in tono altezzoso.
I bambini eseguirono obbedienti gli ordini. Si disposero in file ordinate dietro a Finn e lo seguirono a passo di marcia, scortati dai demoni su entrambi i lati.
Zak, Anneka e Louisa sfilarono davanti a Nickolai senza degnarlo di uno sguardo. Nickolai si sent morire.
Ebbe appena il tempo di notare che il talismano di Zak era sparito dal punto in cui l'aveva lasciato cadere, prima che il corteo svoltasse dietro l'angolo e la piazza piombasse nel silenzio pi assoluto.
Magda gli rivolse un sorriso compiaciuto. - Il tuo destino  segnato. Desideri trascorrere il tempo che ti resta con tua madre? Ti conviene abituarti all'idea, dato che domani a quest'ora sarai tramutato in pietra come lei!
Goblin e Doblin lo afferrarono per le braccia e lo incatenarono alla statua di Ella. Un drappello di demoni fu assegnato alla sua sorveglianza. L'intera piazza era presidiata dai lupi. Non c'era alcuna possibilit di scampo.
- Buonanotte, Nickolai. Sogni d'oro! -. Magda schiocc le dita e un attimo dopo una carrozza d'oro fece il suo ingresso nella piazza, trainata da una muta silenziosa di lupi neri. La porta della carrozza si apr e una scaletta d'oro scese fino a terra.
Magda scivol elegantemente all'interno, seguita da Volpo.
- A domani! - salut allegramente - A mezzanotte!
-. E, a un suo regale gesto della mano, la carrozza ripart.
Nickolai fu lasciato in compagnia delle sentinelle, con Goblin e Doblin che si ergevano minacciosi di fronte a lui.
- Un ultimo desiderio? - chiese Doblin, in tono quasi dispiaciuto.
Goblin volt la testa di scatto verso il suo doppio, fulminandolo con lo sguardo. - Ma che cosa diavolo ti viene in mente? Razza di imbecille! Un traditore della patria non ha diritto a un bel niente!
Con la coda dell'occhio, Nickolai scorse la sua giubba rossa abbandonata per terra poco lontano.
Doveva essergli caduta nel trambusto, l'unico oggetto che gli rimaneva della sua infanzia.
Doblin si accorse che Nickolai la stava guardando e punt improvvisamente un dito verso il cielo.
- Guarda!
Goblin alz gli occhi di scatto. - Dove? Che cosa?
- Stanotte c' la luna piena! - osserv Doblin con entusiasmo, mentre allungava di nascosto il braccio verso la giubba. Con un unico, rapido gesto, la sollev da terra e la lanci a Nickolai. Goblin non fece in tempo a voltare di nuovo la testa verso Doblin che Nickolai si era gi messo la giubba sulle spalle. - E con questo? C' la luna piena ogni notte, pezzo di imbecille! Non mi starai mica diventando un sentimentale? Piuttosto, andiamo a farci una birra prima che chiudano!
- Ottima idea! Si va alla Taverna dei Menestrelli? - propose Doblin.
- Decido io dove andare, babbeo. Non dimenticare che sono io il capo! Si va alla Fiaschetteria della Regina!
- Ma ci andiamo sempre! - protest Doblin. - E inoltre la cucina non  un granch. Perch non andiamo alla Taverna dei Menestrelli, tanto per cambiare?
- Perch si fa quello che dico io. E poi sta a te pagare.
- Di nuovo? - esclam Doblin incredulo. Stranamente, toccava sempre a lui.
Nickolai rimase a guardare quella bizzarra creatura allontanarsi, avvolgendosi nel tepore confortante della sua giubba. Soltanto in quel momento si ricord di tenere Elvina ancora stretta nel pugno chiuso. Apr la mano e la fatina prese a svolazzargli davanti al viso.
Nickolai la guard ammirato, come se la vedesse per la prima volta. Quell'esserino gli aveva salvato la vita e aveva continuato a proteggerlo per tutto il tempo. Era grazie a lei e alle altre fatine che era sorto il reame degli elfi. E, sempre grazie a lei, Magda non aveva potuto portare a termine il suo piano. Il futuro del mondo intero dipendeva da lei. Fino a quel momento, Nickolai non si era reso conto di quanto fosse importante la sua presenza.
- Ti chiedo scusa, Elvina, per non aver riconosciuto prima il tuo valore - bisbigli. La fatina and a posarsi sulla sua spalla, squittendo addolorata.
Poi, vol sulla statua della madre di Nickolai.
- Com'era mia madre, Elvina? Era bella? Hai qualche ricordo di lei?
Elvina and a rifugiarsi sotto il mento di Nickolai.
Le sue ali gli facevano il solletico.
- Questa  l'ultima notte che passeremo insieme - sussurr Nickolai. - Volevo ringraziarti per avere badato a me fino a ora.
Elvina mand un lungo gemito. Nickolai si appoggi alla roccia inanimata, arrendendosi al proprio triste destino.

In tutta la citt, le famiglie aspettavano con ansia il ritorno dei figli sull'uscio di casa. Ora che l'elfo malvagio era stato catturato, potevano finalmente tirare un sospiro di sollievo. L'atmosfera era carica di euforia e letizia.
Che gioia fu riabbracciare i propri bambini, dopo una cos lunga separazione!
Ma presto si accorsero che qualcosa era cambiato.
I loro occhi erano vacui e inespressivi e, invece di gettarsi tra le braccia dei genitori, mantenevano un atteggiamento molto formale. Il tono dei loro saluti era questo: - Buonasera mamma, buonasera pap.
 bello essere di nuovo a casa. Se non vi dispiace, vorrei andare a dormire adesso. Domani mi aspetta una giornata molto impegnativa al servizio del nostro grande e glorioso regno.
Giok e Lotta attendevano davanti alla baracca numero ventuno, impazienti di riabbracciare le figlie. Ma, non appena vide arrivare i bambini, Giok si accorse subito che c'era qualcosa di strano. Finn, con indosso il mantello regale e la corona da principe, alz un braccio per arrestare il corteo e lesse un proclama a voce alta: - I cittadini residenti nella baracca ventuno, fila settantatr, accampamento undici, hanno il permesso di rompere le righe e rientrare nella propria abitazione!
Anneka, Louisa e Zak fecero un passo avanti e si diressero verso la loro baracca. Lotta si precipit a stringere al petto le sue due figlie.- Oh, le mie bambine!
Che gioia rivedervi! Siete tornate finalmente! - esclam coprendole di baci e di lacrime. Louisa diede un abbraccio frettoloso alla madre prima di ritrarsi e guardarla con aria grave. - Ciao, mamma.  bello essere di nuovo a casa - disse in tono distaccato.
Anneka fiss i suoi genitori e per un attimo Giok ebbe l'impressione di scorgere un lampo nei suoi occhi. - Buonasera mamma, buonasera pap.  un vero sollievo essere tornate a casa sane e salve ed essere scampate alle grinfie dell' elfo malvagio.
Zak le sferr un lieve calcio a uno stinco. - Non strafare! - le bisbigli all'orecchio.
Una volta entrati in casa ed essersi chiusi la porta alle spalle, i bambini rivolsero agli adulti uno sguardo ammiccante portandosi un dito alle labbra.
Una tacita intesa fu stabilita, e un attimo dopo si gettarono l'uno tra le braccia dell'altro, soffocando il pi possibile i pianti di sollievo.
Il mattino seguente, la colazione nella piazza centrale del quartiere si svolse in maniera oltremodo pacata. I bambini facevano ordinatamente la fila per ricevere la loro insipida razione di fiocchi d'avena prima di sedersi a tavola e mangiare educatamente, rimproverando di quando in quando i propri genitori per la loro condotta sconveniente.
Gli adulti mostrarono una variet di reazioni che andavano dallo sconcerto allo stupore, dall'afflizione alla rassegnazione.
Anneka, Zak e Louisa sedevano con Giok e Lotta, e mangiavano facendo attenzione a tenere gli occhi sempre bassi. Johan sedeva vicino ai suoi genitori.
- Che bello riavervi tutti a casa! - esclam Rosa, sorridendo timidamente, in cerca di complicit. Ma i bambini la ignorarono, tranne Johan e Anneka che abbozzarono un sorriso.
In quel momento Finn fece irruzione nella piazza, accompagnato dalla sua guardia speciale. Sopra l'uniforme scura indossava un mantello di velluto nero bordato d'oro e di raso rosso, e in testa sfoggiava una corona d'oro. Il suo atteggiamento era quello di un principe. Srotol una lunga pergamena e si schiar la voce. - Buongiorno a voi, cittadini dell'accampamento undici -. Sollev un sopracciglio, in attesa. Allora tutti i bambini si alzarono in piedi e fecero un inchino recitando: - Buongiorno principe Finn, grande e magnifico figlio di Doransk!
Gli adulti si affrettarono a imitare i loro figli, inchinandosi e ripetendo a pappagallo la frase di saluto.
Un sorriso di soddisfazione illumin il volto di Finn, che riprese a leggere: - Sono qui stamattina nelle vesti di principe ereditario di Doransk, per istruirvi in merito all'esecuzione capitale dell'elfo malvagio che avr luogo stanotte -. Tossicchi leggermente.
- Una procedura spiacevole ma necessaria a cui mi auguro far presto seguito un'occasione assai pi lieta... come la mia incoronazione ufficiale!
?Si guard intorno, in ansiosa attesa.
- Viva il grande e magnifico principe di Doransk!
Finn fece una smorfia compiaciuta. - Vi ordino perci di disporvi in una fila ordinata davanti al cancello, alle undici in punto. Sarete scortati fino alla Piazza Dorata dove assisterete all'esecuzione capitale.
Prima, per, l'elfo malvagio sar sottoposto al pubblico ludibrio e umiliato di fronte all'intera cittadinanza di Doransk.  stato cos decretato da me personalmente, in qualit di principe ereditario di Doransk, che il condannato sia fatto sfilare in catene per le strade della citt, in modo che tutta la popolazione possa deriderlo e schernirlo come merita.
Tale punizione esemplare servir da monito a chiunque in futuro oser sfidare ancora la nostra grande e magnifica sovrana!
Un mormorio sbigottito si diffuse tra gli adulti, mentre i bambini rimasero impassibili, tranne Anneka, Zak, Louisa e Johan che si scambiarono occhiate atterrite.
- In qualit di principe ereditario di Doransk, sono stato investito di ampi poteri dalla regina Magda.
La nostra graziosa sovrana ha dato ordine che tutti i bambini assistano a questo evento, affinch imparino la lezione. Tutti i ragazzi sotto i sedici anni dovranno perci farsi trovare davanti al cancello alle undici in punto. Lo spettacolo  assicurato!
Dopo aver arrotolato la pergamena, Finn batt i tacchi e si conged con il solito saluto: - Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! E viva anche me, naturalmente!
- Viva la nostra grande e magnifica sovrana, la regina Magda! E viva anche te, naturalmente!

Capitolo 21
UNA RECITA
Nickolai aveva trascorso una lunga notte solitaria a sonnecchiare sotto la statua di quella che un tempo era stata sua madre. Elvina aveva dormito rannicchiata nel suo orecchio sinistro. Nickolai si svegli alle prime luci dell'alba. I demoni che gli facevano da guardia dormivano ancora della grossa, appoggiati l'uno all'altro, russando sonoramente, con un filo di bava che colava dalle bocche aperte.
Il fetore del loro alito era disgustoso. Alcuni lupi si aggiravano furtivi per la piazza, senza perderlo di vista un solo istante.
Debole e affamato, Nickolai cerc di tirarsi su a sedere, ma una smorfia di dolore gli turb i lineamenti, il collare di ferro che gli stringeva il collo gli sfregava sulla carne viva e aveva gambe e braccia indolenzite per via delle catene. Si riassop finch non fu svegliato di nuovo da un rumore di passi.
Dopo poco vide spuntare Goblin e Doblin e Finn, a capo di un esercito di demoni che puntavano dritto verso di lui.
Li seguiva un folto corteo di bambini che marciavano in colonna come tante formichine, lo sguardo fisso davanti a s. In prima fila c'erano i suoi amici, diventati ormai dei perfetti estranei.
Finn si avvicin a Nickolai sogghignando. - Buongiorno, mio caro elfo. Dormito bene? Hai fatto due chiacchiere con la tua mamma?
Nickolai raccolse tutte le sue forze e gli sput in piena faccia. Finn indietreggi, incredulo, boccheggiando come un pesce.
- Sei venuto a cantare vittoria? - sbrait Nickolai.
- Eccolo il cagnolino scodinzolante della regina, tutto fiero dei nuovi poteri di cui  stato investito!
Sei solo un leccapiedi! E un infame! Hai tradito i tuoi amici senza battere ciglio!
Finn contrasse il viso in una smorfia di rabbia, mentre si ripuliva dallo sputo. - C-come hai osato? - balbett.
- Sua Altezza,  un oltraggio! - osserv Anneka in tono grave. - Questo individuo ha osato mancarle di rispetto! Dev'essere immediatamente punito!
Nickolai sent una stretta al cuore.
Gli altri bambini intonarono un coro: - Punizione!
Punizione! Punizione!
- Molto bene, moccioso - tuon Goblin facendo schioccare la frusta con aria minacciosa. -  il momento della rivincita!
La gente si rivers nella piazza per assistere alla scena. Il coro si fece sempre pi incalzante mentre Nickolai veniva slegato e costretto a rialzarsi con la forza. Sent un dolore acuto quando la frustata di Goblin si abbatt sulla sua schiena. Strinse i denti, deciso a non dare soddisfazione ai suoi aguzzini, mentre tutt'intorno si levavano grida di incoraggiamento.
I demoni lo costrinsero ad attraversare la piazza. Finn ordin al corteo di fermarsi e si rivolse ad Anneka, che si trovava al suo fianco.
- Bisogna pensare al percorso migliore da seguire!
- esort Anneka a voce alta. - Tutti devono vedere la processione! Ogni cittadino di Doransk deve assistere a questa punizione esemplare.
Nickolai pos lo sguardo su Zak e fu sorpreso di cogliere un guizzo nei suoi occhi.
Se l'era immaginato, oppure Zak gli aveva mandato un messaggio? Not che aveva di nuovo il suo talismano al collo. Strano. Doveva averlo raccolto da terra prima di essere portato via con gli altri bambini. Ma allora...
Zak si inchin rispettosamente davanti a Goblin, ignorando del tutto Doblin. - Dite, nobile Goblin, qual' il percorso consigliabile per fare il giro dell'intera citt? In qualit di capo della polizia, lei la conoscer come le sue tasche.
Goblin pieg la testa di lato e si accarezz il mento con fare pensoso. - Direi che la cosa migliore  percorrere il Viale Dorato, costeggiare il fossato del castello e proseguire lungo il muro di cinta.  il percorso ufficiale che seguono le processioni di Sua Maest.
- Aspetta un attimo! - strepit Doblin, irritato per essere stato ignorato. - Non direi che sia il percorso pi adatto. In realt, cos si tralasciano un bel po' di strade residenziali. Io ritengo che sia pi conveniente passare per la parte vecchia della citt -. Gett un'occhiata torva a Zak e si batt la mano sulla sua parte del petto. - Vorrei ricordarti, figliolo, che anch'io sono il capo della polizia di questa citt.
Ci fu un breve silenzio teso, prima che Goblin voltasse la testa di scatto e premesse la sua fronte contro quella di Doblin.
- Per l'ultima volta, razza di babbeo, chiudi il becco! - rugg, sputacchiando in faccia a Doblin.
- Ti ho gi detto che il capo sono io! La regina Magda ha nominato me capo della polizia, non te! Perci si fa come dico io! E tu vedi di tenere la bocca chiusa! Ricordati che sono io quello con il cervello!
I due continuarono a guardarsi in cagnesco, sbuffando come tori infuriati.
Nickolai gett uno sguardo a Zak e stavolta colse una strizzatina d'occhio. In quel momento, non ebbe pi alcun dubbio.
- Ehi, Doblin - esclam in tono baldanzoso. - Non ti farai mica mettere i piedi in testa da quel pallone gonfiato di Goblin, vero? Sai benissimo che sei tu il pi intelligente dei due! Perci fatti valere!
Entrambe le teste si voltarono di scatto verso Nickolai. Doblin aveva un'espressione meditabonda, Goblin era rosso di rabbia. - Taci, tu, canaglia dalle orecchie a punta! Non immischiarti in fatti che non ti riguardano!
- Invece ha ragione! - replic Doblin con indignazione.
- Sei un pallone gonfiato! E io non ho pi intenzione di sopportare le tue prepotenze! Non sono uno stupido! Anzi,  evidente che sono pi intelligente di te! Tu non sai nemmeno leggere! E poi... mmmh Goblin gli stava premendo la sua manona sulla bocca ma Doblin reag morsicandola e cacciando a sua volta due dita su per il naso di Goblin. Scoppi una lite furibonda e Nickolai dovette fare un grosso sforzo per non scoppiare a ridere mentre l'energumeno a due teste lottava furiosamente con se stesso, prendendosi a calci e pugni e rotolando per terra, tra grugniti e grida soffocate. La gente accorse da tutte le parti e si raccolse intorno ai contendenti per assistere allo spettacolo.
Nessuno prestava pi attenzione a Nickolai, che guard timoroso verso i suoi amici. Zak stava cercando di trattenere il riso e Anneka aveva una luce divertita negli occhi. Johan rideva sotto i baffi e Louisa aveva affondato il viso nella gonna di sua sorella.
Nickolai prov un immenso sollievo. I suoi amici erano quelli di sempre!
- Pensiamo noi a badare al prigioniero, principe! - url Anneka a Finn, tutto preso dall'incontro di lotta.
Finn non sembr nemmeno sentirla.
- Su, sbrighiamoci a tirarti fuori di qui - bisbigli Zak, mentre si stringevano intorno a Nickolai.
- Come facciamo con le catene? - disse Nickolai.
Le catene che tenevano prigioniero Nickolai giacevano a terra, fino a una guardia che ne aveva lasciato cadere le estremit, completamente assorta nel combattimento. Una grossa chiave le pendeva da un anello agganciato alla cintura.
- Vai, Louisa! - sussurr Anneka.
Louisa trotterell verso la guardia, le sfil la chiave dall'anello e la port trionfante a sua sorella.
Senza perdere tempo, Anneka apr il lucchetto del collare che stringeva Nickolai. Le catene scivolarono a terra con un rumore metallico, che per fortuna fu coperto dallo strepito del combattimento.
- Svelto, apri la terra, Nick - lo incalz Anneka.
- Magda pu arrivare da un momento all'altro!
Nickolai chiuse gli occhi e si concentr con tutto se stesso, cercando di non farsi distrarre dal caos circostante. Nessuno si accorse del tremore. E nessuno vide Nickolai, Anneka e Louisa scomparire nella voragine che si era aperta sulla superficie prima che si richiudesse sopra le loro teste. In compenso, fu impossibile non notare il comportamento sfrenato di Johan e Zak che cominciarono a correre come due ossessi in mezzo alla folla, facendo pernacchie e sberleffi ai demoni.
- Marameo! Ciccione di un demone! Prova a prenderci se ci riesci!
I demoni distolsero l'attenzione dal loro capo occupato a strangolarsi per osservare allibiti le esibizioni dei due scatenati ragazzini, incerti sul da farsi in mancanza di ordini. Finn si accorse improvvisamente di quello che stava succedendo.
- Ehi, tornate qui, piccoli mocciosi! - grid. Poi, rivolto ai demoni: - E voi, che cosa aspettate a catturarli, banda di cretini! Vi ordino di riportare qui immediatamente quei due!
Dopodich si distrasse di nuovo, sentendo due tonfi. Goblin e Doblin erano stramazzati al suolo, battendo violentemente le teste per terra.

L'aria gelida invest Nickolai, Anneka e Louisa mentre precipitavano nel vuoto prima di atterrare uno sopra l'altro. Si rialzarono e si guardarono in giro, battendo i denti. Erano tornati nella grotta principale.
Nickolai sorrise alle sue amiche. - Complimenti per la recitazione! Siete stati davvero in gamba!
Per un attimo avevate convinto anche me!
Anneka sorrise con modestia, spazzolandosi i vestiti con le mani.-  stata mia l'idea.
- Io sono bravissima a recitare! - trill orgogliosa Louisa.
- C' solo una cosa che non mi  chiara - disse Nickolai. - Come mai la magia perversa di Magda non ha avuto effetto su di voi?
Louisa gett le braccia al collo di Nickolai. - Perch noi ti vogliamo bene, Nick!
- In effetti  cos - spieg Anneka. - Noi siamo i tuoi amici pi cari. Questo significa che crediamo profondamente in te.  questa la magia. Se credi veramente nell'amicizia, nessuno pu sottrarti l'infanzia.
Nickolai sent un nodo alla gola - Nessuno mi aveva mai parlato in questo modo.
- Beh, lo sto facendo adesso - disse Anneka bruscamente, in preda all'imbarazzo. Tossicchi e poi batt le mani. - Bene, e adesso che facciamo? Il tempo stringe. Zak e Johan sono rimasti per creare un diversivo. Ma non riusciranno a tenerli a bada per molto. Siamo d'accordo di incontrarci nella piazza del mercato.
Nickolai si scosse e cominci a pensare a una soluzione. La loro sorte era nelle sue mani. Come avrebbe potuto vincere la forza sovrumana di Magda?
Come fare per smascherarla e mostrare a tutti la sua vera natura?
A un tratto ebbe un'illuminazione. - Ho trovato! - disse. Fece un respiro profondo prima di proseguire.
- Dobbiamo andare a far visita a certi amici. Loro sono i soli ad avere il potere di cui abbiamo bisogno.
- E chi sarebbero questi amici?
Nickolai esit. Stava per infrangere una promessa che aveva fatto quando aveva sette anni. Ma non gli restava altra scelta.
- Dove vive questa gente? - insist Anneka.
- Nella foresta vicino a Norsk. E non si tratta di persone.
Anneka lo guard come se fosse matto. - Nella foresta?
A Norsk! Non dire sciocchezze! Dobbiamo risolvere la questione entro mezzanotte. Come pensi di fare ad andare a Norsk e tornare in giornata, quando abbiamo impiegato dei mesi per arrivare fin qui?
Nickolai si mise a gironzolare intorno ai grandi blocchi di roccia squadrati, cercando di immaginare come dovevano essere un tempo: agili slitte da corsa capaci di sfrecciare a tutta velocit, alimentate da una forza invisibile che sfuggiva all'umana comprensione. All'improvviso si ricord che Magda aveva detto che sua madre aveva vinto la corsa del solstizio d'inverno. Dunque una di quelle slitte doveva essere appartenuta a lei. Chiss qual era?
Nickolai not che erano tutte rivolte nella stessa direzione, tranne una, pi avanti delle altre e messa di sbieco, come se avesse fatto manovra per fermarsi di colpo. Si avvicin e ci appoggi sopra le mani, nel tentativo di captarne le vibrazioni. Qualcosa dentro di lui gli disse che quella era stata la slitta di Ella.
- State indietro! - intim ad Anneka e Louisa.
Chiuse gli occhi e chiam a raccolta le forze. Sent una corrente vorticosa formarsi intorno a s e mosse con maestria le orecchie in modo da orientarla verso la slitta. Dopo quella che sembr un'eternit, si ud un rombo tremendo seguito da un sonoro scricchiolio... e, lentamente, la roccia cominci a sgretolarsi e a cadere al suolo in una polvere sottile, rivelando ci che era nascosto sotto la dura crosta.
Davanti ai loro occhi apparve la slitta pi meravigliosa che avessero mai visto. I colori erano sfolgoranti e il telaio, sapientemente modellato, era decorato da file di minuscoli sonagli. La magia e il mistero che avvolgevano quella slitta ne facevano una reliquia di un mondo antico e inesplicabile. Quali mani fatate avevano fabbricato una simile meraviglia?
Nickolai prese una decisione seduta stante. - Salite!
- ordin ad Anneka e Louisa.
Ma Anneka scosse la testa, scettica. - Non abbiamo tempo per giocare!
- S, s, andiamo a fare un giro! - strill Louisa, tutta contenta.
- Svelte, salite! - insist Nickolai sistemandosi al posto del conducente. Anneka e Louisa presero posto dietro di lui.
Nickolai si chin a raccogliere qualcosa che luccicava ai suoi piedi. Era un oggetto a forma di coppa, completamente incrostato di ghiaccioli. Batt la coppa per terra, in modo da liberarla dalla crosta ghiacciata e la strofin su una manica per lucidarla.
La coppa scintill alla fioca luce del fuoco che ancora ardeva nella grotta. - Sembra una specie di trofeo - mormor Nickolai con ammirazione.
- Bene! - comment sarcastica Anneka. - Proprio quello di cui avevamo bisogno!
Elvina schizz fuori da sotto la casacca di Nickolai e svolazz intorno alla coppa, illuminandola tutta.
I riflessi di mille luci colorate cominciarono a danzare sulla superficie bombata. Nickolai scorse un'iscrizione dai caratteri arzigogolati su un lato, tutta graffiata e parzialmente illeggibile. Strizz gli occhi per cercare di decifrarla.
- Allora? Che cosa c' scritto? - chiese Anneka, spazientita.
Nickolai lesse a voce alta. - Coppa del solstizio d'inverno. Ai vincitori della corsa di slitte annuale, Ella Filidargento e suo figlio... - fece una pausa.
- ...suo figlio Nickolai.
Anneka incroci il suo sguardo. Nickolai tacque per alcuni istanti. Ma l'improvviso riecheggiare di ululati lontani ruppe quell'atmosfera di magia. Nickolai si scosse dalle sue fantasticherie. - Meglio darsi una mossa!
- Scusa? -. Anneka lo fiss allibita. - Come farai a far muovere questo coso? Non vedo cani da slitta!
Nickolai sospir e la guard negli occhi. - Hai detto che credevi in me, Anneka. Fidati e basta -.
Prese in mano le redini e le scosse timidamente.
Un innaturale tintinnio riecheggi per tutta la grotta
- Vi consiglio di tenervi strette! Non l'ho mai fatto prima d'ora!

Capitolo 22
UN MAGICO VOLO
Nickolai si concentr e raccolse tutta la forza di cui disponeva. Lentamente, la sent montare dentro di s e cominci a muovere le orecchie per indirizzarla alla slitta, attraverso le redini. Dapprima non successe niente. Poi, inizi ad avvertire uno strano formicolio sulle braccia e le redini si scossero. I sonagli tintinnarono come se fossero stati attraversati da una corrente elettrica. Dietro di s, Nickolai percepiva l'eccitazione di Anneka e Louisa. Funziona!
Con uno sforzo sovrumano, cerc di aumentare il flusso di energia diretto alle redini. Piano piano, la avvert fluire, ma ancora troppo debolmente. Dai, dai! A un certo punto, la tensione si allent e la slitta fece un balzo in avanti, per fermarsi subito dopo.
Gli ululati si fecero sempre pi vicini.
- Coraggio, Nick! - lo incalz Anneka. - Ce la puoi fare!
Nickolai ci riprov. Chiuse gli occhi e fece appello a tutta la sua forza di volont. La slitta sobbalz e sussult, scatt in avanti... e si stacc da terra, librandosi in aria a velocit folle. Nickolai era in preda all'euforia.
- Attento!
Nickolai apr gli occhi e vide che stavano sfrecciando lungo la galleria, dritto contro una parete!
Caspita, funzionava per davvero! Dette uno strattone alle redini e la slitta curv bruscamente. La raddrizz, preparandosi ad affrontare la galleria successiva.
Ma lo aspettava una brutta sorpresa. Gli occhi gialli di un branco di lupi luccicarono nell'oscurit di fronte a loro. Non fermarti! Nickolai imbocc la galleria a tutta velocit, volando rasente le teste dei lupi e gettando scompiglio nel branco. Altri lupi vennero alla carica, ma anch'essi furono sbaragliati dalle lame taglienti della slitta. Alcuni tentarono di saltare a bordo, ma furono sbalzati via man mano che la slitta acquistava velocit, infilando una galleria dopo l'altra a rotta di collo. Ben presto si lasciarono tutti i lupi alle spalle. Anneka e Louisa esultarono.
- E adesso, dove andiamo? - url Anneka per farsi sentire da Nickolai.
- Ehm... ancora non lo so! - rispose Nickolai, continuando a manovrare la slitta lungo il dedalo di gallerie. Sentiva il vento fischiargli nelle orecchie e la sua eccitazione cresceva via via che acquistava maggiore controllo del mezzo.
Louisa e Anneka mandavano gridolini euforici ed Elvina fece capolino dalla giubba di Nickolai per sbirciare fuori. Emise uno squittio terrorizzato e si ritir immediatamente nel suo nascondiglio.
- Pi veloce! Pi veloce! - incitava Louisa, strillando di gioia in braccio a sua sorella, gli occhi luccicanti e i boccoli biondi al vento.
Ma il loro entusiasmo non dur a lungo. Un coro di ululati riecheggi alle loro spalle. Nickolai si volt e scorse diverse paia di occhi gialli avanzare rapidi nell'oscurit. Mosse le orecchie, per assorbire maggiore energia dall'aria. La slitta sub una violenta accelerazione, sfrecciando a una velocit vertiginosa.
Nickolai dovette usare tutta la sua abilit di pilota per manovrare la slitta lungo le gallerie tortuose senza andare a sbattere contro le pareti rocciose.
- Adesso provo a uscire di qui! - url. - Tenetevi strette!
La galleria che avevano imboccato finiva contro un muro, dove si divideva in un bivio. Mentre avanzavano a tutta velocit, Nickolai si concentr per dirigere l'energia verso la parete rocciosa e governare la slitta allo stesso tempo. Avvertirono un tremore familiare ma la parete rocciosa che si avvicinava a vista d'occhio si manteneva solida e invalicabile.
Dai, dai! Ancora pochi secondi e rischiavano di schiantarsi contro il muro.
Meno dieci... nove... otto...
Ci fu un tremendo scricchiolio e la parete si squarci... ma non abbastanza per lasciarli passare!
Nickolai si sforz di concentrarsi ancora di pi...
...sette... sei... cinque...
Con un altro terribile scricchiolio, lo squarcio nella parete si allarg. Le pareti tremarono violentemente e Anneka e Louisa gridarono terrorizzate.
...quattro... tre... due...
La slitta si infil nella fenditura e risal velocemente il lungo corridoio verticale. Nickolai si sforz di tenere salde le redini finch non scorse una luce filtrare dall'apertura in superficie. Qualche attimo dopo, la slitta schizz fuori dalle viscere della Terra con un sonoro scampanellio.
Erano sboccati nella piazza del mercato. La slitta continu la sua folle corsa per le stradine circostanti, rovesciando bancarelle e seminando il terrore tra la folla. Mele, polli, uova, lampade, orologi, specchi, bambole Regina Magda e ogni genere di merce fu scaraventata in tutte le direzioni, tra gli strilli di gente che correva da tutte le parti.
- Riuscite a vedere gli altri? - url Nickolai per
sovrastare quel frastuono
- Laggi! - strill Anneka, indicando due giullari colorati che saltavano e piroettavano attorniati da un gruppo di persone.
Nickolai era confuso. - Ma quelli sono i giullari di corte!
Anneka scosse la testa. - Mentre tu parlavi con Magda nella grotta, sono riuscita a sgraffignare un paio di quei costumi. Ho pensato che sarebbero potuti tornare utili.
Nickolai rivolse ad Anneka uno sguardo ammirato.
Era proprio una ragazza in gamba. Manovr la slitta in modo da dirigerla verso i loro amici e cerc di rallentarla tirando le redini e muovendo le orecchie all'indietro.
- Preparatevi a salire a bordo! - grid Anneka ai due finti giullari.
La slitta pass a velocit sostenuta e i giullari ci saltarono sopra al volo. Uno dei due rischi di scivolare gi ma fu tirato dentro con l'aiuto degli altri.
Nickolai continu a pilotare la slitta attraverso il dedalo di stradine finch non sboccarono davanti alle porte d'oro massiccio della citt. Nickolai si prepar a sfondarle ma un drappello di demoni spunt a sbarrargli la strada.
- Non ti fermare! - lo incalz Anneka.
Nickolai raccolse le proprie forze e punt le orecchie verso le porte, determinato a passare. I suoi poteri avrebbero funzionato anche stavolta?
La terra cominci a tremare. Le porte si avvicinavano sempre di pi. I demoni si tolsero di mezzo all'ultimo momento, per evitare di essere investiti. Un secondo prima dell'impatto, le porte si spalancarono di colpo e la slitta sbuc all'esterno.
La gelida aria dell'artico tolse loro il respiro e l'oscurit dell'inverno polare li avvolse. Il cielo si apr sulle loro teste, punteggiato da vere stelle e rischiarato dalla luce argentea di una vera luna. I fuochi degli accampamenti fuori dalla citt ardevano nell'oscurit e i pellegrini sobbalzarono per la sorpresa vedendo la slitta sfrecciare sulla neve, mentre i passeggeri a bordo si abbracciavano e urlavano di gioia.
- Vai, Nick!
- Da che parte  Norsk? - chiese Anneka, senza fiato. Osserv la luna splendere alta in cielo. - Non manca molto alla mezzanotte!
- Facciamo rotta verso sud! - url Nickolai mentre la slitta sfrecciava sibilando sulla banchisa. Si orient con le stelle. Dritto all'orizzonte splendeva la Stella del Sud e, tutt'intorno, una sconfinata distesa di ghiaccio e neve. La sua bussola interiore gli disse che era sulla buona strada. All'improvviso, per, Anneka gli strinse un braccio e grid spaventata:
- Ci stanno inseguendo, Nick!
Centinaia di lupi si erano riversati fuori dalle porte della citt e scivolavano sulla neve come ombre scure. Nickolai dette uno scossone alle redini e la slitta aument la velocit. Percorsero a perdifiato una cresta dopo l'altra, saettarono lungo valli e gole infinite con i lupi sempre alle calcagna. I loro ululati risuonavano sinistramente nella vastit silenziosa e le loro sagome scheletriche si riversavano nel paesaggio come un nero fiume in piena.
Dobbiamo continuare a correre! si ripeteva Nickolai in preda alla disperazione. Non devono raggiungerci! Con sua grande sorpresa si rese conto di disporre di riserve illimitate di energia, a patto che mantenesse la concentrazione.
Finalmente raggiunsero il grande lago glaciale e attraversarono per chilometri e chilometri la sua superficie ghiacciata, sempre inseguiti dai lupi. A un certo punto, davanti a loro scorsero un'enorme voragine nella banchisa.
- Ci voleremo sopra! - Nickolai avvert i passeggeri. - Tenetevi stretti!
La slitta si libr in aria e super la voragine disegnando un arco perfetto prima di atterrare con un pesante tonfo dall'altra parte, sbandando paurosamente.
I lupi tentarono a loro volta di oltrepassare il crepaccio con un balzo. Alcuni non ebbero successo e precipitarono nelle gelide acque, tra terribili ululati, ma altri riuscirono a raggiungere l'altra sponda e a continuare l'inseguimento.
- Non ho mai visto lupi come questi! - esclam Zak sbalordito. - Non si danno mai per vinti!
- Non ti preoccupare! Li semineremo! - mormor Nickolai, senza staccare gli occhi dalla strada di ghiaccio. Finalmente scorsero in lontananza le terre del Sud. Gli ululati dei lupi si avvicinavano pericolosamente.
All'improvviso, un'ombra oscur il loro cammino.
Nickolai alz gli occhi e per poco non svenne per lo shock. Un'enorme sagoma scura emerse davanti a loro. La coda, grande come un albero, guizz tra le acque, mentre un lucido corpo massiccio si infilava sotto la slitta, sollevandola da terra. Uno spruzzo d'acqua zampill in aria e si sent un suono sordo come la sirena di una nave.
-  una qammql - esclam Zak.
- Una che? - chiesero gli altri in coro.
- Una balena! -. Zak si aggrapp stretto. - Presto, togliamoci di qui!
Nickolai comand alla slitta di librarsi in volo.
- Guardate! Ci sta aiutando! - disse Anneka, indicando sotto di loro.
La balena stava dimenando la grossa coda, spaccando il ghiaccio e sferrando colpi micidiali ai lupi, che cadevano come mosche nell'acqua, inghiottiti dalle profondit marine.
Nickolai continu a spronare la slitta. A poco a poco, la desolata distesa di ghiaccio cominci a lasciare il posto alla tundra. Qualche lupo superstite continuava a dar loro la caccia, ma gi si intravedeva il profilo frastagliato della foresta all'orizzonte.
Nickolai percorse a tutta velocit l'ultimo tratto di neve che li separava dalla foresta e, concentrandosi con forza, gett le orecchie indietro, tirando leggermente le redini a s, e fece fermare la slitta.
Una mezza dozzina di lupi stava per raggiungerli.
- Svelti, correte nella foresta! - grid Nickolai.
Gli altri obbedirono e si scaraventarono in mezzo agli alberi. Non appena entrarono in quella accogliente oscurit, Nickolai avvert un sussurro sommesso e i rami dei pini cominciarono a ondeggiare.
- Bentornato, ragazzo elfo!
Lo avevano riconosciuto!
Intanto i lupi erano penetrati nella foresta e serpeggiavano tra i tronchi.
- Presto, dobbiamo scappare! - url Anneka, in tono isterico.
- No! -. Nickolai scosse la testa e rimase fermo, in attesa.
Si sent un tremendo scricchiolio e gli alberi cominciarono a muoversi, formando un muro compatto che blocc la strada ai lupi. I lupi non si arresero e cercarono in tutti i modi di fare breccia tra i tronchi.
Ma inutilmente. I loro ululati di rabbia riecheggiarono per tutta la foresta, finch non furono costretti a darsi per vinti e a ritirarsi con la coda tra le gambe.
- Sto... sognando? - si chiese Zak, incredulo.
Nickolai scosse la testa. - Non  un sogno. Gli alberi si sono mossi per davvero.
- Allora  vero? Questa foresta  magica? - esclam Anneka, estasiata.
Nickolai annu di nuovo.
-  per questa ragione che sei stato punito quando eri piccolo, vero? Perch venivi qui di nascosto!
Nickolai sorrise imbarazzato.
- Traditore! Perch non mi hai portato con te?
L'espressione risentita che lesse negli occhi di Anneka fece sentire in colpa Nickolai. - Seguitemi e capirai perch ho dovuto tenertelo nascosto.
Avanti, andiamo.
La radura era esattamente come Nickolai si ricordava: uno spiazzo bianco, circondato da alti pini dai rami carichi di neve. Non si sentiva un rumore nel silenzio denso che li attorniava.
- Ci sono altre fatine qui? - chiese Louisa speranzosa.
- No. Ma ci sono altre creature meravigliose - disse Nickolai in un bisbiglio, sbirciando verso l'entrata della caverna delle renne, nascosta dietro un cespuglio. Cominci a provare una certa apprensione.
Aveva promesso di mantenere il segreto e adesso invece era tornato con altri umani. Il pensiero di rivedere le sue amiche dopo tanto tempo gli fece battere forte il cuore. Chiss se si sarebbero ricordate di lui. Lo avrebbero aiutato? Oppure gli avrebbero voltato le spalle? Forse erano migrate verso sud.
O, peggio, erano morte...
- Rimanete immobili nell'ombra e non fate il minimo rumore - intim agli altri. Avanz sulla neve scricchiolante fino al centro della radura e si mise a fare strani versi. Poi rimase in attesa, nel silenzio glaciale.
Si sent un fruscio e un leggero scalpiccio di zoccoli sulla neve. Una dopo l'altra, le renne si riversarono nella radura e si schierarono di fronte a Nickolai.
Prima Cometa, poi Rudolph, Blizzard, Piuma, Saetta, Fulmine, Cupido, Dorina e, per ultimo, Fiocco di neve.
Nickolai si sent scoppiare il cuore dalla gioia. Le giovani renne erano diventate degli splendidi esemplari adulti, con meravigliose corna ramificate. Imponenti come statue, lo guardavano con circospezione, muovendo nervosamente le orecchie e scrutando tutt'intorno con i grandi occhi marroni. Il fiato che usciva dalle loro narici formava delle nuvolette in aria. Poi Rudolph sgran gli occhi, batt lo zoccolo per terra e mand un verso di gioia. Scatt in avanti in preda alla frenesia e si ferm slittando davanti a Nickolai, prima di strofinare il muso umido contro la sua guancia.
- Nickolai! Sei tu! Sapevo che un giorno saresti tornato!
Nickolai gli gett le braccia al collo e affond il viso nella morbida pelliccia, inspirando il confortante tepore del suo odore animale. - Rudolph!
Quanto mi siete mancati!
In un attimo, si ritrov circondato dalle altre renne, ansiose di salutarlo a loro volta. Nickolai le abbracci una dopo l'altra.
- Come mai sei tornato, ragazzo? - tuon una voce alle sue spalle.
Lancer si stagliava solitario nel paesaggio innevato.
Era ancora uno splendido animale, con delle magnifiche corna e il muso spruzzato di grigio.
Avanz nella radura con l'incedere maestoso del capo indiscusso della trib.
- Sono qui per chiedere aiuto - disse Nickolai umilmente.
- Che genere di aiuto? - grugn Lancer.
- Ho bisogno che riportiate me e i miei amici al Polo Nord e ci aiutiate a combattere quella donna...
quel mostro che ha rubato le luci dell'aurora boreale dodici anni fa. Vi prego,  davvero urgente!
Dobbiamo tornare entro mezzanotte!
Un mormorio sommesso si diffuse tra le renne e qualcuno invoc il nome di Arkfel.
- Ci stai chiedendo di uscire dalla foresta? - esclam Lancer. - Di mostrarci al mondo?  fuori discussione! Non possiamo rivelare la nostra esistenza agli umani.  contro il codice delle renne.  un segreto che solo tu conosci!
Nickolai si fece forza e disse: - A dire il vero, non sono il solo a conoscerlo, signore.
Lancer si irrigid e fece un verso rabbioso, scuotendo le corna come rami al vento. - Ci sono altri umani con te? - esclam, incredulo.
Nickolai fece segno agli altri di uscire dal loro nascondiglio. - Sono miei amici - disse in tono disperato.
- Abbiamo combattuto insieme quella orribile strega che sta succhiando via la vita dal mondo.
Potete fidarvi di loro.
Lancer gett la testa indietro e mand un lungo grido. - Avevi promesso di mantenere il segreto! Hai tradito la nostra fiducia!
Nickolai si sforz di conservare i nervi saldi.- Se ci aiutate, l'aurora boreale torner a illuminare il cielo! Voi ritrovereste la vostra fonte di energia per volare e finalmente il mondo ritornerebbe alla normalit.
Gli occhi di tutti si rivolsero alla magnifica renna, che si stagliava austera al chiaro di luna. Nickolai era in uno stato di crescente nervosismo. La notte si stava lentamente consumando.
Alla fine Cometa parl, rivolgendosi a Lancer.
- Che senso ha tenere segreta la nostra esistenza se rischiamo di perdere per sempre il potere di volare?
Da quando le luci del Nord sono sparite, la nostra energia  destinata a esaurirsi. Se non facciamo niente per ripristinarla, l'aurora boreale non torner mai pi e noi non potremo pi volare -. Fece una breve pausa prima di continuare in tono pi dolce.
- Ricorda... tua madre ci ha avvisato dal suo letto di morte che Nickolai sarebbe tornato per chiedere aiuto. Si  raccomandata di tenere in serbo le nostre energie in attesa del suo ritorno. Lei era convinta che fosse stato Arkfel a mandarci il ragazzo. Ed  nostro compito aiutarlo a liberare il mondo da questo mostro. Appartiene al nostro destino. Non puoi negare che anche noi abbiamo un posto in questo mondo, Lancer, e dobbiamo fare la nostra parte.
La luna splendeva alta nel cielo e la mezzanotte si stava avvicinando. Lancer sbuff e chin il capo, meditabondo. Dopo alcuni istanti, scalpit e rialz fieramente la testa.
- Come al solito hai ragione tu, Cometa - dichiar con un sospiro. - Evidentemente siamo destinati ad avere un ruolo in un disegno pi grande. E non c' dubbio che la nostra trib debba rientrare in possesso dei suoi pieni poteri, pena la sua stessa sopravvivenza.
Da questo momento, e soltanto per
questa notte dell'anno, concedo alla trib l'autorizzazione di volare verso nord con Nickolai e aiutarlo a fare tutto ci che  necessario per riportare Arkfel a splendere in cielo!
Le renne si erano accovacciate sulla neve per permettere a Nickolai e ai suoi amici di salire in groppa. Elvina aveva provveduto a restituire loro le energie ed erano pronte a librarsi in aria. Nickolai guard la luna che splendeva come il quadrante d'argento di un gigantesco orologio. Avrebbero fatto in tempo?
Zak, a cavallo di Dorina, era terrorizzato. Anneka, in groppa a Cupido, aveva un'aria nervosa ma eccitata.
Johan, in groppa a Saetta gli accarezzava il collo, sussurrandogli paroline dolci all'orecchio, mentre Louisa si dimenava su Fiocco di neve, impaziente di partire.
Nickolai si era sistemato sull'accogliente dorso di Rudolph, euforico al pensiero di cavalcare di nuovo con lui.
- Ehm... Nick... - disse Zak nervosamente. -  un po' tardi per far presente il fatto che soffro di vertigini?
- Direi proprio di s - rispose secco Nickolai.
- Non devi far altro che aggrapparti alle corna e stringere forte le gambe. Al resto penseranno loro.
Non ti preoccupare! Su,  ora di andare!
Le renne si drizzarono sulle zampe e si disposero in fila al margine della radura. Cometa era in testa, pronta a condurre il branco. Lancer si port di fronte a loro, come un generale in procinto di mandare le sue truppe in battaglia. - Buona fortuna! Siate coraggiosi e fatevi valere! E tornate indietro sani e salvi! Io vi aspetter qui.
Detto ci, si scost per lasciare il campo libero.
Le renne si misero a scalpitare e Anneka, Johan e Zak si aggrapparono saldamente alle corna, tremanti di paura. Solo Louisa sembrava perfettamente a suo agio.
Di colpo, le renne si lanciarono in avanti per prendere la rincorsa, sollevando bianchi spruzzi di neve tutt'intorno, finch non si staccarono da terra, librandosi in aria, con le zampe ripiegate sotto il ventre.
- Uooooh! Piano! - strill Zak. - Ferma! Fatemi scendere!
- Rilassati e goditi il giro! - gli url Nickolai, prima di abbandonarsi completamente all'ebbrezza del volo. Man mano che Rudolph prendeva quota tra i pini, gli tornarono in mente tutti i ricordi della sua infanzia.
All'ultimo momento, gli alberi si fecero obbedientemente da parte, lasciando spazio a un ampio viale e la carovana cominci a zigzagare seguendo un percorso mozzafiato come il circuito di un ottovolante.
I tronchi sfrecciavano ai lati alla velocit della luce e la neve luccicava sui rami sovraccarichi.
Il vento fischiava nelle orecchie di Nickolai e gli abbass il cappuccio via via che si avvicinavano al margine della foresta. Nickolai serr con forza le corna di Rudolph mentre si innalzavano nell'azzurro del cielo, sopra la distesa sconfinata di neve. Volarono sopra le vastit artiche, divorando chilometri e chilometri di terre emerse. Dopo un po' scorsero la curva della Terra al Polo Nord e le guglie dorate di Doransk svettare all'orizzonte, circondate da un alone di luce abbagliante.
A quella vista, Nickolai inizi ad avere il batticuore.
Fine del divertimento. Si arm di coraggio e url a Cometa: - Cominciamo la discesa! Voglio che tutti quanti ci vedano volare sopra la citt. Soprattutto i bambini!
Sorvolarono i campi alle porte di Doransk. I pellegrini accampati osservarono sbalorditi il passaggio di quello straordinario convoglio.
Si accostarono alla bolla artificiale che racchiudeva Doransk e la penetrarono con un leggero schiocco. Un'ondata di aria calda e umida li invest, in netto contrasto con la gelida notte artica.
Una luna giallognola splendeva nella volta artificiale e stelle fittizie brillavano nel cielo buio.
Mentre volteggiavano sopra le strade dorate, in cerchi sempre pi bassi, il cuore di Nickolai prese a battere all'impazzata. Bisogna assolutamente che i bambini vedano le renne. Era l'unico sistema per restituire loro l'infanzia. O almeno cos sperava Nickolai.
Soltanto in quel modo si sarebbe potuto spezzare il sortilegio e smascherare Magda una volta per tutte. Senza la linfa proveniente dai bambini, la sua bellezza sarebbe sfiorita e la sua natura mostruosa si sarebbe rivelata.
A quel punto, anche la citt d'oro sarebbe apparsa nient'altro che un'illusione. Poi, sarebbe toccato a lui sottrarre alla strega le forze magnetiche, allo scoccare della mezzanotte, quando avrebbero raggiunto il culmine. Sembrava un piano folle, ma era la loro unica speranza.
Ormai si trovavano sopra il centro della citt, ma le strade erano deserte. Dov'erano finiti tutti quanti?
Un brivido di inquietudine corse lungo la schiena di Nickolai.
All'improvviso, Rudolph fece una brusca sterzata.
Una forza invisibile li stava attirando verso il basso, in direzione della Piazza Dorata. Un terribile risucchio, molto pi potente della forza di gravit, al quale era impossibile resistere.

Capitolo 23
LO SCONTRO FINALE
I bambini si aggrapparono al collo delle renne, urlando terrorizzati mentre venivano risucchiati verso il basso in un movimento a spirale. Le renne annaspavano e gridavano in preda al panico, tentando inutilmente di opporsi a quella forza. Nickolai guard gi e vide che la Piazza Dorata era gremita di persone. Al centro, in uno spiazzo chiuso da un cordone di polizia, Magda era in attesa del loro arrivo, con Volpo e Finn al suo fianco. Qualche secondo dopo atterrarono violentemente.
Le renne puntarono gli zoccoli, sbuffando terrorizzate, e i bambini furono sbalzati al suolo. Un manipolo di demoni si precipit su di loro. Gli animali furono imbrigliati e i bambini legati. Nickolai fu trascinato al cospetto di Magda, che rimase a fissarlo impassibile per alcuni istanti prima che le sue labbra si piegassero in un sorriso malizioso. - Grazie per avermi portato le renne, Nickolai. Non avrei potuto chiedere di meglio.
Nickolai sgran gli occhi, sbalordito.
- Credevi davvero che fosse un segreto? - sogghign Magda.- Io so tutto. I miei lupi hanno individuato le renne anni fa. Eravamo al corrente delle tue scorribande nella foresta!
Nickolai sent montare dentro di s una rabbia impotente. - A che cosa ti servono le renne?
- Ne avr bisogno per trainare la mia slitta e volare in ogni angolo del mio impero - rispose Magda con soddisfazione. - Sai, intendo conquistare il pianeta intero! Cos avr a disposizione tutti i bambini del mondo, che saranno felicissimi di farsi un bel giro sulla mia slitta volante e venire alle mie feste!
Con un gesto del braccio, indic la folla assiepata nella piazza, che guardava meravigliata le renne.
- Ho detto a questa gente che tu avevi rubato le mie renne, ma che io ti ho costretto a restituirle.
Adesso mi appartengono e sono la prova vivente del mio potere.
- Viva la regina Magda, la nostra grande e magnifica sovrana! - intonarono i bambini in coro.
Nickolai fu sopraffatto dallo sconforto. Il suo piano aveva fallito. La vista delle renne non aveva affatto riportato l'infanzia ai bambini, come lui aveva sperato. Senza volerlo, aveva tradito il segreto delle sue amiche e le aveva condotte in trappola. Guard le renne, che gli restituirono lo sguardo in silenzio e si sent ribollire di rabbia.- No! - url. - Non le avrai mai! E non riuscirai a mettere le tue grinfie su Elvina! -. Si rivolse alla folla e indic Magda con un dito. - Non prestatele ascolto! Non vedete che cosa fa ai vostri bambini? Ruba loro l'infanzia per mantenersi giovane e bella! Questa non  la sua vera faccia! -. La gente lo guard come se fosse un pazzo.
Magda sorrise. - Visto? - disse compiaciuta. - Credono solo a me.  me che venerano e adorano, Nickolai!
Solo io posso dare loro quello che vogliono!
Ci detto, si impadron del piccolo megafono d'oro che Volpo custodiva sotto il mantello e la sua voce risuon per tutta la citt. - Miei fedeli sudditi!
L'elfo malvagio  stato finalmente catturato e tra poco assisterete alla sua meritata punizione. Ma, dato che sono una sovrana giusta e magnanima, far in modo che non soffra. Perci sar tramutato in una statua di pietra e rimarr per sempre esposto in questa piazza, in ricordo della terribile minaccia che ha rappresentato per la nostra pacifica comunit.
Dalla folla si lev un grido e si fece avanti una donna.
- Quello che dici non  vero! - url.- Ha ragione lui! Chiunque abbia un po' di buon senso si  accorto di quello che hai fatto ai nostri bambini! Sei tu il mostro! Ci hai ingannati tutti!
Era Lotta, rossa di rabbia. Accanto a lei c'era Giok, pallido in volto, che non fece niente per fermarla.
- Arrestate quella traditrice della patria! - tuon Magda. I demoni eseguirono immediatamente gli ordini e immobilizzarono Lotta.
- Lasciate stare la mamma! - gridarono Anneka e Louisa. Giok cerc di strappare sua moglie dalle grinfie dei demoni, ma fu a sua volta trascinato via con la forza e incatenato insieme alle figlie.
All'improvviso, Elvina fece timidamente capolino dalla giubba di Nickolai. A quella vista, Magda rimase senza fiato. - Eccola! - sibil tendendo la mano verso la fatina. - Presto sar mia!
Elvina espresse rumorosamente la sua contrariet.
- Forza, Elvina! - la incit Nickolai in tono disperato.
- Ora devi dare prova di tutto il tuo coraggio!
Fatti vedere dai bambini!  la nostra ultima speranza!
La sent fremere sotto la giubba. Poi, raccolte le forze, vol fuori e cominci a svolazzare in mezzo alla folla, suscitando un brusio di meraviglia.
- Visto? - url Nickolai. - Non  uno dei miseri trucchi di Magda!  una fatina vera e mi appartiene!
Elvina si esib nelle sue solite evoluzioni. I bambini se ne stavano con il naso all'ins mentre lei gli girava intorno, sfiorandoli al passaggio. La magia sembr funzionare. La luce si riaccese nei loro occhi e uno dopo l'altro si risvegliarono lentamente dall'incantesimo.
A poco a poco, ritornarono in s e guardarono i loro genitori come se non li vedessero da tempo.
- Mamma? Pap?
- Dove sono stato?
- Che cosa succede?
In tutta la piazza si moltipllcarono le scene di abbracci tra genitori e figli. Ma uno strillo agghiacciante raggel tutti. Davanti ai loro occhi si produsse un'orribile trasformazione. La bellezza di Magda sfior di colpo, sottoposta a un rapido processo di invecchiamento. La pelle del viso si raggrinz tutta e le guance si fecero cascanti. Gli occhi diventarono rosso sangue prima di essere inghiottiti dalle orbite.
La pelle assunse un malsano colorito verdastro e la sua chioma rigogliosa si trasform in una matassa grigia e arruffata. Il suo corpo si rinsecch come una foglia e le mani si ridussero a due artigli nodosi e coperti di chiazze. Le sue orecchie a punta si afflosciarono e i denti caddero per terra uno a uno con un cupo tintinnio, lasciandola sdentata.
Nel giro di qualche secondo, la radiosa bellezza di Magda era scomparsa e al suo posto c'era una vecchia megera. Magda mand un lugubre lamento e si copr la faccia devastata con le mani. Volpo rimase paralizzato sul posto, mentre Finn indietreggi, pallido di terrore e ribrezzo.
- Adesso mi credete? - grid Nickolai, indicando l'orribile strega di fronte a lui. - Ecco qual  il suo vero aspetto! Quello che ha cercato di tenere nascosto approfittando dei vostri bambini!
Magda url di rabbia e lanci a Nickolai un'occhiata carica di un odio tale da fargli gelare il sangue nelle vene. - Bella mossa, ragazzo elfo - sibil.
- Ma le forze magnetiche dell'aurora boreale sono ancora in mio potere! Ti pentirai amaramente di quello che mi hai fatto! Ti distrugger senza piet!
La tua ora  vicina! Guarda!
Punt il dito nodoso verso l'orologio del campanile cittadino che cominci a suonare la mezzanotte.
I rintocchi echeggiarono cupamente.
Uno... due... tre... quattro...
- Sta suonando la tua campana a morto, Nickolai.
Finalmente  arrivato il momento che aspettavo per completare i miei poteri. Non ho bisogno di questa gente! Comincer a ricostruire altrove il mio impero!
Detto ci, scost il mantello rivelando il buco nero che aveva nel petto.
...dieci... undici... dodici!
L'ultimo rintocco rimbomb per l'intera citt. Elvina, che si era rifugiata dietro l'orecchio sinistro di Nickolai, cominci a squittire di terrore.
- No! - url Nickolai - Non puoi togliermela!
Un turbine impetuoso si diresse verso di lui. Nickolai sent Elvina perdere la presa sul suo orecchio e venire risucchiata verso il buco nero. I suoi squittii disperati smisero di colpo non appena fu inghiottita nell'oscurit cavernosa. Immediatamente, Nickolai sent le forze abbandonarlo. Le braccia e le gambe si fecero pesanti come il piombo e avvert un gelo avvolgergli lentamente le spalle. Si stava trasformando in una statua di pietra.
In lontananza, ud la voce di Anneka urlare in preda al panico: - Muovi le orecchie, Nickolai! Sforzati di rimanere sveglio! Resisti!
Nickolai cerc di fare come diceva, ma era come provare a smuovere un cancello arrugginito. Si sforz di nuovo e si mossero impercettibilmente. Al terzo tentativo, sent una forza fluire dalla punta delle orecchie e colpire con una scossa Magda.
Rivolse gli occhi alle renne. Si erano disposte in fila e tremavano violentemente. Le loro corna si toccavano, trasmettendosi un'energia interiore che mandava scariche elettriche, sprizzando scintille tutt'intorno. Erano impegnate a togliere la forza a Magda.
La contesa dur alcuni minuti. Le renne si sforzavano di attirare la forza dalla loro parte, mentre Magda si contorceva orribilmente nel tentativo di rimanere aggrappata alla vasta energia cosmica che aveva sottratto al mondo dodici anni prima.
Alla fine, con un urlo terrificante, dal suo corpo fuoriusc un'esplosione di migliaia di luci colorate, una nuvola gassosa che galleggi come sospesa in aria per qualche secondo, prima di rilasciare uno sciame ronzante di creaturine raccolte in una grande sfera luminosa.
Con un possente sibilo, la rimanente massa di Luce si distese verso la volta celeste e un enorme sipario dai riflessi multicolori prese a danzare in cielo.
L'aurora boreale era stata ripristinata!
Nickolai osserv quello spettacolo con gli occhi velati di lacrime. Quelle erano le luci che avevano infuso la vita al suo popolo. La folla ammirava la scena in estasi. Zak si lasci cadere in ginocchio e giunse le mani in adorazione. - La dea Sedna! Finalmente l'ho vista, nonno! Finalmente l'ho vista! La vedi anche tu, da lass, nonnino caro?
Una figurina luminosa si stacc dalla sfera evanescente sospesa sopra la piazza e si diresse verso Nickolai. Nickolai cerc di afferrarla con la mano, ma la sent pesante e intorpidita. Era ancora di pietra per met. Ma bast che Elvina gli svolazzasse intorno, pigolando freneticamente perch la vita ricominciasse a fluire in lui.
Magda tendeva le mani ossute verso il cielo, quasi volesse riprendersi le luci. - Ridammele! Mi servono!
Sono mie!
- No, non sono tue, brutta strega! - url Zak rabbiosamente.
- Se pensi che tutto ti appartenga a questo mondo, ti sbagli di grosso!
Magda gli punt contro un dito scheletrico e tremante, ma fu disturbata da un tremendo scricchiolio e da grida allarmate. La cupola d'oro del municipio di Doransk trem pericolosamente prima di crollare con un tonfo fragoroso, sollevando un polverone nero.
La gente si strinse nella piazza, per evitare di finire sepolta tra le macerie, mentre tutt'intorno crollavano altri edifici. Anche il castello arroccato in cima alla collina cominci a franare, rivelando la sua struttura di pietra scura sotto lo strato superficiale dorato. L'intera fortezza rovin al rallentatore nel fossato sottostante, spazzando via le statue di Magda.
La luna artificiale si accese di una luce pi intensa prima di esplodere e svanire del tutto. Le stelle fittizie si misero a lampeggiare prima di spegnersi una a una. Con un terribile fragore, la bolla che racchiudeva la citt di Doransk esplose in mille pezzi. In pochi secondi il tepore svan, spazzato via dalla sferzante aria gelida della notte artica.
In pochi istanti, la citt di Doransk fu ridotta a un cumulo di macerie nerastre e fumanti.
- Guarda la tua bella citt dorata adesso! - url Anneka a Magda. - La terra dove tutti i sogni si realizzano!
Era solo una gigantesca illusione, una creazione fasulla!
Magda contempl la citt in rovina e, quando pos lo sguardo su Nickolai, quasi lo incener. -  tutta colpa tua. Tu mi hai rovinato! Ma sprofonderemo insieme! -. Con un gesto rapido, afferr Elvina che se ne stava appollaiata sulla spalla di Nickolai.
- Ridammela! - strill Nickolai. Ma si sent stringere in una morsa d'acciaio. Magda lo stava attirando verso di s come un magnete. I suoi poteri, bench diminuiti, restavano comunque maggiori di quelli di Nickolai. La sua orrenda faccia deforme si avvicin fino a riempire interamente il campo visivo In quel momento, divennero una persona sola, saldata insieme da una spirale di energia magnetica.
Nickolai penetr nel cuore delle tenebre e la sua anima ne divenne parte.
- Vieni con me, Nickolai - sussurr una voce invisibile, che sembrava provenire dall'interno della sua testa.
- Uniamo il nostro potere! Siamo parte della stessa energia! Insieme possiamo dominare il mondo!
- No! - url.- Non ceder mai alle tue lusinghe!
Impose alla sua mente di resistere ai tenebrosi tentacoli che cercavano di irretirlo ed evoc a s le forze magnetiche. Ma la terra non resse a quello scontro titanico e, con un boato assordante, si apr una profonda voragine ai loro piedi.
La folla contempl meravigliata quello che restava del reame degli elfi mentre Nickolai e Magda sprofondavano nelle viscere della Terra.
Nickolai era riuscito ad afferrare il pugno ossuto di Magda, stretto intorno a Elvina. La sentiva squittire nonostante il crepitio sottostante del Gorgo. Cerc di aprire con la forza la mano della strega, ma le unghie di lei gli si conficcarono nella carne come artigli. Nickolai era deciso a toglierle Elvina a tutti i costi. Serr i denti e con un ultimo sforzo obblig la strega ad aprire la mano, afferrando Elvina prima che le fiamme lo avvolgessero.
Gli scagnozzi di Magda li seguirono a ruota. Volpo precipit a rotta di collo, tallonato da un turbinio di demoni. Il famelico buco nero risucchi in un colpo solo demoni e lupi prima di richiudersi con uno sfrigolio, lasciando una cicatrice fumante sulla superficie e qualche carbone ardente sul pavimento della grotta.
Immediatamente, la sfera luminosa di fatine fu risucchiata nella grotta e sulla superficie cominci a formarsi un sottile strato di ghiaccio, a occultare alla vista il reame degli elfi.
Sottoterra, nella Piazza del Solstizio, le fatine si sparpagliarono dappertutto. Uno dopo l'altro, i blocchi di ghiaccio inanimati si trasformarono in leggiadre creature dalle orecchie a punta e gli occhi azzurri.
Gli elfi si risvegliarono dal loro lungo letargo e ripresero tranquillamente l'attivit in cui erano impegnati nel momento in cui erano stati pietrificati.
La musica ricominci a suonare e la grotta riecheggi dei festeggiamenti in corso.
Il re Vilmar, seduto sul suo trono di ghiaccio, esattamente dove si trovava quando Magda era risalita dal Gorgo dodici anni prima, si guard intorno frastornato.
Aveva l'impressione che il tempo si fosse fermato, ma per quanto si sforzasse di frugare nella memoria i ricordi erano vaghi e confusi. Eppure qualcosa era successo. Il pavimento della grotta era segnato da un'enorme cicatrice e tutt'intorno erano disseminati carboni ardenti. Per non parlare di una quantit mai vista di giocattoli sparpagliati in giro. Alz lo sguardo alla volta della grotta. Sembrava pi trasparente del solito, si intravedeva addirittura il bagliore delle stelle.
Il re rimase di stucco quando una meravigliosa creatura a quattro zampe e con magnifiche corna ramificate sbuc volteggiando attraverso quella fragile barriera. La musica cess di colpo e tutti gli elfi rimasero a contemplare a bocca aperta quella apparizione.
Vilmar si alz in piedi. - Stanotte  successo qualche cosa - annunci con la sua voce tremula.
- Niente  pi come prima.
Il popolo degli elfi guard in silenzio Rudolph atterrare vicino alla cicatrice sul pavimento della grotta. Annus i carboni ardenti bruciandosi il muso e sollev la testa di scatto. Una lacrima rotol sulla sua guancia e cadde su un pezzo di carbone, sfrigolando per qualche secondo prima di evaporare nell'aria.

Capitolo 24
LA MISSIONE COMINCIA
La folla si aggirava in uno stato confusionale tra le rovine della Piazza Dorata. Finn aveva abbandonato ogni atteggiamento da piccolo monarca e fissava, pallido e sconcertato, la spaccatura nel terreno, con la corona principesca di traverso sulla testa.
Il suo viso si contrasse in una smorfia quando sua madre gli corse incontro per abbracciarlo.
- Sono qui tesoro! Tutta quella brutta gente non c' pi adesso. Coraggio...  tutto finito..
Anneka, Zak, Louisa, Lotta e Giok erano stretti insieme e continuavano a fissare increduli il punto in cui Nickolai era sparito. Louisa scoppi a piangere
- Non  morto, vero? Torner presto?
Anneka sorrise tristemente alla sorellina -  stato molto coraggioso. Si  sacrificato per permettere a noi di salvarci e restituirci la libert. Il suo ricordo rester per sempre nei nostri cuori.
- A questo punto ci resta soltanto una cosa da fare - disse Giok stringendo la sua famiglia in un grande abbraccio. - Tornare a casa.
Zak si teneva leggermente in disparte. Anneka not la sua espressione triste e lo tir verso di s.
- Vieni a casa con noi - disse prendendolo a braccetto.
- Saremo lieti di ospitarti - aggiunse Lotta calorosamente.
Zak sorrise e divent tutto rosso. Stava per rispondere quando sentirono un boato sopra le loro teste.
Un'ombra volteggiava sulla folla sbalordita, riempiendo l'aria di risate. Era Nickolai, a cavallo di Rudolph!
Dopo un ultimo, trionfante giro d'onore, atterrarono con un lieve fruscio di zoccoli.
Cadde un silenzio attonito. Era un miracolo! Non solo Nickolai era illeso ma sembrava divenuto pi adulto e pi saggio. La sua giubba rossa era in perfette condizioni e i bordi di pelliccia bianca erano pi candidi che mai. Aveva il cappuccio abbassato e le sue orecchie si muovevano freneticamente.
Anneka fu la prima a riaversi dallo shock. - Nickolai?
Sei proprio tu? - esclam correndogli incontro.
Nickolai smont da Rudolph con un balzo e abbracci la sua amica. - E chi altro? - rispose ridendo di gusto. Dopo tanto orrore e infelicit, era finalmente giunto il momento di abbandonarsi alla gioia.
- Sono tornato! - esclam rivolto alla folla. - Sono io, Nickolai! Non siete contenti di rivedermi?
Dopo alcuni attimi di stordimento, segu un'esultanza generale. Nickolai fu circondato da persone ansiose di manifestargli il proprio affetto e complimentarsi con lui.
- Evviva il ragazzo elfo! Evviva Nickolai!
Si lev un coro di acclamazioni che riecheggi tra le rovine della citt. Zak si fece strada tra la folla, pallido e frastornato, per andare ad abbracciare il suo amico.
- Per tutte le balene! Sei una forza della natura, Nickolai!
Nickolai scroll le spalle con modestia e guard i suoi amici. - Non ce l'avrei mai fatta senza il vostro aiuto. Stento ancora a crederci, ma sono riuscito a sconfiggere il male!
- Ma come hai fatto? - chiese Anneka.
- Grazie a Elvina.  stata lei a proteggermi e a evitare che finissi bruciato.
- E dov' adesso? - chiese Zak cercandola con lo sguardo.
Nickolai si batt il petto. - Qui dentro. Quando eravamo nel Gorgo,  diventata parte di me. Ora  al sicuro e nessuno potr pi togliermela.
- Nickolai? - chiam un'esitante voce femminile poco lontano.
Nickolai si guard intorno e vide una donna che lo fissava intensamente. Le restitu lo sguardo mentre un vago ricordo si faceva strada dentro di lui.
- Mamma?
Gli occhi azzurri della donna si velarono di lacrime. - Quanto tempo  passato? Che cosa  successo?
Nickolai aveva voglia di piangere e ridere nello stesso tempo. And incontro a sua madre e la strinse tra le braccia. Era piccola e fragile e lui la superava di mezza testa. Dopo alcuni momenti durante i quali nessuno dei due riusc a parlare, si sciolsero dall'abbraccio e si guardarono negli occhi.
-  una lunga storia. Sono passati dodici lunghi anni.
Ella sgran gli occhi. - Quanto sei cresciuto! Diventerai alto come tuo padre! -. Poi assunse un'espressione affranta. - Non sei pi un bambino ormai! Mi sono persa la tua infanzia. Sei cresciuto senza di me - disse con un filo di voce.
Nickolai si sforz di mantenere la voce ferma nonostante il groppo alla gola. - Mi sono salvato e sono stato cresciuto da delle brave persone gi al Sud. Possiamo tornare a trovarle, se vuoi. Loro ti racconteranno tutto della mia infanzia.
Ella guard suo figlio con le lacrime che le rigavano le guance. Nickolai le pass un braccio intorno alle spalle e la strinse a s- Non ti preoccupare - la consol. - D'ora in poi avremo tutto il tempo per rifarci.
Sua madre si asciug gli occhi. - Hai ragione Dobbiamo essere felici della fortuna che abbiamo avuto a ritrovarci. Voglio che mi racconti ogni cosa - disse in tono deciso. - Voglio sapere tutto quello che  successo da quella terribile notte.
Nickolai la prese per mano e la condusse adagio verso un muretto diroccato. Si sedettero e Nickolai raccont a sua madre la storia della sua vita.
Quando ebbe finito, Ella lo guard impressionata
- Ti rendi conto di che cosa significa tutto questo, Nickolai? Che tu non sei un elfo comune. Del resto, ho sempre saputo che eri speciale, fin da quando ti portavo a spasso nella slitta.
Nickolai sbuff. - Sciocchezze! Io voglio soltanto tornare a casa con te e rifarmi del tempo perduto.
Non prima, per, di aver salutato i miei amici.
- No, Nickolai! Non puoi farlo. Sei stato nel Gorgo e sei sopravvissuto. Quindi sei immortale adesso!
Nickolai non era sicuro di che cosa significasse.
- Questo vuol dire che avr sempre tredici anni?
- Oh, no! Niente affatto! Crescerai e diventerai adulto ma vivrai per sempre - gli spieg sua madre, premendogli forte la mano - Stanotte hai compiuto un'impresa che dimostra che hai un compito da svolgere nel mondo, un dovere nei confronti del reame che hai salvato. E sarai in grado di portare avanti la tua missione per l'eternit.  il tuo destino,  per questo che sei venuto al mondo.
- E quale sarebbe questa missione? - chiese Nickolai, che ancora non si capacitava.
- Dovrai essere tu a decidere - rispose Ella. - In che modo sar possibile impedire che una cosa del genere si ripeta? In che modo sar possibile salvaguardare per sempre l'infanzia? E come intendi assicurarti che a ogni bambino del mondo sia garantito il diritto di giocare?
Nickolai guard le renne, che in quel momento erano circondate da uno stuolo di bambini adoranti che le coccolavano e le accarezzavano. Ora che aveva restituito loro il potere di volare, avrebbero fatto qualsiasi cosa per lui. E poi Lancer aveva detto che avrebbe dato loro il permesso di uscire nella notte del solstizio d'inverno.
D'altra parte, anche il re Vilmar non avrebbe esitato a mostrargli la sua eterna gratitudine per aver riportato in vita il reame degli elfi.
Nickolai guard gli amici che lo avevano sostenuto con la loro fiducia e si rese conto di quanto doveva loro. Poi ripens ai giocattoli che avevano costruito nella grotta e quanto erano stati utili per restituire l'infanzia ai bambini... pens ai camini che avevano svolto un ruolo cos importante nella sua vita...
Mosse le orecchie e avvert il richiamo delle forze magnetiche, ormai completamente sotto il suo controllo. A poco a poco, un piano prese forma nella sua mente. Ma c'era un'ultima cosa che doveva dire a sua madre.
- Ehm... mamma... - cominci, goffamente. - Ho una piccola confessione da farti. Ho preso in prestito la tua slitta...
Ella lo guard, in ansia. - Dov'?  un cimelio di famiglia, sai? Non  danneggiata, vero?
- Tranquilla,  in perfette condizioni - la rassicur Nickolai. - L'ho lasciata in un posto ma posso andare a recuperarla senza problemi. Il fatto  che ne avr bisogno per la mia missione.
- Allora hai deciso quale sar?
- S - disse Nickolai alzandosi in piedi. - Adesso so che cosa devo fare. E lo comunicher a tutti quanti prima che si mettano in viaggio per tornare a casa.
La Piazza Dorata in rovina si trasform in un luogo di solenni festeggiamenti. La folla celebrava la libert ritrovata e un'atmosfera carnevalesca regnava tra le macerie fumanti. Una bianca coltre di neve aveva ricoperto il paesaggio restituito al clima polare.
Si erano accesi dei fal e costruiti dei rifugi di fortuna. Molti si stavano organizzando per intraprendere il lungo viaggio verso casa. I bambini facevano a gara per fare un giro a dorso di renna e l'aria risuonava di risate argentine.
Nickolai si avvicin a una delle statue cadute di Magda e mont sul piedistallo, rivolgendosi alla folla, che cominci ad acclamarlo festosamente:
- Nickolai! Nickolai! Nickolai!
Nickolai li abbracci con lo sguardo, come un condottiero fiero delle proprie truppe, avvolto nella sua giubba rossa. I suoi occhi azzurri luccicarono nell'oscurit e le orecchie a punta si mossero freneticamente.
Quando inizi a parlare, tutti ascoltarono in ossequioso silenzio.
- Sono venuto qui in cerca della mia famiglia e della mia gente - esord. Guard sua madre che gli sorrise. - E strada facendo ho trovato un altro tipo di famiglia: i miei amici.
Guard Zak, Anneka e tutti i bambini della comunit che lo salutarono sorridenti.
- Loro mi hanno aiutato a sconfiggere il male e a riabbracciare mia madre e la mia gente. Loro mi hanno aiutato a far rivivere il reame degli elfi. Cos, mi sono reso conto che, anche se ho ritrovato la mia casa, la mia famiglia  il mondo intero. Siamo tutti parte di una grande famiglia. E i bambini sono ci che ci uniscono. Abbiamo rischiato di perdere per sempre l'infanzia e intendo fare in modo che in futuro non si ripeta mai pi un pericolo simile.
Dalla folla si lev un boato di approvazione.
- Perci, d'ora in poi, ogni anno si celebrer questa notte, fino alla fine dei tempi. L'infanzia non dura a lungo e, una volta trascorsa, non si pu pi riavere indietro. Perci bisogna godersela finch c'. E che cos' che i bambini amano di pi al mondo?
- I giocattoli! - urlarono in coro tutti i bambini presenti nella piazza.
- Molto bene! Si da il caso che il mio hobby sia quello di fabbricare giocattoli - disse Nickolai. - La mia gente mi aiuter a realizzarli e a distribuirli ai bambini di tutto il mondo, la notte del solstizio d'inverno.
E quando i bambini di adesso saranno diventati grandi, continuer a fabbricare giocattoli per i loro figli e i loro nipotini.
Un altro boato si lev dalla folla. Nickolai attese che si ristabilisse il silenzio prima di continuare.
- Perci adesso tornate alle vostre case e riprendete la vostra vita normale. E aspettate il mio ritorno il prossimo solstizio d'inverno. Mi raccomando, diffondete la notizia! E ricordate: il mio passaggio avverr soltanto quando i bambini saranno a letto, profondamente addormentati.
Un applauso fragoroso accolse le sue parole. Nickolai alz un braccio per aggiungere un'ultima cosa.
- Dimenticavo: potete fare in modo di lasciare qualcosa da mangiare per me e le renne? Sar una lunghissima notte. Qualcuna di quelle deliziose tortine di Lotta andr benissimo!
- Sar fatto! - esclam Lotta.- Dopo vi dar la ricetta!
- aggiunse rivolta agli altri.
Nickolai fu subito circondato dai suoi amici, che avevano un sacco di domande da rivolgergli.
- Mi sembra un'ottima idea, Nick - disse Anneka.
- Ma come diamine pensi di metterla in pratica? Come farai ad andare casa per casa in una notte sola?
Nickolai sospir e pass un braccio intorno alle spalle della sua amica. - Credevo che avessi fiducia in me. Aspetta e vedrai.
- Nickolai  un mago - osserv saggiamente Zak. - Sono sicuro che trover la soluzione.
- In che modo avverr la consegna dei giocattoli?
Li lascerai sulla soglia di casa come abbiamo fatto a Norsk? - chiese Johan pieno di curiosit.
Nickolai sorrise. - No, i regali arriveranno direttamente nelle case di ogni bambino. Nessuno dovr accorgersi del mio passaggio.
- Ma allora dove li lascerai? - domand Louisa.
- E come faremo a sapere che sei stato tu a portarli?
Nickolai riflett sulla questione. - Effettivamente, a questo non avevo pensato - ammise.
All'improvviso, ci fu una certa confusione in fondo alla piazza. La folla si fece da parte per lasciar passare una vecchia slitta trainata da una muta di cani trafelati. A bordo c'era un'anziana coppia, infagottata in strati di pelliccia e colorate sciarpe di lana.
Joe e Hannah!
Nickolai sent montare dentro di s un'ondata di affetto. La slitta si ferm e i due scesero a terra. Hannah si rivolse alla folla e chiese: - Per caso, qualcuno di voi ha visto un ragazzino di nome Nickolai?
- Robusto, con i capelli biondi e gli occhi azzurri.
E... le orecchie a punta... - aggiunse Joe. - Dovrebbe avere all'incirca tredici anni.
Joe e Hannah non si erano accorti della presenza di Nickolai sul piedistallo. La loro vista non era pi quella di una volta.
- Ehi! Joe! Hannah! - chiam Nickolai. - Sono qui!
Al suono della sua voce, i cani cominciarono a uggiolare e ad agitarsi. Sul viso grinzoso di Hannah spunt un sorriso radioso mentre tendeva le braccia verso di lui. - Nickolai! Che cosa ci fai lass? Potresti cadere e farti male! Scendi immediatamente! -. Poi, notando le macerie da cui erano circondati, aggiunse:
- Che cosa  successo a questo posto? Non  qui che dovrebbe sorgere la citt d'oro?
Nickolai salt gi dal piedistallo e corse ad abbracciarli, tra le acclamazioni della folla.
- Hannah ha voluto venirti a cercare a tutti i costi
- spieg Joe. - Scusaci se ti abbiamo messo in imbarazzo davanti a tutte queste persone, figliolo.
Ma le mancavi terribilmente...
- Ero in pensiero per te - disse Hannah. - Volevo assicurarmi che stessi bene. Tieni, ti ho portato questi
-. Armeggi intorno alla slitta e torn indietro con una sacca che conteneva un mucchio di indumenti di lana.
- Oh no! - esclam Nickolai scuotendo la testa.
- Non mi avrai mica portato il berretto marrone con i paraorecchie?
- No, caro. Quello l'ho buttato via anni fa - ridacchi Hannah. - Sono calzettoni di lana. Ho pensato che ti avrebbero fatto comodo quass, per tenerti i piedi al caldo -. Gli tese un paio di lunghe calze di lana colorate. - Le ho fatte apposta per te. Mettitele subito, prima di prenderti un accidente.
Nickolai fece un largo sorriso e afferr la sacca.
- Grazie, Hannah. Credo proprio che ne avr bisogno.
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EPILOGO.
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La notte di ogni solstizio d'inverno si verifica un miracolo al Polo Nord.
La luna illumina le distese di ghiaccio e l'aurora boreale colora il cielo artico. Allo scoccare della mezzanotte, la banchisa si lacera con un boato e una magnifica slitta trainata da nove renne volanti sfreccia in cielo. Il conducente  un vecchio giocondo, avvolto in una giubba di velluto rosso bordata da una bianca pelliccia. Ha le orecchie a punta, le guance rosate, i capelli candidi e una lunga barba bianca. I suoi occhi azzurri luccicano festosi e la notte gelida riecheggia delle sue allegre risate.
La sua slitta, riccamente decorata e ornata di una miriade di sonagli, trasporta un enorme sacco pieno di giocattoli fabbricati nel reame degli elfi, nascosto nelle profondit ghiacciate del Polo Nord.
Solcando il cielo, la slitta si lascia dietro una scia luminosa e, oltrepassata una fitta foresta, fa la sua prima tappa in una cittadina poco lontana. Una volta era un minuscolo villaggio ma ormai  diventata una vera e propria citt, scintillante di luci. Nella grande piazza centrale si erge la statua, in lucido marmo bianco, di una giovane donna con le orecchie a punta, avvolta in un mantello bordato di pelliccia.
La slitta scende lentamente sulla citt per atterrare di fianco a una casetta con il tetto spiovente.
Quest'anno, ci sono due persone dai capelli bianchi appostate alla finestra di una delle camere da letto al primo piano. Dietro, i loro due nipotini dormono profondamente, ciascuno con una lunga calza di lana colorata appesa in fondo al letto e, sul comodino, un piatto pieno di carote e di tortine ai frutti di bosco.
Al piano inferiore, la loro figlia e suo marito stanno ultimando la decorazione dell'albero natalizio, con lucine colorate e ghirlande. Come tocco finale, un puntale a forma di fatina, molto simile a Elvina.
I due nonnini sentono uno scampanellio e vedono la slitta volare in cielo. Si scambiano un'occhiata e sorridono. Osservano la slitta avvicinarsi alla casa, cos vicino che quasi vedono in faccia il loro vecchio amico. Aspettano di sentire il familiare tonfo sul tetto e lo scalpiccio di zoccoli, augurandosi che nessuna tegola venga spostata.
Anche quest'anno  arrivato.
A quel punto,  ora di andare. Dopo aver gettato un'ultima occhiata ai nipotini. Anneka si affretta a spegnere le braci nel camino. Zak le cinge le spalle con un braccio e, in punta di piedi, escono dalla stanza.
...
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...
FINE.